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sabato 2 aprile 2011

La vera storia della dichiarazione di una guerra mai combattuta

Non tutti sanno che, nel 1940, l'Italia, alleata con il Giappone, dichiarò guerra anche alla Cina. In realtà su quel fronte non si combattè mai.
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L' ITALIA DICHIARA GUERRA ALLA CINA Dopo avere consultato il proprio Stato Maggiore, Mussolini inviò un messaggio alla Repubblica Popolare Cinese: “Cinesi di merda, maledetti musi gialli e occhi abbottati, figli di puttana: vi dichiariamo guerra; abbiamo 105 carri armati, 47 aerei operativi, 4 navi e 5.221 soldati.
I cinesi risposero: Blutti figli di puttana, bastaldi e chitemmult, mangia spaghetti a tladimento, meldoc'n, mammoni, piagnoni, alloganti mangiamelda. Liceviamo ed accettiamo senza ploblemi nè esitazioni la vostla dichialazione di guella; abbiamo 180.000 calli almati, 18.000 aelei, 7900 navi e 25 milioni di soldati”.
Lo Stato Maggiore italiano rispose: “Ritiriamo la dichiarazione di guerra. Non abbiamo sufficiente cibo per alimentare tanti prigionieri”.
(Liberamente tradotto da: ciudadanodelmundo.espacioblog.com)

giovedì 20 agosto 2009

Boicottaggio desaparecido

Bisognava boicottare la Cina. Il Dalai Lama e tutti i tibetani (dicuntur) sentirono la vicinanza del mondo quando la torcia olimpica veniva aggredita per le strade da chi non dormiva la notte, tanto era il dolore che provava per le sofferenze e le atrocità che il governo cinese riservava ai fatelli tibetani.
Fratelli ... vabbè, forse cugini, e magari anche di secondo grado ... forse solo figli di padrini di battesimo, vista la velocità con cui questo spirito solidale si è dissolto nel nulla.
Lo sport, pratica ampiamente diffusa nel cui ambito si annidava finanche qualcuno che parlava di cose strane, tipo, boicottaggio ha saputo brillantemente scrollarsi di dosso quell'assurdo sentimento e ha organizzato un evento che ha voluto consolidare lato l'amicizia fra il popolo ed il governo cinese con i vertici politici e sportivi italiani: la disputa della supercoppa italiana, ossia quel torneo fra le squadre vincitrici dei due principali tornei italiani: Campionato e Coppa Italia, che si è svolto nella capitale. Pechino.
A qualcuno sarà venuto un sussulto? macchè. Polpo non olet, dicono al paesello durante la sagla, figuriamoci la Pecunia.
Se poi ci si mette anche San Marchionne, il salvatore della Fiat a continuare l'opera di salvataggio andando a produrre in Cina, l'auto italiana per eccellenza, quella ch ha segnato forse piùdi ogni altra un'epoca.
Nel frattempo, all'ombra della Grande Muraglia, a quei sovversivi che usano internet in modo poco oltodosso, vengono riservati trattamenti che vanno dall'addestramento fisico ai pestaggi, fino alla tortura vera e propria (si parla di elettroshock).
Per i più riottosi è prevista la morte.
Cazzo, però, pure il Dalai Lama che si ostina a non usare internet ... non è che l'italia si può mettere a manifestare solidarietà a quattro anonimi pezzenti cinesi, manco fossero monaci tibetani ... Nel frattempo, ci facciamo una partita a pallone.
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A proposito di calcio, fenomeno sociale evidentemente ancora sottovalutato da molti, se addirittura la presidente Kirchner in persona ha avuto modo di paragonare la cessione dei diritti televisivi con la tragedia dei desaparecidos.
Ho sempre mal sopportato il "tanto peggio tanto meglio", e non mi è affatto di consolazione pensare che oltre oceano ci sia un omologo del nostro Presidente del Consiglio che riesce a fare peggio di lui.

