Si dice che i politici non possono essere uomini buoni per tutte le stagioni, (auto)riciclandosi pur di stare al potere.
E c'è chi si muove nei fanghi melmosi della politica inventandosi sigle e partiti, accusando i berlusconi, i casini i fini i dipietro di avere personalizzato la politica, criticando il cesarismo.
SEL.
Ma cosa c'è di diverso nel crearsi il "proprio" partito? Solo non averci messo il proprio nome sopra? Come M5S, del resto?
Un tempo si parlava di cattivi maestri. E si credeva che fosse passata quella triste stagione.
Purtroppo, Mario, io vedo che oggi esistono anche i cattivi discepoli.
Sono quelli che ieri si commuovevano e quasi esaltavano le proprie lacrime quando il palco accoglieva il tuo governatore, e ne perpetravano le gesta. Oggi sono in prima fila a dire che quello scempio ci ammazza.
Mi fanno rabbia quelli che arringavano la folla prima; mi fanno rabbia gli arringati di ieri che arringano la folla oggi.
Non si può essere buoni per tutte le stagioni. E chi ieri filosofeggiava qui, al paesello, traendo ispirazione dal "poeta", oggi appenda al chiodo il megafono; c'è tempo e modo per tornare sui propri passi, ma almeno non prima di avere fatto un pubblico e, possibilmente, sincero mea culpa.
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martedì 22 ottobre 2013
venerdì 26 aprile 2013
Le "sedie": vanto locale o bomba ignorata?
Se avete dati, imponete la chiusura cautelativa (preventiva o chiamatela come volete) dei pozzi a valle della discarica, altrimenti non sbandierate successi che non avete titolo di vantare.
E forse è arrivato il momento di disporre, di imporre il divieto alla vendita di tutti i prodotti commercializzati sulle "sedie": ortaggi, verdura, frutta dal produttore al consumatore senza il minimo controllo di provenienza, trattamenti e qualità.
Le "sedie"; vanto locale o bomba ignorata?
Se temete di essere sprangati per strada, lo capisco; ma le battaglie o si combattono seriamente, oppure servono solo a fare comizi elettorali.
No, perchè (a tutta scommessa) vale anche qui il ragionamento che si fa quando, mentre "altrove" accade una disgrazia a casua di una catastrofe "naturale", stando comodamente seduti in poltrona guardando in tv le immagini delle case crollate per un sisma, si dice: "E grazie, si costrusce senza criteri antisismici"; o se le case vengono travolte durante un alluvione, si commenta: "E per forza, quelli costruiscono in mezzo ai fiumi!".
Salvo poi, quando si impongono gli accertamenti e gli adeguamenti sismici agli edifici dove si vive, o si impedisce una edificazione in aree classificate a rischio idrogeologico, si reagisce stizziti e saccenti: "Tanto qui non è successo mai niente; è tranquillo!".
Ecco, scommetto che potrebbe accadere qualcosa del genere, al paesello, se qualcuno invocasse una misura del tipo che accennavo prima.
Chi fa la prima mossa?
E forse è arrivato il momento di disporre, di imporre il divieto alla vendita di tutti i prodotti commercializzati sulle "sedie": ortaggi, verdura, frutta dal produttore al consumatore senza il minimo controllo di provenienza, trattamenti e qualità.
Le "sedie"; vanto locale o bomba ignorata?
Se temete di essere sprangati per strada, lo capisco; ma le battaglie o si combattono seriamente, oppure servono solo a fare comizi elettorali.
No, perchè (a tutta scommessa) vale anche qui il ragionamento che si fa quando, mentre "altrove" accade una disgrazia a casua di una catastrofe "naturale", stando comodamente seduti in poltrona guardando in tv le immagini delle case crollate per un sisma, si dice: "E grazie, si costrusce senza criteri antisismici"; o se le case vengono travolte durante un alluvione, si commenta: "E per forza, quelli costruiscono in mezzo ai fiumi!".
Salvo poi, quando si impongono gli accertamenti e gli adeguamenti sismici agli edifici dove si vive, o si impedisce una edificazione in aree classificate a rischio idrogeologico, si reagisce stizziti e saccenti: "Tanto qui non è successo mai niente; è tranquillo!".
Ecco, scommetto che potrebbe accadere qualcosa del genere, al paesello, se qualcuno invocasse una misura del tipo che accennavo prima.
Chi fa la prima mossa?
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martedì 8 dicembre 2009
No CDN, Martucci viva
Ogni tanto i Verdi tirano fuori i nomi. Per fortuna per le stupidaggini ci pensa Spatuzza (in passato fu tale Gianni Melluso; in Italia, per sapere la verità bisogna rivolgersi a chi ti dice quello che vuoi sentirti dire); per le cose serie invece c'è Bonelli (non quello di Tex Willer).
Mesi fa venne fuori che il paesello era una delle sedi prescelte per la installazione di un sito nucleare. Apriti cielo! Da un lato chi faceva comizi allertando la popolazione (ce n'erano sei o sette, quella sera ad ascoltare il comizio dei socialisti) che Berlusconi ci stava mandando le centrali nucleari, dall'altro chi pensava che probabilmente non c'erano le condizioni (logistiche e non solo) per un impianto di quel tipo nel territorio molese, foss'anche al confine con quello di Conversano.
Un consiglio comunale convocato ad hoc, dimostrò l'assoluta consapevolezza della popolazione del reale pericolo che si avvicinava, minaccioso, all'orizzonte, affollando la sede consiliare per ascoltare i numerosi esperti.(*)
Ogni tanto, dunque, spunta una lista di nomi e siti idonei per la ubicazione delle centrali nucleari di cui il Paese vorrebbe dotarsi.
Nell'ultima versione, però, è scomparso il nome di Mola di Bari.
Ma come? Proprio adesso che chiudono la discarica di Martucci rendendo libero il sito da precedente impiantistica? E che ci faranno allora? L'inceneritore? Solo rumours, niente di certo ... ma sembra proprio così (dove andranno i rifiuti che oggi vengono conferiti a Martucci non lo so, ma è un altro discorso: la mia ignoranza non fa testo).
Insomma: un po' di promesse rassicuranti all'orizzonte, a quanto sembra.
No nuke, No discarica, Si CDR (e va beh, capita).
Nel caso in cui, però, anche solo qualcuna delle promesse non verrà mantenuta, la popolazione, sicuramente si farà sentire. A cominciare dai nostri rappresentanti.
Sicuramente il Sindaco "escluderà nessuna protesta" e, badate a quello che scrivo: si dimetterà! A scommessa!
L'assessore "repetita iuvant", forse anche; ma se qualcosa dovesse andare storto, stavolta non si scherzerà.
Sembra infatti pronto il sito (terminati i lavori di messa in sicurezza) di una delle innumerevoli cave/discariche abusive di Pozzovivo ... con tanto di laghetto, aiuole e pareti idroseminate.
Certo, al momento il sito resta chiuso; probabilmente manca qualcosa per renderlo fruibile al grande pubblico che non vede l'ora di visitarlo e trascorrervi ore ed ore di relax. Perchè manca la piscina, a Mola, ma che ce ne facciamo? c'è il laghetto!
Vabbè, tornando ai rischi ambientali, speriamo che le promesse vangano mantenute; ma se poco poco qualcuno sgarra .... stavolta non si sfugge: ci si mobiliterà tutti facendo sit-in come ai bei tempi e senza nemmeno rischiare di patire troppi disagi: il sito atrezzato della ex-discarica sicuramente servirà da base logistica per la moltitudine di protestatari; basterà magari portarsi da casa delle sedie, organizzarsi con il car-sharing (parcheggi non ce ne sono), qualcuno più in forma potrà utilizzare le bici gialle (in tal caso potrà protestare solo dalle 7 alle 23), si arrostiscono due polpi e ghiumireddi (che un braciere si trova sempre, a Mola, per metterci su qualcosa di semicommestibile). L'unica preghiera: accorti a non bere troppo e comunque evitino la trasferta incontinenti e deboli di prostata: se nessuno porta i bagni chimici, a chi verrà di espletare necessità fisiologiche, toccherà tornare a casa, e sarebbe un peccato rischiare di perdersi il meglio delle manifestazioni per una banale pipì.
Confidiamo che tutto vada per il meglio, a Martucci.
Confidiamo anche che si capisca cosa ne sarà del sito bonificato, ma penso che bisognerà avere un po' di pazienza ...
(*) è triste rileggersi i commenti del luglio 2008 a distanza di un anno e mezzo, e scoprire che ad avere ... come dire ... perplessità sulla possibilità che alle parole facessero seguito i fatti invece delle solite chiacchiere (fotovoltaico) qualcuno di noi aveva ragione ...
Diceva mio nonno: acc'dit i vicchj p'cche sap'n i fatt!
Mesi fa venne fuori che il paesello era una delle sedi prescelte per la installazione di un sito nucleare. Apriti cielo! Da un lato chi faceva comizi allertando la popolazione (ce n'erano sei o sette, quella sera ad ascoltare il comizio dei socialisti) che Berlusconi ci stava mandando le centrali nucleari, dall'altro chi pensava che probabilmente non c'erano le condizioni (logistiche e non solo) per un impianto di quel tipo nel territorio molese, foss'anche al confine con quello di Conversano.
Un consiglio comunale convocato ad hoc, dimostrò l'assoluta consapevolezza della popolazione del reale pericolo che si avvicinava, minaccioso, all'orizzonte, affollando la sede consiliare per ascoltare i numerosi esperti.(*)
Ogni tanto, dunque, spunta una lista di nomi e siti idonei per la ubicazione delle centrali nucleari di cui il Paese vorrebbe dotarsi.
Nell'ultima versione, però, è scomparso il nome di Mola di Bari.
Ma come? Proprio adesso che chiudono la discarica di Martucci rendendo libero il sito da precedente impiantistica? E che ci faranno allora? L'inceneritore? Solo rumours, niente di certo ... ma sembra proprio così (dove andranno i rifiuti che oggi vengono conferiti a Martucci non lo so, ma è un altro discorso: la mia ignoranza non fa testo).
Insomma: un po' di promesse rassicuranti all'orizzonte, a quanto sembra.
No nuke, No discarica, Si CDR (e va beh, capita).
Nel caso in cui, però, anche solo qualcuna delle promesse non verrà mantenuta, la popolazione, sicuramente si farà sentire. A cominciare dai nostri rappresentanti.
Sicuramente il Sindaco "escluderà nessuna protesta" e, badate a quello che scrivo: si dimetterà! A scommessa!
L'assessore "repetita iuvant", forse anche; ma se qualcosa dovesse andare storto, stavolta non si scherzerà.
Sembra infatti pronto il sito (terminati i lavori di messa in sicurezza) di una delle innumerevoli cave/discariche abusive di Pozzovivo ... con tanto di laghetto, aiuole e pareti idroseminate.
Certo, al momento il sito resta chiuso; probabilmente manca qualcosa per renderlo fruibile al grande pubblico che non vede l'ora di visitarlo e trascorrervi ore ed ore di relax. Perchè manca la piscina, a Mola, ma che ce ne facciamo? c'è il laghetto!
