venerdì 13 giugno 2008

La vita è una ... palla (da calcio)

Tutte le volte che l'Italia, o anche solo una squadra, di club gioca all'estero, in una di quelle nazioni dove più forte è stata l'emigrazione, il mio spirito patriottico applicato al calcio si esalta.
Perchè, sarà un difetto, una debolezza o che ne so io, ho visto il tricolore sventolare in Tv mentre ero dall'altro lato dell'Oceano, e mi è costato fatica deglutire. Immagino perchè, dunque, negli USA, in Belgio, in Inghilterra, in Germania, i nostri connazionali, tutti di azzurro vestiti, trombette e bandieroni, sciamano festanti e sorridenti verso lo Stadio dove la Nazionale difende l'onore ed avvicina le origini, il paesello.
Ancora stamattina, alla radio, una voce dall'accento campano, accorata nella sua allegria, chiedeva agli azzurri di vincere, per loro, per gli emigranti, almeno, così, "possiamo prenderci una piccola rivincita contro di loro, contro gli svizzeri; se no, chi se li sente?".
Oggi, in Italia, tanti cittadini rumeni vedranno la partita in Italia. Anche per loro quella di oggi è una partita importante. Anche loro chiedono ai loro beneamini di vincere, almeno contro l'Italia così anche loro, magari, potranno prendersi "una piccola rivincita" contro gli italiani.
Se è vero che il calcio (come lo sport), è la metafora della vita, beh, che vinca il migliore. Ed alla fine, come disse Caressa "abbracciamoci tutti, e vogliamoci tanto bene!"
Le vie della emigrazione sono infinite.

martedì 10 giugno 2008

Santaritenstein

Il dottor Mengele sorride compiaciuto. Lui, dipinto nei decenni come il mostro torturatore e sterminatore impassibile di migliaia i esseri umani, poteva vantare l'allucinante assurdo alibi della sperimentazione scientifica. Se, per lui, gli ebrei erano meno di bestie, allora queste cavie umane avevano meno valore dei cani e dei topi che ancora oggi vengono sacrificati nei laboratori scientifici per la sintesi di prodotti farmaceutici e di creme contro le rughe.
Forse non rideva, Mengele, durante le torture. Al più restava impassibile; e se era infastidito dalle urla, faceva come si fa con le scimmie in laboratorio: tagliava semplicemente le corde vocali.
Ai medici della Santa Rita nemmeno questo assurdo alibi della follia ariana si può attribuire; non c'erano esperimenti per il miglioramento della razza. L'unico miglioramento era quello del conto in banca. Perchè l'alta società ("quello è primario alla Santa Rita") ha le sue necessità economiche.
Nei film di propaganda bellica, il nemico viene sempre dipinto come un personaggio infimo; il nemico cattivo è quello che fruga fra le tasche del soldato morente per sottrargli il braccialetto d'oro, l'orologio (la classica "cipolla") con dentro l'immagine della giovane moglie e dei figli in fasce, la collanina, quello che glispalanca la bocca per strappargli i denti d'oro.
Quando c'è un terremoto, la polizia è costretta ad organizzare turni di sorveglianza notturna per impedire i saccheggi alle povere cose sepolte dalle macerie, per proteggere i beni altrui dagli sciacalli.
Negli ultimi due anni di agonia del vecchio governo, in campagna elettorale ed in queste prime settimane di vita del nuovo esecutivo, il tema sicurezza la fa da padrone. E con esso, collegato, quello della certezza della pena e dell'indulto. Ed è di ieri l'uscita del premier sulla necessità di non fare ricorso alle intercettazioni per svolgere indagini.
Ognuno si faccia le considerazioni che vuole. Ma su una cosa mi piacerebbe che si riflettesse. Sulla certezza della pena da parte di tutti coloro i quali ipotizzano pene supreme per chi ha fame e rischia la vita per provare a sopravvivere in terra straniera o per chi, schiava sulle strade, viene umiliata dai "clienti" (aguzzini no?) occidentali. Ed a questi medici che svuotavano seni di giovani donne con la stessa pena con la quale si tolgono i semi ai meloni-cantalupe, che pena bisogna dare? Che percezione danno, questi componenti l'elite della società?
Cosa affligge maggiormente la percezione della sicurezza? Un bambino che chiede l'elemosina al semaforo o un affermato primario che ti prescrive un intervento chirurgico?
E poi, la domanda senza risposta: Cosa è più grave? Il reato di un poveraccio che ruba gli spiccioli ad un benzinaio perchè la fame lo uccide e gli si scatenano contro tutti i peggiori istinti dell'uomo?Oppure quello di un raffinato primario che guadagna milioni di euro l'anno ma poi ricicla protesi usate dalle bocche di anziani malati terminali e asporta polmoni come fossero frattaglie di carne?
Per chi si auspicano le pene peggiori? Chi sta imbarbarendo di più questa nostra sgangherata società?

