So che mi resterà almeno un dubbio, alla fine di questa campagna elettorale.
Mettendo da parte il talento sprecato del titolare della lista #LiberiamoMola, c'è il candidato del #M5S che ha un suo referente politico, regionale e nazionale, univoco; e, ragionevolmente, anche il candidato de #LAltraMola una collocazione ce l'ha, anche se fra i suoi candidati diciamo che c'è un po' di ... come dire ... variabilità, ecco.
Ma come si muoveranno, a livello regionale gli altri candidati?
Son tutti e tre canddati di estrazione di destra che poi, per necessità
di cose si sono riposizionati nel centro-destra; poi, però, per le
piccole cose della vita, ci si ritrova tutti nella stessa casa, ma
litigando l'uno con l'altro, specialmente con quello che si è portato
l'avversario (anzi, fuor di metafora: il nemico) in casa. Anche se
sarebbe più giusto dire che hanno il doppio domicilio.
Povero #Sindaco,
ieri sera, costretto a dover sorridere un po' impacciato richiamando le
piccole (!) difficoltà esistenti nel centro-destra che si divide a
Roma, si spacca in Puglia e si riposiziona gelatinosamente nelle singole
realtà locali. E così se ci si litiga a Roma, si fa la pace al Bar
Roma, con Meloni e Fitto, ed accogliendo sul palco Lupi grazie alla
disponibilità dello spazio concesso da Noicon-Salvini.
Chi andrà con SChittulli, chi voterà Poli Bortone; basta che non vengano mai tutti insieme, loro, i #big del centro destra; L'importante è riunire l'elettorato locale.
...
E cosa farà, a livello regionale, il rappresentante del #PolodeiCittadini? Ha portato al #paesello i sottosegretari D'Onghia e Mauro, già #SceltaCivica con Monti, ora #PopolariperlItalia, una ancora al governo, l'altro epurato e poi boh, .... che farà a bari? Salirà anche lui sul carrozzone Emiliano?
...
#Carrozzone su cui ci stanno a pieno titolo i compagni Vittorio e Rodolfo (sic), certamente la candidata #omonima di #ProgettoMola, ragionevolmente il candidato della #listaexIdV (cit.); ma .... il leader dei #ModeratiperMola,
dove andrà a posizionarsi a livello regionale? Francamente mi fa un po'
specie pensare il suo voto confluito sul futuro Governatore della
Puglia (lui: l'ex PM, l'assessore di San Severo, quello in aspettativa
di lungo corso, come i capitani coraggiosi), dopo una gloriosa vita
politica non propriamente di sinistra, fatta di un ballottaggio (perso)
contro l'ex sindaco Berlen, (i più attenti lo ricorderanno: Berlen, il
sindaco di tutti ma non il suo, almeno per il breve spazio di una
infuocata serata in consigio comunale: "Lei non è il mio sindaco!",
salvo poi le scuse dopo una presentazione Power Point), fatta della
costituzione di un movimento politico locale, i #MpM,
che non credo fossero a lanciare uova ed ortaggi quando venne in visita
al paesello l'ex MSI ex AN ex FLI Gianfranco Fini in una affollata ed
apprezzata visita in centro ed alla frazione di San Materno inclusa (se
ricordo bene).
...
Vabbè, magari in politica ci sta tutto.
Siamo salvi.
giovedì 28 maggio 2015
giovedì 12 marzo 2015
Trojan, malware, Molaware
Dopo le #primarie al #paesello, possiamo definitivamente "pricuare" la insulsa, goffa ed ipocrita frase secondo cui si tratta (si è trattato) di una bellissima prova di democrazia?
Io credo di si. I commenti dei sostenitori di ambedue i candidati verso l'avversario, i toni sono da guerra civile.
Non c'è stato il classico "riconoscimento" all'avversario vincente, solo un (doveroso) ringraziamento ai propri sostenitori. Si è affermato il rancore (la rabbia?) verso i propri finti, falsi amici e compagni.
E, fra i vincitori, temo che mi sia sfuggita la sportività del riconoscimento, dell'onore delle armi all'avversario sconfitto.
...
Non mi stupisce. Fra i sostenitori del vincente si scorgono a braccetto i nemici di un tempo recente in una nuova, fino a ieri inimmaginabile alleanza. E l'autonomia del buon GDR mi sembra talmente limitata (marionetta? spero di no) da non aver fatto, detto, scritto nulla in proposito. Evidentemente i suoi consiglieri non glielo hanno detto e lui non lo ha fatto.