Vabbè, tornando ai rischi ambientali, speriamo che le promesse vangano mantenute; ma se poco poco qualcuno sgarra .... stavolta non si sfugge: ci si mobiliterà tutti facendo sit-in come ai bei tempi e senza nemmeno rischiare di patire troppi disagi: il sito atrezzato della ex-discarica sicuramente servirà da base logistica per la moltitudine di protestatari; basterà magari portarsi da casa delle sedie, organizzarsi con il car-sharing (parcheggi non ce ne sono), qualcuno più in forma potrà utilizzare le bici gialle (in tal caso potrà protestare solo dalle 7 alle 23), si arrostiscono due polpi e ghiumireddi (che un braciere si trova sempre, a Mola, per metterci su qualcosa di semicommestibile). L'unica preghiera: accorti a non bere troppo e comunque evitino la trasferta incontinenti e deboli di prostata: se nessuno porta i bagni chimici, a chi verrà di espletare necessità fisiologiche, toccherà tornare a casa, e sarebbe un peccato rischiare di perdersi il meglio delle manifestazioni per una banale pipì.
Confidiamo che tutto vada per il meglio, a Martucci.
Confidiamo anche che si capisca cosa ne sarà del sito bonificato, ma penso che bisognerà avere un po' di pazienza ...
(*) è triste rileggersi i commenti del luglio 2008 a distanza di un anno e mezzo, e scoprire che ad avere ... come dire ... perplessità sulla possibilità che alle parole facessero seguito i fatti invece delle solite chiacchiere (fotovoltaico) qualcuno di noi aveva ragione ...
Diceva mio nonno: acc'dit i vicchj p'cche sap'n i fatt!
martedì 10 novembre 2009
AAA Apprendistastregone cercasi
Pochi mesi dal terremoto de L'Aquila che ha squassato un territorio, molte vite e la coscienza di tanti che non pensavano di vivere in manufatti fragili con il bollino antisismico, come se fosse una borsa Prada taroccata made in China.
Non si capisce bene perchè (meglio: continuo a non capire bene perchè) fra tante polemiche, alcune condivisibili, tipo: come fa un edificio moderno e teoricamente antisismico crollare come un castello di carte al vento (ed infatti la magistratura sta lavorando in tal senso), ne vennero fuori ed ebbero ampio risalto altre francamente insopportabili.
Il tecnico Giuliani ebbe modo di dire la sua: lui l'allarme lo aveva dato.
Non si capisce bene dove, come, quando doveva avvenire il terremoto, ma lui lo aveva previsto.
Ampia eco, amplissima enfasi, risalto enorme.
Qualcuno espresse alcune perplessità. Ma poichè un geologo, che non è geofisico, sa di avere meno competenza di ... non so ... farmacisti, artigiani, informatici, impiegati del catasto ecc., preferì tacere.
Di un paio di settimane fa (se non ricordo male), il medesimo Giuliani avvisava che a Frosinone stava per accadere un qualcosa di molto simile a quanto accaduto a L'Aquila: prepariamoci al peggio.
Allarme. Cosa fare? Per il momento tenete l'auto parcheggiata sotto casa: magari è opportuno dormirci dentro piuttosto che nelle case che crolleranno.
...
Deve essere successo qualcosa, ma a Frosinone non accade nulla. Forse una briciola di pane ha provocato qualche malfunzionamento da qualche parte (in laboratorio o lungo qualche faglia profonda, non è dato ancora sapere)?
Ora: magari fra dieci minuti viene giù tutto, ma ... la domanda mia è: fare un annuncio un giorno significa essere credibili? Dire: "accadrà un sisma" significa fare prevenzione? Dove? Quando? Boh: per il momento dormite in auto.
Bella roba.
...
A Messina, invece, dove si prevede dove, come e quando accadrà una frana, a Ischia dove si sa che lì, quel volume di terreno alla prossima pioggia si muoverà e travolgerà tutto ciò che si trova al di sotto di quelle rocce mosse da un unico motore chiamato: gravità, ... beh, in concomitanza delle vere tragedie annunciate ... queste si, prevedibili anzi: previste, annunciate ... niente.
...
Ci sarà una graduatoria di sdegno per le calamità naturali?
Non si capisce bene perchè (meglio: continuo a non capire bene perchè) fra tante polemiche, alcune condivisibili, tipo: come fa un edificio moderno e teoricamente antisismico crollare come un castello di carte al vento (ed infatti la magistratura sta lavorando in tal senso), ne vennero fuori ed ebbero ampio risalto altre francamente insopportabili.
Il tecnico Giuliani ebbe modo di dire la sua: lui l'allarme lo aveva dato.
Non si capisce bene dove, come, quando doveva avvenire il terremoto, ma lui lo aveva previsto.
Ampia eco, amplissima enfasi, risalto enorme.
Qualcuno espresse alcune perplessità. Ma poichè un geologo, che non è geofisico, sa di avere meno competenza di ... non so ... farmacisti, artigiani, informatici, impiegati del catasto ecc., preferì tacere.
Di un paio di settimane fa (se non ricordo male), il medesimo Giuliani avvisava che a Frosinone stava per accadere un qualcosa di molto simile a quanto accaduto a L'Aquila: prepariamoci al peggio.
Allarme. Cosa fare? Per il momento tenete l'auto parcheggiata sotto casa: magari è opportuno dormirci dentro piuttosto che nelle case che crolleranno.
...
Deve essere successo qualcosa, ma a Frosinone non accade nulla. Forse una briciola di pane ha provocato qualche malfunzionamento da qualche parte (in laboratorio o lungo qualche faglia profonda, non è dato ancora sapere)?
Ora: magari fra dieci minuti viene giù tutto, ma ... la domanda mia è: fare un annuncio un giorno significa essere credibili? Dire: "accadrà un sisma" significa fare prevenzione? Dove? Quando? Boh: per il momento dormite in auto.
Bella roba.
...
A Messina, invece, dove si prevede dove, come e quando accadrà una frana, a Ischia dove si sa che lì, quel volume di terreno alla prossima pioggia si muoverà e travolgerà tutto ciò che si trova al di sotto di quelle rocce mosse da un unico motore chiamato: gravità, ... beh, in concomitanza delle vere tragedie annunciate ... queste si, prevedibili anzi: previste, annunciate ... niente.
...
Ci sarà una graduatoria di sdegno per le calamità naturali?
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domenica 25 ottobre 2009
BAD
Quando venne pubblicata la prima stesura del PAI, sul sito della Autorità di Bacino vennero messe on-line le perimetrazioni relative a tutti i comuni della Puglia, fra i quali il paesello (che pure appartenendo, per certe cose, alla Repubblica delle Banane, resta amministrativamente territorio pugliese).
La cosa che apparve agli occhi di tutti fu che la perimetrazione era oggettivamente "eccessiva".
Come non accadde per il PUTT, lasciato languire per anni e anni senza provedere ai Primi Adempimenti, nel caso del PAI la amministrazione si mosse con solerzia per rimuovere quelle vincolistiche che, se non riviste e rivisitate (meglio: eliminate), avrebbero creato difficoltà allo svolgimento di determinate attività, diciamo così, economiche e produttive.
Niente di male, anzi! Ottima cosa. Lo strumento flessibile del PAI, soggetto a continuo aggiornamento rappresenta una opportunità di avere, appunto, uno strumento non a rischio invecchiamento. Cosa fondamentale avendo a che fare con una entità "dinamica" quale è il territorio.
Però ... cosa sarebbe la vita senza un però (Nutella a parte).
La cosa che spiacque fu che, all'indomani della riperimetrazone, venne affisso un manifesto che parlava di un non ben precisato "successo".
Ci fu chi (...) ebbe modo di chiedersi di quale successo si parlava. La riperimetrazione aveva lasciato a rischio idrogeologico ad elevata pericolosità idraulica (vado a memoria) solo alcuni brandelli di due tronchi di lame che attraversano l'abitato (sto ancora capendo come fa un corso d'acque ad essere a rischio "a singhiozzo": a cielo aperto si, sotto i palazzi no), facendo piazza pulita di tutto il resto.
Insomma, il paesello tornò l'isola felice che tutti conosciamo (ed ancora non prendeva forma uno dei lungomari più belli d'Italia), senza rischi di alluvionamenti, inondazioni,, ponti che potrebbero crollare (!) in caso di pioggia, auto che potrebbero restare travolte in alcuni punti critici dell'abitato, e quant'altro.
...
Successo di che? Successo di CHI?
L'ennesima pioggia poche ore fa ha causato disagi eccezionali, e ancora una volta la dea bendata ha fatto si che nell'ennesima auto sommersa dall'acqua ci restasse dentro nessuno.
Quel manifesto, quel "successo" per la cittadinaza, di cui si legge (se ne trova ancora copia da qualche parte, affissa all'interno del Municipio) torna dannatamente di attualità, ogni qualvolta ci si ritrova su forum e social network vari a commentare i nuovi allagamenti, a discutere dell'ennesimo disastro.
Non voglio entrare nel merito sul fatto che son due legislature che la gestione della urbanistica è nelle mani dello stesso assessore, che da tre i lavori pubblici sono nelle mani dello stesso assessore di cui sopra, e da poco, visti i risultati ottenuti, l'affetto della gente contenta dell'operato lo ha indotto a ricandidarsi.
Non lo faccio perchè, dico davvero: non voglio entrare nel merito perchè le campagne elettorali son brutte, e l'aspetto personale rischia di restare invischiato nelle diatribe politiche, ed io voglio limitarmi a dire che questa ricandidatura al quarto incarico consecutivo per me è inquietante.
E di amministrazione, maggioranza, opposizione, assessori, consiglieri, candidati, ecc. non ne voglio parlare fino ad aprile.
Ma vedere che (non bastavano i punti "noti e canonici" che si allagavano fino a ieri in concomitanza di acquazzoni), in prossimità di Cala Loreto, in adiacenza dello sbocco a mare della lama San Giuseppe, si è formato un lago dovuto al fatto che le acque ristagnavano senza potere superare una qualche barriera che evidentemente faceva contropendenza (non mi viene in mente altra spiegazione), faceva davvero sensazione; per non parlare dei tanti altri punti "nuovi" del paese che si aggiungono alle aree a rischio allagamento dopo le piogge (scansatevi ad esempio Via Aldo Moro angolo Corso Italia, ma è solo un esempio), mi fa pensare che le condizioni generali del paese rispetto a questo aspetto sono in grave peggioramento.
E giuro che stendo un velo pietoso sui pluviali di Via P.D Pesce lungo la pista ciclabile, rilevati di alcuni centimetri rispetto al piano stradale, che l'acqua li scansa ma non vi entra ...
Intanto, a Nord del paese è stata approvata di recente l'ultima lottizzazione che soddisferà più di una necessità, diciamo così, economico-produttiva di qualcuno.
Quasi due anni son passati da quando la Barbanente e Vendola, nell'ambito di un convegno altrimenti molto istruttivo ed interessante, intervennero per dire che a Mola non si costruisce più nelle lame. Che ciò non sia vero è un fatto (in realtà ce ne sarebbero un paio di fatti sotto gli occhi di tutti), ed intanto la cementificazione aumenta, la impermeabilizzazione e la conseguente perdita di suolo con essa e, quando piove, l'acqua si ferma ad un metro dal mare. Che se non fosse che ci pensò qualcuno mentre fuggiva dall'Egitto, si sarebbe potuto gridare all'originalità di un miracolo.
Non sono gli alberi piantati in aiuole abbandonate che migliorano l'ambiente. Magari migliorano l'arredo urbano, così come hanno fatto per alcune ore le viola pansè in piazza (successone!); così come è arredo urbano piantumare palme e tamerici (sono tamerici?) fianco a fianco in un gioco estetico di cui ognuno spero abbia diritto ad esprimere un parere.
