Nel paese delle contraddizioni quale è l'Italia, non fa specie il fatto che la più alta espressione della volontà popolare, il referendum, sia l'evento più ignorato, dimenticato, bistrattato, sottovalutato dai media.
In taluni casi perfino osteggiato.
E figuriamoci, dunque, se anche solo la pubblicità (nel senso forse più "etimologico" del termine, ossia il rendre pubblico l'evento) data alla fase di raccolta dele firme, potesse trovare spazio sui media italiani.
Eppure ...
Eppure anche stavolta eccolo lì, quello che non può più essere defimito un miracolo. Il miracolo, a meno che tu non sappia camminare sulle acque senza essere Peter Sellers, dovrebbe essere qualcosa di episodico, straordinario. Ed invece ancora una volta, eccole lì, valanghe di firme accumulate e pronte per essere validate e dare così il via alla consultazione (che assumerà i toni, facile profetizzarlo, del plebiscito) popolare.
Cosa si può dire a margine di ciò? Probabilmente tante cose. Fra queste forse la più sorprendente riguarda la incredibile capacità di sottovalutare la esasperazione popolare da parte di una classe di governo oramai bollita e fuori luogo.
Un tempo, era il comuncatore, colui il quale sapeva annusare gli umori popolari, prima, più e meglio di tutti.
Ora, probabilmente un po' sarà per l'età, un po' perchè a furia di annusare la figa gli si sarà sconfigurato il sistema olfattivo (l'altro era l'avvocato, ma per ben altro che non il suadente aroma umido), ma il comunicatore ha interrotto il filo conduttore con il suo elettorato, con la gente, con la piazza.
E più le iniziative provengono da partiti che poi misurano i loro esiti elettorali in maniera sproporzionata rispetto al "consenso" referendario, e quindi più evidenti sono i segnali, gli avvisi che il popolo elettore lancia al capo, meno costui si sforza di convincersi che qualcosa non va ed il terreno gli sta franando sotto i piedi. Sotto di lui e sotto i piedi di quei tanti nani, ballerine, arroganti, incapaci e leccaculo della sua corte dei miracoli.
Dice: Berlusconi è al tramonto. Ovvio. Uno il destino se lo segna da solo.
Se uno non capisce che l'elettorato, il popolo non può fare a meno della preferenza quando viene chiamato a scegliere, se uno davvero crede che il popolo sia così bue da non capire che la lsta bloccata sia solo e soltanto il modo certo per mettere dentro i propri nani, ballerini, arroganti, incapaci e leccaculo di cui sopra, allora è giusto che ilsuo destino di declino sia segnato irrimediabilmente.
Che poi, se io vedo che perfino la legge elettorale è per il tuo mero tornaconto, come posso poi credere che le leggi in tema di giustizia, fisco, non siano in linea con le necessità personali? E cacchio, un minimo di pudicizia. Fai almeno finta di far credere al popolo che ti affidi a lui, che è lui il sovrano che sceglie. Che scegli ei tuoi fidati, ma che sceglie. Invece no. E allora, che vuoi?
Vabbè, fra un po' ci sarà l'ufficializzazione del raggiungimento del numero minimo delle firme, la Corte Costituzionale si esprimerà favorevolmente per il referendum, ci sarà qualhe manfrina in Parlamento per provare a trovare un accordo per votare una legge che eviti il referendum spendendo altri quattrini (tanto, comunque si dovrà votare una nuova legge visto che per ora si punta solo ad abrogare il vecchio), accordo che non arriverà, si andrà a voatre ... forse, quando, come, boh? Ma per intanto, il capo sta perdendo ancora ed ancora, ed i suoi giovani ultrasessantenni continueranno a provare a mantenerlo a galla per mantenere a galla se stessi.
Penso, però, con una certa tristezza ai radicali. Gli unici che in tanti anni mi hanno realmente fatto emozionare con alcune loro iniziative. Penso ai referendum da loro promossi contro tutto e contro tutti, quando le firme si raggiungevano quando non c'era la pluralità dell'informazione, quando non c'era internet, quando non c'erano blog, forum e social network, quando l'unico strumento erano i tavoli nelle piazze e radio radicale, per chi la prendeva, per dove arrivava il segnale. Quei referendum che, quando superavano lo scoglio della Corte Cstituzionale, venivano annichiliti da quorum condominiali, e quando passavano, venivano scippati dal Regime (parola tanto cara a Marco Pannella) come per esempio il finanziamento pubblico dei partiti, la responsabilità civile dei giudici (mi sembra) ed altri ancora.
Peccato, ma tant'è.
Vabbè, buon voto a tutti. Come sarà questo voto, quale sarà il sistema, sfido chiunque a fare una previsione. Non lo sa nessuno. ma soprattutto, non lo so io e nemmeno mi interessa saperlo.
Tanto il sottoscritto a votare ha già iniziato a non andare e non ci andrà più (ho la mia eccezione). E non è questione di governo, ma di stato. Il governo è ladro quand piove. Lo stato lo è sempre. Il mio nemico, oramai, è lo stato. E può morire della morte che preferisce.
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venerdì 30 settembre 2011
mercoledì 16 febbraio 2011
Il sesso dei giudici
Il sesso dei giudici dovrebbe essere come quello degli angeli. Non dovrebbero avere sesso, i giudici. Non dovrebbero avere sesso questi uomini e donne, questi rappresentanti dello Stato, quando indossano la loro brava toga e presiedono un processo.
...
Ovviamente, visto che ci si trova a vivere in Italia nell'anno 17 d.B., questo non è vero. Non deve essere vero. Non si vuole che sia vero.
La notizia che il Presidente del Consiglio sarà giudicato con rito immediato, udienza convocata il 6 aprile, è stata affiancata dalla non-notizia che a giudicare Berlusconi saranno tre donne.
Enfasi.
Ma perchè?
La Legge è uguale per tutti. Questa frase (distorta in un modo totalmente idiota con la appendice senza senso: "ma per qualcuno è più uguale che per altri", che a leggerla con attenzione è una vera e propria minchiata; e come tutte le minchiate fa presa su molti) è presente in tutti i tribunali d'Italia e dovrebbe essere la garanzia che chiunque, di fronte a un tribunale, deve sentirsi tranquillo almeno del fatto che esiste "la legge", e che in virtù di essa, proprio come la morte nella livella di Totò, almeno per un po' ricco o povero, saggio o stolto che tu sia, sei uguale di fronte alla legge, di fronte allo Stato. Stato che è rappresentato dai giudici.
Che applicano la legge. Talora, la interpretano.
