Premessa: mi rimangono tutte le perplessità (e differenza di vedute) sulla scelta dell'utilizzo di essenze alloctone (provenienti dall'Oceania o chissà dove), preferite a specie autoctone.
Però ....
- se le foto sono realmente un campione significativo di uno stato di salute precario;
- se i costi per fare manutenzione e sostituzioni sono poco redditizi;
- se avere piante così facilmente deteriorabili rappresenta un rischio per l'incolumità delle persone di avere un ramo in testa in qualsiasi momento, trattandosi peraltro di un lungomare, quindi esposto anche a venti forti;
...
quando sarà (se mai lo sarà) pubblicata una nota che ci chiarirà se "I dubbi sulla nuova strage" restano o se sono stati (tutti o in parte) dissipati? Chi ha avuto, magari giustamente, modo di dolersi nel vedere "Estripate le tamerici sul lungo porto", si sente un po' meno triste, oggi? E' stata effettivamente "un’azione decisamente avventata e ingiustificata", come ha tuonato in una nota legambiente, quella con cui "sono state distrutte una quarantina di tamerici, da decenni presenti sul lato mare di via Lungara Porto" ovvero una giustificazione concreta c'era (iter amministrativo a parte)?
Chissà. Io non lo so; mi domando, però, una cosa: stante il fatto che una parte delle essenze espiantate sarebbero state invasate in attesa di essere ricollocate in qualche altra parte del paese, fra tutti coloro a cui ha sanguinato il cuore nel vedere questo patrimonio dell'umanità scomparire alla vista e diventare legna da ardere, rifiuto da compostare o chissà cos'altro, ci sarà qualcuno che ha un giardino in casa sufficientemente ampio da poter ospitare una di quelle tamerici salvate e sopravvissute al vandalismo ed all'ignoranza istituzional-amministrativa? Ci sarà qualcuno (o un suo parente) che ha una villa, in campagna, a San Materno/Brenca o sulla litoranea per Cozze o da qualche altra parte, in cui potrebbe trovare posto una sventurata tamerice orfanella sopravvissuta al massacro?
Ne guadagnerà la povera e, ne sono certo, ne guadagnerà l'autore del generoso gesto, felice di svegliarsi al mattino e, spalancando le finestre, trovarsi di fronte lei, la tamerice.
In alternativa, potrebbe partire una iniziativa benefica ed umanitaria: "Adotta una tamerice a distanza"; con solo pochi euro al mese sarebbero garantite innaffiature, trattamenti fitosanitari e potature periodiche che garantirebbero alle umili un futuro dignitoso, rigoglioso e pieno di soddisfazioni e poetica. E magari anche detraibile.
Virgilio, da lassù, ne sarà fiero ed orgoglioso.
giovedì 4 settembre 2014
lunedì 1 settembre 2014
Noi (non) siamo razzisti
"Io non sono razzista, sono loro che sono ..."
Che sono cosa?
La figlia di Latorre ha tutti i motivi per lamentarsi del fatto che il padre stia ancora in India, vittima della sua mira, di un governo indiano più ridicolo di un film di Bollywood mal riuscito, di un governo italiano incapace a tutto.
Il problema, qui, è un altro e rimanda ad un altro tema: l'Italia è un paese razzista?
Come misuriamo il razzismo, il grado di intolleranza verso gli stranieri da parte degli italiani?
Difficile dirlo; difficile perchè ogni caso ha un suo meccanismo mentale, un percorso psicologico che porta alla relativa reazione.
Una cosa, però, è certa: non appena c'è la possibilità di associare un problema, una situazione di difficoltà, una condizione che ci causa malessere, ad una popolazione in cui il colore della pelle tende mediamente a tinte più oscure della nostra, allora scatta, infallibile ed inesorabile, l'insulto razzista, la reazione xenofoba, che si materializza verso un obiettivo che magari in quel momento non c'entra nulla (cosa c'entra l'india con gli immigrati in fuga da Siria, Ruanda, Sudan, ecc.; cosa c'entrano i bambini, cosa c'entrano i neonati?).
Difficile immaginare la figlia di un generico Latorre urlare contro gli immigrati o prendersela con il governo del proprio paese (di merda, parole sue, mica mie, eh?) nel caso in cui egli fosse trattenuto, chessò?, in Svizzera, in Austria, in Canada per avere sparato ed ucciso un paio di pescatori di trote o di salmoni a pesca lungo il Danubio o l'Ontario.
