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lunedì 15 febbraio 2010

Yankees, go to school

Io penso che quello degli Stati Uniti sia un popolo eccezionale. La loro storia, pur tra gli alti e bassi che sono propri della natura umana, parla in maniera inequivocabile.
Eppure, un difetto va loro ascritto. Sono un po' troppo supponenti. Credono di essere sempre loro i Numero Uno. "We are Number One".
Ora, a parte che qui al paesello con solo una polleria li potremmo tenere buoni buoni.
Ma c'è di più.
Ogni cosa che fanno, sembra che abbiano portato chissà che cosa, chissà quale novità, chissà quale avanzamento nel cammino del progresso e della tecnologia.
Ma dico io: ci sono volute un uragano per renderlo inagibile, 22mila cariche esplosive e una quantita di tecnici specializzati per abbattere un albergo in Florida sotto gli occhi delle telecamere e del mondo intero.
Qui da noi, al paesello, sono stati sufficienti dei bambini di scuola elementare ed un pochino di paziente attesa per rendere inagibili due o tre scuole (per il momento).
E che sarà mai?

sabato 22 novembre 2008

USA e getta

L'attualità delle chiacchierate nello spogliatoio dopo la partita del martedì e quelle del dopo-consiglio comunale del giovedì.
....
Insomma, gli Stati Uniti non ne fanno realmente una buona. Sì, va bene, c'è stata la elezione di Obama, con il suo carico di significati simbolici e di speranze post-bushiane. Ma intanto c'è la recessione, i fallimenti dei Lehman bros e co., ovviamente l'imperialismo e quella dannata voglia di continuare ad essere i "gendarmi del mondo" e la prima potenza mondiale, i Number One.
Ma ... eccolo lì che spunta un ma.
L'Africa continua a vivere tragedie inenarrabili, con l'ONU dannatamente inutile, incapace e sopraffatto dalla ferocia di una guerra infinita e crudele alimentata da ... chi dà alimento a queste regioni così povere da non potersi permettere nemmeno il riso eppure così ricche da possedere le riserve per il futuro (giacimenti di diamanti, rame, idrocarburi ...).
Gli imperialisti a stelle e strisce? Sono sempre e solo loro i lazzaroni planetari?
Sono anni oramai che, a fronte di liste del Ministero degli Esteri in cui compaiono paesi come Cina e India fra i Paesi del Terzo e Quarto Mondo, paesi "in via di sviluppo", gli stessi Paesi sono in cima alle classifiche di crescita come potenze economiche, industriali e militari mondiali.
Paesi che stanno investendo, nella discrezione del silenzio della opinione pubblica e mediatica, vagonate infinite di dollari ed euro che entrano in queste poche nuove e moderne casse, e si trasformano in tutto: in vestiti, in tecnologia industriale, in armi.
Tutti pazzi per Obama, tutti pazzi per gli USA.
Il baricentro del mondo si sposta e noi, Italietta in declino, perdiamo il fiuto, la capacità genetica di capire per primi qual è il carro dei vincitori su cui salire.

venerdì 7 novembre 2008

Un po' di leggerezza ... (bello era e biondo e di gentile aspetto)

Un (in)atteso timore/terrore sembra pervadere il mondo della satira.
Lo dice Lucia Annunziata; la quale certamente ha "tifato" Obama alle recenti elezioni statunitensi, ma che altrettanto certamente non gradisce il paventato rischioso silenzio ipocrita di chi, dopo anni passati a sollazzarsi fra gobbe andreottiane, "stature" fanfaniane, pisellini ed adipi spadoliniani ecc. ecc., adesso dovrebbe gettare nel cestino la matita nera prima di materializzare le proprie strisce satiriche, abdicando ad una malinteso politically correctness.
A causa di quanto scritto sulla mia carta di identità, ricordo benissimo (e con qualche nostalgia)le serie televisive che passavano in TV negli anni '80. E mentre c'era chi non si perdeva Hazard o A-Team, io non perdevo una puntata dei Jefferson, un divertente mix di ironia interrazziale, fra neri, bianchi, "zebre", inglesi, ebrei, ricchi, arricchiti, poveri, e quant altro la Manhattan del sogno americano che si faceva realtà poteva offrire. Il tutto condito da quell'insieme di luoghi comuni che insistono fra i "diversi" per (colore di) carnagione, etnia, nazione di nascita, scelte di vita; che pure, alla fine di ogni puntata, finivano per coesistere con serenità, usando (come direbbe Mancio) con "leggerezza" l'unica arma che distingue chi un po' di sale in zucca ce l'ha e chi ne avrebbe realmente bisogno: l'ironia.
PS - La notizia è realmente arrivata in ogni dove. Anche in Argentina, terra di italiani che ancora ricordano i fantastici anni '60.