Ecco, questa è una cosa probabilmente meno idiota della faccenda del "più uguale". Si dice: "la legge ai nemici si applica, per gli amici si interpreta".
Questo senso di soddisfazione che mi è parso aleggiare in larga parte dell'opinione pubblica nell'apprendere che "a giudicare Berlusconi sono state chiamate tre donne", la dice lunga su due cose:
1 - la legge è uguale per tutti, ma la giustizia no;
2 - la speranza che questa non uguaglianza della giustizia nel giudicare l'imputato Berlusconi per alcuni ricade nel sesso dei giudici.
L'ipocrisia di chi, prima di un processo, dice: bisogna avere fiducia nella giustizia, si è dissolta come nebbia al sole nel momento in cui è apparso il sesso dei giudici.
L'avere sottolineato questo aspetto evidenzia come ci si aspetti che una vicenda processuale debba essere vista non con gli occhi di chi vede i fatti, li analizza e arriva ad una conseguente sentenza, ma con gli occhi di una donna che vede un ricco vecchio porco che tromba come tanti sognerebbero di fare con ragazze che a lui volontariamente si offrono, non avendo mai voluto intraprendere l'ardua strada dello studio e del lavoro ma la scorciatoia della camera da letto e del proprio avvenente corpo; e che per questo ci si deve indignare (Repubblica dixit).
Non va bene.
Se la sentenza dovesse essere realmente condizionata dal sesso dei giudici, sarebbe veramente la vera goccia che fa traboccare il vaso di un paese allo sbando. Un paese in cui realmente non ci si può fidare della imparzialità della legge prima e della giustizia poi, ma ci si deve affidare alla buona sorte di avere un giudice uomo o donna a seconda dei casi.
Sono realmente poco interessato al fatto che Berlusconi verrà giudicato colpevole o innocente; mi interessa solo sperare che i giudici non siano nè uomini, nè donne. Siano solo giudici, senza sesso e con solo il codice alla mano.
E quando emetteranno il verdetto, non sia stata solo la legge, ma anche la giustizia uguale per tutti. Uomini, donne o Berlusconi che siano.
...
Ovviamente, visto che ci si trova a vivere in Italia nell'anno 17 d.B., questo non è vero. Non deve essere vero. Non si vuole che sia vero.
La notizia che il Presidente del Consiglio sarà giudicato con rito immediato, udienza convocata il 6 aprile, è stata affiancata dalla non-notizia che a giudicare Berlusconi saranno tre donne.
Enfasi.
Ma perchè?
La Legge è uguale per tutti. Questa frase (distorta in un modo totalmente idiota con la appendice senza senso: "ma per qualcuno è più uguale che per altri", che a leggerla con attenzione è una vera e propria minchiata; e come tutte le minchiate fa presa su molti) è presente in tutti i tribunali d'Italia e dovrebbe essere la garanzia che chiunque, di fronte a un tribunale, deve sentirsi tranquillo almeno del fatto che esiste "la legge", e che in virtù di essa, proprio come la morte nella livella di Totò, almeno per un po' ricco o povero, saggio o stolto che tu sia, sei uguale di fronte alla legge, di fronte allo Stato. Stato che è rappresentato dai giudici.
Che applicano la legge. Talora, la interpretano.
Ecco, questa è una cosa probabilmente meno idiota della faccenda del "più uguale". Si dice: "la legge ai nemici si applica, per gli amici si interpreta".
Questo senso di soddisfazione che mi è parso aleggiare in larga parte dell'opinione pubblica nell'apprendere che "a giudicare Berlusconi sono state chiamate tre donne", la dice lunga su due cose:
1 - la legge è uguale per tutti, ma la giustizia no;
2 - la speranza che questa non uguaglianza della giustizia nel giudicare l'imputato Berlusconi per alcuni ricade nel sesso dei giudici.
L'ipocrisia di chi, prima di un processo, dice: bisogna avere fiducia nella giustizia, si è dissolta come nebbia al sole nel momento in cui è apparso il sesso dei giudici.
L'avere sottolineato questo aspetto evidenzia come ci si aspetti che una vicenda processuale debba essere vista non con gli occhi di chi vede i fatti, li analizza e arriva ad una conseguente sentenza, ma con gli occhi di una donna che vede un ricco vecchio porco che tromba come tanti sognerebbero di fare con ragazze che a lui volontariamente si offrono, non avendo mai voluto intraprendere l'ardua strada dello studio e del lavoro ma la scorciatoia della camera da letto e del proprio avvenente corpo; e che per questo ci si deve indignare (Repubblica dixit).
Non va bene.
Se la sentenza dovesse essere realmente condizionata dal sesso dei giudici, sarebbe veramente la vera goccia che fa traboccare il vaso di un paese allo sbando. Un paese in cui realmente non ci si può fidare della imparzialità della legge prima e della giustizia poi, ma ci si deve affidare alla buona sorte di avere un giudice uomo o donna a seconda dei casi.
Sono realmente poco interessato al fatto che Berlusconi verrà giudicato colpevole o innocente; mi interessa solo sperare che i giudici non siano nè uomini, nè donne. Siano solo giudici, senza sesso e con solo il codice alla mano.
E quando emetteranno il verdetto, non sia stata solo la legge, ma anche la giustizia uguale per tutti. Uomini, donne o Berlusconi che siano.
martedì 1 febbraio 2011
Eppure io gli ipocriti non li sopporto ...
Per il Vs. blogger preferito, è sempre una sconfitta non fidarsi di se stesso e di qualcuno fra i 3-4 che leggerà queste brevi considerazioni, e dovere così mettere come preambolo che: non esprimo alcuna considerazione, pensiero, riflessione sul Berlusca, la privacy violata, i giudici, il premier ricattabile, sono fatti suoi, la sfera pubblica, la sfera privata, ecc. ecc..
In genere il voler leggere per commentare ciò che non è scritto, è sport praticato e diffuso, che mi interessa poco. Ma stavolta l'eccezione mi è sembrata dovuta. Anche se so che sarà perfettamente inutile.
Detto ciò ... beh, non mi ha stupito la ennesima campagna mediatica di Repubblica contro il Cavaliere, che questa volta punta all'indignazione generale delle donne (e da oggi anche degli uomini).
Sarà, ma questa volta, meno ancora che in altre occasioni, riesco a provare nemmeno un minimo di condivisione e desiderio di compartecipazione con la spontanea-indignazione-organizzata di chi ci mette la faccia dietro un cartello per dire (per me) ipocritamente che si è schifati di come la donna, il suo ruolo, la sua immagine, venga strapazzata, mortificata, umiliata, vilipesa dal cattivone di Arcore.
Ipocritamente.
Non riesco a trovare un altro termine.
