«L'effetto deterrenza si fa anche con la propaganda. Incutere un sano timore è necessario»
Allora è vero che accanto alla necessità delle verifiche degli scontrini, c'era propaganda nei controlli delle auto di lusso?
Mentre in TV passavano le immagini della bella Cortina, con le donne impellicciate da capo a piedi e gli immancabili yorkshire al guinzaglio, con le vetrine sfavillanti di gioielli e con le auto di lusso (più o meno dello stesso lusso delle auto blu che stazionano di fronte a Montecitorio o che sfrecciano per le città con dentro poveri precari da 5000 euro al mese netti), dove anche il colore delle montagne e del legno delle case è più nitido dei boschi dell'Appennino, mi chiedevo che cosa c'entrassero le verifiche degli scontrini (non) emessi dai commercianti in negozi e ristoranti, con il fermare un'auto a Cortina e fare una verifica fiscale per strada, invece che incrociare i dati di una targa rispetto al proprietario, in un qualsiasi altro giorno dell'anno. Pensiamoci: cosa c'è di più facile del restare seduti in un ufficio del PRA, dell'AdE o da qualunque parte ci sia un terminale, e verificare le proprietà dei mezzi "sospetti"?
Altrimenti (ammesso e non concesso che qualcuno abbia creduto alla barzelletta che da oggi esiste il software costosissimo per entrare nei conti correnti degli italiani ... e perchè, prima no? qualcuno ha creduto alla barzelletta che "da oggi"?), tutti quei proclami sui controlli incrociati, tutte quelle lettere di verifica che arrivano a casa per chiedere (con toni minacciosi assurdi) di dimostrare la congruità fra reddito e proprietà, a cosa servirebbero?
Era proprio a questo che "qualcuno" si riferiva quando diceva: "questa è una azione di verifica normalissima ma infarcita di propaganda: è una sceneggiata". La risposta ovviamente, fra nonno Giorgio e zio Mario, fu la solita spalmata di melassa patriottica intrisa dei buoni consigli di chi arma se stesso per fare partire gli altri.
"Azioni legittime, nessuna propaganda".
E giù accuse di disfattismo, di spirito antitaliano, e quant altro. Che poi, sai che palle! Sai quanto me ne importa oramai da tempo dello spirito patriottico?
Oggi, però, il braccio armato della legge afferma candidamente: «L'effetto deterrenza si fa anche con la propaganda. Incutere un sano timore è necessario».
Ma che razza di discorsi sono? E non ce ne veniamo con i soliti discorsi che uno schiaffo ogni tanto ai figli va bene, e cose del genere. Io a mio figlio non lo minaccio: l'educazione è un'altra cosa. "Non allontanarti da casa che sta il gaguro, 'mba tre cul, il vecchietto (ho sentito anche questa: il vecchietto)". Quanti danni hanno fatto questi metodi di deterrenza, ispirati ad incutere un sano timore nei bambini.
Nessuna pietà! Ma che toni sono questi? Mi ricordo gente come l'ex-sindacalista ed ex-presidente del Senato Marini, rispondere in malo modo e sbattendo la porta in faccia agli inviati de: "Le Iene" quando facevano le inchieste sui portaborse e collaboratori dei parlamentari sottopagati in nero.
"Propaganda".
AH! Quella è propaganda e qualunquismo, mentre fare le "piazzate", sia pure in piazze lussuose come quelle di Cortina d'Ampezzo, non è propaganda?
Mi aspetto i finanzieri a Palazzo Madama, a Montecitorio, sull'uscio degli uffici dei parlamentari, controllare le buste-paga dei collaboratori e fare le verifiche fiscali a loro ed ai loro "volontari" che, chissà perchè mai, dopo un po' un posto di lavoro lo trovano comunque, da qualche parte. Con la lingua esausta, ma lo trovano.
Una volta chiesi ad un mio caro amico (che non c'è più, purtroppo) che faceva il finanziere: "ma quando vediamo in TV le auto delle forse dell'ordine che sgommano all'uscita dalle caserme durante i servizi giornalistici che parlano di arresti, inchieste, indagini, ecc. ma veramente scattano così i mezzi?" La pacca sulla spalla mi fece sentire un ingenuo babbeo: "ma no, Franco, quella è tutta scena: ci si mette d'accordo con la stampa e si fanno uscire le auto sgommando a sirene spiegate per dare l'idea di un qualche cosa di frenetico".
