L'altra sera (lunedì 3 aprile) seguivo il programma #Report, su RaiTre.
Si parlava, tra le altre cose, di Coca-Cola; e c'era l'intervista ad un
ex-manager di Coca-Cola Italia che raccontava dei suoi guai: seguito,
pedinato, controllato. L'intervistato, a volto coperto, ricordava
quando, vittima di queste vessazioni, gli furono rivolte false accuse,
"perfino di #pedofilia".
...
Per qualche tempo, causa libro da promozionare, l'ex (credo) PM Piercamillo Davigo, già presidente dell'ANM, ha imperversato
in tv portando avanti le sue esperienze e le sue idee. E gli avvisi di
garabnzia, i politici, rubano, rubano più di prima, menio di prima, si
vergognano di meno ecc. ecc. E tante sono state le occasioni in cui
costui invocava il "Principio di precauzione".
"Mi scusi, ma se uno
è accusato di pedofilia, nell'attesa che si fa il processo, d'accordo
che si è innocenti fino al terzo grado di giudizio, ma nel frattempio io
mia figlia a scuola non la lascio accompagnare da quest'uomo" E giù
applausi, Scroscianti.
Naturalmente, con analoga pupilla vitrea,
anche Marco Travaglio ha avuto sovente modo diinvocare il medesimo
principio e fatto lo stesso esempio. E i medesimi applausi, altrettanto
scroscianti.
Il pubblico sa cosa fare, nei talk-show.
...
Capita poi che un brav'uomo, un manager con la sola colpa di non voler
adeguarsi supinamente alle spregiudicatezze (...) dell'azienda per cui
lavora, venga sottoposto a svariate angherie e perfino fatto oggetto
della più infamante delle colpe, la pedofilia.
Perchè alla fine ciò
che conta è gettare discredito, "la calunnia è un venticello", e finchè
non si acclara che non è vero niente, per intanto la merda sul vestito
bianco l'hai scagliata; e sta a te, poi, andare in lavanderia, pagare ed
uscire nuovamente pulito con quello steso vestito immacolato.
Ma
la gente resterà sempre a guardare quel vestito sì impeccabile,
ricordando però non chi, impeccabile, lo indossa in modo impeccabile, ma
solo che quel vestito era sporco di merda.
Un po' come se ti
dicessero che in un piatto al ristorante un cliente ubriaco ci ha
vomitato sopra, ma è stato lavato a 100°. E poi ti dicono che non è vero
niente. Tu chiederai sempre di cambiare piatto, e magari anche
ristorante.
...
Non vorrei, non avrei mai voluto vivere in un
paese in cui la magistratura si rappresenta e si specchia felice nelle
teorie esposte con orgoglio dal Davigo di turno. E nei talk-show dal
Travaglio di turno; altro che frenetici applausi. Ricordo (leggenda metropolitana?) le parole
attribuite a Bertinotti il quale, chiesto di un parere su Travaglio, si
alzò la manica della giacca di cachemire e disse: "Solo a sentire il nome mi viene
l'orticaria", che solo scegliere una malattia con due R, evidentemente era necessario esprimersi in quel modo.
giovedì 6 aprile 2017
martedì 14 marzo 2017
Proposta indecente
La notizia (...) è che il Sindaco, nell'estremo tentativo - l'ultimo? - di salvare la consiliatura, avrebbe / ha fatto avances al centro - destra per entrare in giunta. Una specie di incrocio, di ingegneria genetica dai contorni un po' perversi, un po' inciucio un po' larghe intese.
Un po' #nonsochealtrocazzofare.
La tristezza è che la cosa si sa attraverso un comunicato ufficiale dell'opposizione di centro destra che promuove a voce di Dio ciò che per un po' era solo voce di popolo. L'ennesima prova di mancanza di trasparenza di un'amministrazione che ci sta facendo assistere ad uno spettacolo dai contorni oscuri e confusi, talvolta anche torbidi. Cosa altro sta succedendo che noi cittadini non sappiamo? Quanti altri nomi sono stati sondati? Siamo alla Carboneria? La finite di giocare ai grandi strateghi sulle sorti del pianeta e iniziate a fare i seri, che amministratori di Mola di Bari siete? E che per quanto vogliate fare i mugnai tuffandovi nella farina, pulci restate?
Infine c'è la perplessità. Il comunicato del c-dx fa riferimento a "indiscrezioni di stampa" e a tentativi di abboccamento effettivamente avvenuti. Giorni fa. Ora, amici del c-dx, vi voglio bene e lo sapete, ma se ci spiegate anche perché di questo fatto non avete prontamente comunicato nulla, ma solo quando il chiacchiericcio era divenuto di pubblico dominio, ecco, credo che ciò aiuterebbe a fare chiarezza; e comunque, seondo me, questo è stato un errore.
Infine, oramai qui è un tutti contro tutti. Arriviamo presto al 23, sveliamo tutto: scene e retroscene, e stacchiamo la spina.
Voglio sperare e credere che anche il Sindaco, se potesse, si voterebbe la sfiducia. Perché davvero, oggi, la misura è colma.
#MaryShelley
La tristezza è che la cosa si sa attraverso un comunicato ufficiale dell'opposizione di centro destra che promuove a voce di Dio ciò che per un po' era solo voce di popolo. L'ennesima prova di mancanza di trasparenza di un'amministrazione che ci sta facendo assistere ad uno spettacolo dai contorni oscuri e confusi, talvolta anche torbidi. Cosa altro sta succedendo che noi cittadini non sappiamo? Quanti altri nomi sono stati sondati? Siamo alla Carboneria? La finite di giocare ai grandi strateghi sulle sorti del pianeta e iniziate a fare i seri, che amministratori di Mola di Bari siete? E che per quanto vogliate fare i mugnai tuffandovi nella farina, pulci restate?
Infine c'è la perplessità. Il comunicato del c-dx fa riferimento a "indiscrezioni di stampa" e a tentativi di abboccamento effettivamente avvenuti. Giorni fa. Ora, amici del c-dx, vi voglio bene e lo sapete, ma se ci spiegate anche perché di questo fatto non avete prontamente comunicato nulla, ma solo quando il chiacchiericcio era divenuto di pubblico dominio, ecco, credo che ciò aiuterebbe a fare chiarezza; e comunque, seondo me, questo è stato un errore.
Infine, oramai qui è un tutti contro tutti. Arriviamo presto al 23, sveliamo tutto: scene e retroscene, e stacchiamo la spina.
Voglio sperare e credere che anche il Sindaco, se potesse, si voterebbe la sfiducia. Perché davvero, oggi, la misura è colma.
#MaryShelley
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venerdì 10 marzo 2017
Ma anche basta.
Si ma anche basta con questa enfasi sul "gran rifiuto".
Il gesto è apprezzabile (e sinceramente apprezzato), sicuramente si parla di rifiutare (la riconferma di) un incarico comunque importante con qualche riscontro economico che viene a perdersi e tutte le cose nobili di cui si è detto e la cui eco penso durerà ancora un bel po'.
Poi, però, accendiamo anche la luce nella stanza del sano pragmatismo e di realismo che devono anche avere animato le scelte e le decisioni dei nostri due amici ex assessori. Che legittimamente, più che legittimamente, due calcoli in croce se li saranno pure fatti; e un ragionamento simile a quelli che ci siamo fatti tutti noi in queste settimane lo hanno elaborato. Nessun opportunismo ma, ragionevolmente, opportunità. Perché è opportuno - a valle di tre mesi passatidal Sindaco ad annunciare dimissioni minacciandole irrevocabili e puntualmente revocate, senza un reale percorso di chiarimento, di risoluzione vera dei problemi sollevati, sintomo di una totale assenza di stategia e con il conseguente stallo che sta lasciando il paese sostanzialmente alla deriva, nel bilico di una pericolosa china - trarre delle conclusioni necessarie per il bene del paese ma anche per se stessi. Perché la legittima ambizione e l'obiettivo di candidarsi ancora c'è, e ci sarà ancora. E dunque, cosa c'è di più giusto ed "intelligente", strategico nel tirarsi fuori da una situazione che sta creando fastidio e rabbia fra la cittadinanza, quando non ironia o sarcasmo. Chiamarsi fuori, tirarsi fuori, sfilarsi.