Ma l'ambiente è altro.
La cosa che apparve agli occhi di tutti fu che la perimetrazione era oggettivamente "eccessiva".
Come non accadde per il PUTT, lasciato languire per anni e anni senza provedere ai Primi Adempimenti, nel caso del PAI la amministrazione si mosse con solerzia per rimuovere quelle vincolistiche che, se non riviste e rivisitate (meglio: eliminate), avrebbero creato difficoltà allo svolgimento di determinate attività, diciamo così, economiche e produttive.
Niente di male, anzi! Ottima cosa. Lo strumento flessibile del PAI, soggetto a continuo aggiornamento rappresenta una opportunità di avere, appunto, uno strumento non a rischio invecchiamento. Cosa fondamentale avendo a che fare con una entità "dinamica" quale è il territorio.
Però ... cosa sarebbe la vita senza un però (Nutella a parte).
La cosa che spiacque fu che, all'indomani della riperimetrazone, venne affisso un manifesto che parlava di un non ben precisato "successo".
Ci fu chi (...) ebbe modo di chiedersi di quale successo si parlava. La riperimetrazione aveva lasciato a rischio idrogeologico ad elevata pericolosità idraulica (vado a memoria) solo alcuni brandelli di due tronchi di lame che attraversano l'abitato (sto ancora capendo come fa un corso d'acque ad essere a rischio "a singhiozzo": a cielo aperto si, sotto i palazzi no), facendo piazza pulita di tutto il resto.
Insomma, il paesello tornò l'isola felice che tutti conosciamo (ed ancora non prendeva forma uno dei lungomari più belli d'Italia), senza rischi di alluvionamenti, inondazioni,, ponti che potrebbero crollare (!) in caso di pioggia, auto che potrebbero restare travolte in alcuni punti critici dell'abitato, e quant'altro.
...
Successo di che? Successo di CHI?
L'ennesima pioggia poche ore fa ha causato disagi eccezionali, e ancora una volta la dea bendata ha fatto si che nell'ennesima auto sommersa dall'acqua ci restasse dentro nessuno.
Quel manifesto, quel "successo" per la cittadinaza, di cui si legge (se ne trova ancora copia da qualche parte, affissa all'interno del Municipio) torna dannatamente di attualità, ogni qualvolta ci si ritrova su forum e social network vari a commentare i nuovi allagamenti, a discutere dell'ennesimo disastro.
Non voglio entrare nel merito sul fatto che son due legislature che la gestione della urbanistica è nelle mani dello stesso assessore, che da tre i lavori pubblici sono nelle mani dello stesso assessore di cui sopra, e da poco, visti i risultati ottenuti, l'affetto della gente contenta dell'operato lo ha indotto a ricandidarsi.
Non lo faccio perchè, dico davvero: non voglio entrare nel merito perchè le campagne elettorali son brutte, e l'aspetto personale rischia di restare invischiato nelle diatribe politiche, ed io voglio limitarmi a dire che questa ricandidatura al quarto incarico consecutivo per me è inquietante.
E di amministrazione, maggioranza, opposizione, assessori, consiglieri, candidati, ecc. non ne voglio parlare fino ad aprile.
Ma vedere che (non bastavano i punti "noti e canonici" che si allagavano fino a ieri in concomitanza di acquazzoni), in prossimità di Cala Loreto, in adiacenza dello sbocco a mare della lama San Giuseppe, si è formato un lago dovuto al fatto che le acque ristagnavano senza potere superare una qualche barriera che evidentemente faceva contropendenza (non mi viene in mente altra spiegazione), faceva davvero sensazione; per non parlare dei tanti altri punti "nuovi" del paese che si aggiungono alle aree a rischio allagamento dopo le piogge (scansatevi ad esempio Via Aldo Moro angolo Corso Italia, ma è solo un esempio), mi fa pensare che le condizioni generali del paese rispetto a questo aspetto sono in grave peggioramento.
E giuro che stendo un velo pietoso sui pluviali di Via P.D Pesce lungo la pista ciclabile, rilevati di alcuni centimetri rispetto al piano stradale, che l'acqua li scansa ma non vi entra ...
Intanto, a Nord del paese è stata approvata di recente l'ultima lottizzazione che soddisferà più di una necessità, diciamo così, economico-produttiva di qualcuno.
Quasi due anni son passati da quando la Barbanente e Vendola, nell'ambito di un convegno altrimenti molto istruttivo ed interessante, intervennero per dire che a Mola non si costruisce più nelle lame. Che ciò non sia vero è un fatto (in realtà ce ne sarebbero un paio di fatti sotto gli occhi di tutti), ed intanto la cementificazione aumenta, la impermeabilizzazione e la conseguente perdita di suolo con essa e, quando piove, l'acqua si ferma ad un metro dal mare. Che se non fosse che ci pensò qualcuno mentre fuggiva dall'Egitto, si sarebbe potuto gridare all'originalità di un miracolo.
Non sono gli alberi piantati in aiuole abbandonate che migliorano l'ambiente. Magari migliorano l'arredo urbano, così come hanno fatto per alcune ore le viola pansè in piazza (successone!); così come è arredo urbano piantumare palme e tamerici (sono tamerici?) fianco a fianco in un gioco estetico di cui ognuno spero abbia diritto ad esprimere un parere.
Ma l'ambiente è altro.
lunedì 5 ottobre 2009
L'abusivismo non esiste
Ci sono tre cose in Italia che non esistono:
- le raccomandazioni
- la mafia
- l'abusivo
Sulle raccomandazioni, è evidente. Facciamo mente locale alle dichiarazioni, le interviste ... chessò? di un giornalista RAI. Se gli si chiede: in Rai esistono le raccomandazioni, tutti dicono che si, ovvio. E se gli si chiede: "tu sei mai stato raccomandato?", la risposta potrebbe variare fra un no farcito di sorrisi, risentimento, un no secco un no con tante "o", un no accompagnato da" ho fatto la gavetta", "ho fatto il concorso" ecc. Insomma, tutti sono raccomandati tranne l'intervistato. Pirandelliano.
La mafia, beh, quella per definizione non esiste.
Infine l'abusivo. Chi lo è? Nessuno. Se no non si giustificherebbero gli sdegni di chi protesta quando un qualsiasi governo emana un condono.
Certo, ci si potrebbe chiedere come mai gli uffici tecnici si imbottiscono di pratiche di condono ... magari deve essere uno che vive all'estero e che sotto falsi nomi si condona migliaia e migliaia di opere realizzate in assenza o non conformità con le norme vigenti.
Deve essere stato in qualche vita passata prima della reincarnazione nel vs blogger preferito che ho visto presunti ambientalisti che si sanano chi il pozzo, chi la casa in campagna, chi l'ampliamento chi la volumetria in più, chi la sopraelevazione, chi questo e chi quest altro.
L'importante è dare addosso a chi lo legifera il condono. E si gira la testa dall'altra parte sul fatto che forse, prima ancora che lo Stato ad essere criminale a condonare i crimini, criminale è chi ha abusato in passato ed avere commesso dunque il crimine che ora chiede condonare (magari di nascosto: hai visto mai che uno lo incontra e gli domanda: "ma non eri tu l'altra domenica al corteo contro il governo che portava lo striscione "Basta condoni"?").
L'importante è avere il Punta Perotti della situazione. L'ecomostro. Quel manufatto che "toglie la vista dell'orizzonte". La saracinesca. Ma le nostre casupole, le "torri" di 25mq in campagna, realizzate tutte con uno strano patio e delle assurde (...) colonne che fanno intravvedere 80mq, con un vano interrato di 150mq (che i vani interrati non fanno volumetria) mica la vogliamo paragonare a quell'ecomostro realizzato da Matarrese e DicagnoAbbrescia, eh?
Certo, capita che ce ne sono altri 1190 eco-mostriciattoli che punteggiano il nostro territorio microabusato. Cosa vuoi che sia un frungolo? Beh: chiediglielo ad un sedicenne che ne ha 1191 di frungoli sul suo faccino appena imberbe ...
Che fa? Per fortuna abbiamo lo Stato che fa le leggi immonde per deodorare le immondizie che i cittadini gettano in ogni dove nel territorio. Tanto, che vuoi che sia? è solo una busta. Pensassero a quelli che fanno le vere porcate ...
E per fortuna che esistono gli ecomostri. Una passeggiata a bari una domenica mattina depurerà le nostre coscienze. E se poi fila tutto liscio ed è una bella giornata, magari ce ne andiamo in campagna da me. Scusate se la casa ancora non è completa, ma sto aspettando che mi danno la agibilità per potere poi chiudere la veranda ...
- le raccomandazioni
- la mafia
- l'abusivo
Sulle raccomandazioni, è evidente. Facciamo mente locale alle dichiarazioni, le interviste ... chessò? di un giornalista RAI. Se gli si chiede: in Rai esistono le raccomandazioni, tutti dicono che si, ovvio. E se gli si chiede: "tu sei mai stato raccomandato?", la risposta potrebbe variare fra un no farcito di sorrisi, risentimento, un no secco un no con tante "o", un no accompagnato da" ho fatto la gavetta", "ho fatto il concorso" ecc. Insomma, tutti sono raccomandati tranne l'intervistato. Pirandelliano.
La mafia, beh, quella per definizione non esiste.
Infine l'abusivo. Chi lo è? Nessuno. Se no non si giustificherebbero gli sdegni di chi protesta quando un qualsiasi governo emana un condono.
Certo, ci si potrebbe chiedere come mai gli uffici tecnici si imbottiscono di pratiche di condono ... magari deve essere uno che vive all'estero e che sotto falsi nomi si condona migliaia e migliaia di opere realizzate in assenza o non conformità con le norme vigenti.
Deve essere stato in qualche vita passata prima della reincarnazione nel vs blogger preferito che ho visto presunti ambientalisti che si sanano chi il pozzo, chi la casa in campagna, chi l'ampliamento chi la volumetria in più, chi la sopraelevazione, chi questo e chi quest altro.
L'importante è dare addosso a chi lo legifera il condono. E si gira la testa dall'altra parte sul fatto che forse, prima ancora che lo Stato ad essere criminale a condonare i crimini, criminale è chi ha abusato in passato ed avere commesso dunque il crimine che ora chiede condonare (magari di nascosto: hai visto mai che uno lo incontra e gli domanda: "ma non eri tu l'altra domenica al corteo contro il governo che portava lo striscione "Basta condoni"?").
L'importante è avere il Punta Perotti della situazione. L'ecomostro. Quel manufatto che "toglie la vista dell'orizzonte". La saracinesca. Ma le nostre casupole, le "torri" di 25mq in campagna, realizzate tutte con uno strano patio e delle assurde (...) colonne che fanno intravvedere 80mq, con un vano interrato di 150mq (che i vani interrati non fanno volumetria) mica la vogliamo paragonare a quell'ecomostro realizzato da Matarrese e DicagnoAbbrescia, eh?
Certo, capita che ce ne sono altri 1190 eco-mostriciattoli che punteggiano il nostro territorio microabusato. Cosa vuoi che sia un frungolo? Beh: chiediglielo ad un sedicenne che ne ha 1191 di frungoli sul suo faccino appena imberbe ...
Che fa? Per fortuna abbiamo lo Stato che fa le leggi immonde per deodorare le immondizie che i cittadini gettano in ogni dove nel territorio. Tanto, che vuoi che sia? è solo una busta. Pensassero a quelli che fanno le vere porcate ...