«L'effetto deterrenza si fa anche con la propaganda. Incutere un sano timore è necessario»
Com'è: allora era vero: c'era propaganda in quel bliz: perchè dicevate di no?
Mi fa schifo tutto ciò. Ciò che provo è un senso di schifo, profondo.
martedì 10 gennaio 2012
martedì 13 dicembre 2011
Cari Gesù Bambino e Babbo Natale ...
Caro Gesù Bambino,
il 13 dicembre mi sembra un buon giorno per scrivere la letterina, come fanno tutti i bambini che, il giorno di Natale, desiderano svegliarsi e trovare tutti i regali che hanno tanto desiderato durante l'anno, che hanno sognato guardando i cataloghi e le vetrine dei negozi.
Eppure quest anno la letterina vorrei scrivertela per chiederti, più che un regalo, una spiegazione.
Ieri, come ogni giorno, ci sono stati i soliti incidenti sul lavoro. Le statistiche dicono che sono in media tre al giorno. Alcuni dicono molti di più.
E però tante volte, di queste morti, di queste persone, non si sa nulla, leggendo i giornali, vedendo la televisione, ascoltando la radio, scorrendo le pagine di internet.
Eppure ieri, la notizia di una morte sul lavoro, la morte di un giovane di 20 anni che montava una struttura in acciaio, la si sentiva e leggeva dappertutto. Oggi alcuni telegiornali hanno aperto con questa notizia, occupando tanti minuti per descirvere il dispiacere di tante persone famose, che quel giovane nemmeno lo conoscevano. Come potrevano conoscerlo? Non potevano non conoscerlo, per mostrarsi così tristi ed affranti.
Caro Gesù Bambino, come mai dove abiti tu arriva un sacco di gente senza che nessuno sa niente, mentre ieri si è presentato uno sfortunato ragazzo che sembrava avere mangiato e dormito nelle case di mezza Italia per quanto è stata grande la attenzione dei giornalisti, così emotiva la disperazione di cantanti, attori, artisti.
Caro Gesù Bambino, ma lo sai che a me questa cosa sembra proprio strana?
Quando a Cassano è capitato un problema che comunque, per quanto grave sia stato, non doveva poi essere così tragico, visto che pare il giocatore tornerà presto alle sue normali attività, in Italia mancava che interrompessero le trasmissioni RAI, Mediaset, La7, SKY, Premium e TeleCinco per mandare in onda il bollettino medico a reti unificate. E sembrava che non stesse accadendo null'altro nel mondo, dalla crisi economica alla primavera araba, se le televisioni mandavano tanti cronisti a vedere il via vai di amici e conoscenti del calciatore. Peraltro, caro Gesù Bambino, io all'inizio non avevo capito che si parlasse di Cassano. Credevo che fosse stato ricoverato uno tipo Nelson Mandela, tanto se ne diceva bene.
Anche se, devo dirtelo, caro Gesù, tu che sei Bambino come me: noi siam piccoli ma non stupidi; e qualcosa la avevo sospettata, avevo intuito che potesse essere Cassano quello ricoverato, visto che l'unico che non vedevo fare la visita al capezzale era il presidente della Sampdoria.
Ieri, invece è morto uno qualunque, un ragazzo di 20 anni, uno come tanti, eppure: quanto clamore.
Morto sul lavoro, certo. Eppure in Italia, se non si muore almeno in sette alla Thyssen Krupp, non ti calcola nessuno. Al massimo qualche riga giusto perchè la scaletta dei telegiornali prevede alcuni secondi da riempire e il caporedattore sceglie una notizia a caso da leggere: un operaio che cade dalla impalcatura in un paese della Sardegna, una protesta di minatori in Bolivia, una gara per la preparazione della frittella al miele d'acero più grande del mondo in una cittadina dell'Australia ... Eppure ieri, oggi .... titoloni, prime pagine, servizi ed inviati ...