Le foto seducenti vanno bene, benissimo; sono suggestive, ritraggono tre brave persone (e fra loro, per quanto, mi riguarda due amici) e solleticano l'impulso della solidarietà e dell'empatia verso tre uomini oramai dipinti come eroi.
Non esageriamo. I sussulti, misto fra orgoglio e dignità sono salvifici e ci servono, ci servano a capire che davvero c'è sempre da sperare in una comunità più attenta, meno apatica. Migliore. Ma si migliora anche, e soprattutto, partendo da noi stessi. Impariamo a scegliere magari un poò meglio la prossima volta.
Un bel gesto, bravi; grazie.
Ma anche #basta.
Il gesto è apprezzabile (e sinceramente apprezzato), sicuramente si parla di rifiutare (la riconferma di) un incarico comunque importante con qualche riscontro economico che viene a perdersi e tutte le cose nobili di cui si è detto e la cui eco penso durerà ancora un bel po'.
Poi, però, accendiamo anche la luce nella stanza del sano pragmatismo e di realismo che devono anche avere animato le scelte e le decisioni dei nostri due amici ex assessori. Che legittimamente, più che legittimamente, due calcoli in croce se li saranno pure fatti; e un ragionamento simile a quelli che ci siamo fatti tutti noi in queste settimane lo hanno elaborato. Nessun opportunismo ma, ragionevolmente, opportunità. Perché è opportuno - a valle di tre mesi passatidal Sindaco ad annunciare dimissioni minacciandole irrevocabili e puntualmente revocate, senza un reale percorso di chiarimento, di risoluzione vera dei problemi sollevati, sintomo di una totale assenza di stategia e con il conseguente stallo che sta lasciando il paese sostanzialmente alla deriva, nel bilico di una pericolosa china - trarre delle conclusioni necessarie per il bene del paese ma anche per se stessi. Perché la legittima ambizione e l'obiettivo di candidarsi ancora c'è, e ci sarà ancora. E dunque, cosa c'è di più giusto ed "intelligente", strategico nel tirarsi fuori da una situazione che sta creando fastidio e rabbia fra la cittadinanza, quando non ironia o sarcasmo. Chiamarsi fuori, tirarsi fuori, sfilarsi.
Le foto seducenti vanno bene, benissimo; sono suggestive, ritraggono tre brave persone (e fra loro, per quanto, mi riguarda due amici) e solleticano l'impulso della solidarietà e dell'empatia verso tre uomini oramai dipinti come eroi.
Non esageriamo. I sussulti, misto fra orgoglio e dignità sono salvifici e ci servono, ci servano a capire che davvero c'è sempre da sperare in una comunità più attenta, meno apatica. Migliore. Ma si migliora anche, e soprattutto, partendo da noi stessi. Impariamo a scegliere magari un poò meglio la prossima volta.
Un bel gesto, bravi; grazie.
Ma anche #basta.
giovedì 9 marzo 2017
Siamo tutti meteorologi
Si sta già parlando, ragionevolmente, del Commissario prossimo venturo.
Arriveranno le dimissioni - questa volta inevitabilmente - irrevocabili? Sarà sfiducia il 23? Sarà bocciatura al momento del voto per il Bilancio?
O ci sarà il classico coniglio dal cilindro?
Quale che sia l'esito del voto e gli scenari prossimi venturi, mi riprometto, tanti dovrebbero farlo, di qua al 2018 o alla data che sarà, di rivedere un po' di video dei comizi di maggio/giugno 2015. Per confrontarli e confrontarne le persone di allora, le frasi dette allora con gli eventi di queste ore.
No, perchè, col rispetto per le persone e (fra questi) gli amici protagonisti degli ultimi eventi, alla fine della giostra, se sta accadendo ciò che è nelle cronache, si è semplicemente arrivati al redde rationem di strategie improponibili e, fondamentalmente, sbagliate. Prevedibilmente sbagliate.
Più d'uno dovrebbe appendere la candidatura al chiodo; chi definitivamente, imbolsito dal curriculum e dall'anagrafe consiliare, chi magari saltare un turno, per meditare sugli errori commessi. Perchè questi si ripercuotono sulla vita della comunità, e spesso non si esauriscono nel giro di poche settimane ma restano come ferite aperte per anni, e anche quando si rimarginano rischiano di lasciare comunque antiestetiche cicatrici.
Poi ci sono gli strateghi. Ma qui siamo su un altro pianeta. Di quelli, temo, sarà difficile liberarsene.
Peccato per chi ha lavorato bene, dando l'anima. Ma la responsabilità è quella cosa che ci si assume anche e talvolta soprattutto quando si sa di avere fatto il possibile ed averlo fatto perfino bene. Ma non sempre questo basta.
La forza di una comunità deve essere quella di saper produrre altre forze, nuove forze.
Ci sono squadre di calcio in cui, quando va via Il Mister vincente o il fuoriclasse Pallone d'Oro, continuano a vincere. Altre che falliscono. E' lì che si vede la forza, la tempra, la sostanza, la qualità della società. Poi c'è chi aspetta il #closing al #McDonalds.
#CommissarioTecnico
venerdì 10 febbraio 2017
DUM - Datevi Una Mossa
Non so a voi, ma a me non piacciono le crisi portate avanti in questa maniera. Parere personale, eh?
"A chi sei tu e chi sono io".
Eppure tutti i 16 consiglieri comunali più il sindaco (e perfino qualche assessore, ma è incidentale) sono lì seduti perchè sono stati eletti dai cittadini ed a loro dovrebbero rispondere.
Invece si rispondono fra di loro, mandandosi a quel paese e battibeccando continuamente, in aula consiliare e fuori, in conferenze stampa e sui media locali.
Per motivi incomprensibili ai più, si rischia di affrontare una più meno lunga crisi di governo cittadino, così come, per motivi altrettanto incomprensibili, si potrebbe perfino assistere ad una (a questo punto) altrettanto incomprensibile ricomposizione delle parti.
Insomma, un culo di ciuccio, come direbbero i saggi.
...
Cosa c'è di sbagliato a sperare nel ritiro delle dimissioni, presentarsi in aula e chiedere la #FIDUCIA?
Davanti ai cittadini.
Senza dichiarazioni, interviste, spiegazioni, polemiche e "chiacchiere vacanti": un SI o un NO.
E se la fiducia non c'è, ok, tutti a casa, è stato bello, grazie, peccato.
Se, invece, dovesse esserci, iniziate, riprendete a fare nel c..o a lavorare come non dubito che abbiate sempre fatto, ma senza questi fronzoli e giochini da politici grandi, come quelli che stanno a Roma.
A molti sembrerà pure l'ombelico del mondo, ma siamo a Mola, accontentiamoci.
Poi, scusate, fate pure come vi pare; qualcuno però che vi sta dicendo che lo spettacolo cui si sta assistendo è un po' misero, ci sarà pure stato, o no?
I camminamenti, le acque e altre storie
... eppure, oggi, mentre si attende trepidanti la sorte dei pini della Piazza XX Settembre e ancora non si sa quale sarà il nuovo piano della viabilità e le soluzioni al caos parcheggi che si creerà a lavori conclusi, qualcuno (è così, giusto per dire, eh?) si è chiesto se è stata realizzata la mappa delle reti antiche di raccolta, trattamento e smaltimento delle acque meteoriche preesistenti alla memoria di tanti, visto che a luglio sono state realizzate le indagini geognostiche (georadar), come da prescrizioni della Soprintendenza?
E visto che tali indagini erano finalizzate al rinvenimento di eventuali emergenze di tipo storico-archeologico, e da che ho memoria si parla sempre di questa presenza di "camminamenti" sotterranei che caratterizzavano il sottosuolo della Mola antica, si è approfittato dell'occasione per individuare, in impronta alla piazza, la pianta di questi percorsi e come essi vengono ad intergagire con la nuova rete di smaltimento in via di realizzazione?
Penso che tutti ci si ricordi di quanto accadde in occasione dei lavori per il Fronte Mare, ossia il rinvenimento di cunicoli (quale che fosse il loro significato e prontamente riportati nell'oblio del sotterramento, nonostante qualcuno provò a sollevare la questione) in adiacenza del Castello ed in altri punti lungo la strada che costeggiava il Baby Park, lato monte.
Eppure se ieri, quando si lavorava al Fronte Mare, si poteva anche addurre l'alibi (?) di non avere conoscenza e memoria di qualcosa, oggi questa "ignoranza" (non conoscenza) non c'è. Non si può invocare il "fattore sorpresa".