E per fortuna che esistono gli ecomostri. Una passeggiata a bari una domenica mattina depurerà le nostre coscienze. E se poi fila tutto liscio ed è una bella giornata, magari ce ne andiamo in campagna da me. Scusate se la casa ancora non è completa, ma sto aspettando che mi danno la agibilità per potere poi chiudere la veranda ...
martedì 17 marzo 2009
La VERA emergenza acqua
Sciopero agli stabilimenti dell'acqua Vera (proprietà Nestlè).
I consumi calano e lo stabilimento mette in cassa integrazione il 30% dei dipendenti. Brutta storia. Come tutte quelle in cui un lavoraore vede il suo posto a rischio; e con esso le certezze: il mutuo, gli studi dei figli, le necessità quotidiane ...
A casa mia ho montato un piccolo impiantino che "tratta" l'acqua di rete e, devo dire la verità, mi sembra che sia efficace.
Impiantini analoghi si vedono oramai in tante case, e in pressochè tutti i bar. I furgoncini delle ditte che trasportano di apparecchi simili se ne vedono in giro sempre di più. Anche in TV le televendite propongono sistemi analoghi.
Il servizio televisivo liquidava (ah! la lingua italiana...) le ragioni di questo calo dei consumi dell'acqua Vera con un laconico: "la crisi si fa sentire e calano i consumi". Io vorrei fare il direttore dei telegiornali per potere licenziare in tronco certi corrispondenti.
"Papà, papà, ho sete" "Zitto, figlio! C'è la crisi: bevi dalla vaschetta dei pescolini rossi!"
E che è? Waterworld?
Uno, banalmente, potrebbe pensare: sarà che è aumentata la concorrenza e c'è gente che beve altre marche più economiche? O magari sarà che le tante campagne che invitano a consumare le acque del rubinetto (che, dati alla mano, dimostrano di essere qualitativamente alla pari di quelle in bottiglia ma più economiche) non stia dando i suoi frutti?
E dunque meno acque minerali imbottigliate significa per esempio meno plastica in circolazione? Meno idrocarburi in atmosfera per i trasporti? Quanti camion in meno per trasportare l'acqua Vera di turno in giro per l'Italia? Quanti viaggi in meno con l'auto fino al supermercato o l'ipermercato perchè l'acqua è in offerta (1 centesimo in meno al litro... e ne compriamo 4 fardelli con il fantastico risparmio di 48centesimi da decurtare sui 5 euro di benzina)? Quanto spazio in più in casa libero da quell'ingombro o sui balconi, con quell'acqua sotto al sole? Quante buste azzurre in meno da tenere in casa (e pazienza se poi il venerdì sotto casa ci sono pochi bustoni da fotografare)?
Siamo alle solite. Il messaggio che traspariva dal servizio non lasciava molto spazio alle considerazioni "ambientaliste". Il lavoro cala e fa comodo dare in pasto al mostro della crisi mondiale una situazione contingente, che forse è frutto anche dell'affermarsi di stili di vita nei quali si sta "insinuando" quel pericoloso germe del rispetto dell'ambiente.
Quel rispetto dell'ambiente che non è solo farfugliare sconsideratezze sulle discariche (anche quando lavorano in perfetta efficienza); non è solo pretendere che le industrie riducano le emissioni; che non è solo sperare che anche al paesello si montino impianti di energia alternativa e rinnovabile sui tetti degli edifici pubblici e sulle aree di proprietà comunale.
Il rispetto dell'ambiente è anche adottare stili di vita a scala domestica. Di cui, però, bisogna anche avere il coraggio (e la sapienza) di conoscere e valutarne le conseguenze.
In passato, probabilmente, i lavoratori ed i sindacati, hanno attaccato pesantemente quegli "ambientalisti" che lottavano per la chiusura di impianti industriali fortemente inquinanti, nel nome della difesa del lavoro.
Oggi non so se sia stato giusto continuare a dare contributi al settore auto, mentre da tutte le parti si dice che ci sono in giro troppe auto. E le centraline nelle città, lo smog, i parcheggi, i sistemi di dissuasione contro il traffico nei centri urbani, il treno, le domeniche a piedi ...
Però, c'è la crisi ... e tutti questi lavoratori?
La crisi, si dice, è una occasione. Lo penso anche io. L'occasione di non cambiare niente.
...
Visto che il paesello pullula di impianti fotovoltaici e solari*, qualcuno ha idea del rapporto fra pannelli solare e/o fotovoltaici* di marca italiana rispetto a quelli di marca straniera**? Hai visto mai che tutti quei soldi potevano essere investiti in altro tipo di occupazione? Che il governo poteva pensare a "investimenti" a lunga gittata che non sia la luce di un inutile ponte?
* Mola dicono che sia tra i primi cento comuni d'Italia con più di 5000 abitanti per pannelli solari (montati esclusivamente dai privati; ndb); benedette statistiche ... che poi, bisogna saperle leggere, le statistiche ... e benedetti rapporti Legambiente 2009 dove vengono riportati i comuni fino al 50° posto!
** parlo ovviamente di produzione; un po' di assemblaggio di materiale importato da USA, Svezia, Germania ma anche Spagna, Francia, Cina ecc. lo si fa anche in Italia ... ma produzione praticamente zero; ed ovviamente non c'è in Italia ricerca su un settore in cui non c'è produzione ...
I consumi calano e lo stabilimento mette in cassa integrazione il 30% dei dipendenti. Brutta storia. Come tutte quelle in cui un lavoraore vede il suo posto a rischio; e con esso le certezze: il mutuo, gli studi dei figli, le necessità quotidiane ...
A casa mia ho montato un piccolo impiantino che "tratta" l'acqua di rete e, devo dire la verità, mi sembra che sia efficace.
Impiantini analoghi si vedono oramai in tante case, e in pressochè tutti i bar. I furgoncini delle ditte che trasportano di apparecchi simili se ne vedono in giro sempre di più. Anche in TV le televendite propongono sistemi analoghi.
Il servizio televisivo liquidava (ah! la lingua italiana...) le ragioni di questo calo dei consumi dell'acqua Vera con un laconico: "la crisi si fa sentire e calano i consumi". Io vorrei fare il direttore dei telegiornali per potere licenziare in tronco certi corrispondenti.
"Papà, papà, ho sete" "Zitto, figlio! C'è la crisi: bevi dalla vaschetta dei pescolini rossi!"
E che è? Waterworld?
Uno, banalmente, potrebbe pensare: sarà che è aumentata la concorrenza e c'è gente che beve altre marche più economiche? O magari sarà che le tante campagne che invitano a consumare le acque del rubinetto (che, dati alla mano, dimostrano di essere qualitativamente alla pari di quelle in bottiglia ma più economiche) non stia dando i suoi frutti?
E dunque meno acque minerali imbottigliate significa per esempio meno plastica in circolazione? Meno idrocarburi in atmosfera per i trasporti? Quanti camion in meno per trasportare l'acqua Vera di turno in giro per l'Italia? Quanti viaggi in meno con l'auto fino al supermercato o l'ipermercato perchè l'acqua è in offerta (1 centesimo in meno al litro... e ne compriamo 4 fardelli con il fantastico risparmio di 48centesimi da decurtare sui 5 euro di benzina)? Quanto spazio in più in casa libero da quell'ingombro o sui balconi, con quell'acqua sotto al sole? Quante buste azzurre in meno da tenere in casa (e pazienza se poi il venerdì sotto casa ci sono pochi bustoni da fotografare)?
Siamo alle solite. Il messaggio che traspariva dal servizio non lasciava molto spazio alle considerazioni "ambientaliste". Il lavoro cala e fa comodo dare in pasto al mostro della crisi mondiale una situazione contingente, che forse è frutto anche dell'affermarsi di stili di vita nei quali si sta "insinuando" quel pericoloso germe del rispetto dell'ambiente.
Quel rispetto dell'ambiente che non è solo farfugliare sconsideratezze sulle discariche (anche quando lavorano in perfetta efficienza); non è solo pretendere che le industrie riducano le emissioni; che non è solo sperare che anche al paesello si montino impianti di energia alternativa e rinnovabile sui tetti degli edifici pubblici e sulle aree di proprietà comunale.
Il rispetto dell'ambiente è anche adottare stili di vita a scala domestica. Di cui, però, bisogna anche avere il coraggio (e la sapienza) di conoscere e valutarne le conseguenze.
In passato, probabilmente, i lavoratori ed i sindacati, hanno attaccato pesantemente quegli "ambientalisti" che lottavano per la chiusura di impianti industriali fortemente inquinanti, nel nome della difesa del lavoro.
Oggi non so se sia stato giusto continuare a dare contributi al settore auto, mentre da tutte le parti si dice che ci sono in giro troppe auto. E le centraline nelle città, lo smog, i parcheggi, i sistemi di dissuasione contro il traffico nei centri urbani, il treno, le domeniche a piedi ...
Però, c'è la crisi ... e tutti questi lavoratori?
La crisi, si dice, è una occasione. Lo penso anche io. L'occasione di non cambiare niente.
...
Visto che il paesello pullula di impianti fotovoltaici e solari*, qualcuno ha idea del rapporto fra pannelli solare e/o fotovoltaici* di marca italiana rispetto a quelli di marca straniera**? Hai visto mai che tutti quei soldi potevano essere investiti in altro tipo di occupazione? Che il governo poteva pensare a "investimenti" a lunga gittata che non sia la luce di un inutile ponte?
* Mola dicono che sia tra i primi cento comuni d'Italia con più di 5000 abitanti per pannelli solari (montati esclusivamente dai privati; ndb); benedette statistiche ... che poi, bisogna saperle leggere, le statistiche ... e benedetti rapporti Legambiente 2009 dove vengono riportati i comuni fino al 50° posto!
** parlo ovviamente di produzione; un po' di assemblaggio di materiale importato da USA, Svezia, Germania ma anche Spagna, Francia, Cina ecc. lo si fa anche in Italia ... ma produzione praticamente zero; ed ovviamente non c'è in Italia ricerca su un settore in cui non c'è produzione ...
mercoledì 25 febbraio 2009
Un Paese normale no?
Ieri la firma per l'accordo sulle centrali nucleari firmato con la Francia.
Centrali che saranno anche di terza generazione; centrali che avranno sicuramente un livello di sicurezza elevatissimo; ma l'Italia non produce Uranio (altra dipendenza energetica dopo qualle dal petrolio), nè si è risolto il problema (in alcuna parte del mondo) dello smaltimento delle scorie.
...
Oggi l'annuncio del via ai lavori per il Ponte sullo Stretto entro il 2009.
Oggi, solo per fare un esempio, andare da Foggia a Palermo, in aereo, costa può costare 80 euro andata e ritorno con MyAir. Cinquantacinque minuti di volo e sei a Punta Raisi da dove, con il pullman o un trenino al costo di 5 euro sei in centro.
Intanto resta sempre il problema che per andare da Catania a Palermo le ferrovie borboniche ci mettono una eternità e la Salerno - Reggio Calabria resta una perenne incompiuta.
...
Un paese normale costa troppo?
Centrali che saranno anche di terza generazione; centrali che avranno sicuramente un livello di sicurezza elevatissimo; ma l'Italia non produce Uranio (altra dipendenza energetica dopo qualle dal petrolio), nè si è risolto il problema (in alcuna parte del mondo) dello smaltimento delle scorie.