martedì 4 novembre 2008

Sarà vero?

Alcuni dicono che la Storia sia come un fiume che scorre; e come l'acqua del fiume nulla e nessuno può farla tornare indietro.
Altri, invece, dicono che la storia si fa per gradini, per scatti che fissano e demarcano un passaggio, netto, chiaro, irreversibile. Una nuova epoca inizia quando la vecchia viene cancellata da una svolta, quando giunge quel "momento" al di là del quale nulla potrà più essere come prima.
Non è sempre facile per chi è protagonista.
In modi diversi, hanno sofferto gli atleti, da Jackie Robinson a Louis Hamilton; altrettante perplessità e tempo per giungere a conquistare la fiducia dei loro cittadini personaggi pubblici quali sindaci o sceriffi; oggi LA svolta epocale, la nomina del primo presidente nero.
Da noi (ognuno ha le svolte epocali che si merita) anni fa qualcosa accadde, quando venne eletta la prima Miss Italia nera.
Oggi il mondo attende solo ciò che chiedevano, anni fa, i Pitura Freska:
...
un Papa nero.
...


mercoledì 29 ottobre 2008

Presidential Race - Race to be President


Premesso che mi scuso (con me stesso) per avere utilizzato lo schema "there can only be one" che il vs blogger preferito usò in occasione della sfida per la conquista del titolo NBA, sfida che come è noto si concluse con la vittoria dei Boston Celtics di Kevin Garnett e soci contro i Lakers di Kobe Bryant.
Non starò qui a dire per chi "faccio il tifo", nè dirò chi dei due è il candidato che preferirei vedere
quale prossimo presidente degli Stati Uniti.
Per il semplice fatto che mi è totalmente indifferente.
L'informazione avrebbe, forse, potuto darmi una mano a capire qualcosa in più. Ma il guaio è che, avendo perduto dimestichezza con l'inglese, non ho potuto approfondire il tema quanto mi sarebbe piaciuto fare seguendo i media d'oltreoceano. Il tempo, poi, è quello che è e a malincuore mi limiterò a seguire con curiosità e poco più l'esito delle votazioni.
Dice: ma perchè non hai seguito l'informazione sui media in Italia?
E perchè? Da quando in qua gli spot sono informazione?
Onestamente, da che sono iniziate le sfide fra i candidati repubblicani e quelli democratici, in Italia gli unici sotto i riflettori erano Obama e Clinton. Il candidato Obama (nero quando c'era da evidenziare l'aspetto simbolico di una eventuale elezione alla casa Bianca, afroamericano quando c'era da discutere con corrispondenti stranieri e bisognava essere, dunque, politically correct) e la candidata Clinton (la prima donna alla Casa Bianca? Con tutte quelle rughe? e l'ombra dell'illustre marito? E come chiameremo Bill: first man/gentleman/husband/sir?) hanno monopolizzato fin da subito le attenzioni (gli altri candidati sono stati del tutto ignorati), relegando al subordine le battaglie che si avvicendavano parallelamente sul fronte repubblicano. Un po' di indecisione su chi puntare fra Obama e Clinton (ma solo un poco, eh?) ed appena la aritmetica ha dato ragione ad Obama, in Italia è diventato presidente.
Sì, proprio così: Obama è già da alcuni mesi presidente degli Stati Uniti d'America. Basta seguire i programmi di informazione (?) che si occupano di ciò che vviene negli Stati Uniti
Indubbiamente i sondaggi stanno dando in vantaggio Obama (e non sono i sondaggi di Repubblica che davano Veltroni testa a testa con Berlusconi: stavolta i giornalisti possono parlare di cifre plausibili, non di fregnacce. Peraltro sapendo di dirle!) ma se non fosse stato per la nomina di Sarah Palin, a candidato vice-presidente, possiamo dire che i media italiani abbiano dato risalto alla convention repubblicana? Quando c'è stata la convention democratica, sembrava che fossimo al 5 novembre, non ad agosto ...
