lunedì 29 giugno 2009

Caligola

Per colpa di due "pierini" dell'ultim'ora*, il recente sondaggio non ha avuto la, invece da me, prevista conclusione.
Appariva evidente che la risposta esatta era la quattro; è noto infatti che:
- motivazione letteraria: Riccardo Terzo-Atto 5-Scena IV - RE RICCARDO: Un cavallo un cavallo! il mio regno per un cavallo!
- motivazione olimpica: Raimondo D'Inzeo salta in groppa al quadrupede migliore prima di soffiare la medaglia d'oro al fratello Piero alle Olimpiadi di Roma
- motivazione automobilistica: Felipe Massa implora un aumento di prestazioni della sua Ferrari alla vigilia del campionato mondiale di F1 2009
- motivazione alcolica: il Comandante chiede al barista di cambiargli il bicchiere di latte con cui festeggiare l'esito delle ultime elezioni
...
* è consentito dalla grammatica italiana scrivere tre parole unite da due apostrofi?

venerdì 26 giugno 2009

il 30 giugno, al cinema

Il titolo non lo ricordo. Ma la trama, sostanzialmente, era questa: muore il classico "zio d'America" e, alla apertura del testamento, il notaio legge le ultime volontà del defunto; vengono nominati beneficiari di una ingente fortuna dei maldestri nipoti a patto che costoro fossero riusciti a spendere entro una certa data una certa cifra, cospicua. Pena: la perdita della eredità.
A qualcuno, in questi giorni, stanno vedendo in mente le scene di questo film?
...
Qualcuno ha mai visto, nella costruzione di un palazzo, mettere in opera le "rifiniture" mentre si sta ancora "alzando il grezzo"?

mercoledì 24 giugno 2009

You'll never walk alone (che bella coppia)

L'importante è sapere che questo buon uomo, nonostante qualche marachella di troppo, può contare su un amico fedele, che lo appoggia senza titubanze.
Un amico, tempo fa, scrisse: "Così si fa". Bisogna anche avere la forza di dire: "Così non si fa". A meno di continuare a pensare che l'uomo di Caracas continui ad essere nel giusto.

AGGIORNAMENTO
Alcuni autorevoli media italiani sono da settimane impegnati nella benemerita azione di divulgazione delle reazioni della stampa straniera, sdegnata dei comportamenti moralmente eccepibili del nostro Premier. Ho fiducia che a qualche dirigente della medesima stampa italiana venga la curiosità professionale di farci sapere cosa pensa la politica straniera della gestione da parte del governo iraniano della rivolta in atto e come viene proposta la vicenda.
Per inciso, alle 12,45, Repubblica (uno a caso) mette in ordine di titoli (di importanza?):
1 - auto amica di Patrizia bruciata
2 - Draghi: allarme corruzione
3 - temi maturità
4 - Napolitano e la crisi della politica
5 - Franceschini si candida alla segreteria PD
6 - Omicidio Politkovskaia
7 - Dichiarazioni Ahmadinejad
8 - ecc. ecc.

PS - Su you tube ci sappiamo andare tutti.
PPS - Unione Europea latitante.

domenica 21 giugno 2009

mercoledì 17 giugno 2009

Mrs Brambilla, I suppose

Le elezioni tenutesi in Iran pochi giorni fa stanno monopolizzando l'attenzione dei media di tutto il mondo. Chissà se anche a qualcun altro, così come al vs. blogger preferito, sia sembrato e sembri ancora, a distanza di giorni, strano vedere quelle folle oceaniche protestare contro un regime dittatoriale e sanguinario; abituati come siamo a regimi, quali quello cinese ad esempio, in cui al massimo in piazza a protestare ne arriva uno, solo soletto con la busta della spesa; e fa la fine che fa, poveretto, travolto da un automobilista ubriaco.
E un po' sorprende, in questo scenario, il ruolo e l'orgoglio che stanno manifestando le donne in un paese fortemente declinato al maschile. "I am not Iran's Michelle Obama. I am Zahra, the follower of Fatimah Zahra [the daughter of the Prophet Muhammad]. I respect all women who are active".
Ma c'è un altro aspetto che mi da da pensare. L'immagine che l'Occidente sta dando del principale oppositore di Ahmadinejad, lo sconfitto Mousavi. Fra gli aggettivi che si sprecano, spicca quello di: riformista.
Una parola che in Italia (e non solo in Italia, credo) è sinonimo per eccellenza del politico illuminato, moderno e soprattutto democratico. Poi, però, uno si va a leggere il curriculum di questo signore (e della consorte) e, forse, gli potrebbero sorgere un po' di leciti dubbi.
Si legge di Paesi cronicamente afflitti da corruzione ed instabilità politica e sociale (in Africa, in SudAmerica, in Asia), e si capisce chiaramente, è evidente che queste situazioni sono figlie degli interessi economici di pochi superpotentati che davanti litigano ma da dietro fanno affari sulla pelle della povera gente.
Ciò che sta accadendo in Iran non mi sembra per nulla diverso da ciò che accade in atre parti del mondo: l'interesse nel volere lasciare sempre acceso il cerino nella polveriera.
Quello che cambia è solo chi lo tiene fra le mani. Che tanto, secondo me, non cadrà mai.