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Oggi l'annuncio del via ai lavori per il Ponte sullo Stretto entro il 2009.
Oggi, solo per fare un esempio, andare da Foggia a Palermo, in aereo, costa può costare 80 euro andata e ritorno con MyAir. Cinquantacinque minuti di volo e sei a Punta Raisi da dove, con il pullman o un trenino al costo di 5 euro sei in centro.
Intanto resta sempre il problema che per andare da Catania a Palermo le ferrovie borboniche ci mettono una eternità e la Salerno - Reggio Calabria resta una perenne incompiuta.
...
Un paese normale costa troppo?
martedì 16 dicembre 2008
Se son Rose(to) ...
I due ostacoli che da sempre impediscono alla raccolta differenziata di raggiungere risultati decenti (al di là dei trionfalismi di chi considera il 20% ed una raccolta fatta in questo modo) sono sostanzialmente due: la pigrizia e la scarsa fiducia di sapere che effettivamente il differenziato viene trattato a parte.
Sulla pigrizia c'è poco da fare, se non l'educazione ambientale; che significa convincere i bambini che non sono loro a sbagliare quando fanno i pignoli in casa pretendendo di volere mettere la carta nella busta gialla, la plastica in quella azzurra, le pile esauste da parte, ecc., ma i genitori che sbrigativamente mettono tutto nello stesso bustone ("e fai presto che alle tre che esco butto la spazzatura" "ma non si butta dalle 20 alle 6?" "ancora con 'ste chiacchiere?").
Sulla fiducia da conquistare, devono lavorare gli amministratori che devono convincere i cittadini che ciò che a volte dicono gli operatori ecologici, zitto sitto, sotto voce, "ma mi raccomando, non dire che te l'ho detto io" non sono tristi verità. Perchè, evidentemente, si viene portati a pensare che qualcosa di vero ci sarà se più di uno ti dice che "per materiale tipo: vecchi pc, monitor e rifiuti elettronici in genere si chiama al numero verde per mettersi d'accordo per il ritiro, ma tanto, poi, tutto va a finire nello stesso posto; poi, vedi tu cosa fare". Sfido chiunque a non venire sfiorato dal dubbio che allora, forse, non è il caso di prendersi questo impiccio.
Peggio quando qualcun altro ti dice che i calcoli del differenziato bisogna capire se sono sul raccolto e conferito, ovvero sull'accettato. Se, pare, che a causa della scarsa qualità del differenziato, la ditta che riceve il materiale ne rimanda indietro una parte perchè non idoneo.
Per non parlare di quando si vedono documentari su realtà del Nord (selezionati per dimostrare le "eccellenze") in cui esistono cassonetti per il vetro chiaro, per quello scuro, per quello verde; e la plastica di un tipo, per la plastica dell'altro tipo, ecc. , mentre qui in un bustone va praticamente tutto; ed allora ci si pone dubbi non tanto sull'efficacia della raccolta differenziata, ma del perchè dobbiamo sentrici orgogliosi di fare quello che, in maniera spregiativa ma purtroppo efficace, potremmo definire una differenziata da quarto mondo.
Certo, se vale sempre il vecchio proverbio, per cui, nel paese dei cecati quello con un occhio è sindaco, allora cerchiamo chi sta più inguaiato di noi e accontentiamoci o addirittura: esultiamo.
Se, invece, l'obiettivo non è quello di stare meno inguaiati, ma quello di fare come chi fa meglio, allora probabilmente sarebbe interessante provare a capire come si fa non solo inprovincia di Ancona, ma anche cosa pensano e come operano sui Monti della Daunia, sul vicino laborioso Subappennino; un'area dove ci saranno pure tanti "sputi di paese" che al paesello tanti continuano a guardare con l'occhio superbo di chi vive nella vanagloria del passato, ma da cui c'è molto da imparare.
Sulla pigrizia c'è poco da fare, se non l'educazione ambientale; che significa convincere i bambini che non sono loro a sbagliare quando fanno i pignoli in casa pretendendo di volere mettere la carta nella busta gialla, la plastica in quella azzurra, le pile esauste da parte, ecc., ma i genitori che sbrigativamente mettono tutto nello stesso bustone ("e fai presto che alle tre che esco butto la spazzatura" "ma non si butta dalle 20 alle 6?" "ancora con 'ste chiacchiere?").
Sulla fiducia da conquistare, devono lavorare gli amministratori che devono convincere i cittadini che ciò che a volte dicono gli operatori ecologici, zitto sitto, sotto voce, "ma mi raccomando, non dire che te l'ho detto io" non sono tristi verità. Perchè, evidentemente, si viene portati a pensare che qualcosa di vero ci sarà se più di uno ti dice che "per materiale tipo: vecchi pc, monitor e rifiuti elettronici in genere si chiama al numero verde per mettersi d'accordo per il ritiro, ma tanto, poi, tutto va a finire nello stesso posto; poi, vedi tu cosa fare". Sfido chiunque a non venire sfiorato dal dubbio che allora, forse, non è il caso di prendersi questo impiccio.
Peggio quando qualcun altro ti dice che i calcoli del differenziato bisogna capire se sono sul raccolto e conferito, ovvero sull'accettato. Se, pare, che a causa della scarsa qualità del differenziato, la ditta che riceve il materiale ne rimanda indietro una parte perchè non idoneo.
Per non parlare di quando si vedono documentari su realtà del Nord (selezionati per dimostrare le "eccellenze") in cui esistono cassonetti per il vetro chiaro, per quello scuro, per quello verde; e la plastica di un tipo, per la plastica dell'altro tipo, ecc. , mentre qui in un bustone va praticamente tutto; ed allora ci si pone dubbi non tanto sull'efficacia della raccolta differenziata, ma del perchè dobbiamo sentrici orgogliosi di fare quello che, in maniera spregiativa ma purtroppo efficace, potremmo definire una differenziata da quarto mondo.
Certo, se vale sempre il vecchio proverbio, per cui, nel paese dei cecati quello con un occhio è sindaco, allora cerchiamo chi sta più inguaiato di noi e accontentiamoci o addirittura: esultiamo.
Se, invece, l'obiettivo non è quello di stare meno inguaiati, ma quello di fare come chi fa meglio, allora probabilmente sarebbe interessante provare a capire come si fa non solo inprovincia di Ancona, ma anche cosa pensano e come operano sui Monti della Daunia, sul vicino laborioso Subappennino; un'area dove ci saranno pure tanti "sputi di paese" che al paesello tanti continuano a guardare con l'occhio superbo di chi vive nella vanagloria del passato, ma da cui c'è molto da imparare.
giovedì 27 novembre 2008
Dove non arriva l'effetto serra ....
Che sia importante sapere e soprattutto faccia bene alla coscienza ambientalista di (quasi) tutti noi che gli Stati Uniti (almeno quelli dell'era Bush) e perchè no? l'Italia (almeno quella di Berlusconi) ostacolino il perseguimento e l'applicazione del protocollo di Kyoto, oramai mi sembra una cosa fin troppo evidente.
Eppure la Terra è da sempre passata attraverso fasi di caldo e di freddo, ha subito quelle che noi, come umani, chiameremmo catastrofi, ma che la Natura probabilmente definirebbe semplicemente "fasi". Poi, se una comunità decide di insediarsi proprio laddove gli effetti meteorologici sono più intensi, ecco che le fasi diventano catastrofi.
Le glaciazioni si sono sempre avute. E non parlo delle grosse glaciazioni; pare proprio che se Napoleone avesse avuto un buon metereologo, avrebbe evitato la campagna di Russia: essere nel bel mezzo di una piccola fase glaciale e non saperlo annulla le possibilità anche del miglior stratega che sia apparso sulla faccia della Terra dai tempi di Annibale.
Una pulsazione (climatica, naturale) è diventata una tragedia (umana).
In buona sostanza, il passato del pianeta è stato densamente (alla scala dei tempi geologici) caratterizzato da eventi che ne hanno stravolto gli equilibri e le modalità evolutive. Con la sostanziale differenza che a parte gli eventi catastrofici (l'impatto di un meteorite, ad esempio), la scala dei tempi geologici prima di tutto non è comparabile con quella umana e (cosa non trascurabile, evidentemente) la presenza dell'Uomo sulla faccia della Terra è veramente un fatto "recente".
Altrettanto indubbio, però, è il fatto che l'ambiente (termine inteso nella sua accezione più ampia) subisce (semplifichiamo e fissiamo una data: dalla Rivoluzione Industriale ad oggi) una antropizzazione spinta che innesca meccanismi pericolosi, anche solo alterando la velocità con cui i processi si dovrebbero esplicare, affinchè il sistema Terra sia in grado di "gestirli" ed assorbirli (fermo restando che, secondo me, continuerà a gestirli ed assorbirli; solo che lo farà alla scala dei tempi geologici e l'Uomo sarà stato solo una "fase", come lo furono i trilobiti, i dinosauri, ecc. ecc.).
Pochi anni fa era di moda temere il buco dell'ozono, di cui però non parla più nessuno (almeno forse fino a che non sarà necessario vendere altri frigoriferi e lavatrici di classe AAAAA); oggi c'è, invece, l'effetto serra, le sue conseguenze sui cambiamenti climatici, l'impatto sugli ecosistemi, ecc.
Ridurre le emissioni diventa, comunque la si veda, fondamentale. Gli sforzi internazionali che vanno in questa direzione hanno un senso. O forse sarebbe più giusto dire: lo avrebbero.
Condizionale d'obbligo, perchè: a cosa serve gridare solo contro alcuni paesi che vogliono ritardare se non ostacolare e contrapporsi decisamente all'applicazione degli accordi del Protocollo di Kyoto se poi esistono nazioni che magari il protocollo di Kyoto lo hanno sottoscritto, nazioni che hanno nei loro territori patrimoni naturali fondamentali per la sopravvivenza stessa del Pianeta, ma che poi ne decidono la Morte?
Sia il Canada che la Argentina hanno firmato e sottoscritto il protocollo di Kyoto, ma poi la stessa moglie dell'ex-Presidente argentino, incidentalmente oggi a capo del governo*, di un governo certamente anti-imperialista (...) pone il veto ad una legge che aveva lo spirito della salvaguardia di uno dei beni sempre più scarsi sulla faccia della Terra: l'acqua, favorendo gli interessi economici di un colosso minerario canadese. Che senso ha tutto ciò?
Che fine faranno i documentari che solo fino a due sabato fa erano stretta attualità, quei documentari sulla natura che ci parlano dell'Argentina, e del Perito Moreno: uno degli ultimi se non l'ultimo ghiacciaio del Pianeta ancora non in arretramento? Sono già preistoria?
* ... deve essere una abitudine di certe democrazie di quelle parti salvaguardare la continuità governativa mettendo uno stretto parente a capo della Nazione. Un po' come gli Atenei italiani.
Eppure la Terra è da sempre passata attraverso fasi di caldo e di freddo, ha subito quelle che noi, come umani, chiameremmo catastrofi, ma che la Natura probabilmente definirebbe semplicemente "fasi". Poi, se una comunità decide di insediarsi proprio laddove gli effetti meteorologici sono più intensi, ecco che le fasi diventano catastrofi.
Le glaciazioni si sono sempre avute. E non parlo delle grosse glaciazioni; pare proprio che se Napoleone avesse avuto un buon metereologo, avrebbe evitato la campagna di Russia: essere nel bel mezzo di una piccola fase glaciale e non saperlo annulla le possibilità anche del miglior stratega che sia apparso sulla faccia della Terra dai tempi di Annibale.