Ma intanto, qualcuno se lo è posto il problema?
...
Meh, pensiamo alle cose importanti: che hanno detto dei pini? Li abbattono? E i parcheggi?
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giovedì 29 settembre 2016
Noi vogliamo tanto bene alla polizza italiana
... però, a me la storia della polizza stipulata di voi consiglieri di
maggioranza suscita un sincero, leale, spassionato senso di sdegno.
Verso di voi.
Non per la polizza in sè, che è legittima.
E' giusto cautelarsi, perchè il lavoro ed il compito dell'amministratore è delicato, molto delicato, molto più delicato, impegnativo e di responsabilità di quanto lo si pensi.
E, forse, di quanto in qualcuno avesse pensato nell'imbarcarsi nell'avventura amministrativa; di questa come di altre tornate elettorali e consiliature relative.
Amministrare. Un lontano giorno di tanti anni fa, la prof di filosofia ci disse: "Quando si parla di amministrazione, come la si gira e la si volta, si parla di denaro".
In tanti giocano a fare i politici, ma nei comuni si amministra. Figuriamoci nei #paeselli.
Ciò non toglie, dunque, senso di responsabilità nel chi va a sedersi nei banchi delle aule comunali. Si amministrano i soldi dei propri cittadini, le loro risorse, la loro vita.
Nemmeno se si amministrasse un condominio di due appartamenti si dovrebbe prendere la cosa a cuor leggero. Figuriamoci la amministrazione di una comunità.
Ed allora, dicevo, è giusto cautelarsi perchè, proprio in virtù della delicatezza del proprio compito, un amministratore non può dirsi preparato su tutto, ed anche se lo fosse, sarebbe impossibile primeggiare nello scibile umano (checchè c'è chi lo crede, pensando a se stesso, ma questo è un altro ragionamento).
E, dunque, qualche volta un errore lo si può commettere. Ma che sia in buona fede, ossia pensando di fare la scelta giusta, di prendere la decisione corretta. Ma che sia ponderata, studiata, analizzata. E condivisa in coscienza e consapevolezza. E se si sbaglia, se si crea un danno è giusto che una polizza protegga il giusto lavoro di un amministratore.
Paradossalmente meglio essere in cattiva fede per un proprio tornaconto, nel senso che "il disonesto capace" è consapevole di ciò che fa. L'onesto incapace può perfino essere ammissibile ma non quando anche inconsapevole ed incosciente delle proprie azioni. #YesMan.
Ed allora, la polizza.
Non si può stuipulare una polizza assicurativa, ossia pararsi il culo quando si inizia a realizzare di essere inadeguati al ruolo e che la nave che si sta guidando sta andando a sbattere sugli scogli.
Io, e parlo da professionista (di provincia ma professionista), stipulo la mia polizza assicurativa ogni anno a prescindere dal fatto che lavorerò o meno, da che tipo di lavoro farò. Non è che inizio a fare un lavoro, mi accorgo di essere entrato nella merda e mi assicuro.
Il cazzo!
Allora, se davvero le cose stanno così, se ci si è resi conto che le cose stanno prendendo una brutta piega, amministratiamente parlando, non è la stipula di una polizza la giusta decisione da prendere.
Ma le dimissioni.
Perchè qua l'unica polizza l'hanno stipulata i cittadini scegliendo voi, votando voi come gli amministratori capaci di tirare su le sorti del paese, per farlo crescere. e se di errori ne avreste commessi, chiunque ve li avrebbe perdonati, se fatti in buona fede e con la consapevolezza di ciò che si stava facendo, credendo davvero di capire e condividere le decisioni che si avvaloravano alzando la manina.
I mesi di mugugni e "mal di pancia", però, ora cominciano ad essere troppi. E se solo ora non sapete nemmeno voi di cosa siete stati respionsabili per un anno e mezzo, se questa è la ragione che vi ha messo giustamente in allarme, beh, fateci il piacere: firmate un altro titpo di polizza; una polizza che assicuri non voi ma i vostri concittadini ed elettori: le vostre dimissioni.
Fra le cose che la strada insegna ai ragazzi cresciuti "vastasi dentro", c'è l'eleganza efficace di alcuni modi di dire.
"C' na jè cazz p'u cul togghue, lassa perd!" spiega in modo crudele ma sintetico e definitivo quello che dovrebbe essere il senso di responsabilità che ognuno di noi, di voi dovrebbe avere quando svolge un compito.
E' stato bello, grazie. Potevate dimostrare serietà anche con gli errori. Ma questa si chiama consapevolezza di non avere capito molto, a tempo scaduto.
C'è sempre tempo per recuperare il terreno perduto.
Ma quella polizza stipulata così, alla chetichella ha un sapore amaro per i vostri cittadini.
Poi, naturalmente, convincetemi del contrario, perchè io ho eletto voi perchè vi ho creduto migliori di me. Non costringetemi a credere che davvero, esiste una polizza anche per il cittadino elettore: quella di starsene a casa.
Che è operazione di gran lunga più seria di chi va a difendere l'indifendibile, macchiandosi di un grave "reato morale": quello di avere fatto un torto ai cittadini.
Verso di voi.
Non per la polizza in sè, che è legittima.
E' giusto cautelarsi, perchè il lavoro ed il compito dell'amministratore è delicato, molto delicato, molto più delicato, impegnativo e di responsabilità di quanto lo si pensi.
E, forse, di quanto in qualcuno avesse pensato nell'imbarcarsi nell'avventura amministrativa; di questa come di altre tornate elettorali e consiliature relative.
Amministrare. Un lontano giorno di tanti anni fa, la prof di filosofia ci disse: "Quando si parla di amministrazione, come la si gira e la si volta, si parla di denaro".
In tanti giocano a fare i politici, ma nei comuni si amministra. Figuriamoci nei #paeselli.
Ciò non toglie, dunque, senso di responsabilità nel chi va a sedersi nei banchi delle aule comunali. Si amministrano i soldi dei propri cittadini, le loro risorse, la loro vita.
Nemmeno se si amministrasse un condominio di due appartamenti si dovrebbe prendere la cosa a cuor leggero. Figuriamoci la amministrazione di una comunità.
Ed allora, dicevo, è giusto cautelarsi perchè, proprio in virtù della delicatezza del proprio compito, un amministratore non può dirsi preparato su tutto, ed anche se lo fosse, sarebbe impossibile primeggiare nello scibile umano (checchè c'è chi lo crede, pensando a se stesso, ma questo è un altro ragionamento).
E, dunque, qualche volta un errore lo si può commettere. Ma che sia in buona fede, ossia pensando di fare la scelta giusta, di prendere la decisione corretta. Ma che sia ponderata, studiata, analizzata. E condivisa in coscienza e consapevolezza. E se si sbaglia, se si crea un danno è giusto che una polizza protegga il giusto lavoro di un amministratore.
Paradossalmente meglio essere in cattiva fede per un proprio tornaconto, nel senso che "il disonesto capace" è consapevole di ciò che fa. L'onesto incapace può perfino essere ammissibile ma non quando anche inconsapevole ed incosciente delle proprie azioni. #YesMan.
Ed allora, la polizza.
Non si può stuipulare una polizza assicurativa, ossia pararsi il culo quando si inizia a realizzare di essere inadeguati al ruolo e che la nave che si sta guidando sta andando a sbattere sugli scogli.
Io, e parlo da professionista (di provincia ma professionista), stipulo la mia polizza assicurativa ogni anno a prescindere dal fatto che lavorerò o meno, da che tipo di lavoro farò. Non è che inizio a fare un lavoro, mi accorgo di essere entrato nella merda e mi assicuro.
Il cazzo!
Allora, se davvero le cose stanno così, se ci si è resi conto che le cose stanno prendendo una brutta piega, amministratiamente parlando, non è la stipula di una polizza la giusta decisione da prendere.
Ma le dimissioni.
Perchè qua l'unica polizza l'hanno stipulata i cittadini scegliendo voi, votando voi come gli amministratori capaci di tirare su le sorti del paese, per farlo crescere. e se di errori ne avreste commessi, chiunque ve li avrebbe perdonati, se fatti in buona fede e con la consapevolezza di ciò che si stava facendo, credendo davvero di capire e condividere le decisioni che si avvaloravano alzando la manina.