Perchè non si stracciano i pesanti sipari di carta velina dietro cui si nasconde il fatto che Berlusconi, in quanto nemico pubblico numero uno, va allontanato dal ruolo che ricopre, utilizzando tutti i sistemi possibili, visto che quelli basati sull'elettorato tendono a portare risultati scarsucci?
Il fatto è che io non riesco a provare alcun tipo di solidarietà con tante ragazze che, giovani e carine, sovente intelligenti (ma questo a nessuno interessa: se danno via il culo a berlusconi sono troie, magari sveglie, mai intelligenti; a meno di andare ospiti da Lerner) preferiscono la scorciatoia volontaria del successo e del benessere attraverso l'uso del corpo (perchè la società dei grandi fratelli e delle isole dei famosi predilige sonnecchiare difronte alla tv vedendo ragazzi stare di fronte a una telecamera a fare niente), piuttosto che la applicazione per apprendere mediante lo studio o il lavoro.
Eppure, fra:
- un pubblico idiota;
- ragazzi che credono di essere artisti solo perchè la gente in TV li guarda (pagando magari mediaset premium o sky, ma c'è la crisi, non si arriva a fine mese ...);
- ragazze sveglie;
- ricchi gaudenti,
non capisco proprio perchè debbano essere questi ultimi a fare indignare il popolo.
Io non ricordo, quando l'ex-governatore del Lazio Marrazzo fu scoperto a fare festini a base di coca con transessuali, che qualcuno prese carta, penna e macchina fotografica per dire (come oggi dicono: io sono donna): "Io sono trans", "Io difendo la dignità dei trans". Eppure, quanti di queste sono costrette a scegliere e vivere un'identità mal accettata ricorrendo alla prostituzione? Perchè, hai voglia a dire che Luxuria ha sdoganato il mondo-trans, l'universo GLBT: se si presenta una coppia gay ed una coppia "normale" a chiedervi di dargli in affitto la casa, qual è la prima scelta a cui pensate? (Ovvio: tranne che non si presenti il "puttanone trans" che sgancia dieci volte più di quanto possa pagare la coppia neo-sposi con lei casalinga e lui precario al call-center o, peggio, dipendente Mirafiori. In tal caso, pecunia non olet e d'improvviso l'emarginato trans diventa "tutto sommato una brava persona, sensibile, educata e poi, sai? paga puntualmente ad inizio mese").
Non mi sembra di ricordare nessuno che vada in strada a manifestare con le padelle per le ragazze sfruttate, strappate alle loro terre lontane (Africa, Sud-America, Europa dell'Est) e sbattute in strada per pochi spiccioli, quelle che vediamo al solleone come sotto la neve con le stesse minigonne, gli stessi stivali, mentre i camionisti proseguono indifferenti, mentre i ragazzotti con la macchina di famiglia passano strombazzando più cinicamente che idiotamente ridendo come coglioni o qualche padre di famiglia si ferma, furtivo, a rubacchiare un po' di sesso .
Qual è la dignità violata?
Dov'è la dignità violata?
Chi viola la propria dignità, la propria femminilità, la propria umanità? Chi sceglie volontariamente di usare la scorciatoia della propria bellezza e della propria spregiudicatezza per guadagnarsi un benessere economico facendo la ESCORT, o chi guarda con schifo non i clienti ma chi viene sbattuta in mezzo alla strada a fare la PUTTANA?
Il mio prof, un giorno, leggendo la notizia di una famosa attrice (se nn ricordo male, quella che fa le recensioni ai libri) che aveva accettato un invito a trascorrere una notte sul panfilo di un sultano di non so dove in cambio di un anello di diamanti di innumerevoli carati, mi disse: "Franco, la differenza fra una gran signora e una puttana è che la prima prende 50 milioni per farselo mettere nel cXXo sul panfilo, la seconda 50mila lire in macchina".
Adesso scopro che se invece del panfilo c'è la casa di Berlusconi, appare la dignità violata delle donne; per le schiave in mezzo alla strada, invece, nessuno va a manifestare con i cartelli contro chi compra queste dignità con 20 auro. Al massimo i cortei sono contro queste ragazze, queste prostitute, queste SCHIAVE.
Eppure, oggi, l'indignazione è per uno che paga chi potrebbe far tutto piuttosto che fare, volontariamente, la mantenuta.
Non so, io gli ipocriti continuo a non sopportarli.
In genere il voler leggere per commentare ciò che non è scritto, è sport praticato e diffuso, che mi interessa poco. Ma stavolta l'eccezione mi è sembrata dovuta. Anche se so che sarà perfettamente inutile.
Detto ciò ... beh, non mi ha stupito la ennesima campagna mediatica di Repubblica contro il Cavaliere, che questa volta punta all'indignazione generale delle donne (e da oggi anche degli uomini).
Sarà, ma questa volta, meno ancora che in altre occasioni, riesco a provare nemmeno un minimo di condivisione e desiderio di compartecipazione con la spontanea-indignazione-organizzata di chi ci mette la faccia dietro un cartello per dire (per me) ipocritamente che si è schifati di come la donna, il suo ruolo, la sua immagine, venga strapazzata, mortificata, umiliata, vilipesa dal cattivone di Arcore.
Ipocritamente.
Non riesco a trovare un altro termine.
Perchè non si stracciano i pesanti sipari di carta velina dietro cui si nasconde il fatto che Berlusconi, in quanto nemico pubblico numero uno, va allontanato dal ruolo che ricopre, utilizzando tutti i sistemi possibili, visto che quelli basati sull'elettorato tendono a portare risultati scarsucci?
Il fatto è che io non riesco a provare alcun tipo di solidarietà con tante ragazze che, giovani e carine, sovente intelligenti (ma questo a nessuno interessa: se danno via il culo a berlusconi sono troie, magari sveglie, mai intelligenti; a meno di andare ospiti da Lerner) preferiscono la scorciatoia volontaria del successo e del benessere attraverso l'uso del corpo (perchè la società dei grandi fratelli e delle isole dei famosi predilige sonnecchiare difronte alla tv vedendo ragazzi stare di fronte a una telecamera a fare niente), piuttosto che la applicazione per apprendere mediante lo studio o il lavoro.
Eppure, fra:
- un pubblico idiota;
- ragazzi che credono di essere artisti solo perchè la gente in TV li guarda (pagando magari mediaset premium o sky, ma c'è la crisi, non si arriva a fine mese ...);
- ragazze sveglie;
- ricchi gaudenti,
non capisco proprio perchè debbano essere questi ultimi a fare indignare il popolo.