Mi sbaglierò.
Mi sbaglierò, ma dovrete faticare molto a farmi cambiare idea. Perchè la mia idea è che chi ha vinto sia stato visto come l'arma per prendersi la rivincita.
Di chi ha perso due turni fa e poi ha "rotto" con l'attuale sindaco; lo sconfitto del turno scorso che non digerisce l'assunto, preso da una esacerbata (anche se umanamente condivisibile) voglia di rivincita.
In tutto ciò, il buon PdS è finito stritolato nel vuoto pneumatico che è il centrosinistra locale; ed ora mi sa che il PD ringrazia, saluta e se ne va.
Ora c'è da vedere chi vince, fra il centrodestra ed il centrodestra.
Non è facile per nessuno.
Di mio mi auguro una insana competizione elettorale. Per lo meno, ci divertiamo.
PS - La (bella) foto è dal profilo Facebook del (al momento) candidato sindaco della coalizione "Mola Bene Comune". In bocca al lupo.
Ma forse già ci sta.
Io credo di si. I commenti dei sostenitori di ambedue i candidati verso l'avversario, i toni sono da guerra civile.
Non c'è stato il classico "riconoscimento" all'avversario vincente, solo un (doveroso) ringraziamento ai propri sostenitori. Si è affermato il rancore (la rabbia?) verso i propri finti, falsi amici e compagni.
E, fra i vincitori, temo che mi sia sfuggita la sportività del riconoscimento, dell'onore delle armi all'avversario sconfitto.
...
Non mi stupisce. Fra i sostenitori del vincente si scorgono a braccetto i nemici di un tempo recente in una nuova, fino a ieri inimmaginabile alleanza. E l'autonomia del buon GDR mi sembra talmente limitata (marionetta? spero di no) da non aver fatto, detto, scritto nulla in proposito. Evidentemente i suoi consiglieri non glielo hanno detto e lui non lo ha fatto.
Mi sbaglierò.
Mi sbaglierò, ma dovrete faticare molto a farmi cambiare idea. Perchè la mia idea è che chi ha vinto sia stato visto come l'arma per prendersi la rivincita.
Di chi ha perso due turni fa e poi ha "rotto" con l'attuale sindaco; lo sconfitto del turno scorso che non digerisce l'assunto, preso da una esacerbata (anche se umanamente condivisibile) voglia di rivincita.
In tutto ciò, il buon PdS è finito stritolato nel vuoto pneumatico che è il centrosinistra locale; ed ora mi sa che il PD ringrazia, saluta e se ne va.
Ora c'è da vedere chi vince, fra il centrodestra ed il centrodestra.
Non è facile per nessuno.
Di mio mi auguro una insana competizione elettorale. Per lo meno, ci divertiamo.
PS - La (bella) foto è dal profilo Facebook del (al momento) candidato sindaco della coalizione "Mola Bene Comune". In bocca al lupo.
Ma forse già ci sta.
martedì 3 febbraio 2015
B***se di merda
Ok, d'accordo; oramai si vive nel terrore di dire una parola, una frase ed esere tacciati di razzismo.
Anche se "lavorare come un negro" è un modo di dire che richiama le tristi epoche in cui nei nascenti Stati Uniti d'America esisteva il razzismo e lo sfruttamento.
Anche se "lavorare come un negro" è un modo di dire che richiama la triste epoca attuale in cui le campagne italiane sono zeppe di ragazzi, uomini, donne, trattati e sfruttati come schiavi (non dico, a questo punto, come bestie, altrimenti lo sai gli animalisti?)
Io a questo giornalista non lo conosco, ma non riesco a trovarci razzismo in una frase che, semmai, è esagerata nella sostanza, perchè da che mondo è mondo, "fare il giornalista è sempre meglio che lavorare" (o è un insulto pure questo? Ai giornalisti o ai lavoratori, a questo punto fate voi).
Io, piuttosto,in questa strana storia, ci vedo uno squarcio di ipocrisia.
E no, perché: che cazzo c'entra scrivere in un titolo la parola "negro" con gli asterischi (n***o)? Ma che veramente? Siamo alla psicosi?
Anche se "lavorare come un negro" è un modo di dire che richiama le tristi epoche in cui nei nascenti Stati Uniti d'America esisteva il razzismo e lo sfruttamento.