lunedì 15 giugno 2009

Ora et labora(torio)

Ho cercato (con soddisfacenti risultati, devo dire) di stare il più possibile lontano dalle discussioni legate alla tornata elettorale delle provinciali e delle europee.
Considerato che alla provincia non ci sarà ballottaggio, e che molto probabilmente fra le 15 di sabato 20 e le 22 di domenica 21 avrò parecchio da fare (c'è solo quel benedetto terzo questito che mi lascia pensieroso), mi diletto a guardare un po' di ciò che succede in altre parti del mondo.
Penso che sarebbe una cosa che si dovrebbe fare più spesso, ed anche in Venezuela vorrebbero avere una più ampia visione el globo. Una Globovision; se solo fosse possibile farlo con tranquillità.
...
Qualche chilometro più a Nord, continua a succedere di tutto ed il contrario di tutto. Almeno a sentire il parere di chi non ci vive e di chi, invece, è costretto a soprav-viverci .
Beh! un po' di buonumore riesce a sollevare anche gli animi più afflitti; spesso con il buonumore si denunciano le cose brutte della vita. O per lo meno, le si cerca di esorcizzare.
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Intanto, in Perù, in questo periodo sta accadendo di tutto. Anche in campo sportivo: come se non bastasse la pessima figura che la nazionale del paese andino sta facendo in campo (giace ultimissima nelle eliminatorie per Sudafrica 2010) ... dico io, dimenticati di una valigia, lasciala nell'albergo, ... ma addirittura dimenticarti anche del giocatore ...
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Infine, alcune considerazioni di Raquel Reznik; chi è? Non ne ho la più pallida idea. Non importa: ugualmente dedico queste sue riflessioni a tutti coloro i quali sceglierebbero l'energia nucleare perchè, a differenza di quella da combustibili fossili, è l'unica energia pulita.

mercoledì 10 giugno 2009

Villa Pampihiliopoli

Visto che in questo Paese ogni tanto scoppia un neologismo a seguto di qualche brutto episodio di cronaca e corruzione, mi permetto di dare anche io il mio modesto contributo all'impoverimento della lingua italiana.
Ricordando le false promesse del Premier che aveva dichiarato che l'emergenza in Abruzzo era terminata e che le tendopili erano tutte in fase di smantellamento.
E invece ...
Oggi ricorre l'anniversario, il 69° anniversario di una delle pagine più tristi della storia d'Italia.
Il mio prof di italiano e latino del liceo una volta sintetizzò così il fascismo:
"Credere, obbedire, combattere: tre parole; Libro e moschetto: due parole; infine Vincere ... è una parola!". La folla è una brutta bestia.
Sette anni dopo nasceva, invece, Carlo. A chi dice che sono doni e segnali del Signore, devo dire, che mi sfugge il nesso per poterne afferrare il significato gioioso.
Ma il suo ricordo ne porta con sè tanti altri che rimandano a momenti indimenticabili della mia vita. E a persone altrettanto indimenticabili, che hanno significato tanto.

lunedì 8 giugno 2009

Neuropee

Le solite sedute fiume post chiusura dei seggi.
Nel mio piccolo resto convinto del fatto che elezioni dai significati complessi quali le europee, non debbano essere accorpate con elezioni locali. Troppa confusione. C'è la tendenza ad omogeneizzare due modalità di scelta della preferenza che, penso sia opinione diffusa, sono spesso profondamente diverse quando si è chiamati a scegliere il politico e l'amministratore.
Poi c'è il fatto che non ci sia stata omogeneità sull'intero terriotorio nazionale: comuni dove si è votato solo per le europee, altri dove solo la provincia, altri ancora dove anche comuni e circoscrizioni (queste ultime presumo con maggiori percentuali di voto).
Si parlava di election day. Forse le europee andavano accorpate semmai con i referendum il 19 e 209 giugno, non certo con il primo turno delle amministrative.
Ma tant'è, il PD aveva polemizzato con il PdL per il presunto spreco di danaro, mentre avrebbero avuto i numeri per fare in Parlamento ciò che congiuntamente (optano entrambi per il SI)chiedono ai cittadini di farsi certificare dai cittadini; il tentativo di legittimarsi, a vicenda ed in altalena, la esistenza a scapito dei "piccoli" (che per antonomasia sono i rompicoglioni, dunque fastidiosi e possibilmente da fare fuori).
L'altro dato che sta emergendo è l'analisi del voto.
Fra gli over 4%, un insodisfatto e quattro felici e contenti.
L'insodisfatto è Berlusconi: puntava a crescere.
Fra i felici e contenti: Casini, DiPietro, Lega.
Registro fra i soddisfatti anche il PD; sostanzialmente appagato per avere bloccato il Cavaliere
-"Ma una cosa è certa, con i dati a disposizione: il Pdl si ferma al 35 per cento. E di questo il segretario si dice "soddisfatto, molto soddisfatto"-. Secondo me c'è poco da essere soddisfatti nel vedere, al termine della dura competizione, scalfite le unghia all'avversario, forse anche vedergli tagliata la falange ... un dito ... ma se ci si ritrova amputati di un braccio, c'è poco da essere soddisfatti.
Ed ancor peggio se, onestamente, è chiaro che quel braccio gli è stato tagliato da un prorpio alleato. Cresci gli amici ...