Invece, cosa scatta nella mente dell'italiano medio, di chi commenta questa notizia (non mi riferisco solo alla figlia di Latorre), di quelli che, per esempio, scrivono sui social network cose analoghe a quelle scritte dalla figlia del marò pugliese: "date i soldi agli immigrati e i marò marciscono in India"; "quelli ci tolgono il lavoro ed intanto i nostri ragazzi (?) sono lasciati soli", e via dicendo, quando c'è da urlare contro pigmenti "diversamente pallidi" ?
La risposta la conosciamo tutti.
Perchè, "Noi non siamo razzisti, sono loro ..."
Che sono cosa?
La figlia di Latorre ha tutti i motivi per lamentarsi del fatto che il padre stia ancora in India, vittima della sua mira, di un governo indiano più ridicolo di un film di Bollywood mal riuscito, di un governo italiano incapace a tutto.
Il problema, qui, è un altro e rimanda ad un altro tema: l'Italia è un paese razzista?
Come misuriamo il razzismo, il grado di intolleranza verso gli stranieri da parte degli italiani?
Difficile dirlo; difficile perchè ogni caso ha un suo meccanismo mentale, un percorso psicologico che porta alla relativa reazione.
Una cosa, però, è certa: non appena c'è la possibilità di associare un problema, una situazione di difficoltà, una condizione che ci causa malessere, ad una popolazione in cui il colore della pelle tende mediamente a tinte più oscure della nostra, allora scatta, infallibile ed inesorabile, l'insulto razzista, la reazione xenofoba, che si materializza verso un obiettivo che magari in quel momento non c'entra nulla (cosa c'entra l'india con gli immigrati in fuga da Siria, Ruanda, Sudan, ecc.; cosa c'entrano i bambini, cosa c'entrano i neonati?).
Difficile immaginare la figlia di un generico Latorre urlare contro gli immigrati o prendersela con il governo del proprio paese (di merda, parole sue, mica mie, eh?) nel caso in cui egli fosse trattenuto, chessò?, in Svizzera, in Austria, in Canada per avere sparato ed ucciso un paio di pescatori di trote o di salmoni a pesca lungo il Danubio o l'Ontario.
Invece, cosa scatta nella mente dell'italiano medio, di chi commenta questa notizia (non mi riferisco solo alla figlia di Latorre), di quelli che, per esempio, scrivono sui social network cose analoghe a quelle scritte dalla figlia del marò pugliese: "date i soldi agli immigrati e i marò marciscono in India"; "quelli ci tolgono il lavoro ed intanto i nostri ragazzi (?) sono lasciati soli", e via dicendo, quando c'è da urlare contro pigmenti "diversamente pallidi" ?
La risposta la conosciamo tutti.
Perchè, "Noi non siamo razzisti, sono loro ..."
giovedì 28 agosto 2014
T'americi
Io, onestamente, sono un po' perplesso.
Questo sembra essere solo l'ultimo (in ordine di tempo, per lo meno) di una querelle iniziata nel 2009 con l'espianto antico di oltre centoventi tamerici dallo storico e (per me) mai troppo poco rimpianto Baby Park di Mola di Bari.
Chi ricorda, sa cosa accadde, anche se non si capisce bene il come avvenne tutto ciò. Restano, di quelle tamerici, il loro ricordo, quello delle ruspe, qualche balbettio, ed il rimorso di coscienza che portò alla memorabile trovata di piantare nuove tamerici a ridosso di un tratto di pista ciclabile, buone per infastidire i ciclisti con i loro rami e per installarvici i cestini porta rifiuti.
Detto che a me, personalmente, le tamerici piacciono quanto le palme (e lo dico da presidente onorario del Punteruol Rosso Fan Club), e che comunque le preferisco al pitosforo (che innaffierei ogni giorno col napalm), resto sempre perplesso quando vengono adottate decisioni drastiche di eliminare frammenti di testimonianze storiche, relegando così alle cartoline d'epoca il ricordo di com'era uno scorcio di paese.
Dice: le tamerici del lungomare Sud erano malate, almeno in parte e si è pertanto ritenuto più opportuno la loro eliminazione completa (con la ripiantumazione in altro luogo di quelle sane) piuttosto che continuare con interventi magari poco efficaci, fastidiosi, onerosi e soprattutto non rsolutivi.