Anche se "lavorare come un negro" è un modo di dire che richiama la triste epoca attuale in cui le campagne italiane sono zeppe di ragazzi, uomini, donne, trattati e sfruttati come schiavi (non dico, a questo punto, come bestie, altrimenti lo sai gli animalisti?)
Io a questo giornalista non lo conosco, ma non riesco a trovarci razzismo in una frase che, semmai, è esagerata nella sostanza, perchè da che mondo è mondo, "fare il giornalista è sempre meglio che lavorare" (o è un insulto pure questo? Ai giornalisti o ai lavoratori, a questo punto fate voi).
Io, piuttosto,in questa strana storia, ci vedo uno squarcio di ipocrisia.
E no, perché: che cazzo c'entra scrivere in un titolo la parola "negro" con gli asterischi (n***o)? Ma che veramente? Siamo alla psicosi?
sabato 24 gennaio 2015
Cornuto! Anzi no: ricchione!
A tutti quelli che si sono sentiti offesi e preoccupati perché 12 milioni di euro per il rilascio di Greta e Vanessa pesano sulle tasche di tutti noi contribuenti, e a quelli che chiedono a gran voce che il riscatto se lo devono pagare loro, devo dire che a me pesa molto il loro silenzio nel non esprimere lo stesso sdegno nei confronti di quei funzionari della Motorizzazione Civile (civile?) che hanno inteso negare la patente ad un ragazzo omosessuale.
Oggi lo stato deve risarcire 20000 euro per condotta discriminatoria.
Lo stato, non un funzionario. Ma nessuno sbraita dicendo che sia lui a pagare, a tirarli di tasca sua.
...
Non è questione di 12 milioni o di ventimila. Non dovrebbe.
E' questione di dignità, di diritti umani.
Ma in Italia l'aria è buona e fa piacere a tanti aprire bocca per dare aria ai denti. E non è questione di una parte (più o meno) politica invece di un'altra. Perchè a dire senza pensarci troppo: "Siamo tutti Charlie Hebdo" siamo tutti bravi, non costa niente essere solidali, la libertà di espressione, i diritti di ognuno di noi, Voltaire, e le puttanate.
La solidarietà vera è una cosa seria.
Appuntatevi al petto una spilletta: "Siamo tutti Danilo Giuffrida", mettetevi la maglietta con su scritto: "Siamo tutti gay".
Oggi lo stato deve risarcire 20000 euro per condotta discriminatoria.
Lo stato, non un funzionario. Ma nessuno sbraita dicendo che sia lui a pagare, a tirarli di tasca sua.
...
Non è questione di 12 milioni o di ventimila. Non dovrebbe.
E' questione di dignità, di diritti umani.
Ma in Italia l'aria è buona e fa piacere a tanti aprire bocca per dare aria ai denti. E non è questione di una parte (più o meno) politica invece di un'altra. Perchè a dire senza pensarci troppo: "Siamo tutti Charlie Hebdo" siamo tutti bravi, non costa niente essere solidali, la libertà di espressione, i diritti di ognuno di noi, Voltaire, e le puttanate.
La solidarietà vera è una cosa seria.
Appuntatevi al petto una spilletta: "Siamo tutti Danilo Giuffrida", mettetevi la maglietta con su scritto: "Siamo tutti gay".
venerdì 16 gennaio 2015
Partire è un po' rapire
Premessa
Sai quanto gli sta andando in culo a quei parenti che hanno visto i propri cari rapiti e uccisi (e talkvolta nemmeno mai ritrovati o al più restituiti a pezzetti) perchè lo stato, fermo, forte ed autorevole, non si piega ai ricatti dei criminali?
Per non parlare della figura di merda fatta in poche ore, passando brillantemente dal: "non è stato pagato alcun riscatto" alla audizione in parlamento di Gentiloni (occhio, lo hanno segnalato come possibile futuro presidente della repubblica delle banane) che ha detto senza dirlo che i soldi sono stati cacciati. AH! se sono stati cacciati ....
...
Lancia spezzata
Non credo che i missionari che vengono trucidati da invasati per motivi religiosi o da rubagalline che mordono la mano di chi ha provato a sfamarli siano definiti imbecilli, coglioni, troie (solo le missionarie, però; il sessimo trasforma il martire in puttana) o "facessero opere di carità in Italia che ce n'è tanto bisogno". E allora perchè due ragazze non hanno il diritto a fare delle scelte: 1 - avventate 2 - idiote 3 - coraggiose 4 - generose che vanno contro il buonsenso di genitori che, magari, da ragazzi erano molto più scapestrati delle loro giovani figlie?