I mesi di mugugni e "mal di pancia", però, ora cominciano ad essere troppi. E se solo ora non sapete nemmeno voi di cosa siete stati respionsabili per un anno e mezzo, se questa è la ragione che vi ha messo giustamente in allarme, beh, fateci il piacere: firmate un altro titpo di polizza; una polizza che assicuri non voi ma i vostri concittadini ed elettori: le vostre dimissioni.
Fra le cose che la strada insegna ai ragazzi cresciuti "vastasi dentro", c'è l'eleganza efficace di alcuni modi di dire.
"C' na jè cazz p'u cul togghue, lassa perd!" spiega in modo crudele ma sintetico e definitivo quello che dovrebbe essere il senso di responsabilità che ognuno di noi, di voi dovrebbe avere quando svolge un compito.
E' stato bello, grazie. Potevate dimostrare serietà anche con gli errori. Ma questa si chiama consapevolezza di non avere capito molto, a tempo scaduto.
C'è sempre tempo per recuperare il terreno perduto.
Ma quella polizza stipulata così, alla chetichella ha un sapore amaro per i vostri cittadini.
Poi, naturalmente, convincetemi del contrario, perchè io ho eletto voi perchè vi ho creduto migliori di me. Non costringetemi a credere che davvero, esiste una polizza anche per il cittadino elettore: quella di starsene a casa.
Che è operazione di gran lunga più seria di chi va a difendere l'indifendibile, macchiandosi di un grave "reato morale": quello di avere fatto un torto ai cittadini.
martedì 6 settembre 2016
Meno male che il PD c'è
Allora, giusto per chiarire le cose.
Alle Europee non voto perchè non credo all'Europa nè all'Unione Europea. E l'euro non c'entra.
Al Senato e Camera non voto più da quando son tolte le preferenze. E continuerò a (non) farlo.
Alla Regione voto e non ho votato Cinque Stelle.
Al Comune voto e non ho votato Cinque Stelle.
...
Detto questo, mi irrita il tiro al piccione, con il volatile nei panni del sindaco Raggi.
Ha mentito agli elettori, dicono gli avversari; mi vien da pensare a quelli (L'Unità, aprile 2016. Pensare che la stampa dovrebbe essere il cane da guardia della politica e smascherarne le bugie) che facevano partire le campagne contro la candidata Raggi in quanto protagonista del video: "Meno male che Silvio c'è".
Presunta protagonista.
Presunto giornalismo.
I Cinque Stelle dove vanno fanno danni.
A Torino, che non è Noicattaro (con tutto il rispetto per i nojani e per l'assessore che opera al paesello) il sindaco Appendino amministra finora credo bene. Altrimenti, se solo avesse preso il coltello con la sinistra, credo che la avrebbero crocifissa. E si che ha umiliato Fassino, leader storico del PCI e s.m.i., sindaco uscente e presidente dell'ANCI. Non un fesso qualunque (forse).
Dice: facile per la Appendino governare bene; ha ereditato una città in buono stato amministrativo.
Ecco, appunto.
Il sindaco Raggi ha ereditato macerie. Ma non conta.
Sfido chiunque, al di fuori di Roma, a ricordare se un giornalista, uno, uno a scelta, abbia parlato di un qualsiasi atto fatto dalla giunta Raggi. Buono, brutto, inutile ... magari non ha pubblicato in albo pretorio nemmeno una delibera. Può essere. ma qualcuno lo dice?
No. perchè non serve e non interessa a nessuno.
Conta che si tolgano dai coglioni, vittime della propria dabbennaggine.
Ed alle Cinque Stelle subentrino i Cinque Cerchi.
Specialità: salto in basso.
Alle Europee non voto perchè non credo all'Europa nè all'Unione Europea. E l'euro non c'entra.
Al Senato e Camera non voto più da quando son tolte le preferenze. E continuerò a (non) farlo.
Alla Regione voto e non ho votato Cinque Stelle.
Al Comune voto e non ho votato Cinque Stelle.
...
Detto questo, mi irrita il tiro al piccione, con il volatile nei panni del sindaco Raggi.
Ha mentito agli elettori, dicono gli avversari; mi vien da pensare a quelli (L'Unità, aprile 2016. Pensare che la stampa dovrebbe essere il cane da guardia della politica e smascherarne le bugie) che facevano partire le campagne contro la candidata Raggi in quanto protagonista del video: "Meno male che Silvio c'è".
Presunta protagonista.
Presunto giornalismo.
I Cinque Stelle dove vanno fanno danni.
A Torino, che non è Noicattaro (con tutto il rispetto per i nojani e per l'assessore che opera al paesello) il sindaco Appendino amministra finora credo bene. Altrimenti, se solo avesse preso il coltello con la sinistra, credo che la avrebbero crocifissa. E si che ha umiliato Fassino, leader storico del PCI e s.m.i., sindaco uscente e presidente dell'ANCI. Non un fesso qualunque (forse).
Dice: facile per la Appendino governare bene; ha ereditato una città in buono stato amministrativo.
Ecco, appunto.
Il sindaco Raggi ha ereditato macerie. Ma non conta.
Sfido chiunque, al di fuori di Roma, a ricordare se un giornalista, uno, uno a scelta, abbia parlato di un qualsiasi atto fatto dalla giunta Raggi. Buono, brutto, inutile ... magari non ha pubblicato in albo pretorio nemmeno una delibera. Può essere. ma qualcuno lo dice?
No. perchè non serve e non interessa a nessuno.
Conta che si tolgano dai coglioni, vittime della propria dabbennaggine.
Ed alle Cinque Stelle subentrino i Cinque Cerchi.
Specialità: salto in basso.
martedì 12 luglio 2016
Nun puie ie' arret a stu tren
Senza fare polemica.
Ma bisogna avere finalmente, una volta per tutte, il coraggio di ammetterlo.
Ma bisogna avere finalmente, una volta per tutte, il coraggio di ammetterlo.
La Rivoluzione è avere servizi di serie A ovunque.
Forse a qualcuno non piacerà il paragone ispirato al mondo del calcio, freschi come siamo dei recenti Europei di calcio, ma ....
Inutile pensare di allestire una squadra di fuoriclasse, con ingaggi stratosferici per vincere la Champions League, e poi giocare su un campetto in terra battuta senza acqua calda negli spogliatoi.
Forse a qualcuno non piacerà il paragone ispirato al mondo del calcio, freschi come siamo dei recenti Europei di calcio, ma ....
Inutile pensare di allestire una squadra di fuoriclasse, con ingaggi stratosferici per vincere la Champions League, e poi giocare su un campetto in terra battuta senza acqua calda negli spogliatoi.
No.
Un paese moderno è quello che ha servizi con uno standard elevato come base, per tutti, dappertutto.
Un paese moderno è quello che ha servizi con uno standard elevato come base, per tutti, dappertutto.
I paesi del Terzo Mondo, oramai è evidente, hanno fra le tante una caratteristica: son quelli in cui si convive fra elevatissime tecnologie e condizioni di vita miserrime; fra il lusso più sfrenato e la povertà più estrema. Sono quelli con le più elevate disparità e disuguaglianze fra ceti sociali e disparità di accesso ai servizi. Fra chi ha niente e chi sperpera il superfluo.
No.
Un paese moderno e giusto è quello in cui non si rincorre il Ponte sullo Stretto mentre altrove si annaspa sui binari unici.
Un paese moderno e giusto è quello in cui non si rincorre il Ponte sullo Stretto mentre altrove si annaspa sui binari unici.
Sognare di vivere in un paese moderno sta diventando sempre più un incubo da cui non si riesce a svegliarsi.
...
Il dovere della Magistratura sia di accertare queste colpe.
Il dovere della Politica sia di ripensare alle priorità che si intende dare per il Futuro che intende dare al Paese.
Nel frattempo, non ci resta che piangere. Ancora una volta.
venerdì 8 luglio 2016
GoodYear
Veloce.
Prima dell'assemblea cittadina dell'opposizione, mi sarei aspettato, come doveroso impegno verso i cittadini, che fosse stata l'amministrazione ad organizzare una conferenza stampa per illustrare il bilancio di un anno di attività. che di vicissitudini ne ha attraversate. E di cose da illustrare, a bilancio di fine anno e programmazione per il prossimo, ce ne sarebbero state.