La battaglia presidenziale USA 2008 in Italia si basa sui vestiti della Palin, sulla nonna di Obama, sui punti che separano i candidati, sui 100.000 (sembravano due milioni e mezzo) di Denver, sull'ombra di Bush.
Ma i programmi?
La stampa italiana (RaiNews24, che è la testata che maggiormente segue l'estero) sembra l'ufficio stampa dei democratici (e Corradino Mineo sembra Travis Bickle il quale se ne frega di ciò che dice Palantine, tanto lui punta a Betsy).
Cosa accadrà in Iraq? Ed in Afghanistan? E della politica estera in generale degli USA?
E le tematiche ambientali tanto care ad Al Gore? Il democratico Obama chiuderà le centrali nucleari? Aprirà al protocollo di Kyoto?
E la pena di morte? Qualcuno dei candidati ha speso una parola sulla pena di morte?
E l'uso delle armi?
E la sanità? A parte qualche accenno di Hillary Clinton (la quale sembrava voler puntare ad una sanità più accessibile alle classi povere), cosa è passato in Italia circa i programmi dei candidati democratico e repubblicano, se intendono cambiare o conservare un sistema sanitario che se non hai l'assicurazione puoi restare a morire dissanguato sui gradini della clinica ma in ospedale non entri?
E sulla scuola? Sul sistema educativo? Cosa se ne sa?
Piuttosto, si è letto qualcosina in più della differenziazione anzi: della spaccatura profonda dell'elettorato afroamericano rispetto a quello ispanico, con quest ultimo che preferiva Clinton rispetto a quello nero che puntava su Obama. Sembrava di vedere il film di Spike Lee: Do the right thing.
Ecco il perchè del titolo di queste considerazioni (caspita! è la prima volta che motivo un titolo); sembra che il Dio degli idiomi abbia voluto farlo apposta a dare alla parola race, nella sua traduzione in italiano, il doppio significato di corsa e razza.
Insomma, ho avuto l'impressione di una campagna elettorale che in Italia, a fronte dell'ampio spazio dato, è stata assolutamente carente in termini di reale confronto dei programmi dei due candidati, le loro differenze, i loro punti in comune, i riflessi che si avrebbero in Italia se vincesse un candidato o l'altro (mi aspetto il solito buontempone che parlerà di Obama come leader dello schieramento di centro-sinistra e di McCain come quello del centro-destra americano ...).
Siamo qui a vedere celebrare da mesi Obama, e mi ricordo quando Rutelli e soci andavano a genuflettersi difronte al laburista Blair ... (i puntini stanno per via della pietosa coperta stesa su cosa è successo dopo).
Non una parola sul fatto che Colin Powell stia dalla parte di Obama, non una parola sul fatto che l'ex portavoce di Bush sia dalla parte di Obama. O meglio: la notizia del fatto sì, ma il suo significato? Non mi sembra che alcun giornalista italiano filo-Obama, a fronte di tanto interesse, si sia speso più di tanto per spiegare cosa ci sia dietro il passaggio di repubblicani doc che lasciano Mc Cain per schierarsi con i democratici, se ciò non voglia in qualche misura significare che, in fondo, Obama non abbia in animo di fare cose poi tanto differenti da quanto è nel DNA politico dei repubblicani. Possiamo però, qui in Italia, limitarci a dire che se Capezzone diventa il portavoce del governo è un opportunista e se lo fa Powell è il San Paolo del terzo millennio. Per giunta nero. Cosa altro chiedere alla politica?
Il D-Day si avvicina: There can only be one. Vinca il migliore.
... Io volevo che vincesse Hillary ...

lunedì 27 ottobre 2008

Quanti erano i gatti?