sabato 29 novembre 2008

Project-One

Chi ricorda i telefilm di Hitchcock, quelli in bianco e nero? Erano preceduti da una breve inroduzione del regista che in quache misura sintetizzava ciò che sarebbe stao il succo dell'episodio. Memorabile quella volta in cui al termine della presentazione il maestro concluse dicendo: tutto ciò che ho appena detto non c'entra assolutamente nulla con l'episodio che sta per cominciare.
E quindi? Beh, e quindi, il titolo non c'entra nulla con il post, tipicamente uicchendiano e come tale passibile di aggiornamenti.
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I diritti civili in Cina sono negati anche agli animali.
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Talis pater ... Secondo me nemmeno il CEPU può fare il miracolo.
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Arance e coca
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Non si uccide così una tradizione.
Però ... a saperlo, magari usciva un passaggio.
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Dal Corriere.it, si legge "IL PD - Proprio il Pd attacca però il premier sul «caso Sky». «Il raddoppio dell'Iva per la tv a pagamento inserito a sorpresa nel decreto anti crisi del governo ha tutta l'aria di un blitz contro il principale concorrente privato di Mediaset», afferma Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd."
Ora, Berlusconi fa sempre provvedimenti pro domo sua, e d'accordo. Ma qui si tratta di un provvedimento che non allarga un'agevolazione a Mediaset: Questo è un provvedimento che elimina un ingiusto (o perlomeno incomprensibile) privilegio a SKY. Peraltro in un momento in cui si accusa il governo di fare regali alle imprese.
Sempre sul Corriere, giorni fa, un articolo che evidenziava come il pane quotidiano dei comici che fanno satira politica è solo Berlusconi (un po' il loro editore di riferimento): senza di lui ci sarebbero altri disoccupati e nessuno che ci farebbe ridere.
Ed allora spero che i comici che fanno satira si facciano sentire dai politici del PD; mentre è Berlusconi che governa, si evitino inutili sovrapposizioni di ruoli: per fare ridere ci sono già loro.

sabato 22 novembre 2008

USA e getta

L'attualità delle chiacchierate nello spogliatoio dopo la partita del martedì e quelle del dopo-consiglio comunale del giovedì.
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Insomma, gli Stati Uniti non ne fanno realmente una buona. Sì, va bene, c'è stata la elezione di Obama, con il suo carico di significati simbolici e di speranze post-bushiane. Ma intanto c'è la recessione, i fallimenti dei Lehman bros e co., ovviamente l'imperialismo e quella dannata voglia di continuare ad essere i "gendarmi del mondo" e la prima potenza mondiale, i Number One.
Ma ... eccolo lì che spunta un ma.
L'Africa continua a vivere tragedie inenarrabili, con l'ONU dannatamente inutile, incapace e sopraffatto dalla ferocia di una guerra infinita e crudele alimentata da ... chi dà alimento a queste regioni così povere da non potersi permettere nemmeno il riso eppure così ricche da possedere le riserve per il futuro (giacimenti di diamanti, rame, idrocarburi ...).
Gli imperialisti a stelle e strisce? Sono sempre e solo loro i lazzaroni planetari?
Sono anni oramai che, a fronte di liste del Ministero degli Esteri in cui compaiono paesi come Cina e India fra i Paesi del Terzo e Quarto Mondo, paesi "in via di sviluppo", gli stessi Paesi sono in cima alle classifiche di crescita come potenze economiche, industriali e militari mondiali.
Paesi che stanno investendo, nella discrezione del silenzio della opinione pubblica e mediatica, vagonate infinite di dollari ed euro che entrano in queste poche nuove e moderne casse, e si trasformano in tutto: in vestiti, in tecnologia industriale, in armi.
Tutti pazzi per Obama, tutti pazzi per gli USA.
Il baricentro del mondo si sposta e noi, Italietta in declino, perdiamo il fiuto, la capacità genetica di capire per primi qual è il carro dei vincitori su cui salire.

giovedì 25 settembre 2008

Fermate i cinesi, fermateli!