Io non ricordo, quando l'ex-governatore del Lazio Marrazzo fu scoperto a fare festini a base di coca con transessuali, che qualcuno prese carta, penna e macchina fotografica per dire (come oggi dicono: io sono donna): "Io sono trans", "Io difendo la dignità dei trans". Eppure, quanti di queste sono costrette a scegliere e vivere un'identità mal accettata ricorrendo alla prostituzione? Perchè, hai voglia a dire che Luxuria ha sdoganato il mondo-trans, l'universo GLBT: se si presenta una coppia gay ed una coppia "normale" a chiedervi di dargli in affitto la casa, qual è la prima scelta a cui pensate? (Ovvio: tranne che non si presenti il "puttanone trans" che sgancia dieci volte più di quanto possa pagare la coppia neo-sposi con lei casalinga e lui precario al call-center o, peggio, dipendente Mirafiori. In tal caso, pecunia non olet e d'improvviso l'emarginato trans diventa "tutto sommato una brava persona, sensibile, educata e poi, sai? paga puntualmente ad inizio mese").
Non mi sembra di ricordare nessuno che vada in strada a manifestare con le padelle per le ragazze sfruttate, strappate alle loro terre lontane (Africa, Sud-America, Europa dell'Est) e sbattute in strada per pochi spiccioli, quelle che vediamo al solleone come sotto la neve con le stesse minigonne, gli stessi stivali, mentre i camionisti proseguono indifferenti, mentre i ragazzotti con la macchina di famiglia passano strombazzando più cinicamente che idiotamente ridendo come coglioni o qualche padre di famiglia si ferma, furtivo, a rubacchiare un po' di sesso .
Qual è la dignità violata?
Dov'è la dignità violata?
Chi viola la propria dignità, la propria femminilità, la propria umanità? Chi sceglie volontariamente di usare la scorciatoia della propria bellezza e della propria spregiudicatezza per guadagnarsi un benessere economico facendo la ESCORT, o chi guarda con schifo non i clienti ma chi viene sbattuta in mezzo alla strada a fare la PUTTANA?
Il mio prof, un giorno, leggendo la notizia di una famosa attrice (se nn ricordo male, quella che fa le recensioni ai libri) che aveva accettato un invito a trascorrere una notte sul panfilo di un sultano di non so dove in cambio di un anello di diamanti di innumerevoli carati, mi disse: "Franco, la differenza fra una gran signora e una puttana è che la prima prende 50 milioni per farselo mettere nel cXXo sul panfilo, la seconda 50mila lire in macchina".
Adesso scopro che se invece del panfilo c'è la casa di Berlusconi, appare la dignità violata delle donne; per le schiave in mezzo alla strada, invece, nessuno va a manifestare con i cartelli contro chi compra queste dignità con 20 auro. Al massimo i cortei sono contro queste ragazze, queste prostitute, queste SCHIAVE.
Eppure, oggi, l'indignazione è per uno che paga chi potrebbe far tutto piuttosto che fare, volontariamente, la mantenuta.
Non so, io gli ipocriti continuo a non sopportarli.
mercoledì 7 luglio 2010
Plis, visit d auar megic itali
L'Italia, si sa, è un popolo di santi, poeti e navigatori. Ogni quattro anni, anche popolo di Commissari Tecnici della nazionale di calcio.
In realtà l'Italia, gli italiani, sono il popolo dei dualismi. E delle scelte. Per fortuna non solo drammatiche e talora tragiche, ma sempre scelte del dentro o fuori.
Romolo o Remo? Gesù o Barabba (vabbè, eravamo in "provincia")? Guelfi o Ghibellini? Monarchia o Repubblica? Coppi o Bartali? Lollobrigida o Loren? DC o PCI? Rivera o Mazzola? Pietro Taricone o Rocco Casalino?
Oggi il segno dei tempi, ci porta a dover scegliere: Rutelli o Berlusconi?
In realtà l'Italia, gli italiani, sono il popolo dei dualismi. E delle scelte. Per fortuna non solo drammatiche e talora tragiche, ma sempre scelte del dentro o fuori.
Romolo o Remo? Gesù o Barabba (vabbè, eravamo in "provincia")? Guelfi o Ghibellini? Monarchia o Repubblica? Coppi o Bartali? Lollobrigida o Loren? DC o PCI? Rivera o Mazzola? Pietro Taricone o Rocco Casalino?
Oggi il segno dei tempi, ci porta a dover scegliere: Rutelli o Berlusconi?
giovedì 26 novembre 2009
Dear Silvio
Dear Silvio,
sono il tuo amico Barack. Ricordi? Quello abbronzato. Sai? Quella battuta mi è piaciuta tantissimo. Pensa che quando mi incontro con i miei amici per qualche party, dopo una birra di troppo, ne approfitto per raccontarla e non sai le risate che ci facciamo ogni volta. Pensa che se a qualcuno viene l'idea di fare una foto di gruppo, ne approfitto per mettermi dietro e faccio le corna a chi sta davanti. L'altra volta stava Hillary ... le ho fatto le corna ... si lo so che ci è abituata, ma ... non ti immagini le risate. Pensa che dall'hot dog le erano cadute delle gocce di maionese sul vestito, e il marito che fa? le grida: "Cara, ma quello non è il tuo vestito ...". Dovresti venire più spesso a trovarci, dear Silvio, davvero. Porta pure i tuoi amici; anche amiche giovani, se ne hai ... basta che non siano brasiliane.
Ieri, quando mi hanno portato il tacchino per il Thanksgiving, la prima cosa che ho pensato è stata: questo culo pallido di tacchino ve lo mangiate voi: io a casa me ne faccio preparare uno bello nero nero da Michelle ... Detto fra noi, dear Silvio, sono stato costretto a graziarlo per via delle insistenze di quelle due piccole pesti delle mie figliole ... ma del resto ho pensato: abbiamo la pena di morte negli USA: male non fa se ne graziamo qualcuno uno volta ogni tanto ... se no, hai visto mai che mi tolgono i soldini del premio Nobel?
A proposito di Premio Nobel, dear Silvio, devo chiederti un favore.
Non è che mi potresti inviare un po' di soldati in Afghanistan? Io non ho ancora ricevuto l'assegno da Oslo e non vorrei che mi facessero eccezioni sulla legittimità al momento dell'incasso.
Ma cribbio (vedi: parlo come te, amico mio), non me lo potevano dare, il premio Nobel, a qualcos'altro? alla medicina, ad esempio? Eppure sto lottando per introdurre la Sanità pubblica per estendere e garantire le cure anche ai poveri ... dici che c'entra questo con il Nobel per la Medicina? perchè? che c'entro io con il Nobel per la Pace? E che ne so? Tu ci sputi sopra ai soldi?