Si nasce incendiari e si muore pompieri, e anche fra i più rivoluzionari da giovani si annida il pensiero e la speranza che il proprio figlio un giorno possa e voglia smettere di fare di testa sua e magari si trovasse un bel posto fisso; per non parlare del fatto che la moglie smetterebbe, una volta per tutte di rinfacciargli il fatto che: "Inutile che lo rimproveri: è uguale a te da giovane".
Quelle due ragazze possono avere fatto tutto e il contrario di tutto, ma da un sacco di gente che fino a ieri comprava matite da mettersi nel taschino perchè si sentiva Charlie Hebdo, sentir dare della troia e racchia (che c'entra essere racchie, poi? non eravamo tutti illuministi?), onestamente, ... si! me lo aspettavo!!!!
Sai quanto gli sta andando in culo a quei parenti che hanno visto i propri cari rapiti e uccisi (e talkvolta nemmeno mai ritrovati o al più restituiti a pezzetti) perchè lo stato, fermo, forte ed autorevole, non si piega ai ricatti dei criminali?
Per non parlare della figura di merda fatta in poche ore, passando brillantemente dal: "non è stato pagato alcun riscatto" alla audizione in parlamento di Gentiloni (occhio, lo hanno segnalato come possibile futuro presidente della repubblica delle banane) che ha detto senza dirlo che i soldi sono stati cacciati. AH! se sono stati cacciati ....
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Lancia spezzata
Non credo che i missionari che vengono trucidati da invasati per motivi religiosi o da rubagalline che mordono la mano di chi ha provato a sfamarli siano definiti imbecilli, coglioni, troie (solo le missionarie, però; il sessimo trasforma il martire in puttana) o "facessero opere di carità in Italia che ce n'è tanto bisogno". E allora perchè due ragazze non hanno il diritto a fare delle scelte: 1 - avventate 2 - idiote 3 - coraggiose 4 - generose che vanno contro il buonsenso di genitori che, magari, da ragazzi erano molto più scapestrati delle loro giovani figlie?
Si nasce incendiari e si muore pompieri, e anche fra i più rivoluzionari da giovani si annida il pensiero e la speranza che il proprio figlio un giorno possa e voglia smettere di fare di testa sua e magari si trovasse un bel posto fisso; per non parlare del fatto che la moglie smetterebbe, una volta per tutte di rinfacciargli il fatto che: "Inutile che lo rimproveri: è uguale a te da giovane".
Quelle due ragazze possono avere fatto tutto e il contrario di tutto, ma da un sacco di gente che fino a ieri comprava matite da mettersi nel taschino perchè si sentiva Charlie Hebdo, sentir dare della troia e racchia (che c'entra essere racchie, poi? non eravamo tutti illuministi?), onestamente, ... si! me lo aspettavo!!!!
venerdì 9 gennaio 2015
Morire in compagnia
Tanto tempo fa, ma erano ancora i tempi dei blog, mi chiedevo il perchè dele reazioni sdegnate ed indignate delle istituzioni e dell'opinione pubblica di fronte alla tragedia della Thyssen Krupp. Una assurda tragedia sul lavoro in cui morirono ben sette operai.
Mi chiedevo: fanno rabbia e generano sdegno sette operai morti tutti insieme, o è la morte sul lavoro che suscita queste emozioni?
No, perchè tante volte son relegate in un trafiletto di cronaca o al massimo a pagina capocchia del Televideo le notizie relative al manovale caduto da un'impalcatura o il contadino travolto dal trattore, ecc..
Cosa è che si innesca?
Indubbiamente c'è la "notiziabilità". Penso che questo sia il concetto base del giornalista: quello di trovare la notizia che genera l'interesse.
Poi l'onda emotiva fluisce, e scatta il dolore mediatico.
....
Ecco, io alla notizia della strage di Parigi di due giorni fa sono rimasto non sorpreso (a Salman Rushdie gliela giurarono per la faccenda dei Versetti Satanici da decenni e se non l'hanno fatto ancora fuori è per la scorta internazionale, mica per altro; a protezione di quelli di Charlie Hebdo, al massimo stava un codice alla porta), ma spaventato.
...