Possibile che ... un momento, Gesù Bambino, forse ho capito. Ma lo chiedo a te perchè mi sembra così assurda questa ipotesi, questa possibile spiegazione: possibile che tutto questo clamore è stato non perchè è morto un giovane sfortunato, ma perchè stava montando il palco di Jovanotti? Che pure gli artisti, se quel ragazzo non stava montando il palco del collega, ma un'impalcatura per rifare il prospetto in una periferia di un paese della provincia di Bari, sai quanto gliene sarebbe importato di questo morto sul lavoro?
E poi, non lo so, questa storia che ho letto: "è morto per 5 euro all'ora". Mi sto sforzando di capire cosa significa mai una frase del genere. "Non si può morire per 5 euro all'ora". Perchè? Se fossero state 15, poteva morire? C'è un prezzo per perdere il diritto alla umana pietà che si dovrebbe a tutti quelli che muoiono mentre lavorano?
Pensandoci bene, sai che ti dico, caro Gesù Bambino? Io quasi quasi la lettera con le richieste per i regali di Natale te la scrivo domani. Anzi, la scrivo pure a Babbo Natale, hai visto mai? E, se ti capita di vederla, avvisa la befana che ne scriverò una anche a lei, per chiederle la calza piena di dolci il 6 gennaio.
Tanto, lo so che tu non esisti, non esiste Babbo Natale, non esiste la Befana. Siete tutte invenzioni dei grandi. E noi bambini, cosa credete? Che ci facciamo prendere in giro dalle idiozie che inventate tutti i giorni nel vostro mondo di adulti? Ti voglio rivelare un segreto: noi facciamo finta di credere a voi mentre vi affannate a spiegarci che dobbiamo essere buoni e studiare ed andare bene a scuola, perchè poi arriva Babbo Natale con la slitta ... e si, perchè se io credessi all'asino che vola, sarei uno stupido, mentre ad una slitta trainata dalle renne che vola nel cielo ... ; vabbè, che fa? Noi siam contenti, voi pure siete contenti nel vederci sorridenti e sorpresi per trovare sotto l'albero o la mattina ai piedi del letto proprio quello che avevamo tanto desiderato, e ... e va bene così.
il 13 dicembre mi sembra un buon giorno per scrivere la letterina, come fanno tutti i bambini che, il giorno di Natale, desiderano svegliarsi e trovare tutti i regali che hanno tanto desiderato durante l'anno, che hanno sognato guardando i cataloghi e le vetrine dei negozi.
Eppure quest anno la letterina vorrei scrivertela per chiederti, più che un regalo, una spiegazione.
Ieri, come ogni giorno, ci sono stati i soliti incidenti sul lavoro. Le statistiche dicono che sono in media tre al giorno. Alcuni dicono molti di più.
E però tante volte, di queste morti, di queste persone, non si sa nulla, leggendo i giornali, vedendo la televisione, ascoltando la radio, scorrendo le pagine di internet.
Eppure ieri, la notizia di una morte sul lavoro, la morte di un giovane di 20 anni che montava una struttura in acciaio, la si sentiva e leggeva dappertutto. Oggi alcuni telegiornali hanno aperto con questa notizia, occupando tanti minuti per descirvere il dispiacere di tante persone famose, che quel giovane nemmeno lo conoscevano. Come potrevano conoscerlo? Non potevano non conoscerlo, per mostrarsi così tristi ed affranti.
Caro Gesù Bambino, come mai dove abiti tu arriva un sacco di gente senza che nessuno sa niente, mentre ieri si è presentato uno sfortunato ragazzo che sembrava avere mangiato e dormito nelle case di mezza Italia per quanto è stata grande la attenzione dei giornalisti, così emotiva la disperazione di cantanti, attori, artisti.
Caro Gesù Bambino, ma lo sai che a me questa cosa sembra proprio strana?
Quando a Cassano è capitato un problema che comunque, per quanto grave sia stato, non doveva poi essere così tragico, visto che pare il giocatore tornerà presto alle sue normali attività, in Italia mancava che interrompessero le trasmissioni RAI, Mediaset, La7, SKY, Premium e TeleCinco per mandare in onda il bollettino medico a reti unificate. E sembrava che non stesse accadendo null'altro nel mondo, dalla crisi economica alla primavera araba, se le televisioni mandavano tanti cronisti a vedere il via vai di amici e conoscenti del calciatore. Peraltro, caro Gesù Bambino, io all'inizio non avevo capito che si parlasse di Cassano. Credevo che fosse stato ricoverato uno tipo Nelson Mandela, tanto se ne diceva bene.
