Altri tempi, quando esisteva Carosello.
Personaggi dello spettacolo di primissimo livello recitavano in quelli che non possiamo chiamare, con il vocabolario di oggi: spot.
Attori ed attrici di cinema e di teatro, italiani e stranieri, si prestavano a recitare (nel vero senso della parola) in sketch che in molti casi sono ancora oggi ricordati.
C'erano personaggi "affermati" ma anche molti "emergenti".
C'era, fra i tanti, Virna Lisi. La quale, con quella bocca, poteva dire ciò che voleva.
A distanza di tanti anni, un'altra bocca prova a dire ciò che vuole. Ma, insomma, probabilmente in questo caso, un "quasi" andrebbe aggiunto.
sabato 9 maggio 2009
giovedì 7 maggio 2009
Seconda generazione?
Premetto che non mi è chiaro il concetto di "matrimonio misto".
Un matrimonio fra due persone di cui, per esempio, una italiana ed un francese può essere considerato un matrimonio misto? Scommettiamo che se l'italiana è Carla Bruni ed il francese si chiama Nicolas Sarkozy, o se lei è Monica Bellucci e lui Vincent Cassel nessuno lo definirebbe un matrimonio misto, mentre se il lui fosese ... chessò ... David Trezeguet, o Marcel Desailly, quella unione diventerebbe un matrimonio misto?
Negli USA il matrimonio fra mia cugina, una italiana che a sette anni è emigrata a New York, diventando dopo un po' cittadina statunitense, e Mike, figlio di una coppia della Giordania e divenuto poi anch'egli cittadino statunitense, come verrebbe definito?
E il mio è un matrimonio misto? Cosa si mescola?
Sarà passato qualche anno e forse la memoria mi fa difetto, ma non mi sembra che fra i documenti per il matrimonio venga richiesta una mappa del genoma.
Ed allora: cosa si mescola?
Vabbè. Temo di rimanere nel dubbio. Anche perchè l'uso del termine "misto" quando si parla di uomini e donne o, nel caso delle "bizzarrie" recentemente di moda, di bambini e bambine che frequentando la stessa aula scolastica ma parlando l'italiano con risultati differenti, la fanno diventare "classe mista" e quindi da "omogeneizzare" con "classi separate", mi fa venire l'orticaria (come disse Bertinotti di Travaglio; questo per dimostrare che almeno una volta nella vita si ha sempre l'opportunità di dire una cosa sensata, foss'anche Bertinotti. Diliberto potrebbe invece rappresentare la classica eccezione alla ancor più classica regola).
In questo clima da confusione da cambiamento, innaturale in un popolo dalla tradizione interetnica che risale più o meno all'epoca immediatamente successiva al fratricidio più famoso della Storia dopo quello di Caino ed Abele, ma che diventa naturale se quel popolo è il popolo italiano, popolo tradizionalmente dalla memoria corta, oggi sul Corriere la notizia delle pattuglie miste.
Evidentemente a questi ragazzi e ragazze non è stato riservato il trattamento delle classi separate, in quanto figli di immigrati ed inevitabilmente con il problema della "gestione" di due lingue: quella di almeno uno dei genitori e quella dei compagni di classe.
Molti fra quelli che scelgono la carriera militare, tradizionalmente, lo fanno perchè è una opportunità di lavoro. Ma tanti lo fanno per passione della divisa, e perchè esiste l'orgoglio di indossare una uniforme e "servire la Patria", la Madre Patria.
Quale Madre che si rispetti ti metterebbe in un angolo se non parli bene l'italiano, invece di moltiplicare i propri sforzi per farti arrivare alla pari degli altri figli (e insegnandoti ad essere orgoglioso di conservare la tua lingua nativa, che un giorno diventerà anche un qualcosa in più rispetto ai tuoi coetanei)?
E quando giungerà il momento in cui quella Madre sarà una donna anziana che non potrà più dare la mano per superare le difficoltà, ma avrà bisogno del supporto del Figlio, quel Figlio sarà orgoglioso di sua Madre, la amerà ancor più e non gli peserà il dover destinare i propri sforzi, il proprio tempo per accudire e servire colei che lo ha fatto crescere bello, sano e, perchè no?, Italiano.
