martedì 6 settembre 2016

Meno male che il PD c'è

Allora, giusto per chiarire le cose.
Alle Europee non voto perchè non credo all'Europa nè all'Unione Europea. E l'euro non c'entra.
Al Senato e Camera non voto più da quando son tolte le preferenze. E continuerò a (non) farlo.
Alla Regione voto e non ho votato Cinque Stelle.
Al Comune voto e non ho votato Cinque Stelle.
...
Detto questo, mi irrita il tiro al piccione, con il volatile nei panni del sindaco Raggi.
Ha mentito agli elettori, dicono gli avversari; mi vien da pensare a quelli (L'Unità, aprile 2016. Pensare che la stampa dovrebbe essere il cane da guardia della politica e smascherarne le bugie) che facevano partire le campagne contro la candidata Raggi in quanto protagonista del video: "Meno male che Silvio c'è".
Presunta protagonista.
Presunto giornalismo.
I Cinque Stelle dove vanno fanno danni.
A Torino, che non è Noicattaro (con tutto il rispetto per i nojani e per l'assessore che opera al paesello) il sindaco Appendino amministra finora credo bene. Altrimenti, se solo avesse preso il coltello con la sinistra, credo che la avrebbero crocifissa. E si che ha umiliato Fassino, leader storico del PCI e s.m.i., sindaco uscente e presidente dell'ANCI. Non un fesso qualunque (forse).
Dice: facile per la Appendino governare bene; ha ereditato una città in buono stato amministrativo.
Ecco, appunto.
Il sindaco Raggi ha ereditato macerie. Ma non conta.
Sfido chiunque, al di fuori di Roma, a ricordare se un giornalista, uno, uno a scelta, abbia parlato di un qualsiasi atto fatto dalla giunta Raggi. Buono, brutto, inutile ... magari non ha pubblicato in albo pretorio nemmeno una delibera. Può essere. ma qualcuno lo dice?
No. perchè non serve e non interessa a nessuno.
Conta che si tolgano dai coglioni, vittime della propria dabbennaggine.
Ed alle Cinque Stelle subentrino i Cinque Cerchi.
Specialità: salto in basso.

martedì 12 luglio 2016

Nun puie ie' arret a stu tren

Senza fare polemica.
Ma bisogna avere finalmente, una volta per tutte, il
coraggio di ammetterlo.
La Rivoluzione è avere servizi di serie A ovunque.
Forse a qualcuno non piacerà il paragone ispirato al mondo del calcio, freschi come siamo dei recenti Europei di calcio, ma ....
Inutile pensare di allestire una squadra di fuoriclasse, con ingaggi stratosferici per vincere la Champions League, e poi giocare su un campetto in terra battuta senza acqua calda negli spogliatoi.
No.
Un paese moderno è quello che ha servizi con uno standard elevato come
base, per tutti, dappertutto.  
I paesi del Terzo Mondo, oramai è evidente, hanno fra le tante una caratteristica: son quelli in cui si convive fra elevatissime tecnologie e condizioni di vita miserrime; fra il lusso più sfrenato e la povertà più estrema. Sono quelli con le più elevate disparità e disuguaglianze fra ceti sociali e disparità di accesso ai servizi. Fra chi ha niente e chi sperpera il superfluo.
No.
Un paese moderno e giusto è quello in cui non si rincorre il Ponte sullo Stretto mentre altrove si annaspa sui binari unici.
Sognare di vivere in un paese moderno sta diventando sempre più un incubo da cui non si riesce a svegliarsi.
...
Il dovere della Magistratura sia di accertare queste colpe.
Il dovere della Politica sia di ripensare alle priorità che si intende dare per il Futuro che intende dare al Paese.  
Nel frattempo, non ci resta che piangere. Ancora una volta.
 
