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sabato 20 dicembre 2008

Solidarietà

Non ho mai compreso il perchè dell'entusiasmo fideistico di quei tanti, anche in Italia, che hanno da sempre difeso il mandatario venezuelano, vedendolo come simbolo di democrazia.
Il laboratorio politico del SudAmerica, la rivoluzione bolivariana, il socialismo, ecc., ecc.
Restano nella mente le parole di disprezzo di Diliberto sia per Berlusconi che per Prodi che stringono "le mani che grondano sangue" di Bush.
Qualcuno/a esultava (perchè : così si fa) al "vajanse al carajo cien veces yanquis de mierda".
Non bisognerebbe però distrarsi quando il compagno Hugo stringe le mani (e non solo) altrettanto insanguinate di Ahmadinejad.
Per non parlare di quelle del presidente dello Zimbabue.
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La città di Cochabamba in Bolivia, dopo essere diventata il simbolo della viottoria contro la campagna di privatizzazione dell'acqua da parte delle multinazionali, è stata la sede simbolica della vittoria del Paese contro l'analfabetismo.
Uno sforzo intenso, quello di Morales, per superare la soglia del 96% di alfabetizzazione.
Yo si puedo, oggi, suona più allegro del Yes we can e del Si può fare.
La cultura è quel patrimonio che nessuno ci potrà mai togliere. Investire in esso è il più grande atto d'amore che un leader dimostra verso il proprio popolo, che un padre dimostra per i propri figli. Perchè gli sta dando gli strumenti della libertà.

sabato 29 novembre 2008

Project-One

Chi ricorda i telefilm di Hitchcock, quelli in bianco e nero? Erano preceduti da una breve inroduzione del regista che in quache misura sintetizzava ciò che sarebbe stao il succo dell'episodio. Memorabile quella volta in cui al termine della presentazione il maestro concluse dicendo: tutto ciò che ho appena detto non c'entra assolutamente nulla con l'episodio che sta per cominciare.
E quindi? Beh, e quindi, il titolo non c'entra nulla con il post, tipicamente uicchendiano e come tale passibile di aggiornamenti.
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I diritti civili in Cina sono negati anche agli animali.
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Talis pater ... Secondo me nemmeno il CEPU può fare il miracolo.
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Arance e coca
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Non si uccide così una tradizione.
Però ... a saperlo, magari usciva un passaggio.
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Dal Corriere.it, si legge "IL PD - Proprio il Pd attacca però il premier sul «caso Sky». «Il raddoppio dell'Iva per la tv a pagamento inserito a sorpresa nel decreto anti crisi del governo ha tutta l'aria di un blitz contro il principale concorrente privato di Mediaset», afferma Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd."
Ora, Berlusconi fa sempre provvedimenti pro domo sua, e d'accordo. Ma qui si tratta di un provvedimento che non allarga un'agevolazione a Mediaset: Questo è un provvedimento che elimina un ingiusto (o perlomeno incomprensibile) privilegio a SKY. Peraltro in un momento in cui si accusa il governo di fare regali alle imprese.
Sempre sul Corriere, giorni fa, un articolo che evidenziava come il pane quotidiano dei comici che fanno satira politica è solo Berlusconi (un po' il loro editore di riferimento): senza di lui ci sarebbero altri disoccupati e nessuno che ci farebbe ridere.
Ed allora spero che i comici che fanno satira si facciano sentire dai politici del PD; mentre è Berlusconi che governa, si evitino inutili sovrapposizioni di ruoli: per fare ridere ci sono già loro.