OK, ci sta.
Ma a questo punto, cosa si sta pensando in loro sostituzione?
Ho letto dall'amico Giuseppe, che si parla di una soluzione ... come dire ... alloctona. Bella.
Vedendo le immagini di questi alberi, bisogna cogliere subito il lato positivo della faccenda. Con alberi così alti, frondosi e rigogliosi, sarà un gioco da ragazzi, se non eliminare, quanto meno limitare alla vista lo scempio della schiera di edifici scandalosamente brutti, eredità pesante di scelte urbanistiche vergognose dei palazzinari del passato (e non) che hanno reso ridicolmente ed irrimediabilmente brutto il colpo d'occhio che si ha del lungomare di Mola Sud guardandolo, per esempio, dal porto.
Poi, però, bisogna valutare altre cose.
A parte le scelte "etiche" (che certamente non possono e non devono essere lasciate ad uno vecchio e tradizionalista come me), quindi la reiterata consuetudine di andare a cercare all'altro capo del mondo (letteralmente) essenze "avulse dal contesto" (cit. di me stesso) mediterraneo (e San Nicola si dimostra amante dei forestieri), e/o estetiche (ma il "bello", si sa, è soggettivo), cosa ne è della funzionalità?
Va detto, per onestà intellettuale, che le palme, anche quelle stangone del lungomare Nord, almeno hanno dalla loro la certezza che i pavimenti, per quanto industriali, non corrono rischi dallo sviluppo e crescita della palma; si può dire lo stesso della collega che viene dall'Oceania? Alcuni dicono di no. Io non lo so, per questo chiedo.
Ma se fosse così, ci sarebbe da preoccuparsi e da storcere il naso, specie per uno come me che pensa ai marciapiedi come luogo per farci trastullare comodamente, appunto, i piedi e chi li usa. Mi incazzo sempre quando vedo marciapiedi belli ampi ma resi inutili da aiuole spropositate, pali della luce piazzati al centro, segnaletiche che costringono chi ci cammina col passeggino o con l'ombrello (per non parlare di chi è disabile), a scendere in strada perchè non c'è più spazio sul marciapiede.
Vabbè, saranno minchiate. Ma la qualità della vita, secondo me, si misura in tanti modi, anche piccoli. E si sa, sono i dettagli che fanno la differenza.
Questo sembra essere solo l'ultimo (in ordine di tempo, per lo meno) di una querelle iniziata nel 2009 con l'espianto antico di oltre centoventi tamerici dallo storico e (per me) mai troppo poco rimpianto Baby Park di Mola di Bari.
Chi ricorda, sa cosa accadde, anche se non si capisce bene il come avvenne tutto ciò. Restano, di quelle tamerici, il loro ricordo, quello delle ruspe, qualche balbettio, ed il rimorso di coscienza che portò alla memorabile trovata di piantare nuove tamerici a ridosso di un tratto di pista ciclabile, buone per infastidire i ciclisti con i loro rami e per installarvici i cestini porta rifiuti.
Detto che a me, personalmente, le tamerici piacciono quanto le palme (e lo dico da presidente onorario del Punteruol Rosso Fan Club), e che comunque le preferisco al pitosforo (che innaffierei ogni giorno col napalm), resto sempre perplesso quando vengono adottate decisioni drastiche di eliminare frammenti di testimonianze storiche, relegando così alle cartoline d'epoca il ricordo di com'era uno scorcio di paese.
Dice: le tamerici del lungomare Sud erano malate, almeno in parte e si è pertanto ritenuto più opportuno la loro eliminazione completa (con la ripiantumazione in altro luogo di quelle sane) piuttosto che continuare con interventi magari poco efficaci, fastidiosi, onerosi e soprattutto non rsolutivi.
OK, ci sta.
Ma a questo punto, cosa si sta pensando in loro sostituzione?
Ho letto dall'amico Giuseppe, che si parla di una soluzione ... come dire ... alloctona. Bella.
Vedendo le immagini di questi alberi, bisogna cogliere subito il lato positivo della faccenda. Con alberi così alti, frondosi e rigogliosi, sarà un gioco da ragazzi, se non eliminare, quanto meno limitare alla vista lo scempio della schiera di edifici scandalosamente brutti, eredità pesante di scelte urbanistiche vergognose dei palazzinari del passato (e non) che hanno reso ridicolmente ed irrimediabilmente brutto il colpo d'occhio che si ha del lungomare di Mola Sud guardandolo, per esempio, dal porto.