Una pulsazione (climatica, naturale) è diventata una tragedia (umana).
In buona sostanza, il passato del pianeta è stato densamente (alla scala dei tempi geologici) caratterizzato da eventi che ne hanno stravolto gli equilibri e le modalità evolutive. Con la sostanziale differenza che a parte gli eventi catastrofici (l'impatto di un meteorite, ad esempio), la scala dei tempi geologici prima di tutto non è comparabile con quella umana e (cosa non trascurabile, evidentemente) la presenza dell'Uomo sulla faccia della Terra è veramente un fatto "recente".
Altrettanto indubbio, però, è il fatto che l'ambiente (termine inteso nella sua accezione più ampia) subisce (semplifichiamo e fissiamo una data: dalla Rivoluzione Industriale ad oggi) una antropizzazione spinta che innesca meccanismi pericolosi, anche solo alterando la velocità con cui i processi si dovrebbero esplicare, affinchè il sistema Terra sia in grado di "gestirli" ed assorbirli (fermo restando che, secondo me, continuerà a gestirli ed assorbirli; solo che lo farà alla scala dei tempi geologici e l'Uomo sarà stato solo una "fase", come lo furono i trilobiti, i dinosauri, ecc. ecc.).
Pochi anni fa era di moda temere il buco dell'ozono, di cui però non parla più nessuno (almeno forse fino a che non sarà necessario vendere altri frigoriferi e lavatrici di classe AAAAA); oggi c'è, invece, l'effetto serra, le sue conseguenze sui cambiamenti climatici, l'impatto sugli ecosistemi, ecc.
Ridurre le emissioni diventa, comunque la si veda, fondamentale. Gli sforzi internazionali che vanno in questa direzione hanno un senso. O forse sarebbe più giusto dire: lo avrebbero.
Condizionale d'obbligo, perchè: a cosa serve gridare solo contro alcuni paesi che vogliono ritardare se non ostacolare e contrapporsi decisamente all'applicazione degli accordi del Protocollo di Kyoto se poi esistono nazioni che magari il protocollo di Kyoto lo hanno sottoscritto, nazioni che hanno nei loro territori patrimoni naturali fondamentali per la sopravvivenza stessa del Pianeta, ma che poi ne decidono la Morte?
Sia il Canada che la Argentina hanno firmato e sottoscritto il protocollo di Kyoto, ma poi la stessa moglie dell'ex-Presidente argentino, incidentalmente oggi a capo del governo*, di un governo certamente anti-imperialista (...) pone il veto ad una legge che aveva lo spirito della salvaguardia di uno dei beni sempre più scarsi sulla faccia della Terra: l'acqua, favorendo gli interessi economici di un colosso minerario canadese. Che senso ha tutto ciò?
Che fine faranno i documentari che solo fino a due sabato fa erano stretta attualità, quei documentari sulla natura che ci parlano dell'Argentina, e del Perito Moreno: uno degli ultimi se non l'ultimo ghiacciaio del Pianeta ancora non in arretramento? Sono già preistoria?
* ... deve essere una abitudine di certe democrazie di quelle parti salvaguardare la continuità governativa mettendo uno stretto parente a capo della Nazione. Un po' come gli Atenei italiani.
venerdì 10 ottobre 2008
Coincidenze del giorno
Piccoli Frankenstein crescono. Due sere fa, mentre in TV andava in onda il film Van Helsing, durante una pausa pubblicitaria, ironia dela sorte, la notizia più sorprendente fu quella di un intervento chiurugico, apparentemente riuscito, grazie al quale ad un uomo sono state attaccate ambedue le braccia da cadavere. Si può fare.
Se trapiantano il doppio mento di Veltroni a Berlusconi, siamo rovinati ...
...
Ieri ricorreva il 45° anniversario della immane catastrofe del Vajont. Un'opera di ingegneria (per l'epoca) eccezionale, tanto che la montagna non c'è più, ma la diga è ancora lì.
Se da un lato mi domando con quali soldi verranno finanziate (dalle banche?) opere quali il Ponte sullo Stretto, quell'opera progettata per resistere a terremoti di magnitudo superiore a quello che distrusse Messina nel 1908 (l'ultimo di una lunga serie), d'altra parte sarebbe interessante chiedersi chi andrà a firmare i documenti di avvenuto collaudo di quella strana opera dell'Uomo che resterà lì, fiera sfidando i secoli, in viaggio verso i Balcani su uno zatterone decisamente instabile, mentre l'ennesimo terremoto aveva distrutto tutto intorno.
Quasi quasi l'idea di Sgarbi non è male ... chi finanzierebbe solo mezzo Ponte?
...
Compie oggi 54 anni David Lee Roth. Anche se ha distrutto una delle migliori band degli anni '80, dandosi al glamour ed al saccheggio di brani che sono comunque rimasti storici, ... buon compleanno. In un periodo in cui si preannunciano scioperi contro la riforma della scuola, la sua proposta di maestra unica mi sembra comunque migliore di quella della Gelmini ...
...
Il decreto-sicurezza, intanto, si arricchisce di un'altra perla. Da adesso, quindi, se passa la proposta, un ubriaco al volante che uccide qualcuno per strada non va in carcere per il reato di omicidio colposo, ma per avere sporcato di sangue le strade?
Se trapiantano il doppio mento di Veltroni a Berlusconi, siamo rovinati ...
...
Ieri ricorreva il 45° anniversario della immane catastrofe del Vajont. Un'opera di ingegneria (per l'epoca) eccezionale, tanto che la montagna non c'è più, ma la diga è ancora lì.
Se da un lato mi domando con quali soldi verranno finanziate (dalle banche?) opere quali il Ponte sullo Stretto, quell'opera progettata per resistere a terremoti di magnitudo superiore a quello che distrusse Messina nel 1908 (l'ultimo di una lunga serie), d'altra parte sarebbe interessante chiedersi chi andrà a firmare i documenti di avvenuto collaudo di quella strana opera dell'Uomo che resterà lì, fiera sfidando i secoli, in viaggio verso i Balcani su uno zatterone decisamente instabile, mentre l'ennesimo terremoto aveva distrutto tutto intorno.
Quasi quasi l'idea di Sgarbi non è male ... chi finanzierebbe solo mezzo Ponte?
...
Compie oggi 54 anni David Lee Roth. Anche se ha distrutto una delle migliori band degli anni '80, dandosi al glamour ed al saccheggio di brani che sono comunque rimasti storici, ... buon compleanno. In un periodo in cui si preannunciano scioperi contro la riforma della scuola, la sua proposta di maestra unica mi sembra comunque migliore di quella della Gelmini ...
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Il decreto-sicurezza, intanto, si arricchisce di un'altra perla. Da adesso, quindi, se passa la proposta, un ubriaco al volante che uccide qualcuno per strada non va in carcere per il reato di omicidio colposo, ma per avere sporcato di sangue le strade?
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giovedì 18 settembre 2008
Fuga del cervello
La tristezza di assistere in TV agli spiaggiamenti di delfini, balene, tartarughe e più in generale di qualsiasi forma animale, è un sentimento che prende tutti.
Non bisogna essere "animalisti" per non provare un senso di smarrimento di fronte ad un delfino agonizzante in prossimità di una spiaggia.
Ci rechiamo quasi ogni giorno in macelleria e, fra fegati squartati e conigli decapitati, scegliamo quale pezzo di bovino sia migliore per la pizzaiola; basta che non sia cavallo perchè ... brrr che impressione ...
E ci rechiamo al mercato ittico dopo il fermo biologico con la stessa ansia con cui un inglese va verso il pub il venerdì sera, e lì ci perdiamo fra teste di tonni e tranci di palombo, senza pensare che l'unico modo di gustarsi una aragosta è gettarla viva nell'acqua bollente e farla morire così, disperata e senza speranza.
...
Il delfino spiaggiato, invece, quello si, ci fa una pena, poverino.
Ovviamente nessuno si muove a compassione quando, spiaggiata, compare la nostra amica, la Posidonia oceanica. Amica del nostro simpatico assessore, la Posidonia oceanica è uno dei tanti miracoli della natura. Un po' come il maiale, non si butta niente. Fondamentale per gli ecosistemi marini da "viva", può tornare utile anche da "morta", quando correnti e mareggiate la trascinano anche in grandi quantità sulle spiagge e rive.
...
Se c'è una cosa, però, che a me personalmente mette tristezza è il cervello spiaggiato.
...
Inutile tornare sulla storia delle tabelline; oramai mi sono arreso da tempo. Poi, però, non venitemi a dire che uno ha i preconcetti.
Siamo tutti felici (...) che al paesello si stiano sviluppando studi all'avanguardia sia in campo agronomico che ambientale, e la particolare attenzione che si ha riguardo il recupero della Posidonia oceanica spiaggiata, il suo riutilizzo come compost.
Ma perchè chi scrive (appunto: chi scrive?) non si limita a dire di questi progressi invece di sparare la solita ---- (*)?
Non è sufficiente informare che è importante sotto molti punti di vista la possibilità "di impiegare la posidonia come materiale strutturante nella produzione di compost e di sottrarla così allo smaltimento in discarica" evitando di aggiungere che lo smaltimento in discarica "provoca produzione di percolato"? Che non è che non sia vero. Ma è come dire che dovremmo evitare di mangiare perchè mangiare provoca la produzione di merda.
"E inquinamento delle falde acquifere". Ma quando mai? In quali discariche abusive ed incontrollate vengono conferite le posidonie raccolte lungo i litorali per provocare l'inquinamento delle falde acquifere? Da quel che ne so, le discariche, per essere idonee devono rispondere al primo e fondamentale requisito di essere impermeabili. Ovviamente insinuare il tarlo del sospetto che una discarica è una infrastruttura inquinante per definizione ("sottrarla così allo smaltimento in discarica che provoca produzione di percolato e inquinamento delle falde acquifere") può significare solo una delle due cose:
- chi ha scritto l'articolo non sa di cosa parla;
- chi ha scritto l'articolo sa benissimo cosa ha voluto fare intendere scrivendolo in quel modo, con la stessa buonafede utilizzata per esporre le tabelline quella sera.
(*) spazio da riempire a scelta del lettore
Non bisogna essere "animalisti" per non provare un senso di smarrimento di fronte ad un delfino agonizzante in prossimità di una spiaggia.
Ci rechiamo quasi ogni giorno in macelleria e, fra fegati squartati e conigli decapitati, scegliamo quale pezzo di bovino sia migliore per la pizzaiola; basta che non sia cavallo perchè ... brrr che impressione ...
E ci rechiamo al mercato ittico dopo il fermo biologico con la stessa ansia con cui un inglese va verso il pub il venerdì sera, e lì ci perdiamo fra teste di tonni e tranci di palombo, senza pensare che l'unico modo di gustarsi una aragosta è gettarla viva nell'acqua bollente e farla morire così, disperata e senza speranza.
...
Il delfino spiaggiato, invece, quello si, ci fa una pena, poverino.
Ovviamente nessuno si muove a compassione quando, spiaggiata, compare la nostra amica, la Posidonia oceanica. Amica del nostro simpatico assessore, la Posidonia oceanica è uno dei tanti miracoli della natura. Un po' come il maiale, non si butta niente. Fondamentale per gli ecosistemi marini da "viva", può tornare utile anche da "morta", quando correnti e mareggiate la trascinano anche in grandi quantità sulle spiagge e rive.