 
 

venerdì 8 luglio 2016

GoodYear

Veloce.
Prima dell'assemblea cittadina dell'opposizione, mi sarei aspettato, come doveroso impegno verso i cittadini, che fosse stata l'amministrazione ad organizzare una conferenza stampa per illustrare il bilancio di un anno di attività. che di vicissitudini ne ha attraversate. E di cose da illustrare, a bilancio di fine anno e programmazione per il prossimo, ce ne sarebbero state.
Ciò che verrà detto stasera dall'opposizione non lo so. Lo immagino, così come immagino commenti e reazioni. Spero solo (...) che ciò che verrà detto, invece di essere (nelle sedi opportune ed adeguate) confutato, ribattuto ed argomentato, non venga silenziato dal richiamo di ciò che è avvenuto alle 23.15 (o giù di lì) del 30 giugno scorso.
Evitiamo, per favore.
Il bilancio di un anno di attività amministrativa, che nelle sue luci ed ombre l'amministrazione non ha sentito finora il bisogno di fare pubblicamente, e che invece nelle sue ombre e luci ha inteso fare l'opposizione, non cambia se lo si fa fissando le lancette dell'orologio alle 23.00 o alle 23.30 del 30.6.2016.
Chi ha sbagliato, risponda delle sue parole e atti difronte a un giudice in tribunale, nell'assise comunale, davanti alla cittadinanza, alla stampa o nella sede ed il luogo più opportuno.
Ma non è un minuto prima o un minuto dopo che cambia ciò che è stato fatto o non fatto, nel bene e nel male, dall'amministrazione per la vita del paese, nè ciò che si intende fare.
La colpa non è mai morta vedova, diceva il mio professore di chimica al liceo.
Evitate, tutti, di infierire sul cadavere.
Grazie.

mercoledì 29 giugno 2016

I love You, Wikipedia

Eppure un dubbio resta, da che si è concluso il consiglio comunale del 17 giugno, quello monotematico sull'infinito affaire Martucci: il tavolo tecnico, il processo, l'incidente probatorio; e poi le analisi, la falda, il percolato, le perizie.
Il danno ambientale o il disastro ambientale.
In tutto ciò, da un lato ci sono le conclusioni del CTU, dall'altro la perizia del consulente dei comuni di Mola e Conversano.
Ma è noto che una figura geometrica chiusa, eccezion fatta per la circonferenza, non può avere meno di tre lati, ed il terzo lato è costituito (e rappresentato in seduta di consiglio) dai rappresentanti delle associazioni ambientaliste (Comitato Chiudiamo la Discarica e Legambiente) che criticarono fortemente ed aspramente le teorie espresse dal dott. YY, consulente di parte, chimico con pluridecennale esperienza di lavoro nel settore.
Magari anche a ragione, per carità.
E però ... anni fa queste due associazioni decisero di affidarsi alla consulenza - supporto scientifico di un esperto, valente e preparato chimico che le avrebbe affiancate e supportate nel duro e lungo lavoro di interpretazioni delle analisi che si sarebbero svolte.
Allora il dubbio: come mai delle considerazioni tecniche, e scientifiche, nelle interpretazioni dei dati venuti fuori dalle analisi di questo consulente non c'è stata sostanziale evidente traccia nelle parole dei rappresentanti "ambientalisti"?
Qual è il punto di vista di questo consulente? In cosa dissente dalle considerazioni del perito di parte del Comune? E perché non è stato chiamato in causa con maggiore forza e chiarezza? Magari con una memoria scritta e dettagliata?
Se io fossi un non esperto chiamato a perorare una causa in cui c'è bisogno di fare ricorso a tutto il proprio bagaglio culturale, scientifico e professionale, la cosa che mi verrebbe normale fare sarebbe quella di dire: "Non lo dico io ma il dott. XX, professore universitario, praticamente collega del dott. YY".
Invece no.
Come mai?
E allora: cosa pensa nello specifico il consulente delle associazioni "punto punto" rispetto a quanto riportato dal perito "ufficiale"? In cosa differisce? Non sarebbe utilissima una nota di (contro)deduzioni analiticamente dettagliate e spiegate? 
...
Non lo so, forse mi sono perso qualcosa; certamente mi sono perso qualcosa; certamente non è il tempo, non è più il tempo del "secondo ne". Non è più il tempo del legittimo dubbio per colui il quale, storicamente, pensa a male e che, notoriamente il più delle volte ci azzecca.
Nel frattempo non resta molto altro da fare che attendere. E sperare che i tempi di percolazione siano perfino più lunghi di quelli della giustizia italiana.
Altrimenti è un disastro.