Ciò che verrà detto stasera dall'opposizione non lo so. Lo immagino, così come immagino commenti e reazioni. Spero solo (...) che ciò che verrà detto, invece di essere (nelle sedi opportune ed adeguate) confutato, ribattuto ed argomentato, non venga silenziato dal richiamo di ciò che è avvenuto alle 23.15 (o giù di lì) del 30 giugno scorso.
Evitiamo, per favore.
Il bilancio di un anno di attività amministrativa, che nelle sue luci ed ombre l'amministrazione non ha sentito finora il bisogno di fare pubblicamente, e che invece nelle sue ombre e luci ha inteso fare l'opposizione, non cambia se lo si fa fissando le lancette dell'orologio alle 23.00 o alle 23.30 del 30.6.2016.
Chi ha sbagliato, risponda delle sue parole e atti difronte a un giudice in tribunale, nell'assise comunale, davanti alla cittadinanza, alla stampa o nella sede ed il luogo più opportuno.
Ma non è un minuto prima o un minuto dopo che cambia ciò che è stato fatto o non fatto, nel bene e nel male, dall'amministrazione per la vita del paese, nè ciò che si intende fare.
La colpa non è mai morta vedova, diceva il mio professore di chimica al liceo.
Evitate, tutti, di infierire sul cadavere.
Grazie.
Prima dell'assemblea cittadina dell'opposizione, mi sarei aspettato, come doveroso impegno verso i cittadini, che fosse stata l'amministrazione ad organizzare una conferenza stampa per illustrare il bilancio di un anno di attività. che di vicissitudini ne ha attraversate. E di cose da illustrare, a bilancio di fine anno e programmazione per il prossimo, ce ne sarebbero state.
Ciò che verrà detto stasera dall'opposizione non lo so. Lo immagino, così come immagino commenti e reazioni. Spero solo (...) che ciò che verrà detto, invece di essere (nelle sedi opportune ed adeguate) confutato, ribattuto ed argomentato, non venga silenziato dal richiamo di ciò che è avvenuto alle 23.15 (o giù di lì) del 30 giugno scorso.
Evitiamo, per favore.
Il bilancio di un anno di attività amministrativa, che nelle sue luci ed ombre l'amministrazione non ha sentito finora il bisogno di fare pubblicamente, e che invece nelle sue ombre e luci ha inteso fare l'opposizione, non cambia se lo si fa fissando le lancette dell'orologio alle 23.00 o alle 23.30 del 30.6.2016.
Chi ha sbagliato, risponda delle sue parole e atti difronte a un giudice in tribunale, nell'assise comunale, davanti alla cittadinanza, alla stampa o nella sede ed il luogo più opportuno.
Ma non è un minuto prima o un minuto dopo che cambia ciò che è stato fatto o non fatto, nel bene e nel male, dall'amministrazione per la vita del paese, nè ciò che si intende fare.
La colpa non è mai morta vedova, diceva il mio professore di chimica al liceo.
Evitate, tutti, di infierire sul cadavere.
Grazie.
mercoledì 29 giugno 2016
I love You, Wikipedia
Eppure un dubbio resta, da che si è concluso il consiglio comunale del
17 giugno, quello monotematico sull'infinito affaire Martucci: il tavolo
tecnico, il processo, l'incidente probatorio; e poi le analisi, la
falda, il percolato, le perizie.
Il danno ambientale o il disastro ambientale.
In tutto ciò, da un lato ci sono le conclusioni del CTU, dall'altro la perizia del consulente dei comuni di Mola e Conversano.
Ma è noto che una figura geometrica chiusa, eccezion fatta per la circonferenza, non può avere meno di tre lati, ed il terzo lato è costituito (e rappresentato in seduta di consiglio) dai rappresentanti delle associazioni ambientaliste (Comitato Chiudiamo la Discarica e Legambiente) che criticarono fortemente ed aspramente le teorie espresse dal dott. YY, consulente di parte, chimico con pluridecennale esperienza di lavoro nel settore.
Magari anche a ragione, per carità.
E però ... anni fa queste due associazioni decisero di affidarsi alla consulenza - supporto scientifico di un esperto, valente e preparato chimico che le avrebbe affiancate e supportate nel duro e lungo lavoro di interpretazioni delle analisi che si sarebbero svolte.
Allora il dubbio: come mai delle considerazioni tecniche, e scientifiche, nelle interpretazioni dei dati venuti fuori dalle analisi di questo consulente non c'è stata sostanziale evidente traccia nelle parole dei rappresentanti "ambientalisti"?
Qual è il punto di vista di questo consulente? In cosa dissente dalle considerazioni del perito di parte del Comune? E perché non è stato chiamato in causa con maggiore forza e chiarezza? Magari con una memoria scritta e dettagliata?
Se io fossi un non esperto chiamato a perorare una causa in cui c'è bisogno di fare ricorso a tutto il proprio bagaglio culturale, scientifico e professionale, la cosa che mi verrebbe normale fare sarebbe quella di dire: "Non lo dico io ma il dott. XX, professore universitario, praticamente collega del dott. YY".
Invece no.
Come mai?
E allora: cosa pensa nello specifico il consulente delle associazioni "punto punto" rispetto a quanto riportato dal perito "ufficiale"? In cosa differisce? Non sarebbe utilissima una nota di (contro)deduzioni analiticamente dettagliate e spiegate?
...
Non lo so, forse mi sono perso qualcosa; certamente mi sono perso qualcosa; certamente non è il tempo, non è più il tempo del "secondo ne". Non è più il tempo del legittimo dubbio per colui il quale, storicamente, pensa a male e che, notoriamente il più delle volte ci azzecca.
Nel frattempo non resta molto altro da fare che attendere. E sperare che i tempi di percolazione siano perfino più lunghi di quelli della giustizia italiana.
Altrimenti è un disastro.
Il danno ambientale o il disastro ambientale.
In tutto ciò, da un lato ci sono le conclusioni del CTU, dall'altro la perizia del consulente dei comuni di Mola e Conversano.
Ma è noto che una figura geometrica chiusa, eccezion fatta per la circonferenza, non può avere meno di tre lati, ed il terzo lato è costituito (e rappresentato in seduta di consiglio) dai rappresentanti delle associazioni ambientaliste (Comitato Chiudiamo la Discarica e Legambiente) che criticarono fortemente ed aspramente le teorie espresse dal dott. YY, consulente di parte, chimico con pluridecennale esperienza di lavoro nel settore.
Magari anche a ragione, per carità.
E però ... anni fa queste due associazioni decisero di affidarsi alla consulenza - supporto scientifico di un esperto, valente e preparato chimico che le avrebbe affiancate e supportate nel duro e lungo lavoro di interpretazioni delle analisi che si sarebbero svolte.
Allora il dubbio: come mai delle considerazioni tecniche, e scientifiche, nelle interpretazioni dei dati venuti fuori dalle analisi di questo consulente non c'è stata sostanziale evidente traccia nelle parole dei rappresentanti "ambientalisti"?
Qual è il punto di vista di questo consulente? In cosa dissente dalle considerazioni del perito di parte del Comune? E perché non è stato chiamato in causa con maggiore forza e chiarezza? Magari con una memoria scritta e dettagliata?
Se io fossi un non esperto chiamato a perorare una causa in cui c'è bisogno di fare ricorso a tutto il proprio bagaglio culturale, scientifico e professionale, la cosa che mi verrebbe normale fare sarebbe quella di dire: "Non lo dico io ma il dott. XX, professore universitario, praticamente collega del dott. YY".
Invece no.
Come mai?
E allora: cosa pensa nello specifico il consulente delle associazioni "punto punto" rispetto a quanto riportato dal perito "ufficiale"? In cosa differisce? Non sarebbe utilissima una nota di (contro)deduzioni analiticamente dettagliate e spiegate?
...
Non lo so, forse mi sono perso qualcosa; certamente mi sono perso qualcosa; certamente non è il tempo, non è più il tempo del "secondo ne". Non è più il tempo del legittimo dubbio per colui il quale, storicamente, pensa a male e che, notoriamente il più delle volte ci azzecca.
Nel frattempo non resta molto altro da fare che attendere. E sperare che i tempi di percolazione siano perfino più lunghi di quelli della giustizia italiana.
Altrimenti è un disastro.
giovedì 7 aprile 2016
Insano e Salvo
... e però, prima della presentazione del libro con intervista relativa, il libro di Salvo Riina è stato pubblicato da una casa editrice. Che non è stata, credo, stata oggetto di audizioni dell'antimafia, delle saette della Bindi, nè di tutte quelle levate di scudi che hanno investito Bruno Vespa.