Anche se, devo dirtelo, caro Gesù, tu che sei Bambino come me: noi siam piccoli ma non stupidi; e qualcosa la avevo sospettata, avevo intuito che potesse essere Cassano quello ricoverato, visto che l'unico che non vedevo fare la visita al capezzale era il presidente della Sampdoria.
Ieri, invece è morto uno qualunque, un ragazzo di 20 anni, uno come tanti, eppure: quanto clamore.
Morto sul lavoro, certo. Eppure in Italia, se non si muore almeno in sette alla Thyssen Krupp, non ti calcola nessuno. Al massimo qualche riga giusto perchè la scaletta dei telegiornali prevede alcuni secondi da riempire e il caporedattore sceglie una notizia a caso da leggere: un operaio che cade dalla impalcatura in un paese della Sardegna, una protesta di minatori in Bolivia, una gara per la preparazione della frittella al miele d'acero più grande del mondo in una cittadina dell'Australia ... Eppure ieri, oggi .... titoloni, prime pagine, servizi ed inviati ...
Possibile che ... un momento, Gesù Bambino, forse ho capito. Ma lo chiedo a te perchè mi sembra così assurda questa ipotesi, questa possibile spiegazione: possibile che tutto questo clamore è stato non perchè è morto un giovane sfortunato, ma perchè stava montando il palco di Jovanotti? Che pure gli artisti, se quel ragazzo non stava montando il palco del collega, ma un'impalcatura per rifare il prospetto in una periferia di un paese della provincia di Bari, sai quanto gliene sarebbe importato di questo morto sul lavoro?
E poi, non lo so, questa storia che ho letto: "è morto per 5 euro all'ora". Mi sto sforzando di capire cosa significa mai una frase del genere. "Non si può morire per 5 euro all'ora". Perchè? Se fossero state 15, poteva morire? C'è un prezzo per perdere il diritto alla umana pietà che si dovrebbe a tutti quelli che muoiono mentre lavorano?
Pensandoci bene, sai che ti dico, caro Gesù Bambino? Io quasi quasi la lettera con le richieste per i regali di Natale te la scrivo domani. Anzi, la scrivo pure a Babbo Natale, hai visto mai? E, se ti capita di vederla, avvisa la befana che ne scriverò una anche a lei, per chiederle la calza piena di dolci il 6 gennaio.
Tanto, lo so che tu non esisti, non esiste Babbo Natale, non esiste la Befana. Siete tutte invenzioni dei grandi. E noi bambini, cosa credete? Che ci facciamo prendere in giro dalle idiozie che inventate tutti i giorni nel vostro mondo di adulti? Ti voglio rivelare un segreto: noi facciamo finta di credere a voi mentre vi affannate a spiegarci che dobbiamo essere buoni e studiare ed andare bene a scuola, perchè poi arriva Babbo Natale con la slitta ... e si, perchè se io credessi all'asino che vola, sarei uno stupido, mentre ad una slitta trainata dalle renne che vola nel cielo ... ; vabbè, che fa? Noi siam contenti, voi pure siete contenti nel vederci sorridenti e sorpresi per trovare sotto l'albero o la mattina ai piedi del letto proprio quello che avevamo tanto desiderato, e ... e va bene così.
Caro Gesù Bambino, sai che ti dico? fammi restare bambino ancora tanto tempo. Fammi entrare il più tardi possibile nel mondo dei grandi. Perchè sai, Gesù Bambino? Voi adulti siete così stronzi.
venerdì 2 dicembre 2011
Non dire gatto nel giorno del sacco
Sembra una battuta, invece non lo è.
Eppure qualche (poco) misterioso funzionario in RAI ha emanato una direttiva (o forse un "suggerimento" di comportamento) in occasione della giornata mondiale della lotta contro l'AIDS, attraverso una mail interna. Che, giustamente, è stata prontamente esternalizzata.
Ne sarà stato felice il papa, di ritorno dal Belin, uno dei tanti paesi poveri e sfruttati del continente africano, dove l'AIDS contribuisce alle politiche di contenimento della popolazione mondiale, non operando sul controllo delle nascite, ma sul controllo delle morti.
