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martedì 23 settembre 2008

Non chiamatelo semplicemente Heavy Metal

Fu un salasso per le tasche di uno studente quasi diciassettenne, ma quel cofanetto contenente i primi tre album degli AC-DC ed in più un 45 con una delle più belle versioni di Baby, please don't go (forse solo Ted Nugent dal vivo, a parte l'originale, ovvio!) anche se quell'oramai ex-studente (e soprattutto ex-diciassettenne) non può più ascoltarlo (vinile ...), sta nel baule dei ricordi che tutti hanno, e tutti periodicamente, aprono, ne osservano con nostalgia il contenuto, e poi richiudono lentamente, soffermandosi un momento, giusto il tempo di un profondo sospiro, un sorriso a mezza bocca, un leggero movimento del capo.
L'ultimo album degli AC-DC che comprai (lo comprò il fratellone, in realtà) fu For Those About to Rock. Tanto di cappello a Back in Black ed alcuni brani consegnati alla storia, ma senza Bon Scott non era più la stessa cosa.
Dopo trentadue anni gli AC DC sono ancora lì a martellare i santissimi con l'ennesimo album, sempre atteso, sempre uguale a se stesso, e sempre accolto con la stessa alta tensione con cui iniziarono, ragazzetti, una carriera ineguagliabile.