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giovedì 18 dicembre 2008

Tra Lauro e Kruscev

"Ha dimostrato buona mira il giornalista iracheno che ieri ha lanciato le sue scarpe verso George Bush durante una conferenza stampa. Certamente il ragazzo si era allenato molte volte lanciando le sue scarpe contro Saddam Hussein quando egli era presidente del suo Paese ..."
(tradotto da "Periodista valiente"; in BlogBis)
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"Non mi interessano i soldi, voglio solo i quadri con i culi". Bisogna ammettere che Tinto Brass, all'atto pratico, non rinnega nei fatti quella che da sempre è stata la sua filosofia.
Per i tragicomici scherzi della lingua italiana, l'onirico si veste di ironia: nell'articolo si legge che fra il famoso Tinto ed il fratello Andrea ci sia "una spaccatura". Già: che altro?
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La guida al volante in condizioni non idonee a causa dell'uso di alcool da parte del conducente e le relative misure di prevenzione sono oggetto di discussione.
Le onde emotive sembrano in grado di determinare le scelte del legislatore e ciò inevitabilmente porta a puntare sull'inasprimento dei limiti oltre i quali scattano le pene sempre più severe. Prima di rendere i controlli sulla velocità a prova di ricorso dell'automobilista, sono passate generazioni di autovelox. Oggi si legge di ricorsi andati a buon fine basati sul fatto che un collutorio può ingannare il palloncino.
Capisco che non sia facile fissare un limite, e sono convinto che non per tutti sia applicabile la stessa soglia di rischio. Ma non può essere l'attesa di avere la prossima morte per incidenti da alcool a determinare l'ennesimo abbassamento della quantità di alcool nel sangue. Che a esasperare il discorso, si arriverà al momento in cui l'unico valore ammesso di alcool nel sangue sia ZERO. Che, secondo me, non sarà il peggiore dei mali, anzi! è il limite che auspico, non foss'altro perchè è l'unico valore incontrovertibile e non soggettivo.
A chi va a scuola guida, si dice che quando c'è il rosso al semaforo, anche se non passa nessuno, ci si ferma. E se passi, becchi la multa. Fine della storia.
A chi va a scuola guida, da domani, da oggi, si deve dire che quando bevi anche un solo sorso di alcool non guidi. Senza margini di tolleranza: la soglia limite è zero. Se ne hai di più non guidi. E se guidi e ti beccano, non guidi più per un tot tempo. Fine della storia.
Capisco che un provvedimento del genere susciterebbe le ire ... dei produttori di auto? Degli automobilisti? NO! Dei produttori di vino ed alcolici in genere. Mi immagino sulle bottiglie di vino, di quelle che costano un occhio della testa, quelle che fanno fare bella figura al "sistema paese", quelle che vanno fino in California, ed ai VinItaly di tutto il mondo, finalmente la scritta:
"Questo Brunello di Montalcino può provocare incidenti stradali mortali", oppure:
"Con questo Ferrari Brut puoi morire alla velocità di una Formula 1 invece di aspettare trent'anni per avere un cancro ai polmoni" (come diligentemente spiegato sui pacchetti di sigarette).
Scritte sulle bottiglie a parte (però come mai ora anche per il gioco del lotto o dei gratta e vinci ci sono le scritte del tipo: "gioca con moderazione" ma nessuno si sogna di macchiare l'estetica delle bottiglie di vino con gli analoghi avvisi?) secondo me manca una vera prevenzione. Anche dura.
All'estero si fanno campagne shock per esempio contro l'uso dei cellulari mentre si è al volante:
in Inghilterra, in Francia, in Spagna. Perchè non anche per l'alcool?

martedì 30 settembre 2008

Romani e romeni (Lei non sa chi sono io)

  • In Italia, oggi, si è aperto il processo a quel romano che una notte di qualche mese fa ha travolto ed ucciso due ragazze irlandesi in vacanza nella capitale.
    Altri processi si celebrano nei confronti di romeni che altrettanto ubriachi hanno fatto strage di innocenti in strada.
    Nei confronti dei pirati della strada l'accusa è di omicidio colposo. Possono andare a casa.
    Si sono celebrati ieri i funerali di Stato a due poliziotti che hanno perso la vita nelle fasi dell'inseguimento di un automobilista che non si era fermato ad un posto di blocco.
    Nei confronti dell'automobilista fuggitivo l'accusa è di omicidio colposo. Può andare a casa.
    Quello della attrice Heather Locklear è solo l'ultimo, in ordine di tempo, dei tanti arresti (che in Italia chiameremmo "eccellenti") che avvengono negli Stati Uniti per guida in stato di ubriachezza. Si badi bene: non per avere causato un incidente o esserne stato coinvolto, ma solo (per modo di dire) per essersi messa al volante con il tasso alcolico superiore al consentito. E nella etilica Inghilterra, come è noto (non dico che l'ho visto io in prima persona se no qualcuno dice cha faccio il sapientone solo per esserci stato), è prassi non andare alle feste o al pub in auto, consapevoli del fatto che al ritorno al volante sull'auto, sbronzi, non si sale. O c'è colui che ha estratto la pagliuzza più corta e gli tocca guidare sobrio (magari è banalmente astemio), altrimenti si va in metro o in taxi.
    Niente fughe pericolose, niente omicidi più o meno colposi. Trenta giorni di carcere.
    Io, onestamente, un occhio alla norma statunitense glielo darei.
  • "Non è umiliante questo vagabondaggio ..." "E Come mai i cittadini immediatamente si allarmano quando gli diciamo che si sta per costruire una nuova moscheea?" (minuto 9). La puntata dell'Infedele di ieri sera su La7 aveva come tema il razzismo. Frase a effetto nei titoli: "Italia razzista. Lo Stato che fa?". Premetto: secondo me il fatto che in giro ci siano razzisti xenofobi ed antiislamici non fa dell'Italia un paese razzista. Nel frattempo, però, in Italia sta prendendo sempre più fortemente piede l'antiislamismo. Dicono che l'Italia sia un paese laico. Se così fosse, non si capisce perchè la Chiesa cattolica non trova mai impedimenti burocratici quando si chiede il permesso a costruire un nuovo luogo di culto ed anzi, alle attività commerciali ed imprenditoriali gestite da religiosi sono affrancate alcune imposte, mentre quando si tratta di costruir moschee, esiste sempre un ostacolo urbanistico. Mi sembra logico che non si vedano cattolici inginocchiarsi sui marciapiedi, strade e parcheggi a pregare, ma islamici si, visto che verso costoro vengono sollevate difficoltà sovente "cavillose" allorquando si chiede la costruzione di una moschea, mentre un cattolico può scegliere in quale chiesa andare a pregare solo spostandosi di pochi isolati. Sono fra coloro i quali ritengono la presenza del Vaticano sul suolo italico una zavorra che renderà sempre più lenta la piena realizzazione di un VERO stato laico (mentre la cattolicissima Spagna beneficia della distanza). E a chi eccepisce e sostiene che non sia vero ciò, ossia che non solo la politica ma, di conseguenza, anche la stampa non subisca l'influenza del Vaticano, chiedo come mai per scoprire una notizia del genere devo andare sino in Perù.