Ho sentito parlare tanto di libertà di stampa e di libertà di espressione, anche da chi ha sul calcio della propria pistola numerose tacche, ognuna per una querela sporta ad un giornalista irriverente. Sono stati importanti i richiami alla importanza della libertà di stampa e di espressione. E sono state tanto importanti quanto inascoltate le parole di chi cerca di ricordare che Charlie Hebdo non è un giornale di satira anti islamico, ma un giornale di satira.
La libertà di stampa, di espressione e di satira che, pascolando nei tristi campi dei "comici" di casa nostra, mi fa ensare che sono ancora in tanti quelli che ancora non si riprendono dall'appannamento di Berlusconi e se gli tolgono Gaparri sono davvero finiti, al massimo leggono Dante in tv.
La libertà di stampa e di satira che è molto più di una risata grassa per una vignetta che prende di mira e colpisce l'odiato nemico, sia Berlusconi, sia il Papa, sia chiunque; la libertà di stampa e di espressione di cui la satira è solo una faccia della stessa medaglia, che diventa importante quando si capisce che quella vignetta è un editoriale, non semplicemente il riquadro "... le ultime parole famose" in quart'ultima pagina de La Settimana Enigmistica. La satira, la vignetta satirica che se ti lascia l'amaro in bocca, devi solo ritagliarla e conservarla nella biblioteca di casa.
...
Il manovale rumeno morto schiacciato da un solaio almeno trova spazio in qualche edizione serale del TG regionale di qualche parte d'Italia, ma sfido chiunque a contare fino a 128, tante quante sono (io ho sempre paura delle stime in difetto) le morti registrate fra i giornalisti uccisi in tutto il mondo per avere fatto il loro dovere contro qualcuno dalla memoria lunga che sapeva che gliela avrebbe e gliela aveva giurata.
Poi tutt'insieme muoiono ammazzati quattro giornalisti di una testata giornalistica satirica francese, e ci si ricorda, fra le lacrime, lo sdegno, le candele, le fiaccolate, le spillette appuntate in petto pronte a tempo di record, che uno dei pilastri della nostra società è la libertà di espressione e di stampa.
...
Posso restare perplesso se perfino queste manifestazioni di cordoglio adesso su tanti giornali le chiamano "flash-mob"?
Mi chiedevo: fanno rabbia e generano sdegno sette operai morti tutti insieme, o è la morte sul lavoro che suscita queste emozioni?
No, perchè tante volte son relegate in un trafiletto di cronaca o al massimo a pagina capocchia del Televideo le notizie relative al manovale caduto da un'impalcatura o il contadino travolto dal trattore, ecc..
Cosa è che si innesca?
Indubbiamente c'è la "notiziabilità". Penso che questo sia il concetto base del giornalista: quello di trovare la notizia che genera l'interesse.
Poi l'onda emotiva fluisce, e scatta il dolore mediatico.
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Ecco, io alla notizia della strage di Parigi di due giorni fa sono rimasto non sorpreso (a Salman Rushdie gliela giurarono per la faccenda dei Versetti Satanici da decenni e se non l'hanno fatto ancora fuori è per la scorta internazionale, mica per altro; a protezione di quelli di Charlie Hebdo, al massimo stava un codice alla porta), ma spaventato.
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Ho sentito parlare tanto di libertà di stampa e di libertà di espressione, anche da chi ha sul calcio della propria pistola numerose tacche, ognuna per una querela sporta ad un giornalista irriverente. Sono stati importanti i richiami alla importanza della libertà di stampa e di espressione. E sono state tanto importanti quanto inascoltate le parole di chi cerca di ricordare che Charlie Hebdo non è un giornale di satira anti islamico, ma un giornale di satira.
La libertà di stampa, di espressione e di satira che, pascolando nei tristi campi dei "comici" di casa nostra, mi fa ensare che sono ancora in tanti quelli che ancora non si riprendono dall'appannamento di Berlusconi e se gli tolgono Gaparri sono davvero finiti, al massimo leggono Dante in tv.
La libertà di stampa e di satira che è molto più di una risata grassa per una vignetta che prende di mira e colpisce l'odiato nemico, sia Berlusconi, sia il Papa, sia chiunque; la libertà di stampa e di espressione di cui la satira è solo una faccia della stessa medaglia, che diventa importante quando si capisce che quella vignetta è un editoriale, non semplicemente il riquadro "... le ultime parole famose" in quart'ultima pagina de La Settimana Enigmistica. La satira, la vignetta satirica che se ti lascia l'amaro in bocca, devi solo ritagliarla e conservarla nella biblioteca di casa.
...