domenica 8 giugno 2008

Avvistamenti sospetti

Un automezzo sospetto di chiara origine rumena è stato avvistato a breve distanza dalla SP 66 che congiunge Mola di Bari a Conversano.
I primi sommari controlli hanno evidenziato la presenza di numerose borse da viaggio accumulate in modo sospetto. Nel vagone di carico anche un individuo di nazionalità incerta, chiaramente affaticato, presumibilmente per il lungo viaggio o, forse, per un eccessivo stress da sforzo podistico, per via dello sguardo vitreo. Gli investigatori hanno fermato il conducente, risultato poi positivo al controllo etilometrico e tabagistico, il quale ha cercato di darsi alla fuga ma è crollato al suolo privo di sensi e spossato dalla fatica dopo i primi tre metri di fuga.
Nella foto il mezzo fermato con il sospetto ancora a bordo, autodichiaratosi esponente del Movimento Per l'Autonomia (MPA) del Tibet.
PS - Il Dalai Lama, venuto a conoscenza dei fatti, ha dichiarato la sua volontà di rinunciare alla autonomia da Pechino.

venerdì 6 giugno 2008

Pena preventiva

Questa foto a corredo dell'articolo apparso sulla edizione on-line del Corriere, certamente non vincerà nessun premio, sicuramente sarà scordata a bevissimo, e forse lascerà indifferenti tanti.
La rabbia è sapere, temere, che a qualcuno verrà in mente che "così, la prossima volta, si imparano a restare a casa loro".
Da ieri si discute del fatto che le prostitute (probabilmente, non è specificato, ma lo presumo) extracomunitarie ed irregolari, vanno considerate una categoria a rischio sicurezza e andrebbe prevista la applicazione della espulsione.
Se "qualcuno" si fermasse a pensare che quei corpi gonfi d'acqua ed alghe e rotolanti goffamente sul bagnasciuga, corpi che infastidiscono la vista tanto quanto fanno tenerezza i delfini spiaggiati per cui tanti si commuovono e si prodigano per salvarli, erano uomini, donne, bambini, che solo poche ore fa abbracciavano per l'ultima volta i loro cari ... e non oggetti da rispedire al mittente come si fa con la merce difettata o con gli abbonamenti a riviste che non si vuole leggere, forse "qualcuno" non sarebbe tanto orgoglioso di andare a portare in giro per l'Europa il proprio "giro di vite".

Troppe croci

Si fanno i film, sugli eventi simbolo della storia. E purtroppo la storia si ricorda attraverso lutti, morti, guerre.
Da 64 anni il 6 giugno rappresenta una data simbolo.
Ognuno la veda come vuole.
Ognuno decida come ricordare quei luoghi, quei giorni, quegli eventi.
Ma quando ci sono così tante, troppe croci, l'importante è rifletterci su.

giovedì 5 giugno 2008

Di tutta erba un "fascio"

Forse lo sottovaluto, il rischio. Resta, però, per me l'eccessivo uso anzi: l'abuso del termine fascismo, per caratterizzare qualunque azione o gesto o volontà di intenti che manifesta una parte politica oggi maggioritaria nel Paese. Pensavo, infatti, che questo termine dovesse essere utilizzato per caratterizzare essenzialmente un periodo storico trascorso e, nell'attuale, limitarsi a connotare con questa parola(ccia) ben precise, deprecabili, condannabili, esecrabili azioni di violenta, fisica e verbale (a prescindere da chi le utilizza).
Azioni che sembrano essere in triste, preoccupante aumento nel Paese, ragione per cui vedo questo trend pericoloso più come causa che come effetto dell'indirizzo politico nazionale.
Ma al di là delle parole che si utilizzano per definire comportamenti e persone, resta la condanna per le scelte e gli indirizzi politici che caratterizzano i governi non solo in Italia, ma nel mondo.
Ed allora, mi ha incuriosito (ma, a questo punto, non sorpreso) la "popolarità" della parola fascista fin nel lontano Costa Rica, e dunque il fatto che un opinionista liberale costariqueño ha utilizzato questa parola per definire una decisione del responsabile del laboratorio politico del SudAmerica.
Resta un fatto: al di là delle definizioni e delle parole, la libertà è sempre il bene più prezioso. E, la si chiami come si vuole, qualunque forma di imporre leggi liberticide e limitanti della libertà personale, ogni abuso, ogni prevaricazione va condannata.
A margine, rimane e si consolida la mia contentezza nel ricordare lo sfratto subito dall'ex Presidente della Camera Bertinotti. Non è una consolazione sapere che il suo successore possa essere peggiore di lui. Certamente il suo ultimo pellegrinaggio a Caracas (il suo e quello dell'ex Ministro degli Esteri Baffino) non hanno evidenziato alcuna presa di distanza dalla politica di un Capo di Stato ...posso dirlo? ... fascista!