sabato 13 settembre 2008

Tuoni e fulmini

Che mare, oggi. Sole coperto, poca gente silenziosa, acqua trasparente, finalmente un po' meno calda. Settembre.
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Festa patronale a Mola; Crocofisso a Rutigliano; Zampina e Mannoia a Sammichele. Non esco, stasera. Nel pomeriggio una passeggiata con pupo e la signora a Turi. Per gli indigeni l'ennesimo "buco di paese". Un posto tranquillo, pulito, una piazza garbata e un gelato al cioccolato fondente secondo solo al SottoZero (sia pure con distacco siderale, ovvio).
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Fra un po' eleggono Miss AnoressItalia. (Aggiornamento: evidentemente non sono il solo a pensarla così. Almeno, c'era Andy Garcia che sa di cosa parla. E certo non per sentito dire).
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Francesco dice che "così si fa". Evo magari porta avanti un discorso nuovo, un'idea di socialismo che torna a difendere realmente le istanze dei più poveri. Certo, i risultati dei referendum di almeno quattro provincie dicono che un capo di stato deve compendiare fra le esigenze anche di chi la ricchezza la produce. Penso che come Capo di Stato, Morales lasci ancora molto a desiderare. Ma a parte questo, io penso che Morales ha un grosso, serio problema: Chavez.
Costui è dal 1999 che minaccia di tagliare le forniture di petrolio agli USA. Tovatemi la logica di uno che dice: "yankee di merda (questo ce l'ha con la merda più di Cambronne), se non la smettete vi tolgo il petrolio!" Significa che i dollaroni continuano ad arrivare dai merdosi? E poi, coincidenza, proprio quando il greggio torna "basso" sui 100 dollari. Già, solo poche settimane fa Huguito se la faceva culo e camicia col presidente iraniano Ahmadinejad (non solo per il petrolio, ma anche per il nucleare), uniti nel ritenere ancora basso il prezzo del petrolio a 150$: oggi parla apertamente di 200$ al barile (ma i venezuelani sono davvero così contenti che tutti questi dollari, invece di restare in patria, vanno un po' in Bolivia, un po' in Ecuador, un po' alle FARC...). Pecunia (de mierda) no olet. E poi adesso appare Putin, l'imperialista Putin. Quello dell'Ossezia. I giornali italiani parlano di due cacciabombardieri russi in Venezuela. Io leggo la stampa sudamericana, e lì si parla di navi, altro che di due aerei ...
Secondo me Chavez teme che la sua leadership stia attraversando un momento di forte debolezza, mentre l'opposizione non è più così divisa come prima. Cacciare un ambasciatore "per solidarietà" con un altro capo di stato non si era mai visto. E se si è mai visto, son di quelle cose di cui credo che la politica internazionale il più delle volte farebe volentieri a meno.
(Aggiornamento: "hay que debatir", dice Evo Morales. Sono contento di leggere questa frase, di leggere questa notizia. Non è sufficiente avere belle idee o proclamarsi "a parole" difensore dei deboli e degli oppressi, se poi si fanno affari col diavolo o, più umanamente, si sbaglia l'approccio alle politiche ed alle istanze dei propri avversari. Come suol dirsi, l'ira è cattiva consigliera. E non è che Chavez sia molto meglio).
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Secondo voi, in Vico della Locanda del Castello, hanno finalmente scovato l'interruttore, o semplicemente sono saltate tutte e cinque le lampade?
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Se il Sindaco si impegna a garantire la loro presenza qui, giuro che non dirò più una sola parola contro la pista ciclabile.

sabato 2 agosto 2008

Similitudini strane (o forse no)

Silvio, Evo, gli avvocati, il potere, il pudore, la legalità ...
La politica può avere tante facce, ma se la medaglia è la stessa ...

martedì 6 maggio 2008

Croce Santa

Certo, appena l'86% è una percentuale irrisoria rispetto alle indimenticabili percentuali bulgare ... quelle del 99% minimo.
Ma mi sembra che, nonostante un referendum di questo tipo non sia vincolante, probabilmente un buon capo di stato, se vuole essere realmente tale, dovrebbe percepire certi segnali che vengono dalla popolazione.
Oppure limitarsi a dire di esserlo e mandare l'esercito in piazza.
Un manganello è un manganello. Sia che indossi un fez nero, sia che indossi la chompa.
Chavez, prima ammise la sconfitta, poi sbeffeggiò gli avversari definendo la loro vittoria, una vittoria di merda.
Morales al contrario, prima è intransigente, poi lancia un appello al dialogo.
E' lunga la strada per la democrazia e la libertà.