Il manovale rumeno morto schiacciato da un solaio almeno trova spazio in qualche edizione serale del TG regionale di qualche parte d'Italia, ma sfido chiunque a contare fino a 128, tante quante sono (io ho sempre paura delle stime in difetto) le morti registrate fra i giornalisti uccisi in tutto il mondo per avere fatto il loro dovere contro qualcuno dalla memoria lunga che sapeva che gliela avrebbe e gliela aveva giurata.
Poi tutt'insieme muoiono ammazzati quattro giornalisti di una testata giornalistica satirica francese, e ci si ricorda, fra le lacrime, lo sdegno, le candele, le fiaccolate, le spillette appuntate in petto pronte a tempo di record, che uno dei pilastri della nostra società è la libertà di espressione e di stampa.
...
Posso restare perplesso se perfino queste manifestazioni di cordoglio adesso su tanti giornali le chiamano "flash-mob"?
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Satira
martedì 30 dicembre 2014
Toponomastica (il mio viale è più lungo del tuo)
Si intitolano e si rinominano nuove e vecchie strade, al paesello, comincano le discussioni e, fra le altre cose, spunta il
discorso sul rapporto "importanza del personaggio / dimensione della
strada", un percorso impervio, molto scivoloso e che non porta a
nulla.
Dove
andremmo a finire se confrontassimo ciò che hanno intitolato a M.R
Imbriani a Corato, per esempio, ma anche a Bari, ubicazione inclusa, con
ciò che è a Mola di Bari.
Via
Falcone e Borsellino non si trova nemmeno su Street View a Mola (strada
privata ad uso pubblico: spiegatemelo) mentre ci sono luoghi dove
esistono piazze e strade simbolicamente intitolate a loro.
Poi ci sarebbero i riferimenti agli uomini di Chiesa (in senso ampio)
A
San Francesco sono dedicate straduzze semisconosciute così come piazze
e monumenti. Padre Pio (scusate ma "San Pio", da foggiano, non so chi
sia) sta monopolizzando paesi e città e a don Tonino Bello: dove si
intitolano scuole, dove nulla.
Poi
ci sarebbe, sommessamente, il punto di vista di un laico in uno stato
laico, che osserva tutto questo proliferare di strade dedicate a uomini
di chiesa; e c'è addirittura la "prenotazione" di qualcosa anche per Don
Fedele. ma qui il terreno diventa realmente minato.
Rischieremmo di chiederci se valgono di più Vittorio Emanuele e Umberto I o i Fratelli Rosselli.
Il
dedalo di strade e straduzze delle zone B1 e B2 regala spunti di
comparazione areale fra chi è stato immortalato lì e chi godrà delle
nuove strade ampie dei nuovi quartieri (o è una punizione averli
reglegati in simili quartieri, urbanisticamente indecenti?)
Al'amico Giuseppe Colonna ho espresso privatamente il mio punto di vista sulla scelta della
intitolazione di una piazza agli "emigranti" (che mi sembra riduttivo: l'emigrazione è stato si un fenomeno sociale importantissimo, ma una comunità come quela molese conta sulle seconde, terze generazioni che operano ancora all'estero e mantengono saldi i loro legami; sono i Molesi nel Mondo, non necessariamente emigrati), e non ci torno su. Ma è' solo
un mio parere, nulla di più.
Rispetto il parere di tutti (o quasi, onestamente), ma voglio dire che se
anche la toponomastica deve essere l'occasione per metterci su il
cappello, allora comprendo (e lo ricordo con sincero terrore) come
potesse essere spuntata a qualche concittadino la balzana (eufemismo)
idea di rinominare Mola di Bari in Mola del Mare (con due ulteriori
opzioni, che per un recondito meccanismo di autodifesa la mia memoria ha
rimosso).
Saremmo
stati indirizzati senza colpo ferire verso un lungomare che andasse da
Contrada Padovano fino ai "Cannoni", da rinominare: Lungomare Polpo di
Scoglio. Intramezzato da Largo Pinneto e Piazzetta Riccio.
O
magari sarebbe stato il momento di una svolta vera, quella di una
toponomastica in stile anglosassone, almeno per i quartieri nuovi,
laddove la geometria delle strade aiuta anche in tal senso; anche lì ci
si imbatte in luoghi denominati ed intitolati a personaggi ed eventi
realmente importanti e significativi per la collettività.
Qui, invece, ci perdiamo sulla civetta. Come se non bastasse Renzi ed il suo #gufo.
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