venerdì 4 ottobre 2013

Pietà ed aritmetica

Quando metti in colonna tanti "uno", ma tanti, non ti accorgi di cosa hai sommato, finchè non metti "uguale", tiri la linea e fai la somma.
E ti sorprendi, ti spaventi, leggendo quel numero così enorme.
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Non ci si può sorprendere perchè abbiamo letto: 100 tutto d'un fiato, ieri, mentre sono anni che al 31 dicembre leggiamo mille, mille e cinquecento e distrattamente pensiamo ... no, non pensiamo niente.
Non ci si può sorprendere perchè ieri abbiamo VISTO materialmente, in fila su una banchina, cosa è quel numero cento.
E non ci si può sorprendere perchè quando le statistiche dicono: almeno altrettanti finiscono in mare prima e non li vediamo nemmeno arrivare, e dunque non riusciamo nemmeno a contarli, distrattamente pensiamo ... niente, pensiamo niente.
Non si possono piangere cento lacrime, ieri, una per ogni corpo allineato su una banchina di un porto, e non offrirne nemmeno una quando sulla banchina ne giace uno solo, di corpo. Un corpo senza nome, un corpo solo, solo anche nella morte.
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L'emotività è inevitabile; la pietà mediatica, però, è orribile.

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