venerdì 9 ottobre 2009

Plemio Nobel

Sono passati vent'anni da quel 1989, anno in cui venne assegnato il premio Nobel per la Pace al Dalai Lama.
E sono passate ventiquattr'ore da quando il premiando Nobel per la Pace 2009 non riceveva il Dalai Lama, in vista della visita in Cina prevista per un novembre troppo vicino per rischiare di creare "tensioni diplomatiche".
Bravo, bel coraggio!
Premio Coniglio, altro che Premio Nobel.
Pensare che solo poche ore prima si parlava di loro, come favoriti ...

grammaticopoli

La triste escalation dei maltrattamenti alla lingua italiana continua.
Tutto iniziò con tangentopoli. Da quel momento in poi, nulla più è stato uguale.
Non parlo delle tangenti. parlo del -poli. Che iniziò ad imperversare.
Ricordo, fra le poche cose che la memoria oramai mi consente, che il vs blogger preferito ha più volte ricordato con amarezza l'imperversare di "neologismi" quali: calciopoli, moggiopoli, velinopoli (meglio: pompinopoli), e tanti tanti altri in giro per i media.
Tempo fa, fra le critiche negative cui il vs blogger preferito (sempre lui!) fu fatto oggetto*, ci fu quella relativa al fatto che egli manifestava la soddisfazione per essere stati (come Italia) superati da potenze del calcio, leader nella logistica e potentati economici da nazioni come Ungheria e Ucraina (diconsi: Ungheria e Ucraina!) per l'organizzazione degli Europei 2012, dopo che già due corazzate dalla tradizione calcistica brillante e ipergallonata come Svizzera e Austria (ed anche qui sottolineo: Svizzera e Austria) si erano aggiudicate gli europei del 2008.
La mia soddisfazione sostanzialmente derivava dal fatto che, secondo me, erano troppo evidenti i tentativi dei presidenti e dirigenti delle squadre di club di salire sul carro dei finanziamenti pubblici per rifarsi stadi e strade in puro stile Italia 90 e questa bocciatura mi sembrava figia della sfiducia nel sistema Italia.
In questi giorni spunta dalle acque iridate delle piscine romane l'inevitabile scandaletto di periferia (sportiva).
In Italia siamo inguaribili. Bisogna fare in modo di reagire a questo andazzo, dire basta una volta per tutte ad un sistema di intrecci e di giochi di potere che consentono ai soliti noti di restare in sella ben aggrappati non solo alle poltrone di Montecitorio ma anche alle poltroncine della politica periferica fino agli strapuntini delle federazioni sportive.
Dopo la piacevole notizia di Rio 2016, se le cose non cambiano, farò il tifo finanche per Port au Prince 2020 pur di sapere sottratte alle grinfie delle gazze italiche le opportunità economiche di una eventuale Roma-Venezia 2020, di cui già si vocifera.
Basta non se ne può più!
Perchè va bene le tangenti, ma "piscinopoli" supera ogni limite di sopportazione ...

* pur senza convocazioni telefoniche ai piani medio-bassi ...

mercoledì 7 ottobre 2009

I porci, le ali, i vaccini ... farmacia! farmacia!

Niente a che vedere con il libro che ha accompagnato tanti di quella generazione a cui era stato risparmiato il '68 ma non, purtroppo, il '77.
Con la aviaria (le ali) il marketing aveva consentito una vendita di tanti ma tanti di quei vaccini che i depositi, in Italia, scoppiavano. Anche i profitti di alcune case farmaceutiche.
Poi di tutti questi vaccini non se ne fece e seppe più nulla. Ma è un dettaglio. Spariscono gli allarmi sui rischi frana in zone di Italia che puntualmente franano* cosa saranno milioni di euro spesi e volatili-zzatisi in un inutile vaccino anti-pennuto?
Oggi invece del becco di un alato, spunta il muso del suino (i porci). Forse sono divenuto eccessivamente scettico e queste strane pandemie dai costi elevati mi lasciano perplesso. per non dire quanto perplesso mi lasciano gli sforzi umanitari di talune case farmaceutiche che investono fior di quattrini per un busineess remunerativo in tempi brevi, che garantisce risultati efficaci (tanti soldi / pochi morti è un rapporto molto scenografico perchè sbilanciato sul numeratore) mentre invece per banali malattie che causano quantità inconcepibili di morti che con pochi soldini si eviterebbero, le medesime case farmaceutiche appaiono distratte.
Evidentemente, allora, il vero business è fare ammalare i ricchi, perchè i poveri, ma che schifo, non solo si ammalano, ma poi nemmeno hanno quei quattro soldi sufficiente per curarsi una diarrea o difendersi dalle zanzare.
Vabbè, per fortuna che in Italia abbiamo dei poteri forti contro i quali potere sfogare le nostre angosce e la nostra rabbia di cittadini onesti, se no lo sai che palle?
Certo che se quel tal cavaliere si comprasse una bella casa farmaceutica ...