venerdì 5 giugno 2009

Il sindaco che non c'è

Questo è un breve, brevissimo post dedicato alla mia città.
Una città stratificata. E dunque una città ricca di storia. Perchè la stratificazione è storia.
Chi la conosce, sa che la mia città ha una storia lunga.
La si può scoprire andando al British Museum a Londra, o più semplicemente in Via Arpi.
O attraversando le campagne, fra coppe e marane. O magari, scendendo nelle "fosse", o attraverso impervie scale raggiungendo un primo, un secondo, un terzo livello ...
La stratificazione di case su case che segna l'evoluzione dell'uomo.
Oggi la stratificazione sociale si misura passeggiando per le vie della città, con la sola accortezza di non girare la testa, di non voltare lo sguardo "dall'altra parte".
Domani si vota per il sindaco, nella mia città, dopo il disastro di cinque anni che sono durati una eternità.
Ma se fossi stato lì, probabilmente non avrei scelto nemmeno uno di quei candidati sindaco. Improbabili voltagabbana, candidati con l'avversario di ieri, denigrando l'amico di ieri.
Oppure, avrei scelto un personaggio dal cognome foggiano, che sembra dire che il destino non è cieco ma, forse, solo bizzarro.
Antonio Barbone, il clochard.
Oggi, Antonio Barbone, candidato sindaco di Foggia, chiude la sua campagna elettorale. Sul suo palco delle panchine di Piazza Vittorio Veneto, e ad ascoltarlo ci saranno i suoi sostenitori, i suoi elettori. Elettori virtuali di un sindaco virtuale che continuerà a dare loro voce su uno spazio virtuale.
Qualcuno dovrà, però, farsi carico di una realtà che sarà magari nascosta agli occhi di chi non vuole vederla. Nascosta, ma non virtuale. Nascosta, ma dannatamente reale.

giovedì 4 giugno 2009

Kill Bill III

La saga, ora, si è conclusa davvero.

lunedì 1 giugno 2009

lo strano caso

La puntata di ieri sera di Report un po' mi ha fatto pensare al caso del paesello. Un luogo dove solo due anni e mezzo fa si è registrato un evento meteorologico che tutti ricordano, danni compresi.
Fra i tanti che dissero le loro sciocchezze in libertà, con la complicità di Juan, ci fu l'autore di un articolo apparso sullo Spiraglio; costui, fra le altre cose, metteva l'accento sulla variazione fra superfici impermeabili e superfici permeabili a seguito della espansione urbanistica del paesello.
L'ambiente, il suo "stato di salute", si misura con tanti parametri. Fra questi la presenza di nuclei abitativi decentrati, che comportano (specie se poco e male infrastrutturati) conseguenze molto impattanti legate alle necessità di lunghi tempi di spostamento per soddisfare i bisogni anche più banali, utilizzo del mezzo di locomozione privato, aumento dei costi per il fabbisogno di servizi (vigilanza, raccolta rifuti, ecc.) pur a margine di un sostanziale non-aumento della popolazione, esagerato "uso" o meglio: consumo di suolo sotratto a pratiche agricole e/o naturali, eccetera eccetera, fra cui appunto l'incremento delle aree impermeabili a scapito di aree permeabili.
Errare è umano, perseverare dicono sia diabolico.
L'espansione di alcune periferie tipo la zona di Cerulli (credo la lottizzazione definita C3.3, se non ricordo male), per non ritornare sempre al vecchio ma ancora attuale problema dell'area sequestrata sul lungomare, poteva e forse doveva essere non dico il monito, ma una base per sviluppare nuove strategie urbanistiche.
Invece, fra la cementificazione selvaggia che sta sfregiando il Cozzetto (a discapito, qui, non solo di suoli, ma anche e soprattutto di servizi per la collettività di cui non si vede ancora nulla) e lo sblocco di lottizzazioni a mare o quasi (zona ex-tiro a piattello e adiacenti), e chissà cosa accadrà oltre la ferrovia, mi sa che il futuro è dipinto con i medesimi colori che hanno imbrattato il passato di questo paese.
Eppure non è possibile non tenere conto delle iniziative che non posso pensare che rimangano fino a se stesse. Attività promosse dalla amministrazione quali: le presentazioni di volumi interessanti (investire in cultura non ha prezzo9 quali quello sull'avifauna molese o sulla poseidonia oceanica spiaggiata e prima ancora quello sul censimento delle essenze vegetali a Mola, oltre naturalmente agli sforzi che si stanno facendo per incrementare la raccolta differenziata e l'educazione ambientale nelle scuole, fra giovani e giovanissimi, ed altro ancora che verrà a breve, dimostrano che le tematiche ambientali sono in agenda di chi ha in mano le sorti della cosa pubblica.
Perchè, allora, continuare a cementificare il paesello e renderlo squallida "periferia" prima ancora di quanto a bari hanno già in animo di fare?