Va bene, dear Silvio, ti lascio alle tue cose. Immagino che tu abbia il tuo da fare con i tuoi avversari del Partito Democratico. Anche io qui ho dei problemi con i Democratici. Che poi sono del mio stesso partito, pazzesco! Vero è che anche tu in questo periodo non te la passi bene con quelli del tuo stesso partito ... Quante cose abbiamo in comune, Dear Silvio ...
Bene ora si, ti saluto. Un abbraccio caloroso anche da Michelle (ricordi? mia moglie, quella con i fianchi esuberanti che ti piacquero tanto) e i vestiti dai colori improbabili (a proposito, conosci qualche stilista che me la potrebbe vestire un po' meglio?)
Tuo Barack
PS - Non ti dimenticare il fatto dei soldati, eh?
sono il tuo amico Barack. Ricordi? Quello abbronzato. Sai? Quella battuta mi è piaciuta tantissimo. Pensa che quando mi incontro con i miei amici per qualche party, dopo una birra di troppo, ne approfitto per raccontarla e non sai le risate che ci facciamo ogni volta. Pensa che se a qualcuno viene l'idea di fare una foto di gruppo, ne approfitto per mettermi dietro e faccio le corna a chi sta davanti. L'altra volta stava Hillary ... le ho fatto le corna ... si lo so che ci è abituata, ma ... non ti immagini le risate. Pensa che dall'hot dog le erano cadute delle gocce di maionese sul vestito, e il marito che fa? le grida: "Cara, ma quello non è il tuo vestito ...". Dovresti venire più spesso a trovarci, dear Silvio, davvero. Porta pure i tuoi amici; anche amiche giovani, se ne hai ... basta che non siano brasiliane.
Ieri, quando mi hanno portato il tacchino per il Thanksgiving, la prima cosa che ho pensato è stata: questo culo pallido di tacchino ve lo mangiate voi: io a casa me ne faccio preparare uno bello nero nero da Michelle ... Detto fra noi, dear Silvio, sono stato costretto a graziarlo per via delle insistenze di quelle due piccole pesti delle mie figliole ... ma del resto ho pensato: abbiamo la pena di morte negli USA: male non fa se ne graziamo qualcuno uno volta ogni tanto ... se no, hai visto mai che mi tolgono i soldini del premio Nobel?
A proposito di Premio Nobel, dear Silvio, devo chiederti un favore.
Non è che mi potresti inviare un po' di soldati in Afghanistan? Io non ho ancora ricevuto l'assegno da Oslo e non vorrei che mi facessero eccezioni sulla legittimità al momento dell'incasso.
Ma cribbio (vedi: parlo come te, amico mio), non me lo potevano dare, il premio Nobel, a qualcos'altro? alla medicina, ad esempio? Eppure sto lottando per introdurre la Sanità pubblica per estendere e garantire le cure anche ai poveri ... dici che c'entra questo con il Nobel per la Medicina? perchè? che c'entro io con il Nobel per la Pace? E che ne so? Tu ci sputi sopra ai soldi?
Va bene, dear Silvio, ti lascio alle tue cose. Immagino che tu abbia il tuo da fare con i tuoi avversari del Partito Democratico. Anche io qui ho dei problemi con i Democratici. Che poi sono del mio stesso partito, pazzesco! Vero è che anche tu in questo periodo non te la passi bene con quelli del tuo stesso partito ... Quante cose abbiamo in comune, Dear Silvio ...
Bene ora si, ti saluto. Un abbraccio caloroso anche da Michelle (ricordi? mia moglie, quella con i fianchi esuberanti che ti piacquero tanto) e i vestiti dai colori improbabili (a proposito, conosci qualche stilista che me la potrebbe vestire un po' meglio?)
Tuo Barack
PS - Non ti dimenticare il fatto dei soldati, eh?
lunedì 16 novembre 2009
domenica 10 maggio 2009
Polizia etnica
In un articolo di pochi giorni fa, riportata puntualmente dal vs. blogger preferito, si sottolineava come oramai la società italiana abbia ufficializzato anche fra le sue "istituzioni" maggiormente simboliche: l'Esercito, le Forze Armate, quel carattere che potremmo penso definire: multietnicità.
Anzi, a dire il vero, mi sembrava così strano che ciò avvenisse con tale ritardo, in un Paese che nella sua storia, ben prima del Ratto delle Sabine, ha visto incrociarsi popolazioni provenienti da ogni latitudine; in particolare da quelle sponde medio-orientali che, per gli strani scherzi della Storia, qualche millennio fa portavano cultura e civiltà, mentre oggi troppo spesso esportano disperazione e speranze.
Eppure è di queste ore la dichiarazione del Presidente del Consiglio che prende le distanze dalla Storia del suo Paese: la storia di un Paese multietnico, un Paese dalla storia multietnica.
Eppure il Presidente del Consiglio ha nella Sicilia una "roccaforte" politica; una regione che conosce troppo bene per non essersi accorto che i caratteri somatici di tanta parte della popolazione siciliana non possono essere solamente dovuti al sole che pure tanto riscalda le pelli di quella gente.
E ci sarà un motivo per cui in Sardegna, anche questa una regione che il Presidente del Consiglio conosce molto bene per essere ospitata dalle sue ville, la lingua è così diversa da quella della sua Lombardia.
La Storia delle migrazioni avrà pure svolto un ruolo sulle popolazioni italiche nonostante l'alta velocità sia arrivata solo poche settimane fa a Roma da Milano; ma Annibale, elefanti al seguito, nonostante il ritardo sui lavori per via dei picchettaggi degli ambientalisti in Val di Susa, riuscì a giungere persino in destra Ofanto già circa duemila anni fa.
Piaccia o no, fra Unni, Visigoti, Ostrogoti, Attila, Napoleone e quanti altri, qualcosa qualcosa sarà pure accaduto, fra una battaglia e l'altra, fra un sacco di Roma e l'altro.
Volente o nolente, qualcosa sarà pure accaduto nella "sua" Napoli, solo pochi decenni fa: possibile che non si sia accorto che tante di quelle mani che stringe appartengono ai figli della colpa di tante madri che pure non la hanno mai voluto fare ricadere sui figli?
Niente: sembra che il Presidente del Consiglio abbia voluto ignorare tutto ciò e tanto altro ancora che millenni di Storia hanno regalato al suolo italico ed alle sue genti. Sembra come se abbia voluto fare finta che ciò non sia mai accaduto. Quasi che abbia voluto girare il capo da un'altra parte, non vedere l'evidenza.