* un semi-ciarlatano che annuncia terremoti stava quasi per diventare santo, in quel di L'Aquila. Di ciò che accadeva a Messina, con reali allarmi inascoltati, questi sì: basati su fatti concreti si parla poco. Ho l'impressione che più d'uno si sia distratto, appostato presso i portoni della Consulta in attesa di un verdetto.

martedì 6 ottobre 2009

Modelli (di vita)

Ci sono Paesi che hanno, nella loro storia, una Mercedes; altri che rischiano di avere una Escort.
In memoria di Mercedes Sosa.

lunedì 5 ottobre 2009

L'abusivismo non esiste

Ci sono tre cose in Italia che non esistono:
- le raccomandazioni
- la mafia
- l'abusivo
Sulle raccomandazioni, è evidente. Facciamo mente locale alle dichiarazioni, le interviste ... chessò? di un giornalista RAI. Se gli si chiede: in Rai esistono le raccomandazioni, tutti dicono che si, ovvio. E se gli si chiede: "tu sei mai stato raccomandato?", la risposta potrebbe variare fra un no farcito di sorrisi, risentimento, un no secco un no con tante "o", un no accompagnato da" ho fatto la gavetta", "ho fatto il concorso" ecc. Insomma, tutti sono raccomandati tranne l'intervistato. Pirandelliano.
La mafia, beh, quella per definizione non esiste.
Infine l'abusivo. Chi lo è? Nessuno. Se no non si giustificherebbero gli sdegni di chi protesta quando un qualsiasi governo emana un condono.
Certo, ci si potrebbe chiedere come mai gli uffici tecnici si imbottiscono di pratiche di condono ... magari deve essere uno che vive all'estero e che sotto falsi nomi si condona migliaia e migliaia di opere realizzate in assenza o non conformità con le norme vigenti.
Deve essere stato in qualche vita passata prima della reincarnazione nel vs blogger preferito che ho visto presunti ambientalisti che si sanano chi il pozzo, chi la casa in campagna, chi l'ampliamento chi la volumetria in più, chi la sopraelevazione, chi questo e chi quest altro.
L'importante è dare addosso a chi lo legifera il condono. E si gira la testa dall'altra parte sul fatto che forse, prima ancora che lo Stato ad essere criminale a condonare i crimini, criminale è chi ha abusato in passato ed avere commesso dunque il crimine che ora chiede condonare (magari di nascosto: hai visto mai che uno lo incontra e gli domanda: "ma non eri tu l'altra domenica al corteo contro il governo che portava lo striscione "Basta condoni"?").
L'importante è avere il Punta Perotti della situazione. L'ecomostro. Quel manufatto che "toglie la vista dell'orizzonte". La saracinesca. Ma le nostre casupole, le "torri" di 25mq in campagna, realizzate tutte con uno strano patio e delle assurde (...) colonne che fanno intravvedere 80mq, con un vano interrato di 150mq (che i vani interrati non fanno volumetria) mica la vogliamo paragonare a quell'ecomostro realizzato da Matarrese e DicagnoAbbrescia, eh?
Certo, capita che ce ne sono altri 1190 eco-mostriciattoli che punteggiano il nostro territorio microabusato. Cosa vuoi che sia un frungolo? Beh: chiediglielo ad un sedicenne che ne ha 1191 di frungoli sul suo faccino appena imberbe ...
Che fa? Per fortuna abbiamo lo Stato che fa le leggi immonde per deodorare le immondizie che i cittadini gettano in ogni dove nel territorio. Tanto, che vuoi che sia? è solo una busta. Pensassero a quelli che fanno le vere porcate ...
E per fortuna che esistono gli ecomostri. Una passeggiata a bari una domenica mattina depurerà le nostre coscienze. E se poi fila tutto liscio ed è una bella giornata, magari ce ne andiamo in campagna da me. Scusate se la casa ancora non è completa, ma sto aspettando che mi danno la agibilità per potere poi chiudere la veranda ...