giovedì 7 aprile 2016

Insano e Salvo

... e però, prima della presentazione del libro con intervista relativa, il libro di Salvo Riina è stato pubblicato da una casa editrice. Che non è stata, credo, stata oggetto di audizioni dell'antimafia, delle saette della Bindi, nè di tutte quelle levate di scudi che hanno investito Bruno Vespa.
Non è che il #fascismo si cancella cancellandone le tracce; non se ne eliminano danni e conseguenze nefaste distruggendone i documenti e le testimonianze del passato.
Tutt'altro.
Perché la #mafia è come per l'AIDS: se lo conosci lo eviti.
...
Tante volte si dice: se ti stavi zitto era meglio.
Bene. Facciamo parlare questa gente. Conoscere la cattiveria intima di esseri umani, egioisti e senza scrupoli, con nessuna pietà e rispetto della vita altrui, è il miglior modo per #conoscere.
Solo quando si conosce si ragiona. Meglio.
Scusate il paragone, ma fra un pacchetto di sigarette con su scritto: "Il fumo fa male" (che sfido chiunque a dire che questo ammonimento ha convinto qualcuno a smettere) ed uno in cui ti sbattono in faccia le foto di polmoni devastati dal cancro, beh, se lo scopo vuole essere quello di fare capire cosa realmente comporta assuefarsi ad un falso amico che ti fa stare bene qualche minuto mentre ti sta minando il futuro, beh, preferisco tutta la vita il messaggio crudo e diretto.
Scusate il paragone, ma finchè non sai cosa c'è dietro le modalità di macellazione di un animale, nessuno si renderà realmente conto se quella carne è giusto mangiarla, convinti dai sorrisi di Albano che esaltano il bovino del Salento o dai macelali dei gran sughi star o piuttosto darsi alle cicorielle.
Il libro di salvo Riina era e sarà lì, nelle librerie a portata dei lettori; è lì nella disponibilità degli acquirenti online.
Non sarà un libro di parte che potrà mai dare un senso alle stragi infami.
Valeva per i brigatisti che scrivono libri e fanno lezione nelle università, vale per i figli di uno dei peggiori personaggi che ha offeso con la sua presenza e gesta la storia nobile della Sicilia.
Hanno diritto i parenti delle vittime a provare sdegno e rabbia.
Ho diritto io di scegliere cosa farne delle parole di queste persone.
Ha il dovere un giornalista di fare il suo mestiere.
E' stato più gornalista ieri Vespa intervistando Riina che non l'altro ieri concedendosi in quella maniera alla Boschi, quando cercavo, inutilmente, la scritta in sovraimpressione: messaggio pubblicitario.
...
Ma questa, come sempre, è solo un'opinione personale.
#serviziopubblico

venerdì 18 marzo 2016

Montagne, topolini, animali di casa nostra.