Eppure, ad essere un paese multietnico, non c'è niente di male; e molto bene dovrebbe saperlo lui, amico di leader di importanti Paesi multietnici.
Nella Francia del suo amico Sarkozy qualcosa sarà pure accaduto nei secoli scorsi perchè nella finale del luglio 2006 l'Italia sembrava giuocare contro una selezione del Resto del Mondo.
Negli Stati Uniti del suo amico Bush, qualcosa deve pure essere accaduto perchè la donna più potente del mondo avesse quegli strani lineamenti, del tutto analoghi a quelli, oggi, dello stesso Obama e gentile signora.
....
Onestamente, signor Presidente, questa storia dell'idea di una Italia non multietnica, come dicevano quei tre ...
Anzi, a dire il vero, mi sembrava così strano che ciò avvenisse con tale ritardo, in un Paese che nella sua storia, ben prima del Ratto delle Sabine, ha visto incrociarsi popolazioni provenienti da ogni latitudine; in particolare da quelle sponde medio-orientali che, per gli strani scherzi della Storia, qualche millennio fa portavano cultura e civiltà, mentre oggi troppo spesso esportano disperazione e speranze.
Eppure è di queste ore la dichiarazione del Presidente del Consiglio che prende le distanze dalla Storia del suo Paese: la storia di un Paese multietnico, un Paese dalla storia multietnica.
Eppure il Presidente del Consiglio ha nella Sicilia una "roccaforte" politica; una regione che conosce troppo bene per non essersi accorto che i caratteri somatici di tanta parte della popolazione siciliana non possono essere solamente dovuti al sole che pure tanto riscalda le pelli di quella gente.
E ci sarà un motivo per cui in Sardegna, anche questa una regione che il Presidente del Consiglio conosce molto bene per essere ospitata dalle sue ville, la lingua è così diversa da quella della sua Lombardia.
La Storia delle migrazioni avrà pure svolto un ruolo sulle popolazioni italiche nonostante l'alta velocità sia arrivata solo poche settimane fa a Roma da Milano; ma Annibale, elefanti al seguito, nonostante il ritardo sui lavori per via dei picchettaggi degli ambientalisti in Val di Susa, riuscì a giungere persino in destra Ofanto già circa duemila anni fa.
Piaccia o no, fra Unni, Visigoti, Ostrogoti, Attila, Napoleone e quanti altri, qualcosa qualcosa sarà pure accaduto, fra una battaglia e l'altra, fra un sacco di Roma e l'altro.
Volente o nolente, qualcosa sarà pure accaduto nella "sua" Napoli, solo pochi decenni fa: possibile che non si sia accorto che tante di quelle mani che stringe appartengono ai figli della colpa di tante madri che pure non la hanno mai voluto fare ricadere sui figli?
Niente: sembra che il Presidente del Consiglio abbia voluto ignorare tutto ciò e tanto altro ancora che millenni di Storia hanno regalato al suolo italico ed alle sue genti. Sembra come se abbia voluto fare finta che ciò non sia mai accaduto. Quasi che abbia voluto girare il capo da un'altra parte, non vedere l'evidenza.
Eppure, ad essere un paese multietnico, non c'è niente di male; e molto bene dovrebbe saperlo lui, amico di leader di importanti Paesi multietnici.
Nella Francia del suo amico Sarkozy qualcosa sarà pure accaduto nei secoli scorsi perchè nella finale del luglio 2006 l'Italia sembrava giuocare contro una selezione del Resto del Mondo.
Negli Stati Uniti del suo amico Bush, qualcosa deve pure essere accaduto perchè la donna più potente del mondo avesse quegli strani lineamenti, del tutto analoghi a quelli, oggi, dello stesso Obama e gentile signora.
....
Onestamente, signor Presidente, questa storia dell'idea di una Italia non multietnica, come dicevano quei tre ...
lunedì 4 maggio 2009
A farlo apposta ...
Lunedì, appuntamento settimanale alle 21.10 con Gad Lerner ed il suo programma su La7: "L'infedele".
Qualcuno, lassù, forse Gino Bramieri, o chissà, direttamente il Dio della Barzelletta, ispirò al giornalista questo titolo. E non credo che in alcun momento Lerner avrebbe potuto immaginare che un giorno, la sua trasmissione sarebbe stata così annunciata:
Ore 21.10 - L'infedele "Berlusconi e le donne".
Ci sarebbe da togliere quelle virgolette!
...
Maroni, intanto, dopo averci provato coi medici, ritenta con i presidi.
Qualcuno, lassù, forse Gino Bramieri, o chissà, direttamente il Dio della Barzelletta, ispirò al giornalista questo titolo. E non credo che in alcun momento Lerner avrebbe potuto immaginare che un giorno, la sua trasmissione sarebbe stata così annunciata:
Ore 21.10 - L'infedele "Berlusconi e le donne".
Ci sarebbe da togliere quelle virgolette!
...
Maroni, intanto, dopo averci provato coi medici, ritenta con i presidi.
martedì 31 marzo 2009
Libero Chiesa in libero stato
Ve lo ricordate? il mariuolo.
Che coincidenza: proprio due giorni fa Berlusconi ricordava Craxi e subito dopo ... colui che fece avviare Mani Pulite viene colto con le mani nel sacchetto per un traffico di rifiuti!
Il 1992. Altri tempi. Era quando Fini aveva di Di Pietro ... diciamo così ... una opinione un poco diametralmente opposta*.
Che coincidenza: stasera, a "Parla con me", ospite della Dandini c'è Gherardo Colombo ...
*All’inizio di Mani Pulite voi eravate molto «dipietristi». Volevate Di Pietro tra voi…«In particolar modo Tremaglia, per ragioni geografiche: sono di Bergamo tutti e due».E adesso siete contro Di Pietro.«Oggi abbiamo elementi per dire che molte di quelle indagini avevano un obiettivo politico».Ma allora lei disse che Di Pietro aveva indagato in tutte le direzioni. Era il 1994.«Quella è una stagione che ha segnato la politica italiana. Ha presente il rapporto che esiste tra gli inquisiti, i rinviati a giudizio e i condannati? Gli inquisiti un numero altissimo, i rinviati a giudizio più o meno la metà, i condannati pochissimi».È vero il contrario. Solo il 14 per cento dei rinviati a giudizio è stato assolto nel merito. «Condannati dopo tre gradi di giudizio? Quindi definitivamente? Ho dati diversi»
Che coincidenza: proprio due giorni fa Berlusconi ricordava Craxi e subito dopo ... colui che fece avviare Mani Pulite viene colto con le mani nel sacchetto per un traffico di rifiuti!
Il 1992. Altri tempi. Era quando Fini aveva di Di Pietro ... diciamo così ... una opinione un poco diametralmente opposta*.