In altri termini, la parola magica è: astinenza.
Astinenza dunque dal sesso, ma anche dall'uso dei termini. Il vocabolario della lingua italiana suggerisce anche l'ipotesi di un altro vocabolo: censura. Ma questo è già un altro discorso.
Riassumendo, quindi, alla RAI potremmo aspettarci nel 2012 una serie di mail interne che daranno disposizioni del tipo:
il 1 dicembre, giornata mondiale della lotta all'AIDS, evitare la parola profilattico;
il 27 gennaio, giorno della memoria, evitare trasmissioni in cui medici informano come prevenire l'Alzhaimer;
il 10 febbraio, giorno del ricordo, evitare di usare la parola arco;
il 19 marzo evitare la parola falegname e la parola sega;
il 25 aprile evitare di invitare elettricisti in qualsiasi tipo di trasmissione;
il giorno di Pasqua evitare la parola ICI sull'ultima casa e sulle residenze temporanee per periodi non superiori ai tre giorni;
il giorno della festa della mamma evitare l'uso della parola amore;
il 2 ottobre, festa dei nonni, evitare la parola pensioni.
Eppure qualche (poco) misterioso funzionario in RAI ha emanato una direttiva (o forse un "suggerimento" di comportamento) in occasione della giornata mondiale della lotta contro l'AIDS, attraverso una mail interna. Che, giustamente, è stata prontamente esternalizzata.
Ne sarà stato felice il papa, di ritorno dal Belin, uno dei tanti paesi poveri e sfruttati del continente africano, dove l'AIDS contribuisce alle politiche di contenimento della popolazione mondiale, non operando sul controllo delle nascite, ma sul controllo delle morti.
In altri termini, la parola magica è: astinenza.
Astinenza dunque dal sesso, ma anche dall'uso dei termini. Il vocabolario della lingua italiana suggerisce anche l'ipotesi di un altro vocabolo: censura. Ma questo è già un altro discorso.
Riassumendo, quindi, alla RAI potremmo aspettarci nel 2012 una serie di mail interne che daranno disposizioni del tipo:
il 1 dicembre, giornata mondiale della lotta all'AIDS, evitare la parola profilattico;
il 27 gennaio, giorno della memoria, evitare trasmissioni in cui medici informano come prevenire l'Alzhaimer;
il 10 febbraio, giorno del ricordo, evitare di usare la parola arco;
il 19 marzo evitare la parola falegname e la parola sega;
il 25 aprile evitare di invitare elettricisti in qualsiasi tipo di trasmissione;
il giorno di Pasqua evitare la parola ICI sull'ultima casa e sulle residenze temporanee per periodi non superiori ai tre giorni;
il giorno della festa della mamma evitare l'uso della parola amore;
il 2 ottobre, festa dei nonni, evitare la parola pensioni.
venerdì 11 novembre 2011
mercoledì 9 novembre 2011
Se si votasse a febbraio ...
Se si votasse a febbraio, mi piacerebbe che fosse il 12. Si tratta della domenica in cui il Foggia gioca in trasferta a Viareggio, e mi piacerebbe essere lì, in trasferta, per seguire il mio Foggia, in compagnia della signora e del giovane Luca; che chissà, potrebbe finalmente fare il suo esordio in una partita dei rossoneri (quelli buoni): ho atteso anche troppo. Per non parlare del ritorno sugli spalti di Yina la quale finora, ed è bene ricordarlo, vanta una percentuale del 100% di vittorie nelle partite dei satanelli cui ha assistito.
Dice: ma come? La domenica che si vota? va a finire che tocca poi restar fuori anche il lunedì?
(E si, siamo uno dei pochi paesi al mondo, spero non l'unico: mal comune, mezzo gaudio, in cui si vota domenica e lunedì, facendo finta di avere una democrazia partecipata solo perchè vota circa l'80% della popolazione. Facciamo che si indice una settimana intera di votazioni, e magari così si supera anche il 90% dei votanti. Sai che figata?)
La risposta è: si, ovvio!
Perchè, l'ho detto e lo ripeto: aspetto con ansia la data delle prossime elezioni: non vedo l'ora di sapere quand'è che non andrò a votare.