mercoledì 4 giugno 2008

Deficit di Democrazya

Quei tre o quattro (cinque se mi ci aggiungo io) che leggono queste righe, sanno che mi suona come fuoriluogo parlare di Italia come paese a rischio democrazia.
Magari tutto ciò dipende da cosa si intende per "democrazia".
Magari ogni società si abitua ai propri standard ed ogni comodità ed agio (non solo quelli materiali) di cui si ha anche solo la percezione di non poter usufruire, ci porta a conclusioni talora esagerate.
Certo, in un Paese in cui sono permessi cortei dove si bruciano bandiere di altri stati o si inneggia a luoghi esteri (invocandone la moltiplicazione) dove sono stati uccisi decine di soldati nostri connazionali, e farla impunemente franca, potrebbe anche essere considerato un paese a rischio democrazia.
Bisogna vedere da che ottica si osserva la cosa, ma insomma ....
A Roma ad un capo di stato è stato impedito l'accesso all'Università, qualche mese fa. E chissà se la democrazia a rischio si è manifestata in chi ha impedito la presenza dell'omino di bianco vestito o nelle parole che sarebero state dette.
Ma la democrazia a rischio, in Italia, la si può manifestare in tanti modi. Per esempio andando in TV dicendo che non c'è libertà di parola. O in Parlamento a dire che non c'è rappresentatività.
Il rischio è un concetto complesso. Qualunque sia il campo in cui si operi, il concetto di rischio si esprime in base a quelle che sono le aspettative umane rispetto a che un determinato fenomeno accada.
Cosa comporta, dunque, il rischio democrazia,in Italia? Ed è giusto classificarlo senza avere termini di paragone con altre realtà? Come si classifica una democrazia?
Gli Stati Uniti secondo alcuni sono la più grande democrazia del pianeta. Secondo altri, quello non è un paese democratico.
C'è chi considera un modello un'isola caraibica in cui si è eletto (un po' anche riflessivo) lo stesso capo di Stato per 44 anni, non foss'altroperchè, a differenza delle schede elettorali simili a lenzuola di un letto a tre piazze come capita in Italia, lì la scheda (quando c'è), semba più un francobollo (auto)celebrativo.
Qui si va a fare la spesa all'ipermercato prendendo l'auto, spendendo 5 euro di benzina e tre ore di tempo, per comprare due chili di arance e le merendine "in offerta" per il bambino, lamentandosi che non se ne può più con i rincari dei carburanti.
...
Ieri, a Roma, un corteo di protesta, senza roghi di bandiere nè slogan minacciosi, ha espresso la propria rabbia nei confronti di un capo di stato che è venuto fin qui a dire che Israele ha i giorni contati e che il diritto al nucleare (ah! il nucleare ....) è sacrosanto. Che l'Occidente corrotto affama le popolazioni, e Mugabe ascoltava poche file più in là, attento.
Italia, Occidente: rischio democrazia.
Chissà quando sarà possibile fare tutto ciò che si è fatto in Roma, Italia, Occidente, a Teheran, Iran.
In Italia si è gridato al fascismo non perchè qualcuno pensava di negare il diritto al libero svolgimento del Gay Pride, ma perchè non se ne dava il patrocinio. Altrove gli omosessuali li impiccano direttamente.
Democrazia è potere esprimere le proprie idee. Se chi ascolta è distratto dalla simpatia di Mourinho che già conosce ilsignificatodella parola pirla", e tanto gli basta per vivere felice in attesa del prossimo campionato di calcio, beh ... non è a rischio la democrazia, ma l'intelligenza.