La questura di Bologna in un comunicato fa sapere che i gatti in realtà erano 6 e che solo grazie ad una magia di Cino Tortorella (meglio noto come mago Zurlì), ne apparvero 44.
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Obama rischia. Emily Faith parla di una lenta ma continua rimonta di McCain ed ha smascherato il tentativo del candidato democratico di gonfiare le cifre del proprio comizio a Denver (Colorado). Lo staff del senatore dell'Illinois ha infatti parlato di un comizio cui erano presenti ben 100.000 (diconsi centomila) persone, mentre la questura di Denver parla di 300 distratti spettatori.
Indispettito, Obama ha dichiarato: "Il prossimo comizio lo faccio a Roma, così vediamo se non faccio anche io due milioni e mezzo".
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Brutte notizie anche dalla Galilea. La questura di Tiberiade, infatti, ha dichiarato che durante il comizio del candidato Messia, sono stati distribuiti solo cinque pani d'orzo e due pesci, e qualunque cifra che parla di una quantità superiore si deve a mera operazione di moltiplicazione compiuta dagli organizzatori.
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Non trova invece smentite la notizia della moltiplicazione degli abiti della candidata vice-presidente repubblicana.
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Secondo la questura di Bogotà, le FARC hanno tenuto prigioniera Ingrid Betancourt per ben 19 anni, mentre l'ufficio stampa delle FARC parlano di soli sette mesi e mezzo.
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Il famoso attore Rocco Siffredi, intervistato nel dopo-partita di Palermo-Fiorentina, ha dichiarato che non ha assolutamente toccato la palla con il braccio.
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Gilardino, dicevano un po' tutti ieri sera nei programmi sportivi, è un ragazzo sensibile, onesto, sincero, sportivo ... insomma, al confronto Le Grottaglie è un pericoloso delinquente.
Quando è capitato a Totti o a Zidane di prendere a pedate o a testate i suoi avversari, i giornalisti hanno sempre rimarcato che si tratta comunque di bravissimi ragazzi, esempi di classe e sportività cristallina, in campo e fuori, in tutti i loro comportamenti ecc. ecc.
Chissà perchè queste cose le fanno solo i più bravi, i più onesti, i più corretti ...

giovedì 23 ottobre 2008

Un apostrofo rosa ...

Hillary non bacia Bill ma abbraccia Obama, che non bacia il culo di Bill, cui invece Monica ha baciato l'uccello, ma la moglie del vice.
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Ammesso e non concesso che Obama vinca le elezioni presidenziali, quanto altro tempo ci vorrà prima che gli Stati Uniti abbiano un presidente donna? E quanto ancora prima di un presidente che si dichiari omosessuale? No, perchè in Austria, della vita privata di Jör gHaider la stampa si è sempre disinteressata ... Perchè deve essere necessario fare "outing"? Se un uomo politico professa idee giuste o sbagliate, serve altro per giudicarlo o deve per forza essere necessario entrare nei dettagli della sua vita privata?
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Un altro teorema Calogero. Sembra che si tratti di un'associazione senza associati.

mercoledì 22 ottobre 2008

Superman non moriva così ...