Non è che il #fascismo si cancella cancellandone le tracce; non se ne eliminano danni e conseguenze nefaste distruggendone i documenti e le testimonianze del passato.
Tutt'altro.
Perché la #mafia è come per l'AIDS: se lo conosci lo eviti.
...
Tante volte si dice: se ti stavi zitto era meglio.
Bene. Facciamo parlare questa gente. Conoscere la cattiveria intima di esseri umani, egioisti e senza scrupoli, con nessuna pietà e rispetto della vita altrui, è il miglior modo per #conoscere.
Solo quando si conosce si ragiona. Meglio.
Scusate il paragone, ma fra un pacchetto di sigarette con su scritto: "Il fumo fa male" (che sfido chiunque a dire che questo ammonimento ha convinto qualcuno a smettere) ed uno in cui ti sbattono in faccia le foto di polmoni devastati dal cancro, beh, se lo scopo vuole essere quello di fare capire cosa realmente comporta assuefarsi ad un falso amico che ti fa stare bene qualche minuto mentre ti sta minando il futuro, beh, preferisco tutta la vita il messaggio crudo e diretto.
Scusate il paragone, ma finchè non sai cosa c'è dietro le modalità di macellazione di un animale, nessuno si renderà realmente conto se quella carne è giusto mangiarla, convinti dai sorrisi di Albano che esaltano il bovino del Salento o dai macelali dei gran sughi star o piuttosto darsi alle cicorielle.
Il libro di salvo Riina era e sarà lì, nelle librerie a portata dei lettori; è lì nella disponibilità degli acquirenti online.
Non sarà un libro di parte che potrà mai dare un senso alle stragi infami.
Valeva per i brigatisti che scrivono libri e fanno lezione nelle università, vale per i figli di uno dei peggiori personaggi che ha offeso con la sua presenza e gesta la storia nobile della Sicilia.
Hanno diritto i parenti delle vittime a provare sdegno e rabbia.
Ho diritto io di scegliere cosa farne delle parole di queste persone.
Ha il dovere un giornalista di fare il suo mestiere.
E' stato più gornalista ieri Vespa intervistando Riina che non l'altro ieri concedendosi in quella maniera alla Boschi, quando cercavo, inutilmente, la scritta in sovraimpressione: messaggio pubblicitario.
...
Ma questa, come sempre, è solo un'opinione personale.
#serviziopubblico
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venerdì 18 marzo 2016
Montagne, topolini, animali di casa nostra.
Non è perché la domandina è facile facile, così facile che nessuno gliela farà: "E tanto ci voleva?"
Cosa c'è realmente dietro NOVEMESINOVE di tira e molla, di entro-non-entro, di calzette tirate e inviti non ascoltati?
Di consigli comunali disertati ad arte (a pensare male si fa peccato ...) e astensioni calibrate? Di critiche feroci seguite da voti favorevoli, di disponibilità lanciate lì ma che sembravano tanto quelle frasi dette a nuora affinché suocera intendesse?
Cosa ha fatto riapparire sul fumetto l'hastag più famoso del paesello?
Quel #iosonogiangrazio che tanto fece pensare e malpensare, sorridere e sconfortarsi, che così come misteriosamente era apparso, dopo le letteracce sui social di casa (e città) nostra rivolti dall'ex vicesindaco all'attuale primo cittadino, era scomparso, per poi ora, finalmente, riapparire nei sorrisi più ottimistici che mai dei nemici di ieri e alleati di amministrazione, maggioranza e giunta di oggi?Nove mesi sono troppi per non pensare che c'è qualcosa che io, molti, tantissimi non sapranno mai; quali gli accordi che sono stati presi oggi, ma che non era stato possibile prendere ieri?
Nove mesi sono troppi. Mola può essere l'ombelico del mondo, ma (con tutto il rispetto) non è la trattativa fra governo colombiano e FARC; non è la trattativa fra USA e Cuba su Guantanamo; non si discute della striscia di Gaza.
Suvvia, è la composizione della giunta comunale di Mola. Per la cui composizione non si giunse ad un accordo fra le parti a giugno scorso, ed oggi si.
Ed allora, se da giugno ad oggi non è cambiato nulla di visibile agli occhi dei cittadini e degli elettori, cosa è successo di invisibile agli occhi dei più?
...
Vabbè, inutile stare qua ad arrovellarsi. Che dire? In bocca al lupo.
Vabbè, inutile stare qua ad arrovellarsi. Che dire? In bocca al lupo.
A tutti: al neo assessore, alla giunta, a tutto il consiglio comunale.
Ma soprattutto al paese. Che, con tutti i mali ed i difetti che gli si possono imputare, qualcosa di più se lo merita.
Purtroppo, però, restano zone d'ombra che comprendo benissimo che non potranno mai essere chiarite, perché è nell'ordine delle cose. Ma nove mesi per una carica assessorile sono troppi.
E senza una seria e convincente spiegazione, lasceranno l'amaro in bocca. Quell'amaro in bocca che la mancanza di trasparenza rende un sapore disgustoso.
Non c'è spazio per l'ottimismo della volontà. Per ora all'orizzonte solo le nuvole nere del pessimismo della ragione.
giovedì 10 marzo 2016
Diverbio ergo sum
Il prossimo lunedì è previsto il consiglio comunale al #paesello a tema: "interrogazioni ed interpellanze"; si può chiedere al sindaco se, oltre al mercato del pesce, si può emanare un analogo disciplinare per il mercato della frutta di San Domenico?
In un'epoca di decadimento dei valori etici e morali, in cui si sta smarrendo la propria identità storica, culturale e religiosa, con il fondamentalismo islamico alle porte e l'infedele che minaccia Roma, #barabba non si può sentire proprio.
Per non dire di certi dialoghi sconci al limite del meretricio: "A quanto i finocchi?"
Oppure: "vai a stramurt?" "è, a mamm't e sor't!!!"
E tutte quelle stonate urla di muratori che si improvvisano cantanti neomelodici napoletani, niente sono?
...
Io un pensiero ai campetti di calcio dove ci si manda affanculo per un passaggio sbagliato, una papera del portiere, un gol fallito a porta vuota ... cosa si aspetta ad imporre un regolamento di buone maniere ai dopolavoristi calciatori? Certo, passare dai tempi in cui "i guardij" ci venivano a sequestrare il pallone sulla piazzetta di Doña Flor alle "multe per parolaccia", è uno scenario che nessuno si sarebbe sognato. Eppure ....
....
Io, di mio, avrei voluto tanto che un'idea geniale come questa mi fosse venuta quando ero bambino. Un bel cartello nel ripostiglio dove mia madre teneva conservato il #battipanni di vimini.
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Mola di Bari
mercoledì 24 febbraio 2016
Diritti verso i diritti
Da Wikipedia:
...
Mio padre nacque quando nel suo paese ed in tanta Italia non c'era la luce elettrica, nelle case. Non c'era l'acqua corrente e passava nelle strade il carretto dove, dai balconi, si gettavano gli escrementi perchè il bagno ...
La prima radio, il primo televisore ... i frigoriferi nelle case.
Le automobili.
Negli anni '50, nella storica agenzia viaggi del paese dove vivo, che aprì nel 1946, il numero di telefono era: 10.
Oggi mio padre apre internet per leggere le notizie sui quotidiani online e mi chiede di mandargli le ricevute di pagamenti in posta elettronica. La sua.
Non ha whatsapp, sul telefonino, ma cazzo, a 91 anni glielo concedo volentieri questo ritardo di modernità e tecnologia.
Mio padre che nel 1969 restò sveglio per assistere in tv allo sbarco del primo uomo sulla luna.
...
Mi fa impazzire l'idea che potrebbe avere vissuto 70 anni dei suoi 91 anni di vita al galoppo, sempre al passo con i tempi e la tecnologia e la modernità, ma in una società in cui si creano le #categorie e qualcuno sceglie a quali di queste dare i diritti e a chi no.
Solo 70 anni fa le donne erano una categoria a cui concedere (...) il diritto al voto. Chissà quando, su Wikipedia, si scriverà che le coppie omosessuali ebbero in Italia il #diritto a sposarsi ed adottare dei figli. Ed AVERE dei figli ed essere una #famiglia.
Pensare che un orientamento sessuale, in questa società, ti relega in una categoria per la quale qualcuno deve decidere se concedere o meno un diritto è davvero mortificante.