Poi, però, bisogna valutare altre cose.
A parte le scelte "etiche" (che certamente non possono e non devono essere lasciate ad uno vecchio e tradizionalista come me), quindi la reiterata consuetudine di andare a cercare all'altro capo del mondo (letteralmente) essenze "avulse dal contesto" (cit. di me stesso) mediterraneo (e San Nicola si dimostra amante dei forestieri), e/o estetiche (ma il "bello", si sa, è soggettivo), cosa ne è della funzionalità?
Va detto, per onestà intellettuale, che le palme, anche quelle stangone del lungomare Nord, almeno hanno dalla loro la certezza che i pavimenti, per quanto industriali, non corrono rischi dallo sviluppo e crescita della palma; si può dire lo stesso della collega che viene dall'Oceania? Alcuni dicono di no. Io non lo so, per questo chiedo.
Ma se fosse così, ci sarebbe da preoccuparsi e da storcere il naso, specie per uno come me che pensa ai marciapiedi come luogo per farci trastullare comodamente, appunto, i piedi e chi li usa. Mi incazzo sempre quando vedo marciapiedi belli ampi ma resi inutili da aiuole spropositate, pali della luce piazzati al centro, segnaletiche che costringono chi ci cammina col passeggino o con l'ombrello (per non parlare di chi è disabile), a scendere in strada perchè non c'è più spazio sul marciapiede.
Vabbè, saranno minchiate. Ma la qualità della vita, secondo me, si misura in tanti modi, anche piccoli. E si sa, sono i dettagli che fanno la differenza.
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mercoledì 25 giugno 2014
Viva Balotelli
E per chiuderla, forse, con la parentesi Italia in questo mondiale brasiliano, considerato che tutti se la prendono con Balotelli quale causa di tutti i mali ed insuccessi degli Azzurri, beh, aggiungeteci un "quasi" alla parola tutti.
Prendersela con Balotelli? Fate pure.
Il pesce puzza dalla testa, ed il CT di questa nazionale ha iniziato a puzzare ben oltre i canonici tre giorni.
Prendersela con Balotelli ed additargli le colpe di un mega fiasco mi sembra più patetico di quei baresi che continuano a ripetere che con cassano avremmo vinto i Mondiali in SudAfrica.
Peccato che su Rai3Buglia non parla nessuno delle comparsate dello scagliozzaro di bari vecchia, dopo tutte le pagliacciate che gli sono solite, fatte quest'anno. Anche se una cosa giusta Cassano l'ha detta quando confessava il uo disappunto preventivo ai microfoni dei giornalisti: "In Brasile ci andrò, ma da turista". Ecco, cassano più che un vacanziero non è sembrato altro.
Ma evidentemente la causa dei mali dell'Italia è Balotelli. Certo, Buffon contro il CostaRica è sembrato men che ridicolo (rifacendosi ampiamente con l'Uruguay, ed il che è quanto dire: se un portiere è il migliore dei suoi, perchè mai è l'unico attaccante ad andare sotto accusa?)
Abbiamo beccato gol da Inghilterra, Costa Rica e (da un difensore dell')Uruguay, difensore che poi si è scagliato contro Bonucci: "Mi ha dimenticato proprio: cazzo! il difensore della difesa meno battuta del campionato italiano, della squadra più forte del campionato italiano da tre anni, si è dimenticato di me? cioè mi ha perso proprio!").
Lui e tutto "il blocco Juve" in difesa: fra Bonucci, Barzagli e Chiellini, gli attaccanti faranno la coda per farsi sorteggiare contro i bianconeri al prossimo torneo di cemBion sliggh.
Di un centrocampo di pedalatori, con l'unico fenomeno (si, fenomeno: Verratti) che il CT ha pensato di tenere in panca con il CostaRica perchè Thiago Motta ha più personalità ... con Pirlo che si è visto solo negli spot pubblicitari, con Marchisio che non ha capito che il tricolore bianco rosso e verde era per un arbitro messicano e non italiano, ecc. ecc., meglio soprassedere.
Bah, per fortuna che stava il negro in campo, altrimenti dare solo la colpa all'arbtro per essere stati sbattuti fuori ed al clima caldo ed afoso nonostante la sauna di Coverciano e la preparazione hi-tech che avrebbe evitato gli infortuni ed i problemi fisici, pareva brutto.