...
Se c'è una cosa, però, che a me personalmente mette tristezza è il cervello spiaggiato.
...
Inutile tornare sulla storia delle tabelline; oramai mi sono arreso da tempo. Poi, però, non venitemi a dire che uno ha i preconcetti.
Siamo tutti felici (...) che al paesello si stiano sviluppando studi all'avanguardia sia in campo agronomico che ambientale, e la particolare attenzione che si ha riguardo il recupero della Posidonia oceanica spiaggiata, il suo riutilizzo come compost.
Ma perchè chi scrive (appunto: chi scrive?) non si limita a dire di questi progressi invece di sparare la solita ---- (*)?
Non è sufficiente informare che è importante sotto molti punti di vista la possibilità "di impiegare la posidonia come materiale strutturante nella produzione di compost e di sottrarla così allo smaltimento in discarica" evitando di aggiungere che lo smaltimento in discarica "provoca produzione di percolato"? Che non è che non sia vero. Ma è come dire che dovremmo evitare di mangiare perchè mangiare provoca la produzione di merda.
"E inquinamento delle falde acquifere". Ma quando mai? In quali discariche abusive ed incontrollate vengono conferite le posidonie raccolte lungo i litorali per provocare l'inquinamento delle falde acquifere? Da quel che ne so, le discariche, per essere idonee devono rispondere al primo e fondamentale requisito di essere impermeabili. Ovviamente insinuare il tarlo del sospetto che una discarica è una infrastruttura inquinante per definizione ("sottrarla così allo smaltimento in discarica che provoca produzione di percolato e inquinamento delle falde acquifere") può significare solo una delle due cose:
- chi ha scritto l'articolo non sa di cosa parla;
- chi ha scritto l'articolo sa benissimo cosa ha voluto fare intendere scrivendolo in quel modo, con la stessa buonafede utilizzata per esporre le tabelline quella sera.
(*) spazio da riempire a scelta del lettore
mercoledì 17 settembre 2008
sabato 30 agosto 2008
... e che ce ne dobbiamo fare ...
Al TG3 Regione di oggi, delle 14,00, il Sindaco di Alessano (LE, 6700 anime), spiega che 50.000 euro all'anno in più nelle casse comunali faranno sicuramente comodo.
I soldi ottenuti a costo zero mediante l'installazione di pannelli fotovoltaici permetteranno investimenti prevalentemente nel sociale. L'area interessata all'impiantistica è di due ettari, non sottratti all'agro comunale, in quanto per metà su tetti ed aree di proprietà comunale (edifici pubblici, aree sportive, cimitero, ecc.), per metà in aree non utilizzabili della zona industriale.
...
Circa una decina di anni fa (anno più, anno meno), giunse in commissione edilizia il progetto per la illuminazione della strada comunale Mola - Cozze. Uno dei componenti (...) prese la parola e disse (più o meno testuale): "Scusate, proprio pochi giorni fa mi sono trovato a visitare gli scavi di Egnazia, fra Monopoli e fasano. I pali della luce erano dotati di pannelli fotovoltaici. Pensavo che potrebbe essere un'idea".
A qualche espressione stranita e qualche sussurro poco chiaro, un componente ebbe modo di, per lo meno, trovare il coraggio di censurare la proposta con un (più o meno testuale): "E cià nge-nama fe' ch i pannìll".
...
La cara amica B. ci avvisava che in capo a pochi giorni sarebe andata a lavorare a Cisternino, come assistente ad una signora anziana che vive lì. "Dov'è Cisternino?" "Mah! Più o meno 45 minuti di macchina" "Però, Franco, mi hanno detto che è uno sputo di paese, che la gente ci va solo a mangiare la carne d'inverno." "Senti, B.: qui a Mola sono tutti bravi; sembrano tutti i romani dell'Impero, che chiunque viva fuori dei confini sono barbari e che hanno l'anello al naso. Io potrei dire che a Mola la gente viene solo a mangiare il polpo a Zì Luigi".
Passa qualche settimana e decidiamo di fare una passeggiata in Valle d'Itria; nell'occasione, una tappa a Cisternino a far visita alla amica che lavora sola soletta "nello sputo di paese". Mentre ci si avvicina all'abitato, la signora mi fa: "Franco, hai visto? tutti i pali delle illuminazioni hanno i pannelli solari". "E sì, come, non l'ho visto?".
...
Lunedì 1 settembre iniziano i lavori per la pista ciclabile che congiungerà Mola con Cozze. Speriamo che sia pronta subito. C'è molto da pedalare, al paesello.
I soldi ottenuti a costo zero mediante l'installazione di pannelli fotovoltaici permetteranno investimenti prevalentemente nel sociale. L'area interessata all'impiantistica è di due ettari, non sottratti all'agro comunale, in quanto per metà su tetti ed aree di proprietà comunale (edifici pubblici, aree sportive, cimitero, ecc.), per metà in aree non utilizzabili della zona industriale.
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Circa una decina di anni fa (anno più, anno meno), giunse in commissione edilizia il progetto per la illuminazione della strada comunale Mola - Cozze. Uno dei componenti (...) prese la parola e disse (più o meno testuale): "Scusate, proprio pochi giorni fa mi sono trovato a visitare gli scavi di Egnazia, fra Monopoli e fasano. I pali della luce erano dotati di pannelli fotovoltaici. Pensavo che potrebbe essere un'idea".
A qualche espressione stranita e qualche sussurro poco chiaro, un componente ebbe modo di, per lo meno, trovare il coraggio di censurare la proposta con un (più o meno testuale): "E cià nge-nama fe' ch i pannìll".
...
La cara amica B. ci avvisava che in capo a pochi giorni sarebe andata a lavorare a Cisternino, come assistente ad una signora anziana che vive lì. "Dov'è Cisternino?" "Mah! Più o meno 45 minuti di macchina" "Però, Franco, mi hanno detto che è uno sputo di paese, che la gente ci va solo a mangiare la carne d'inverno." "Senti, B.: qui a Mola sono tutti bravi; sembrano tutti i romani dell'Impero, che chiunque viva fuori dei confini sono barbari e che hanno l'anello al naso. Io potrei dire che a Mola la gente viene solo a mangiare il polpo a Zì Luigi".
Passa qualche settimana e decidiamo di fare una passeggiata in Valle d'Itria; nell'occasione, una tappa a Cisternino a far visita alla amica che lavora sola soletta "nello sputo di paese". Mentre ci si avvicina all'abitato, la signora mi fa: "Franco, hai visto? tutti i pali delle illuminazioni hanno i pannelli solari". "E sì, come, non l'ho visto?".
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Lunedì 1 settembre iniziano i lavori per la pista ciclabile che congiungerà Mola con Cozze. Speriamo che sia pronta subito. C'è molto da pedalare, al paesello.
sabato 14 giugno 2008
Cronaca di una spazzatura annunciata
Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si compra.
Il noto postulato di Lavoisier viene chiamato in causa, sovente in malo modo, quando si discute di inceneritori (o termovalorizzatori o come diavolo si vuole definirli).
La Campania è percorsa da proteste contro la realizzazione di impianti destinati al trattamento dei suoi stessi rifiuti : tutti li creano, nessuno li accoglie (tranne la Germania: basta mettersi d'accordo sul prezzo).
Nessuno, o quasi.
I telegiornali odierni hanno dato ampio spazio alla notizia che all'impianto di Savignano Irpino son cominciati a giungere le camionate di rifiuti provenienti dalle raccolte a tappe forzate. I mezzi ricolmi di spazzatura erano scortati dalla polizia, anche se tutto si è svolto nella massima tranquillità, e senza proteste nè protestanti. Gli unici ritardi si sono registrati per i ripetuti controlli sulla tipologia dei rifiuti (assenza di rifiuti speciali, verifiche della radioattività, ecc.).
A margine della cronaca, la notizia che le popolazioni locali saranno affrancate dal pagamento della tassa sui rifiuti, rimborso per la presenza dell'impianto sul loro territorio.
Ricordo, quando scoppiò l'epidemia di colera a Mola, al mercato ittico del paesello, una signora che mercanteggiava col pescivendolo sul prezzo del merluzzo:
- "Eh! a diecimila lire ... scià, dammelo a cinque ... il colera ..."
- "Eh si, signo', a diecimila sta il colera e a cinquemila no?"
Dove sono tutte quelle mamme con i passeggini che, preoccupate della salute dei loro figli, le discariche vicino casa loro proprio no?
Quanto costa l'ambiente?
Il noto postulato di Lavoisier viene chiamato in causa, sovente in malo modo, quando si discute di inceneritori (o termovalorizzatori o come diavolo si vuole definirli).
La Campania è percorsa da proteste contro la realizzazione di impianti destinati al trattamento dei suoi stessi rifiuti : tutti li creano, nessuno li accoglie (tranne la Germania: basta mettersi d'accordo sul prezzo).
Nessuno, o quasi.
I telegiornali odierni hanno dato ampio spazio alla notizia che all'impianto di Savignano Irpino son cominciati a giungere le camionate di rifiuti provenienti dalle raccolte a tappe forzate. I mezzi ricolmi di spazzatura erano scortati dalla polizia, anche se tutto si è svolto nella massima tranquillità, e senza proteste nè protestanti. Gli unici ritardi si sono registrati per i ripetuti controlli sulla tipologia dei rifiuti (assenza di rifiuti speciali, verifiche della radioattività, ecc.).
A margine della cronaca, la notizia che le popolazioni locali saranno affrancate dal pagamento della tassa sui rifiuti, rimborso per la presenza dell'impianto sul loro territorio.
Ricordo, quando scoppiò l'epidemia di colera a Mola, al mercato ittico del paesello, una signora che mercanteggiava col pescivendolo sul prezzo del merluzzo:
- "Eh! a diecimila lire ... scià, dammelo a cinque ... il colera ..."
- "Eh si, signo', a diecimila sta il colera e a cinquemila no?"
Dove sono tutte quelle mamme con i passeggini che, preoccupate della salute dei loro figli, le discariche vicino casa loro proprio no?
Quanto costa l'ambiente?
venerdì 11 aprile 2008
Charles Montgomery "Monty" Burns

Dici: che c'entra? Come che c'entra? Qui si parla del nuovo Assessore alle Attività Produttive e per lo Sviluppo Industriale e Tecnologico del paesello.
Del resto la notizia girava e oggi ne parla anche il Ministro Pecoraro Scanio.
Non mi imbarcherò certo adesso, oggi, a commentare le strategie energetiche che il Paese dovrebbe decidersi ad adottare.
Ma alcune considerazioni a margine, più o meno attinenti, quelle sì.
- Il Ministro Pecoraro Scanio è sotto indagine per eventuali favori ricevuti. Non sarà certo il fatto che il Ministro mi sta antipatico a farmi cambiare idea sul fatto che prima bisogna conoscere bene i fatti, aspettare le risultanze investigative e poi farsi una idea in proposito. I giudizi basati sul: "secondo me quello è colpevole", "quello è innocente" solo perchè Lombroso espresse alcune teorie in passato o per via di appartenenze politiche, solitamente li scanso come la lebbra. Resta il fatto che da un Ministro così affezionato all'ambiente, non mi sarei aspettato così tante e numerose frequentazioni di alberghi a sette stelle (sono un pezzente: pensavo che il massimo fosse cinque ed io ancora non ho frequentato un quattro stelle!!!), che immagino essere uno di quei posti per ricconi dove a tutto si pensa fuori che al rispetto dell'ambiente: risparmio energetico, idrico, scelte degli alimenti (avete presente la differenza fra una busta di spazzatura che esce da casa mia e una che esce da uno di questi alberghi per VIP che solo con i residui ci mangerebbero dieci famiglie?). Da uno che diffonde appelli a chudere il rubinetto dell'acqua quando ci si lava i denti, mi sarei aspettato scelte più environmental correct. Praticamente: "Non inquinate, se potete; io che sono ministro, non posso".