Sarò felice fino a che il giovane Luca continuerà a preferire i cartoni animati con gli animali de LE AVVENTURE DI PIGGLEY WINKS o con i dinosauri di ALLA RICERCA DELLA VALLE INCANTATA o dell'eterno fantasmino CASPER (poi, a scuola, che è tardi!). E quando passerà ad altro, spero che non gli venga mai il desiderio di giocare con pistole, armi nè appassionarsi a personaggi strani, di cui non mi fido nè nella finzione scenica, nè nella realtà.
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Che poi, 'sta storia della pena di morte ... non abbiamo fatto in tempo ad esultare per la moratoria internazionale che ... Ma c'è davvero chi crede che fra Obama e McCain ci sia una qualche differenza, solo perchè uno fa parte dei Democratici ed uno dei Repubblicani ed in Italia ci si schiera secondo il nome? Il nome, ma la sostanza? Differenze di programma cercasi. Tempo fa Rutelli si faceva trapiantare cppie di molari per sorridere meglio alle convention che incoronavano il laburista Tony Blair. sappiamo come è andata a finire.
"Plis, vot four Obama"
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Nome e sostanza. Mi ricordo la frase di Jean de la Fontaine (letta sul calendario di Frate Indovino: mica sono come Umberto, che se le studia): Tutti si dicono amici: follia; niente è più comune del nome, niente è più raro della cosa. Nome e sostanza.
L'on. D'Alema, oltre alle scarpe, continua a sfoggiare quell'insolenza fighetta che me lo fa stare sempre lì, imperterrito, preciso sulla punta. Voleva offendere? Si è capito; ma allora, che ci perdeva a dire: nano di merda? Tanto tutti hanno capito il senso di ciò che voleva dire.
Un po' a corto di argomenti, sig. Giuva?
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"Che cosa si mangia oggi, cara?"
"Sushi, involtini primavera, alghe fritte e bambù"
"Chessò?"
"Ma non lo hai sentito? I giapponesi vivono a lungo. Ed il segreto sta nella dieta"
"Oh madonna? Allora sai che ti dico?"
"Che mi dici?"
"Secondo: voglio morire giovane!"
"Secondo? e per primo?"
"Riso patate e cozze"
...
Ridateci il pallone.

domenica 29 giugno 2008

Bill de Bergerac

Un bacio è un apostrofo rosa fra le parole Casa Bianca
....
Morale della favola: Presidente o marito, quando si sente aria di stanza ovale, una cosa una cosa Bill se la deve fare baciare.

lunedì 26 maggio 2008

Strategie

Nonostante la grinta, per la candidata Hillary Clinton la fine dell'avventura sembra oramai giunta; sarà dunque Obama il candidato democratico che verrà sconfitto dal McCain il prossimo novembre.
Il voto ispanico potrà essere fondamentale, specie in virtù di un possibile appoggio dell'elettorato afroamericano. Dalla comunità latina sono più volte giunti segnali non proprio incoraggianti secondo le quali "piuttosto un repubblicano, piuttosto McCain, ma un nero MAI". La Clinton è stata preferita ad Obama da questa frangia di elettorato.
Il raffinato middle class Obama, per sperare di vincere, non può lasciarsi sfuggire questo serbatoio di voti; McCain è da tempo in piena campagna elettorale, arriverà rilassato e con le strategie oliate alla tenzone con il suo avversario. Obama difficilmente potrà contare sulle gaffe da stress che gli regala Hillary.
Ed allora, probabilmente, contrariamente a quanto si leggeva fino a poco tempo fa, Obama comincia a "sbilanciarsi".
...
In Italia, molte volte, quando si parla di politica estera (USA compresi), si semplifica allegramente associando i repubblicani al centro-destra ed i democratici al centro-sinistra.

martedì 25 marzo 2008

McDonald Duck

Bravo

mercoledì 12 marzo 2008

Ricordati di chi viene a cena

Nel film interpretato da Spenser Tracy e Katharine Hepburn, per lo meno l'indesiderato ospite Sidney Poitier non restava a bocca asciutta.
...
Io non mi drogo, non sono ricco e, in tutta onestà, credo di adottare comportamenti rispettosi dell'ambiente.
Ma, chissà perchè, non mi sento confortato nè da Chavez, nè dal Vaticano.
Chissà se masticare pasta di coca provochi disturbi alla memoria.

lunedì 28 gennaio 2008

Ich bin ein Neger