Io chiedevo, anni fa, a mio padre e mia madre: ma veramente quando voi siete nati, le donne non potevano nè votare nè essere elette?
Ma che veramente?
#Cirinnà
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mercoledì 11 novembre 2015
mercoledì 21 ottobre 2015
Il silenzio degli ignavi
Dunque, vediamo.
Due giorni fa il Tribunale di Bari rinvia a giudizio nove persone per una serie di capi di imputazione legati alla gestione della discarica Lombardi in contrada Martucci e presunte attività illecite sempre legate allo smaltimento dei rifiuti in aree adiacenti.
Un tema, quello della dicsraica Martucci per le conseguenze in tema ambientale, sanitario economico ecc. ecc., che negli anni recentissimi è stato oggetto di massima attenzione perfino al #paesello.
...
La notizia è stata giustamente prontamente ripresa dal mensile (versione online) che pubblica il comunicato dell'Associazione "Chiudiamo la Discarica Martucci".
Son trascorsi due giorni, commenti: ZERO.
...
C'è la solita apatia, a queste latitudini, in questo piccolo, sfortunato angolo di mondo.
E se c'è silenzio da parte di tanti, dell'opinione pubblica indigena, che pure sembrava avere (ri)scoperto coscienza e consapevolezza, purtroppo devo notare anche una certa "omissione" nel richiamare ai propri doveri chi ha preso il posto dell'odiato nemico.
Ma questo è un altro discorso.
Due giorni fa il Tribunale di Bari rinvia a giudizio nove persone per una serie di capi di imputazione legati alla gestione della discarica Lombardi in contrada Martucci e presunte attività illecite sempre legate allo smaltimento dei rifiuti in aree adiacenti.
Un tema, quello della dicsraica Martucci per le conseguenze in tema ambientale, sanitario economico ecc. ecc., che negli anni recentissimi è stato oggetto di massima attenzione perfino al #paesello.
...
La notizia è stata giustamente prontamente ripresa dal mensile (versione online) che pubblica il comunicato dell'Associazione "Chiudiamo la Discarica Martucci".
Son trascorsi due giorni, commenti: ZERO.
...
C'è la solita apatia, a queste latitudini, in questo piccolo, sfortunato angolo di mondo.
E se c'è silenzio da parte di tanti, dell'opinione pubblica indigena, che pure sembrava avere (ri)scoperto coscienza e consapevolezza, purtroppo devo notare anche una certa "omissione" nel richiamare ai propri doveri chi ha preso il posto dell'odiato nemico.
Ma questo è un altro discorso.
martedì 29 settembre 2015
Ambientino
Fino a poco tempo fa, qualsiasi iniziativa, ufficiale, ufficiosa, politica, amministrativa, editoriale, giudiziaria, ecc. ecc. che riguardasse la vicenda della discarica Martucci, veniva accompagnata da una massiccia dose di enfasi mediatica e dalle più o meno giuste critiche dell'amico Vittorio.
Critiche talvolta esagerate, talvolta strumentali, talvolta sacrosante indirizzate alla amministrazione a turno: assente, inerme, inerte, silente, distratta, menefreghista ... complice?
...
Adesso che son cambiati gli uomini, son cambiati anche gli atteggiamenti: dai rimproveri intransigenti del padre severo si è passati alle carezze della nonna affettuosa.
Sicuramente mi sbaglio (o forse no, non lo so): ma se iniziano le fasi di analisi sulle acque di falda e la notizia "trapela" solo attraverso un post del presidente della Associazione "Chiudiamo la discarica Martucci" postato sulla pagina facebook (gruppo chiuso) della associazione stessa, e non si legge da nessuna parte del silenzio totale ("tombale" direbbe qualcuno) della amministrazione, non lo so, ma per me non è normale.
Fino a pochi mesi fa una tale accondiscendenza sarebbe stata impensabile. Avrebbe perfino avuto qualcosa da dire l'attuale Sindaco (già componente del direttivo dell'ex-Comitato), che dell'essere di poche parole ne ha fatto uno stile di vita amminstrativa, contro il suo predecessore e contro l'ex assessore all'Ambiente.
Oggi l'Associazione sicuramente continua a vivere, ad esistere, ad impegnarsi.
Peccato che le abbiano sottratto il caro nemico e con esso loquacità e smalto che non sono più quelli di una volta. Mi auguro che non sia così, anche e soprattutto per la sua credibilità; specialmente quella passata.
Critiche talvolta esagerate, talvolta strumentali, talvolta sacrosante indirizzate alla amministrazione a turno: assente, inerme, inerte, silente, distratta, menefreghista ... complice?
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Adesso che son cambiati gli uomini, son cambiati anche gli atteggiamenti: dai rimproveri intransigenti del padre severo si è passati alle carezze della nonna affettuosa.
Sicuramente mi sbaglio (o forse no, non lo so): ma se iniziano le fasi di analisi sulle acque di falda e la notizia "trapela" solo attraverso un post del presidente della Associazione "Chiudiamo la discarica Martucci" postato sulla pagina facebook (gruppo chiuso) della associazione stessa, e non si legge da nessuna parte del silenzio totale ("tombale" direbbe qualcuno) della amministrazione, non lo so, ma per me non è normale.
Fino a pochi mesi fa una tale accondiscendenza sarebbe stata impensabile. Avrebbe perfino avuto qualcosa da dire l'attuale Sindaco (già componente del direttivo dell'ex-Comitato), che dell'essere di poche parole ne ha fatto uno stile di vita amminstrativa, contro il suo predecessore e contro l'ex assessore all'Ambiente.
Oggi l'Associazione sicuramente continua a vivere, ad esistere, ad impegnarsi.
Peccato che le abbiano sottratto il caro nemico e con esso loquacità e smalto che non sono più quelli di una volta. Mi auguro che non sia così, anche e soprattutto per la sua credibilità; specialmente quella passata.
martedì 22 settembre 2015
Senza Parole
"Senza parole" è la frase che si dice quando uno rimane sconcertato, sorpreso da una cosa che ha visto, letto, di cui è venuto a conoscenza.
"Senza parole", però, stavolta è la frase che ho detto io ieri sera all'amico Vittorio, presidente dell'Associazione "Chiudiamo la Discarica Martucci".
E non nel senso che sono rimasto sorpreso, sconcertato da ciò che è stato detto, dagli interventi di chi ha preso la parola a Conversano durante l'incontro organizzato da (credo, se non ho capito male) Legambiente Conversano per informare sugli sviluppi dell'affaire Martucci, una storia infinita ed oscura, con i dettagli illustrati da Domenico Lestingi.
No!
"Senza parole" è ciò che ha fatto l'Associazione: non ha detto una parola. E' andata a Conversano, ha detto la sua per bocca del suo Presidente Vittorio Farella, ma era sola insieme a Legambiente Mola e penso qualche 5stelle, ma senza la folla che la accompagnava, numerosa contro Martucci e contro Diperna. Poi è tornata a Mola e ... puff: niente, silenzio totale.
Belli i tempi in cui ci si scagliava (a torto o a ragione) contro la amministrazione passata. Che poi era quella in cui militava l'attuale Assessore all'Ambiente nominato dall'attuale sindaco, il sindaco che faceva parte del Direttivo della associazione stessa.
Quella stessa Associazione/Comitato che non mancava di rimarcare, stigmatizzare, criticare sottovalutazioni, silenzi, assenze alle iniziative, alle manifestazioni che il comitato stesso promuoveva.
Venerdì 18 a Conversano l'unico invitato istituzionale di Mola era il Sindaco. Che non si è presentato (gli impegni per un sindaco, evidentemente, non mancano mai) ma in sua vece nessun rappresentante: vicesindaco, assessore (uno qualsiasi), ci sarà un presidente di commissione ambiente, un cazzo di consigliere .... Niente, nessuno.
"Vittorio, porta i miei saluti, non posso venire"
"Io non porto i saluti di nessuno"
Si, va bene, ma qui, a Mola, chi sa niente di niente?
....
Ieri proliferavano comunicati e manifesti; un po' per ragguagliare sullo stato dell'arte e tanto per rimproverare i silenzi dell'amministrazione che non c'era, che non sentiva, non vedeva, non faceva. Che con solo non fare niente eppure in soli tre - quattro anni era incredibilmente diventata la colpevole di un inquinamento nato con la discarica dagli anni '90 o prima ancora.