- Il verde Realacci si inserisce benissimo in questa ottica ipocriita e tutta all'insegna del motto: 'Armiamoci e partite'. "La nostra posizione è chiarissima: no alla costruzione di nuove centrali nel nostro paese": praticamente: 'No al nucleare, ma solo se a casa nostra'; altrimenti, come dice Walter: "YES, WE CAN (abroad)". Questa strana maniera di vedere il verde (praticamente scrutando il mondo attraverso il fondo della bottiglia) rispecchia e spiega perfettamente l'acronimo più tristemente ipocrita: NIMBY. Il no al nucleare, dunque, non come scelta di vita, ma come scelta politca. Sarà, ma mi convinco sempre di più che il peggior servizio aell'ambiente sovente sono proprio gli stessi "verdi" a compierlo.
- Infine, due parole sul paesello. Indicato fra i luoghi segnalati nella lista atomica. Si badi: non Conversano, ma Mola di Bari. A Mola, infatti, fino ad ora non c'è NULLA. Io l'ho sempre detto: si sarebbe dovuto fare la proposta ai Lombardi di ampliare il sito della discarica verso Nord, cioè verso Mola, agro confinante con il comprensorio della discarica. Cosa cambierebbe? Nulla, dal punto di vista ambientale; i venti soffiano uguale, la falda scorre uguale, se ci fosse un inquinamento, sarebbe comunque Mola a soffrirne le conseguenze più gravi: tutto quindi resterebbe perfettamente identico ad ora; cambierebbe solo che amministrativamente il comune di Mola ne beneficerebbe dal punto di vista economico. Ora, tornando ai siti potenzialmente idonei alla installazione di una centrale di quel tipo, come mai è venuto fuori il nome di Mola invece che quello di Conversano? Non sarà che la discarica in contrada Martucci, amministrativamente in agro di Conversano, a tutti appare essere in agro di Mola per via delle interazioni negative che ha sul territorio? Ed allora: non è che, essendo Mola un sito già "pregiudiziato" dal punto di vista ambientale, assume in sè quei requisiti che la renderebbero sito idoneo per ulteriori installazioni "sensibili"?
- Tremo al pensare a quali "proteste da escludere" stanno pensando in Via De Gasperi di fronte a questa notizia.
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giovedì 10 aprile 2008
Bangladesh
Se ne parlò al paesello. E l'ammiraglia già pregusta ...
Caro Juan, altro che il tuo GiPieLlone franco-rumeno!!!
Caro Juan, altro che il tuo GiPieLlone franco-rumeno!!!
sabato 1 marzo 2008
Non è vero ma ci credo
Per quello che ne so, ho piena fiducia nel dott. Infante. Vattinn da Foggj
...
I Re e le Torri sono cadute. Manca ancora molto per lo scacco matto ma ...
...
Parlare con gli amici di AN che utilizzeranno il loro tempo in questo fine settimana per pubblicizzare con i Gazebo della Libertà il programma elettorale del PdL, sapere di vederli lì, impegnati a distribuire volantini, fare propaganda, ironizzare sull'avversario, esaltare il proprio candidato, insomma, in due parole: fare campagna elettorale, e sapere che loro non condividono una virgola di tutto questo terremoto politico che gli hanno imposto dall'alto, mi fa sperare. Sì, sperare. Sperare che il 12, 13 e 14 aprile faccia bel tempo per programmare un bel fine settimana "allungato", lontano dal paesello. Del resto di tutti e tre, voto solo io. Perchè va bene che il giovane Luca non voterà se non nel lontano 2023, ma anni e anni fa il sig. Retromarcia parlava di dare il voto agli immigrati, almeno alle amministrative.
Ne è risalita, di acqua, sotto il Ponte (di Legno).
Mastella, oramai, è peggio di un appestato: non lo vuole nessuno.
Veltroni, da fedele amerikano cinefilo qual é, in questa faccenda di Bassolino rinviato a giudizio, mi ha fatto pensare un po' ad Obama un po' a Spike Lee: "Yes, you can Do the right thing". DiPietro, invece, non fa sconti. Mica, per lui, Bassolino deve dimettersi perché dovrebbe esistere un codice etico per i politici, o perché si é arrivati al rinvio a giudizio e dunque si sono create situazioni di conflitto ed incompatibilita' con il ruolo che si ricopre e tutte quelle cose per cui si accusano gli avversari alle prese con grane giudiziarie. No. Bassolino deve dimettersi perché si é in campagna elettorale. E scatta la ragion di stato.
Magari non sara' la gioiosa macchina da guerra di occhettiana memoria, ma anche in politica estera Veltroni fa cadere le differenze con il centrodestra.
De Mita viene ripudiato da Veltroni e si rifugia da Casini. Buttiglione, "anche" oggi a La7Omnibus, commentava il fatto che è impensabile preferire ad una intelligenza politica come quella di DeMita, che comunque ha fatto la storia del cattolicesimo democratico e politico in Italia una ragazza di 26 anni giovane e carina; aggiungendo comunque che anche a lui piacciono le ragazze giovani e carine. Sara' anche una candidata intelligente? Resta il dubbio di capire se DeMita sia mai stato giovane o se é nato direttamente ottantenne, intelligente e cattolico. Dove diamine avra' mai fatto esperienza, il buon Ciriaco?
...
Non riesco a trovare riferimenti su Internet, ma il paesello èe tappezzato di manifesti che informano che alle 18 / 18,30 al Palazzo Roberti c'é un credo interessante incontro avente per tema il Risparmio Energetico. Sul tema del risparmio delle risorse, che sia acqua o energia, che sia diretto (riduzione dei consumi) o indiretto (meccanismi che portano ad un uso corretto delle risorse anche attraverso la riduzione della produzione dei rifiuti, la ricerca di energie alternative e rinnovabili, ecc.) bisogna insistere di piu'. Temo sempre il rischio, tutto italiano, che tutto finisca a moda, mentre invece cio' deve divenire habitus, qualcosa cioé di innato, spontaneo; qualcosa che si fa naturalmente, senza starci a pensare. Le societa' che hanno patito la miseria tendono a sprecare, quasi come un esorcismo della poverta' vissuta; cio' porta a pensare il risparmio come un regresso, un fallimento. La sfida e lo sforzo deve invece essere teso a non considerare lo sperpero come un segno di ricchezza ed il risparmio come un segno di poverta', ma piuttosto lo sperpero come un segno di stupidita' ed il risparmio come segno di intelligenza e di rispetto verso le generazioni successive che non si meritano di ricevere eredità così pesanti e, si teme, irreversibili.
Peccato che, forse, solo con pochi fogli affissi qua e là per il paese, la partecipazione non poteva aspettarsi maggiore. Non c'era nemmeno fucks. Forse l'incontro poteva essere meglio pubblicizzato. Peccato.
...
I Re e le Torri sono cadute. Manca ancora molto per lo scacco matto ma ...
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Parlare con gli amici di AN che utilizzeranno il loro tempo in questo fine settimana per pubblicizzare con i Gazebo della Libertà il programma elettorale del PdL, sapere di vederli lì, impegnati a distribuire volantini, fare propaganda, ironizzare sull'avversario, esaltare il proprio candidato, insomma, in due parole: fare campagna elettorale, e sapere che loro non condividono una virgola di tutto questo terremoto politico che gli hanno imposto dall'alto, mi fa sperare. Sì, sperare. Sperare che il 12, 13 e 14 aprile faccia bel tempo per programmare un bel fine settimana "allungato", lontano dal paesello. Del resto di tutti e tre, voto solo io. Perchè va bene che il giovane Luca non voterà se non nel lontano 2023, ma anni e anni fa il sig. Retromarcia parlava di dare il voto agli immigrati, almeno alle amministrative.
Ne è risalita, di acqua, sotto il Ponte (di Legno).
Mastella, oramai, è peggio di un appestato: non lo vuole nessuno.
Veltroni, da fedele amerikano cinefilo qual é, in questa faccenda di Bassolino rinviato a giudizio, mi ha fatto pensare un po' ad Obama un po' a Spike Lee: "Yes, you can Do the right thing". DiPietro, invece, non fa sconti. Mica, per lui, Bassolino deve dimettersi perché dovrebbe esistere un codice etico per i politici, o perché si é arrivati al rinvio a giudizio e dunque si sono create situazioni di conflitto ed incompatibilita' con il ruolo che si ricopre e tutte quelle cose per cui si accusano gli avversari alle prese con grane giudiziarie. No. Bassolino deve dimettersi perché si é in campagna elettorale. E scatta la ragion di stato.
Magari non sara' la gioiosa macchina da guerra di occhettiana memoria, ma anche in politica estera Veltroni fa cadere le differenze con il centrodestra.
De Mita viene ripudiato da Veltroni e si rifugia da Casini. Buttiglione, "anche" oggi a La7Omnibus, commentava il fatto che è impensabile preferire ad una intelligenza politica come quella di DeMita, che comunque ha fatto la storia del cattolicesimo democratico e politico in Italia una ragazza di 26 anni giovane e carina; aggiungendo comunque che anche a lui piacciono le ragazze giovani e carine. Sara' anche una candidata intelligente? Resta il dubbio di capire se DeMita sia mai stato giovane o se é nato direttamente ottantenne, intelligente e cattolico. Dove diamine avra' mai fatto esperienza, il buon Ciriaco?
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Non riesco a trovare riferimenti su Internet, ma il paesello èe tappezzato di manifesti che informano che alle 18 / 18,30 al Palazzo Roberti c'é un credo interessante incontro avente per tema il Risparmio Energetico. Sul tema del risparmio delle risorse, che sia acqua o energia, che sia diretto (riduzione dei consumi) o indiretto (meccanismi che portano ad un uso corretto delle risorse anche attraverso la riduzione della produzione dei rifiuti, la ricerca di energie alternative e rinnovabili, ecc.) bisogna insistere di piu'. Temo sempre il rischio, tutto italiano, che tutto finisca a moda, mentre invece cio' deve divenire habitus, qualcosa cioé di innato, spontaneo; qualcosa che si fa naturalmente, senza starci a pensare. Le societa' che hanno patito la miseria tendono a sprecare, quasi come un esorcismo della poverta' vissuta; cio' porta a pensare il risparmio come un regresso, un fallimento. La sfida e lo sforzo deve invece essere teso a non considerare lo sperpero come un segno di ricchezza ed il risparmio come un segno di poverta', ma piuttosto lo sperpero come un segno di stupidita' ed il risparmio come segno di intelligenza e di rispetto verso le generazioni successive che non si meritano di ricevere eredità così pesanti e, si teme, irreversibili.
Peccato che, forse, solo con pochi fogli affissi qua e là per il paese, la partecipazione non poteva aspettarsi maggiore. Non c'era nemmeno fucks. Forse l'incontro poteva essere meglio pubblicizzato. Peccato.
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