Che coincidenza: stasera, a "Parla con me", ospite della Dandini c'è Gherardo Colombo ...
*All’inizio di Mani Pulite voi eravate molto «dipietristi». Volevate Di Pietro tra voi…«In particolar modo Tremaglia, per ragioni geografiche: sono di Bergamo tutti e due».E adesso siete contro Di Pietro.«Oggi abbiamo elementi per dire che molte di quelle indagini avevano un obiettivo politico».Ma allora lei disse che Di Pietro aveva indagato in tutte le direzioni. Era il 1994.«Quella è una stagione che ha segnato la politica italiana. Ha presente il rapporto che esiste tra gli inquisiti, i rinviati a giudizio e i condannati? Gli inquisiti un numero altissimo, i rinviati a giudizio più o meno la metà, i condannati pochissimi».È vero il contrario. Solo il 14 per cento dei rinviati a giudizio è stato assolto nel merito. «Condannati dopo tre gradi di giudizio? Quindi definitivamente? Ho dati diversi»
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lunedì 30 marzo 2009
Sil(v)icon Valley
L'impatto mediatico è stato giustamente elevatissimo. L'organizzazione penso che abbia sfiorato la perfezione. L'entusiasmo alle stelle. Il processo di fondazione del partito del Popolo delle Libertà ha avuto il suo culmine domenica mattina, quando il Presidente del Consiglio ha concluso i lavori del nuovo soggetto politico, alla guida del Paese presumibilmente per i prossimi anni.
Fra i campi in cui la mia ignoranza è maggiormente ferrata (enciclopedica, come direbbe Pitigrilli), c'è indubbiamente la politica. Posso solo, dunque, fare delle considerazioni da utente mediatico. E, sinceramente, secondo me c'è poco di nuovo all'indomani della convention berlusconiana, tranne che:
Forza Italia esiste ancora: solo che ora si chiama PdL;
An non esiste più, anche se ora si chiama PdL;
i gruppuscoli generosamente chiamati "partiti minori" non esistevano prima e non esistono ora ma adesso si chiamano PdL.
I "colonnelli" di AN, i vari Larussa, Gasparri e co, sono degradati a caporali.
E Fini, che poteva essere leader di un partito moderno, se solo avesse avuto il coraggio di portare avanti istanze quali ad esempio il voto amministrativo agli immigrati, ha abdicato al ruolo istituzionale di Presidente della Camera; laddove sembra voler svolgere con orgoglio burocratico il suo formale compitino in un Parlamento (in cui la carica di Presidente del Senato è da tempo scomparsa nella figura di Schifani) sempre più svuotato di forza, sollecitando istanze che da segretario sottomesso a Berlusconi non poteva fare.
A chi rimproverava, appunto, che Fini fosse troppo sottomesso alla preponderante personalità di Berlusconi, si rispondeva che in questo modo comunque si era al governo e si aveva voce in capitolo.
Ed ora? Ora che Fini non è più niente? Se avesse detto ieri che la legge sul testamento biologico deve essere una legge laica e così com'è il testo licenziato dal Senato (la stanza di Schifani) non risponde a questi requisiti, cosa sarebbe accaduto? E la equazione immigrato - delinquente da rigettare, da ministro l'ha mai portata all'ordine del giorno?
Politicamente, oggi, Fini da terza carica dello Stato non è più niente.
E la nazione è in mano ad un leader che fa del culto della personalità la sua potenza; che si circonda di tanti Guido Angeli, idolatri riconoscenti dell'Aiazzone di turno. Che forma le liste elettorali con lo stesso criterio con cui gestisce le prime file alla convention del partito.
Le vestali sono pensionate, ormai: la fiamma si è spenta. E tutto sommato è meglio così.
Se avesse continuato ad ardere si sarebbe potuto correre il rischio, hai visto mai? di sentire, intensa, la puzza di bruciato.
Partito di plastica.
Fra i campi in cui la mia ignoranza è maggiormente ferrata (enciclopedica, come direbbe Pitigrilli), c'è indubbiamente la politica. Posso solo, dunque, fare delle considerazioni da utente mediatico. E, sinceramente, secondo me c'è poco di nuovo all'indomani della convention berlusconiana, tranne che:
Forza Italia esiste ancora: solo che ora si chiama PdL;
An non esiste più, anche se ora si chiama PdL;
i gruppuscoli generosamente chiamati "partiti minori" non esistevano prima e non esistono ora ma adesso si chiamano PdL.
I "colonnelli" di AN, i vari Larussa, Gasparri e co, sono degradati a caporali.
E Fini, che poteva essere leader di un partito moderno, se solo avesse avuto il coraggio di portare avanti istanze quali ad esempio il voto amministrativo agli immigrati, ha abdicato al ruolo istituzionale di Presidente della Camera; laddove sembra voler svolgere con orgoglio burocratico il suo formale compitino in un Parlamento (in cui la carica di Presidente del Senato è da tempo scomparsa nella figura di Schifani) sempre più svuotato di forza, sollecitando istanze che da segretario sottomesso a Berlusconi non poteva fare.
A chi rimproverava, appunto, che Fini fosse troppo sottomesso alla preponderante personalità di Berlusconi, si rispondeva che in questo modo comunque si era al governo e si aveva voce in capitolo.
Ed ora? Ora che Fini non è più niente? Se avesse detto ieri che la legge sul testamento biologico deve essere una legge laica e così com'è il testo licenziato dal Senato (la stanza di Schifani) non risponde a questi requisiti, cosa sarebbe accaduto? E la equazione immigrato - delinquente da rigettare, da ministro l'ha mai portata all'ordine del giorno?
Politicamente, oggi, Fini da terza carica dello Stato non è più niente.
E la nazione è in mano ad un leader che fa del culto della personalità la sua potenza; che si circonda di tanti Guido Angeli, idolatri riconoscenti dell'Aiazzone di turno. Che forma le liste elettorali con lo stesso criterio con cui gestisce le prime file alla convention del partito.
Le vestali sono pensionate, ormai: la fiamma si è spenta. E tutto sommato è meglio così.
Se avesse continuato ad ardere si sarebbe potuto correre il rischio, hai visto mai? di sentire, intensa, la puzza di bruciato.
Partito di plastica.
giovedì 4 dicembre 2008
Playboy - Playknight - Maxibon
Il Cavaliere ha ricevuto le sorelle De Vivo a Palazzo Grazioli.