Non è perché la domandina è facile facile, così facile che nessuno gliela farà: "E tanto ci voleva?"
Cosa c'è realmente dietro NOVEMESINOVE di tira e molla, di entro-non-entro, di calzette tirate e inviti non ascoltati?
Di consigli comunali disertati ad arte (a pensare male si fa peccato ...) e astensioni calibrate? Di critiche feroci seguite da voti favorevoli, di disponibilità lanciate lì ma che sembravano tanto quelle frasi dette a nuora affinché suocera intendesse?
Cosa ha fatto riapparire sul fumetto l'hastag più famoso del paesello?
Quel #iosonogiangrazio che tanto fece pensare e malpensare, sorridere e sconfortarsi, che così come misteriosamente era apparso, dopo le letteracce sui social di casa (e città) nostra rivolti dall'ex vicesindaco all'attuale primo cittadino, era scomparso, per poi ora, finalmente, riapparire nei sorrisi più ottimistici che mai dei nemici di ieri e alleati di amministrazione, maggioranza e giunta di oggi?Nove mesi sono troppi per non pensare che c'è qualcosa che io, molti, tantissimi non sapranno mai; quali gli accordi che sono stati presi oggi, ma che non era stato possibile prendere ieri? 
Nove mesi sono troppi. Mola può essere l'ombelico del mondo, ma (con tutto il rispetto) non è la trattativa fra governo colombiano e FARC; non è la trattativa fra USA e Cuba su Guantanamo; non si discute della striscia di Gaza.
Suvvia, è la composizione della giunta comunale di Mola. Per la cui composizione non si giunse ad un accordo fra le parti a giugno scorso, ed oggi si.  
Ed allora, se da giugno ad oggi non è cambiato nulla di visibile agli occhi dei cittadini e degli elettori, cosa è successo di invisibile agli occhi dei più?
...
Vabbè, inutile stare qua ad arrovellarsi. Che dire? In bocca al lupo.
A tutti: al neo assessore, alla giunta, a tutto il consiglio comunale.
Ma soprattutto al paese. Che, con tutti i mali ed i difetti che gli si possono imputare, qualcosa di più se lo merita.
Purtroppo, però, restano zone d'ombra che comprendo benissimo che non potranno mai essere chiarite, perché è nell'ordine delle cose. Ma nove mesi per una carica assessorile sono troppi.
E senza una seria e convincente spiegazione, lasceranno l'amaro in bocca. Quell'amaro in bocca che la mancanza di trasparenza rende un sapore disgustoso.
Non c'è spazio per l'ottimismo della volontà. Per ora all'orizzonte solo le nuvole nere del pessimismo della ragione.

giovedì 10 marzo 2016

Diverbio ergo sum

Il prossimo lunedì è previsto il consiglio comunale al #paesello a tema: "interrogazioni ed interpellanze"; si può chiedere al sindaco se, oltre al mercato del pesce, si può emanare un analogo disciplinare per il mercato della frutta di San Domenico?
In un'epoca di decadimento dei valori etici e morali, in cui si sta smarrendo la propria identità storica, culturale e religiosa, con il fondamentalismo islamico alle porte e l'infedele che minaccia Roma, #barabba non si può sentire proprio.
Per non dire di certi dialoghi sconci al limite del meretricio: "A quanto i finocchi?"
Oppure: "vai a stramurt?" "è, a mamm't e sor't!!!"
E tutte quelle stonate urla di muratori che si improvvisano cantanti neomelodici napoletani, niente sono?
...
Io un pensiero ai campetti di calcio dove ci si manda affanculo per un passaggio sbagliato, una papera del portiere, un gol fallito a porta vuota ... cosa si aspetta ad imporre un regolamento di buone maniere ai dopolavoristi calciatori? Certo, passare dai tempi in cui "i guardij" ci venivano a sequestrare il pallone sulla piazzetta di Doña Flor alle "multe per parolaccia", è uno scenario che nessuno si sarebbe sognato. Eppure ....
....
Io, di mio, avrei voluto tanto che un'idea geniale come questa mi fosse venuta quando ero bambino. Un bel cartello nel ripostiglio dove mia madre teneva conservato il #battipanni di vimini.
"Si fa divieto di percuotere il deretano dei figli anche in caso di marachella non autorizzata". Ma penso che avrei preso pure il resto.