Un matrimonio fra due persone di cui, per esempio, una italiana ed un francese può essere considerato un matrimonio misto? Scommettiamo che se l'italiana è Carla Bruni ed il francese si chiama Nicolas Sarkozy, o se lei è Monica Bellucci e lui Vincent Cassel nessuno lo definirebbe un matrimonio misto, mentre se il lui fosese ... chessò ... David Trezeguet, o Marcel Desailly, quella unione diventerebbe un matrimonio misto?
Negli USA il matrimonio fra mia cugina, una italiana che a sette anni è emigrata a New York, diventando dopo un po' cittadina statunitense, e Mike, figlio di una coppia della Giordania e divenuto poi anch'egli cittadino statunitense, come verrebbe definito?
E il mio è un matrimonio misto? Cosa si mescola?
Sarà passato qualche anno e forse la memoria mi fa difetto, ma non mi sembra che fra i documenti per il matrimonio venga richiesta una mappa del genoma.
Ed allora: cosa si mescola?
Vabbè. Temo di rimanere nel dubbio. Anche perchè l'uso del termine "misto" quando si parla di uomini e donne o, nel caso delle "bizzarrie" recentemente di moda, di bambini e bambine che frequentando la stessa aula scolastica ma parlando l'italiano con risultati differenti, la fanno diventare "classe mista" e quindi da "omogeneizzare" con "classi separate", mi fa venire l'orticaria (come disse Bertinotti di Travaglio; questo per dimostrare che almeno una volta nella vita si ha sempre l'opportunità di dire una cosa sensata, foss'anche Bertinotti. Diliberto potrebbe invece rappresentare la classica eccezione alla ancor più classica regola).
In questo clima da confusione da cambiamento, innaturale in un popolo dalla tradizione interetnica che risale più o meno all'epoca immediatamente successiva al fratricidio più famoso della Storia dopo quello di Caino ed Abele, ma che diventa naturale se quel popolo è il popolo italiano, popolo tradizionalmente dalla memoria corta, oggi sul Corriere la notizia delle pattuglie miste.
Evidentemente a questi ragazzi e ragazze non è stato riservato il trattamento delle classi separate, in quanto figli di immigrati ed inevitabilmente con il problema della "gestione" di due lingue: quella di almeno uno dei genitori e quella dei compagni di classe.
Molti fra quelli che scelgono la carriera militare, tradizionalmente, lo fanno perchè è una opportunità di lavoro. Ma tanti lo fanno per passione della divisa, e perchè esiste l'orgoglio di indossare una uniforme e "servire la Patria", la Madre Patria.
Quale Madre che si rispetti ti metterebbe in un angolo se non parli bene l'italiano, invece di moltiplicare i propri sforzi per farti arrivare alla pari degli altri figli (e insegnandoti ad essere orgoglioso di conservare la tua lingua nativa, che un giorno diventerà anche un qualcosa in più rispetto ai tuoi coetanei)?
E quando giungerà il momento in cui quella Madre sarà una donna anziana che non potrà più dare la mano per superare le difficoltà, ma avrà bisogno del supporto del Figlio, quel Figlio sarà orgoglioso di sua Madre, la amerà ancor più e non gli peserà il dover destinare i propri sforzi, il proprio tempo per accudire e servire colei che lo ha fatto crescere bello, sano e, perchè no?, Italiano.
martedì 5 maggio 2009
Porca a porca
Lunedì, puntata di Porta a Porta dedicata alla febbre suina o nuova influenza o Influenza A, o come volete chiamarla voi.
Una puntata interessante, su un tema importante. Non solamente per le ripercussioni economiche, ma anche sugli aspetti sanitari, sulle ripercussioni sulla salute di tanti esseri umani nel mondo e, perchè no?, anche in Italia.
Ospiti in studio a vario titolo e con collegamenti da altre sedi.
Entra Gianni Rezza, epidemiologo e subito si capisce che, fra dottori e giornalisti, non dico di impietosirsi ma per lo meno, rispettare i morti non gliene frega una beneamata.
...
(minuto 17.12) Din Don
BV "Buonasera, Gianni Rezza, direttore ... ecc. ecc. ... I morti, come sono morti? OH! (ridendo) appena lei è entrata subito ha fatto secco un pezzetto di mortadella"
GR "Eh Eh, è il momento adatto per mangiare carne di maiale"
Bruno Vespa inizia dunque a "svassoiare"stuzzichini di insaccati vari agli ospiti; fra una fetta di Parma ed un cubetto di mortadella, gli invitati mangiano soddisfatti mentre Rezza parla di focolai e di morti.