Non oso pensare a cosa avranno confidato al premier le due simpatiche gemelline, nel chiuso della privata udienza. Sono però certo (...) che, così come egli prende i provvedimenti fiscali o appoggia le riforme della scuola utilizzando il parametro" del buon padre di famiglia", avrà accolto sulle sue ginocchia le ex-naufraghe dell'Isola dei Famosi con il medesimo affetto del nonno che coccola le amate nipotine raccogliendone, solidale, i racconti delle pene e delle privazioni patite sull'Isola.
Chissà perchè, mi è venuto in mente un altro attempato ma arzillo "vecchietto", uno che dalla vita non si è fatto mancare nulla.
Gemelline comprese.
...
Du gust is meggl che uan
Non oso pensare a cosa avranno confidato al premier le due simpatiche gemelline, nel chiuso della privata udienza. Sono però certo (...) che, così come egli prende i provvedimenti fiscali o appoggia le riforme della scuola utilizzando il parametro" del buon padre di famiglia", avrà accolto sulle sue ginocchia le ex-naufraghe dell'Isola dei Famosi con il medesimo affetto del nonno che coccola le amate nipotine raccogliendone, solidale, i racconti delle pene e delle privazioni patite sull'Isola.
Chissà perchè, mi è venuto in mente un altro attempato ma arzillo "vecchietto", uno che dalla vita non si è fatto mancare nulla.
Gemelline comprese.
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Du gust is meggl che uan
sabato 29 novembre 2008
Project-One
Chi ricorda i telefilm di Hitchcock, quelli in bianco e nero? Erano preceduti da una breve inroduzione del regista che in quache misura sintetizzava ciò che sarebbe stao il succo dell'episodio. Memorabile quella volta in cui al termine della presentazione il maestro concluse dicendo: tutto ciò che ho appena detto non c'entra assolutamente nulla con l'episodio che sta per cominciare.
E quindi? Beh, e quindi, il titolo non c'entra nulla con il post, tipicamente uicchendiano e come tale passibile di aggiornamenti.
....
I diritti civili in Cina sono negati anche agli animali.
...
Talis pater ... Secondo me nemmeno il CEPU può fare il miracolo.
...
Arance e coca
...
Non si uccide così una tradizione.
Però ... a saperlo, magari usciva un passaggio.
...
Dal Corriere.it, si legge "IL PD - Proprio il Pd attacca però il premier sul «caso Sky». «Il raddoppio dell'Iva per la tv a pagamento inserito a sorpresa nel decreto anti crisi del governo ha tutta l'aria di un blitz contro il principale concorrente privato di Mediaset», afferma Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd."
Ora, Berlusconi fa sempre provvedimenti pro domo sua, e d'accordo. Ma qui si tratta di un provvedimento che non allarga un'agevolazione a Mediaset: Questo è un provvedimento che elimina un ingiusto (o perlomeno incomprensibile) privilegio a SKY. Peraltro in un momento in cui si accusa il governo di fare regali alle imprese.
Sempre sul Corriere, giorni fa, un articolo che evidenziava come il pane quotidiano dei comici che fanno satira politica è solo Berlusconi (un po' il loro editore di riferimento): senza di lui ci sarebbero altri disoccupati e nessuno che ci farebbe ridere.
Ed allora spero che i comici che fanno satira si facciano sentire dai politici del PD; mentre è Berlusconi che governa, si evitino inutili sovrapposizioni di ruoli: per fare ridere ci sono già loro.
E quindi? Beh, e quindi, il titolo non c'entra nulla con il post, tipicamente uicchendiano e come tale passibile di aggiornamenti.
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I diritti civili in Cina sono negati anche agli animali.
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Talis pater ... Secondo me nemmeno il CEPU può fare il miracolo.
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Arance e coca
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Non si uccide così una tradizione.
Però ... a saperlo, magari usciva un passaggio.
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Dal Corriere.it, si legge "IL PD - Proprio il Pd attacca però il premier sul «caso Sky». «Il raddoppio dell'Iva per la tv a pagamento inserito a sorpresa nel decreto anti crisi del governo ha tutta l'aria di un blitz contro il principale concorrente privato di Mediaset», afferma Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd."
Ora, Berlusconi fa sempre provvedimenti pro domo sua, e d'accordo. Ma qui si tratta di un provvedimento che non allarga un'agevolazione a Mediaset: Questo è un provvedimento che elimina un ingiusto (o perlomeno incomprensibile) privilegio a SKY. Peraltro in un momento in cui si accusa il governo di fare regali alle imprese.
Sempre sul Corriere, giorni fa, un articolo che evidenziava come il pane quotidiano dei comici che fanno satira politica è solo Berlusconi (un po' il loro editore di riferimento): senza di lui ci sarebbero altri disoccupati e nessuno che ci farebbe ridere.
Ed allora spero che i comici che fanno satira si facciano sentire dai politici del PD; mentre è Berlusconi che governa, si evitino inutili sovrapposizioni di ruoli: per fare ridere ci sono già loro.
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sabato 2 agosto 2008
Similitudini strane (o forse no)
Silvio, Evo, gli avvocati, il potere, il pudore, la legalità ...
La politica può avere tante facce, ma se la medaglia è la stessa ...
La politica può avere tante facce, ma se la medaglia è la stessa ...
venerdì 18 aprile 2008
Politica estera: gaffe #1
Premessa: uno dei motivi del distacco (non disinteresse) con cui ho seguito la appena conclusa campagna elettorale è stata l'assenza della politica estera dai temi dei partiti. Eppure, probabilmente, un po' più di attenzione all'estero aiuterebbe a discutere (e capire) meglio di ciò che accade anche da noi.
...
Il fatto: povero Silvio: nemmeno si è insediato e già le sue affermazioni fanno discutere.
Verrebbe da dire: Paese che vai, stampa che trovi. Per non parlare di questi giornalisti comunisti: non bastano tutti quelli che stanno in Italia, ora anche da quelli all'estero bisogna guardarsi.
...
La difesa: amo le donne! (nessun dubbio, nè ieri, nè oggi)
...
Conclusione: il colore è come la musica. Se un do è un do, quale che sia la latitudine dove viene intonato, anche il rosa è rosa in tutto il mondo.
...
Il fatto: povero Silvio: nemmeno si è insediato e già le sue affermazioni fanno discutere.
Verrebbe da dire: Paese che vai, stampa che trovi. Per non parlare di questi giornalisti comunisti: non bastano tutti quelli che stanno in Italia, ora anche da quelli all'estero bisogna guardarsi.
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La difesa: amo le donne! (nessun dubbio, nè ieri, nè oggi)
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Conclusione: il colore è come la musica. Se un do è un do, quale che sia la latitudine dove viene intonato, anche il rosa è rosa in tutto il mondo.
giovedì 3 aprile 2008
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