Dice: ma come? La domenica che si vota? va a finire che tocca poi restar fuori anche il lunedì?
(E si, siamo uno dei pochi paesi al mondo, spero non l'unico: mal comune, mezzo gaudio, in cui si vota domenica e lunedì, facendo finta di avere una democrazia partecipata solo perchè vota circa l'80% della popolazione. Facciamo che si indice una settimana intera di votazioni, e magari così si supera anche il 90% dei votanti. Sai che figata?)
La risposta è: si, ovvio!
Perchè, l'ho detto e lo ripeto: aspetto con ansia la data delle prossime elezioni: non vedo l'ora di sapere quand'è che non andrò a votare.
domenica 23 ottobre 2011
venerdì 21 ottobre 2011
"Morto un rais se ne fa un altro" (cit.)
Sarkozy ha dichiarato che non si dovrebbe mai gioire della morte di un uomo, qualunque siano state le cose da lui commesse in vita.
Ma si: per sorridere c'è sempre tempo; tipo alla prossima firma per le forniture di petrolio libico alla Francia.
Mentre, una parolina sui civili morti sotto i bombardamenti francesi no? Morti "necessari" per raggiungere l'obiettivo finale: Gheddafi, appunto.
Poi, si lascia "l'ingrato compito" di fare fuori il rais a dei rivoltosi e la NATO se ne esce con l'ipocrisia di "aprire un'inchiesta sul perchè hanno ucciso Gheddafi dopo averlo catturato vivo". Certo che l'ipocrisia è assai.
...
Considerazione personale:
Gheddafi è morto nel modo più giusto, quello che più si meritava. Morto ucciso e poi vilipeso da gente del suo popolo; popolo che aveva subito per decenni gli effetti del cinismo del loro leader, quel popolo che ha vissuto l'orrore di una guerra civile, con le crudeltà e le nefandezze che solo le guerre civili sono capaci di generare.
Gheddafi è morto come Mussolini, e come Mussolini non era più un uomo ma un simbolo, il simbolo di crudeltà che solo la Giustizia può e deve giudicare secondo criteri di Umanità.
Ma un popolo offeso, ferito, vilipeso, massacrato, non incarna la Giustizia, quel popolo ha tutto il diritto di fare quello che ha fatto ad un simbolo dell'orrore e della ferocia.
A Gheddafi gli è anche andata bene. A Mussolini e famiglia fu riservato un trattamento anche peggiore. E proprio da quel popolo che storicamente incarna la quintessenza del voltagabbana.
Gli italiani facciano bene a tacere.
Ma si: per sorridere c'è sempre tempo; tipo alla prossima firma per le forniture di petrolio libico alla Francia.
Mentre, una parolina sui civili morti sotto i bombardamenti francesi no? Morti "necessari" per raggiungere l'obiettivo finale: Gheddafi, appunto.
Poi, si lascia "l'ingrato compito" di fare fuori il rais a dei rivoltosi e la NATO se ne esce con l'ipocrisia di "aprire un'inchiesta sul perchè hanno ucciso Gheddafi dopo averlo catturato vivo". Certo che l'ipocrisia è assai.
...
Considerazione personale:
Gheddafi è morto nel modo più giusto, quello che più si meritava. Morto ucciso e poi vilipeso da gente del suo popolo; popolo che aveva subito per decenni gli effetti del cinismo del loro leader, quel popolo che ha vissuto l'orrore di una guerra civile, con le crudeltà e le nefandezze che solo le guerre civili sono capaci di generare.
Gheddafi è morto come Mussolini, e come Mussolini non era più un uomo ma un simbolo, il simbolo di crudeltà che solo la Giustizia può e deve giudicare secondo criteri di Umanità.
Ma un popolo offeso, ferito, vilipeso, massacrato, non incarna la Giustizia, quel popolo ha tutto il diritto di fare quello che ha fatto ad un simbolo dell'orrore e della ferocia.
A Gheddafi gli è anche andata bene. A Mussolini e famiglia fu riservato un trattamento anche peggiore. E proprio da quel popolo che storicamente incarna la quintessenza del voltagabbana.
Gli italiani facciano bene a tacere.
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