venerdì 2 ottobre 2009

Fiona D'Addario

Ho praticamente imparato a memoria Shrek I e Shrek II.
In effetti, come tutti le grandi produzioni cinematografiche di quel genere che, semplificando all'eccesso, mettiamo nella categoria: cartoni animati, questi film si dicono per bambini, ma sono in effetti per gli adulti.
La quantità di citazioni, evidenti o più o meno malcelate, di film, fiabe, cartoni e tanto altro ancora, è incredibile.
Altro che per bambini, dunque. Sono per gli adulti! ed è la ragione per cui spesso queste pellicole fanno la fine del classico trenino che lo zio regalava a Natale ai nipotini: in men che non si dica se ne impossessavano i grandi che, nel peggiore ma più frequente dei casi, finivano col rimproverare i piccini, rei di volere solo "giocare", mentre gli adulti iniziavano a fare chi i capostazione, chi l'ingegnere progettista del percorso ferrato, chi l'addetto alle sbarre, eccetera.
Ho praticamente imparato a memoria Shrek I e Shrek II, dicevo. L'unica cosa è che li ho imparati in lingua spagnola, essendo arrivati i DVD direttamente dallo zio oltreoceano.
Ieri sera, in prima serata su una rete Mediaset, trasmettevano il primo dei tre Shrek. E, vista la programmazione alternativa (fra San Toro e Don Matteo ...) ho ceduto alla curiosità di sentire come era Shrek in italiano, con i doppiatori più bravi al mondo.
Delusione.
La versione in castellano è stata decisamente superiore, a partire dalla voce di Shrek che in italiano è realmente improbabile, peggio ancora del doppiatore di Kurt Russell nei panni di Iena Plinsky in 1997 Fuga da new York, ed è quanto dire.
E così, perso in questa delusione, non ho assistito (e ne sono realmente affranto) alla puntata di Santoro in cui l'ospite più attesa era (ora le chiamano escort) il puttanone* barese capofila di una schiera di mignottoni* murgiani non presenti in studio.
Non mi resta che scorrere, al fine di colmare questa lacuna della mia vita, le pagine dei giornali o i video che certamente si accavalleranno su you tube, per sapere se attraverso le domande del conduttore, è stato chiarito cosa è accaduto fra il premier e le signorine allegre, se fra le protesi pugliesi c'erano anche protesi penali, o di penale c'è solo la ipotizzata corruzione dei politici pugliesi (dimissionati a Bari e/o conservatisi in Parlamento) colti in fallo nell'affaire Tarantini e, soprattutto, capire se è stato sciolto il vero dubbio di tutta questa vicenda: 'sto cazzo di microfono, la D'Addario, dove lo teneva nascosto?

* l'accrescitivo è ovviamente riferito alla solvibilità dei clienti.

giovedì 1 ottobre 2009

Se il buongiorno si vede dall'Uno Mattina

Insomma, questa era troppo facile da segnalare.
Faccio lo stesso una breve citazione dell quotidiano post di DAW per ricordare e dimostrare, semmai ce ne sia bisogno, quanto la politica italiana è oramai un mostro che cammina su due piedi: un giorno si lecca il piede destro, un giorno quello sinistro.
Poi, magari, qualcuno chiede che venga ossequiata anche la terza appendice, ma quello fa parte delle debolezze umane.