Oggi c'è il silenzio difronte ad una assenza di chi prima era in prima linea ad accusare.
E c'è l'associazione, appunto: senzaparole.
E non sta bene.
"Senza parole", però, stavolta è la frase che ho detto io ieri sera all'amico Vittorio, presidente dell'Associazione "Chiudiamo la Discarica Martucci".
E non nel senso che sono rimasto sorpreso, sconcertato da ciò che è stato detto, dagli interventi di chi ha preso la parola a Conversano durante l'incontro organizzato da (credo, se non ho capito male) Legambiente Conversano per informare sugli sviluppi dell'affaire Martucci, una storia infinita ed oscura, con i dettagli illustrati da Domenico Lestingi.
No!
"Senza parole" è ciò che ha fatto l'Associazione: non ha detto una parola. E' andata a Conversano, ha detto la sua per bocca del suo Presidente Vittorio Farella, ma era sola insieme a Legambiente Mola e penso qualche 5stelle, ma senza la folla che la accompagnava, numerosa contro Martucci e contro Diperna. Poi è tornata a Mola e ... puff: niente, silenzio totale.
Belli i tempi in cui ci si scagliava (a torto o a ragione) contro la amministrazione passata. Che poi era quella in cui militava l'attuale Assessore all'Ambiente nominato dall'attuale sindaco, il sindaco che faceva parte del Direttivo della associazione stessa.
Quella stessa Associazione/Comitato che non mancava di rimarcare, stigmatizzare, criticare sottovalutazioni, silenzi, assenze alle iniziative, alle manifestazioni che il comitato stesso promuoveva.
Venerdì 18 a Conversano l'unico invitato istituzionale di Mola era il Sindaco. Che non si è presentato (gli impegni per un sindaco, evidentemente, non mancano mai) ma in sua vece nessun rappresentante: vicesindaco, assessore (uno qualsiasi), ci sarà un presidente di commissione ambiente, un cazzo di consigliere .... Niente, nessuno.
"Vittorio, porta i miei saluti, non posso venire"
"Io non porto i saluti di nessuno"
Si, va bene, ma qui, a Mola, chi sa niente di niente?
....
Ieri proliferavano comunicati e manifesti; un po' per ragguagliare sullo stato dell'arte e tanto per rimproverare i silenzi dell'amministrazione che non c'era, che non sentiva, non vedeva, non faceva. Che con solo non fare niente eppure in soli tre - quattro anni era incredibilmente diventata la colpevole di un inquinamento nato con la discarica dagli anni '90 o prima ancora.
Oggi c'è il silenzio difronte ad una assenza di chi prima era in prima linea ad accusare.
E c'è l'associazione, appunto: senzaparole.
E non sta bene.
martedì 8 settembre 2015
Gioco di ruolo
Al paesello, notoriamente prodigo di chiacchiericci ed esternazioni, c'è uno strano silenzio.
Piccole schermaglie sui social network su topolini in piazza e scarafaggi dappertutto che a farlo notare la risposta è che anche prima c'erano e quindi? E la spazzatura ad ogni angolo e come mai la colpa adesso sono i maleducati e prima il sindaco? E le piantumazioni su lungomare che stanno morendo, meglio le tamerici (?????), ma forse si potrebbe provare ad annaffiarle, non lo so, non sono io l'agronomo e che io non fossi favorevole a quella scelta del cosiddetto Albero di Natale della Nuova Zelanda non significa niente: mi escludo dalla categoria del: "io l'avevo detto" o "Ma è mica possibile aver ragione sempre dopo?" (cit. FF).
Per il resto, si sonnecchia.
Peccato: l'approvazione del Bilancio avrebbe meritato, forse, ben altra attenzione da parte della distratta comunità, ancora in letargo pre-festa patronale. E se proprio le valutazioni ed i risvolti pratici sul futuro prossimo della collettività davvero interessano meno della Sagra del Polpo, nemmeno la fantastica imitazione di Cuperlo e Bersani (quelli che più ne dicono contro il PD e più vi ci restano aggrappati come una cozza patella allo scoglio, ed anzi, appena qualcuno prova a staccarla più vi aderiscono) fatta da Pino De Silvio ha suscitato nè l'ilarità nè lo sdegno (tranne una eccezione dal vivo) di chi evidentemente è avvezzo ad assistere a tragicomiche pantomime fini a se stesse, perlomeno adesso senza l'aggravante del masochismo da sala consiliare bollente.
...
E però ... però c'era stato, venerdì scorso un episodio che avrebbe potuto e forse dovuto suscitare l'attenzione. L'aggressione subita da Pinuccio Calabrese in consiglio comunale venerdì scorso è stata un fatto abbastanza clamoroso. Ed invece c'è un tragico silenzio. Certo, se le parti fossero state invertite, sarebbe stato tutto molto più facile; se l'aggressore fosse stato il violento, il rozzo, il fascista, il provocatore son certo che si sarebbe aperto un dibattito, con annessa condanna già scritta, ben più vivace di quanto invece si è letto e sentito in giro. Per non parlare delle manifestazioni di solidarietà all'aggredito e le prese di distanza dagli aggressori.
Un ben poco, parente stretto al nulla.
...
Si avvicina il 16 settembre prima, ed il 21 settembre poi, giorno di consiglio comunale dedicato ad Interrogazioni ed Interpellanze.
Ragionevolmente, per quanto giustamente non gliene freghi nulla a nessuno, il mio ultimo consiglio comunale.
Giusto il tempo di ascoltare, spero, qualche risposta a qualche argomento che mi sta particolarmente a cuore, e poi, amici miei, fate che cazzo volete.
Piccole schermaglie sui social network su topolini in piazza e scarafaggi dappertutto che a farlo notare la risposta è che anche prima c'erano e quindi? E la spazzatura ad ogni angolo e come mai la colpa adesso sono i maleducati e prima il sindaco? E le piantumazioni su lungomare che stanno morendo, meglio le tamerici (?????), ma forse si potrebbe provare ad annaffiarle, non lo so, non sono io l'agronomo e che io non fossi favorevole a quella scelta del cosiddetto Albero di Natale della Nuova Zelanda non significa niente: mi escludo dalla categoria del: "io l'avevo detto" o "Ma è mica possibile aver ragione sempre dopo?" (cit. FF).
Per il resto, si sonnecchia.
Peccato: l'approvazione del Bilancio avrebbe meritato, forse, ben altra attenzione da parte della distratta comunità, ancora in letargo pre-festa patronale. E se proprio le valutazioni ed i risvolti pratici sul futuro prossimo della collettività davvero interessano meno della Sagra del Polpo, nemmeno la fantastica imitazione di Cuperlo e Bersani (quelli che più ne dicono contro il PD e più vi ci restano aggrappati come una cozza patella allo scoglio, ed anzi, appena qualcuno prova a staccarla più vi aderiscono) fatta da Pino De Silvio ha suscitato nè l'ilarità nè lo sdegno (tranne una eccezione dal vivo) di chi evidentemente è avvezzo ad assistere a tragicomiche pantomime fini a se stesse, perlomeno adesso senza l'aggravante del masochismo da sala consiliare bollente.
...
E però ... però c'era stato, venerdì scorso un episodio che avrebbe potuto e forse dovuto suscitare l'attenzione. L'aggressione subita da Pinuccio Calabrese in consiglio comunale venerdì scorso è stata un fatto abbastanza clamoroso. Ed invece c'è un tragico silenzio. Certo, se le parti fossero state invertite, sarebbe stato tutto molto più facile; se l'aggressore fosse stato il violento, il rozzo, il fascista, il provocatore son certo che si sarebbe aperto un dibattito, con annessa condanna già scritta, ben più vivace di quanto invece si è letto e sentito in giro. Per non parlare delle manifestazioni di solidarietà all'aggredito e le prese di distanza dagli aggressori.
Un ben poco, parente stretto al nulla.
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Si avvicina il 16 settembre prima, ed il 21 settembre poi, giorno di consiglio comunale dedicato ad Interrogazioni ed Interpellanze.
Ragionevolmente, per quanto giustamente non gliene freghi nulla a nessuno, il mio ultimo consiglio comunale.
Giusto il tempo di ascoltare, spero, qualche risposta a qualche argomento che mi sta particolarmente a cuore, e poi, amici miei, fate che cazzo volete.
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