"BV "ecco, ma di che cosa sono morti?"
Vespa ed i suoi ospiti continuano a sorridere mentre offre insaccati parlando di morti.
...
Ora non è che uno voglia passare per cinico. Ma ... se una ragazza in quel di Garlasco o una giovane studentessa inglese muore a Perugia di morte violenta, o se due poveri ragazzini vengono ritrovati morti sul fondo di una cisterna o se degli operai muoiono sul lavoro, e certamente Vespa si (di)mostra affranto e non si sognerebbe minimamente di offrire leccornie ad i suoi ospiti, perchè se i morti sono in Messico, non si sa quanti ne sono, non si sa quanto ce ne saranno, Vespa si può permettere di ridacchiare sornione con un vassoio di ben di Dio fra le mani?
La trasmisisone dura una ora e mezza: possibile che non c'era un altro momento della puntata per offrire cibo e sorridere rassicurante agli italiani che mangiare maiale non fa male?
Se un italiano fosse morto in seguito al virus, cosa avrebbe fatto Vespa? avrebbe ridacchiato allegramente?
Oppure avrebbe organizzato una puntata stile Cogne o Garlasco, solo che invece di mettere la bicicletta o il plastico della casa in primo piano, ci avrebbe messo un suino?
Una puntata interessante, su un tema importante. Non solamente per le ripercussioni economiche, ma anche sugli aspetti sanitari, sulle ripercussioni sulla salute di tanti esseri umani nel mondo e, perchè no?, anche in Italia.
Ospiti in studio a vario titolo e con collegamenti da altre sedi.
Entra Gianni Rezza, epidemiologo e subito si capisce che, fra dottori e giornalisti, non dico di impietosirsi ma per lo meno, rispettare i morti non gliene frega una beneamata.
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(minuto 17.12) Din Don
BV "Buonasera, Gianni Rezza, direttore ... ecc. ecc. ... I morti, come sono morti? OH! (ridendo) appena lei è entrata subito ha fatto secco un pezzetto di mortadella"
GR "Eh Eh, è il momento adatto per mangiare carne di maiale"
Bruno Vespa inizia dunque a "svassoiare"stuzzichini di insaccati vari agli ospiti; fra una fetta di Parma ed un cubetto di mortadella, gli invitati mangiano soddisfatti mentre Rezza parla di focolai e di morti.
"BV "ecco, ma di che cosa sono morti?"
Vespa ed i suoi ospiti continuano a sorridere mentre offre insaccati parlando di morti.
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Ora non è che uno voglia passare per cinico. Ma ... se una ragazza in quel di Garlasco o una giovane studentessa inglese muore a Perugia di morte violenta, o se due poveri ragazzini vengono ritrovati morti sul fondo di una cisterna o se degli operai muoiono sul lavoro, e certamente Vespa si (di)mostra affranto e non si sognerebbe minimamente di offrire leccornie ad i suoi ospiti, perchè se i morti sono in Messico, non si sa quanti ne sono, non si sa quanto ce ne saranno, Vespa si può permettere di ridacchiare sornione con un vassoio di ben di Dio fra le mani?
La trasmisisone dura una ora e mezza: possibile che non c'era un altro momento della puntata per offrire cibo e sorridere rassicurante agli italiani che mangiare maiale non fa male?
Se un italiano fosse morto in seguito al virus, cosa avrebbe fatto Vespa? avrebbe ridacchiato allegramente?
Oppure avrebbe organizzato una puntata stile Cogne o Garlasco, solo che invece di mettere la bicicletta o il plastico della casa in primo piano, ci avrebbe messo un suino?
lunedì 4 maggio 2009
A farlo apposta ...
Lunedì, appuntamento settimanale alle 21.10 con Gad Lerner ed il suo programma su La7: "L'infedele".
Qualcuno, lassù, forse Gino Bramieri, o chissà, direttamente il Dio della Barzelletta, ispirò al giornalista questo titolo. E non credo che in alcun momento Lerner avrebbe potuto immaginare che un giorno, la sua trasmissione sarebbe stata così annunciata:
Ore 21.10 - L'infedele "Berlusconi e le donne".