Via Lattea alla melamina? Si, ma Made in China!
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Quiz: Chi l'ha detto?
A proposito delle minigonne: "Possono distrarre gli uomini e causare incidenti stradali"
1 - Il ministro per l'Etica e l'Integrità dell'Uganda
2 - Il Sindaco di Roma Alemanno
3 - Si tratta di due problemi diversi, poichè in Italia vige il sistema metrico decimale ed in Uganda quello anglosassone e quindi va chiarito il metodo per il calcolo della lunghezza delle gonne.
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Non è ancora ai livelli di San Francesco, e nemmeno a quelli di un altro Antonio. Per il momento, dunque, si limita a chiacchierare con gli amichetti della fattoria di Montenero di Bisaccia. Se studiasse un poco la dizione, qualche pollo in più che gli da ascolto lo trova.
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Questo confonde un po' le acque del teorema della matrice politica. Oppure vale sempre il detto che "Chi semina vento raccoglie tempesta".
Un po' di solidarietà, comunque la si veda, non farebbe male.

venerdì 8 agosto 2008

Pechino non olet

Casualmente sul Tg4 delle 13,30, un interessante servizio sulle Olimpiadi mostrava uno dei tanti esempi di come il Made in Italy abbia messo la sua firma, importante, a suggello di queste contraddittorie Olimpiadi cinesi.
Ciò che vale per Tecnogym vale per tante, tantissime altre ditte che sono in affari con la Cina sia per l'import, che per l'export.
Non si tratta, o meglio: sarebbe ingiusto a mio parere ridurre il tutto ad una questione di ditte private che fanno affari con un interlocutore economico straniero. Non è così perchè quando i governi vanno all'estero, oltre al Presidente del Consiglio e/o della Repubblica, ci sono vari ministri tra i quali non manca quello del commercio con l'estero. E a corredo tanti imprenditori, che non vanno per far coreografia nè vacanza, ma affari.
Nel frattempo, mentre ci aspettano alcune settimane di televisione in cui leggeremo continuamente i nomi dei prodotti italiani esposti su striscioni e attrezzature in Cina, la Meloni chiede che siano gli atleti a dare un segnale ...

giovedì 7 agosto 2008

L'Oro di Pechino

Per fortuna iniziano i Giochi.. Finalmente. Le Olimpiadi sono l'Evento Sportivo in assoluto.
In nessuna competizione quando si fannole batterie di qualifica arriva il Carneade di turno con due girodi svantaggio e viene applaudito più del vincitore dei 100m piani.
Perchè al pubblico piace vedere l'atleta misurarsi con se stesso prima ancora che con gli avversari. Perchè comunque, ci sono stati sforzi e sacrifici per essere arrivati lì. E se a tutti piace primeggiare, come non apprezzare chi sorriderà, un giorno, ricordando con i classici nipotini di fronte all'ancor più classico caminetto quell'ultimo posto fra ali di folla plaudenti?
Certo, Pechino è anche doping e polemiche sui diritti civili. Ambedue temi in cui l'ipocrisia è assai.
Sul doping, oramai credo che l'unica chance sia la liberalizzazione. Sapere che quell'atleta sia dopato e raggiunge risultati sportivi grazie alla farmacia, toglierà quel motore fondamentale per i professionisti del fisico di oggi: gli sponsor. Un mondo fasullo può andare bene per second life, non per le competizioni sportive. Credo che morirebbe di morte naturale l'atleta naturalmente dopato.
Sui diritti civili, non capisco come oggi, alla vigilia, a poche ore dalla sfilata degli atleti, ci sia ancora chi, politico di governo di oggi o di pochi mesi fa), auspichi o addirittura inviti il rifiuto da parte degli atleti di sfilare dietro il proprio tricolore nella parata di inaugurazione. Le Olimpiadi sono state assegnate alla Cina in tempi sospetti, ed il tema del Tibet oppresso o delle esecuzioni capitali o dei diritti civili limitati ecc. ecc. non si scoprono tre mesi fa o tre ore fa.
Da quando il Tibet venne annesso alla Cina, nessun Paese, a mia memoria, ha impedito alla Cina di partecipare alle proprie Olimpiadi, nè agli atleti cinesi di gareggiare nel mondo.
Oggi la politica, ossia i rappresentanti dell'Italia, mandano il tricolore, a Pechino, ma chiedono agli atleti di non sfilare dietro il simbolo dell'Italia.
Gli atleti sono stati mandati a Pechino a rappresentare l'Italia. Sono dietro quella bandiera perchè è la bandiera quello che conta, in quella parata. E sarebbe una tristezza vederla sfilare sola.
Sono totalmente d'accordo con il maratoneta Baldini. "Loro fanno affari e a noi chiedono i gesti simbolici".
Mi viene voglia di chiedere alla Meloni se ha mai provato a leggere le etichette dei suoi vestiti, e a chiedersi cosa significa quella scritta "Made in China". Quella stessa scritta che campeggia sulle divise, sulle tute, sull'abbigliamento: dalle scarpe, alle tute, alle mutande ufficiali della Nazionale olimpica italiana.

giovedì 15 maggio 2008

I cinesi? Permalosi!

L'elegante neoministro Frattini ha pensato che incontrarsi con il Dalai Lama è inopportuno. Mamma mia, che imbarazzo, una persona così imporante e così malvestita, con quelle tuniche arancione ... vestisse almeno italiano con tanto di made in China sull'etichetta ...
Nel frattempo agli atleti che si giocano la carriera in quattro anni di preparazione per pochi secondi in un'Olimpiade, chiediamo di rinunciare, chiediamo "un atto di coraggio", il boicottaggio.
Poi, distrattamente, qualcuno fa presente che se lo facessero anche tutti gli industriali che importano da Pechino finanche le bandiere del Tibet, ci sarebbe da preoccuparsi. Se gli atleti, dai professionisti ai podisti della domenica, non trovassero più, sugli scaffali di Decathlon, le belle tute italiane, francesi, statunitensi, tutte rigorosamente made in China, con cosa si vanno ad allenare?
Perchè nessuno ha chiesto a Valentino Rossi di non gareggiare a Shangai in MotoGP, anzi: tutti (quasi) sono stati lì felici del ritorno alla vittoria del "dottore"?
Sig. Ministro, ci lasci pure indossare le nostre tute italo-franco-cinesi, e lasci che i nostri atlketi gareggino alle Olimpiadi: Ma lei, fra il popolo tibetano ed il governo cinese, si schieri dalla parte del più debole.
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Dalla Cina, intanto, giungono le notizie e le immagini di una catatrofe immane. E ringraziamo il cielo che l'epicentro è stato sufficientemente profondo e, soprattutto, ragionevolmente lontano dalla diga delle Tre Gole, mentre si teme per i danni che avrebbero subito quella di Zipingpu e dei tanti laghi artificiali esistenti. Uno scenario in cu si sommerebbero, alle vittime del sisma, quelle delle inondazioni qualora questi bacini cedessero.
Uno scenario che, per numero di vittime andrebbe a paragonarsi a quello provocato solo pochi giorni fa a seguito dell'uragano in Birmania.
Già ... la Birmania ... chi se ne ricorda più?
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La Molablogsfera è attraversata da sussulti di nervosismo. Dichiarazioni e comportamenti del neo Presidente della Camera (prima il commento dei tragici fatti di Verona, bandiere bruciate alla fiera del libro comprese, poi la gestione dell'Aula durante le dichiarazioni di voto dell'on. DiPietro) fanno gridare al fascismo: fascista lui e fascisti (anche un po' neonazisti, che non fa mai male) quelli che la hanno pensata come lui.
Poichè, però, c'è sempre chi sta peggio, consoliamoci.
Perchè un idota così, non lo si trova facilmente (altre info sull'ultima sparata del fenomeno bolivariano, responsabile unico del laboratorio politico del SudAmerica: 1, 2, 3 ecc. ecc.).
So che non è così, ma non posso sottrarmi al sottile piacere di pensare che qualche voto (almeno UNO è sicuro), l'ex segretario di RC lo ha perso andandosene a vezzeggiare il masticatore di coca, senza il coraggio di dire una parola su ciò che compariva in quei giorni dal computer di Raul Reyes. Cosa farà adesso, l'ex segretario di Rifondazione Comunista, ora che ha tanto tempo libero? Un altro viaggetto a Caracas a dirgli che fra la Merkel e Berlusconi (con il beneplacito di Napolitano), in Europa si sta peparando un'altra Notte dei Cristalli?

giovedì 10 aprile 2008

Chi gila la flittata?

Losurdo peggiore è chi non vuol sentire