Ci sarebbe da togliere quelle virgolette!
...
Maroni, intanto, dopo averci provato coi medici, ritenta con i presidi.
Qualcuno, lassù, forse Gino Bramieri, o chissà, direttamente il Dio della Barzelletta, ispirò al giornalista questo titolo. E non credo che in alcun momento Lerner avrebbe potuto immaginare che un giorno, la sua trasmissione sarebbe stata così annunciata:
Ore 21.10 - L'infedele "Berlusconi e le donne".
Ci sarebbe da togliere quelle virgolette!
...
Maroni, intanto, dopo averci provato coi medici, ritenta con i presidi.
venerdì 1 maggio 2009
Beware of the pig?
Ha creato poco panico, finora, la febbre suina in Europa, e meno in Italia, mentre altrettanto non può dirsi del Messico, ovviamente, e di altri paesi del centro e sud America.
I responsabili della Sanità dei Paesi di tutto il mondo non hanno ancora, dal poco che ne capisco, una visione univoca sull'effettivo rischio che la diffusione del virus della febbre suina potrebbe avere sulle popolazioni.
Come per la attuale crisi economica mondiale l'unico riferimento storico è quello che provocò una catastrofe in Europa al principio del secolo scorso; quando la epidemia di influenza suina veniva anche definita spagnola, salvo scoprire che il nome dipende dal fatto che il paese iberico restò neutrale rispetto al primo conflitto mondiale, e la conseguente mancanza di censura del governo sulla stampa.
Molti hanno già ricordato ciò che avvenne pochi anni fa con la aviaria. Di cui, onestamente, non è che si sia capito molto, se non che le case farmaceutiche ci hanno fatto una sbarcata di soldi (vi ricordate le scorte dei vaccini? e chi si è mai vaccinato?).
Che brutto mondo quello in cui troppi sono i casi in cui il cinismo dell'uomo ha proovcato catastrofi e tragedie, al punto da avere oramai sempre il dubbio che di naturale non ci sia più nulla! E quanti di noi possono dirsi sicuri che dietro tutto ciò non ci sia l'ennesimo business?
Epidemia? Pandemia? Bugia? Farmacia?
A me, e lo dico a bassa voce, perchè mi rattrista molto il fatto di essere giunto al punto di dubitare, questa malattia, questa epidemia/pandemia non convince. E se non c'entrano nulla i suini in quanto tali, ho l'impressione che i porci, anche in questo caso, abbiano due zampe.
...
A chi non è venuto in mente l'album (per me il più bello) del 1977 dei Pink Floyd?
I responsabili della Sanità dei Paesi di tutto il mondo non hanno ancora, dal poco che ne capisco, una visione univoca sull'effettivo rischio che la diffusione del virus della febbre suina potrebbe avere sulle popolazioni.
Come per la attuale crisi economica mondiale l'unico riferimento storico è quello che provocò una catastrofe in Europa al principio del secolo scorso; quando la epidemia di influenza suina veniva anche definita spagnola, salvo scoprire che il nome dipende dal fatto che il paese iberico restò neutrale rispetto al primo conflitto mondiale, e la conseguente mancanza di censura del governo sulla stampa.
Molti hanno già ricordato ciò che avvenne pochi anni fa con la aviaria. Di cui, onestamente, non è che si sia capito molto, se non che le case farmaceutiche ci hanno fatto una sbarcata di soldi (vi ricordate le scorte dei vaccini? e chi si è mai vaccinato?).
Che brutto mondo quello in cui troppi sono i casi in cui il cinismo dell'uomo ha proovcato catastrofi e tragedie, al punto da avere oramai sempre il dubbio che di naturale non ci sia più nulla! E quanti di noi possono dirsi sicuri che dietro tutto ciò non ci sia l'ennesimo business?
Epidemia? Pandemia? Bugia? Farmacia?
A me, e lo dico a bassa voce, perchè mi rattrista molto il fatto di essere giunto al punto di dubitare, questa malattia, questa epidemia/pandemia non convince. E se non c'entrano nulla i suini in quanto tali, ho l'impressione che i porci, anche in questo caso, abbiano due zampe.
...
A chi non è venuto in mente l'album (per me il più bello) del 1977 dei Pink Floyd?
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