Prendersela con Balotelli? Fate pure.
Il pesce puzza dalla testa, ed il CT di questa nazionale ha iniziato a puzzare ben oltre i canonici tre giorni.
Prendersela con Balotelli ed additargli le colpe di un mega fiasco mi sembra più patetico di quei baresi che continuano a ripetere che con cassano avremmo vinto i Mondiali in SudAfrica.
Peccato che su Rai3Buglia non parla nessuno delle comparsate dello scagliozzaro di bari vecchia, dopo tutte le pagliacciate che gli sono solite, fatte quest'anno. Anche se una cosa giusta Cassano l'ha detta quando confessava il uo disappunto preventivo ai microfoni dei giornalisti: "In Brasile ci andrò, ma da turista". Ecco, cassano più che un vacanziero non è sembrato altro.
Ma evidentemente la causa dei mali dell'Italia è Balotelli. Certo, Buffon contro il CostaRica è sembrato men che ridicolo (rifacendosi ampiamente con l'Uruguay, ed il che è quanto dire: se un portiere è il migliore dei suoi, perchè mai è l'unico attaccante ad andare sotto accusa?)
Abbiamo beccato gol da Inghilterra, Costa Rica e (da un difensore dell')Uruguay, difensore che poi si è scagliato contro Bonucci: "Mi ha dimenticato proprio: cazzo! il difensore della difesa meno battuta del campionato italiano, della squadra più forte del campionato italiano da tre anni, si è dimenticato di me? cioè mi ha perso proprio!").
Lui e tutto "il blocco Juve" in difesa: fra Bonucci, Barzagli e Chiellini, gli attaccanti faranno la coda per farsi sorteggiare contro i bianconeri al prossimo torneo di cemBion sliggh.
Di un centrocampo di pedalatori, con l'unico fenomeno (si, fenomeno: Verratti) che il CT ha pensato di tenere in panca con il CostaRica perchè Thiago Motta ha più personalità ... con Pirlo che si è visto solo negli spot pubblicitari, con Marchisio che non ha capito che il tricolore bianco rosso e verde era per un arbitro messicano e non italiano, ecc. ecc., meglio soprassedere.
Bah, per fortuna che stava il negro in campo, altrimenti dare solo la colpa all'arbtro per essere stati sbattuti fuori ed al clima caldo ed afoso nonostante la sauna di Coverciano e la preparazione hi-tech che avrebbe evitato gli infortuni ed i problemi fisici, pareva brutto.
giovedì 22 maggio 2014
I gufi, la palude e l'Europa made in China
Allora vediamo, la strategia è chiara.
Si vota per il rinnovo del Parlamento Europeo, e come sempre si parla di politica interna: gli 80 euro, i gufi, lapalude, ogni tanto le riforme costituzionali, il Senato, la legge elettorale, ecc.
Di Europa si parla marginalmente, tranne che per le presenze di Salvini con la sua felpa con la scritta NO EURO, ed il dubbio sul fatto che (alla luce delle sue ultime dichiarazioni) Berlusconi abbia veramente detto alla Merkel che è una culona.
Kapo' a Schulz, invece, è assodato.
In realtà ci sarebbe il tempo, volendo, di parlare di cose tipo: i formaggi senza latte o il vino senza uva, ambedue cose perfettamente legali visto che "l'Europa" lo consente. Che poi io dico: va bene, la democrazia, la maggioranza, è stato deciso così e passi, ma cazzo! in cinque anni che state a scaldare le poltroncine degli aerei con cui fate la spola fra Roma e Bruxelles, non dico esservi opposti, ma almeno una volta alzare la manina e dire: "signori, al parlamento europeo si sta per varare la legge per cui la carne di maiale si farà con le ghiande, così la potranno mangiare anche i musulmani ed apriremo ai mercati islamici (per non parlare di vegetariani e vegani).
Sarebbe l'ennesima cagata, ma almeno diteci che cazzo sta succedendo, visto che siete pagati per andare fino lì.
Ci sarebbero tematiche di politica estera, ma a parte il piagnucolio di Alfano sui migranti dall'Africa, da che sta la (Gianni e) Pinotti agli Esteri, i fucilieri strabici non si sa che fine abbiano fatto, e di che posizione prendere verso paesi come la Libia, la Siria, la Russia, il Venezuela (visto che pare stia succedendo qualcosa) non dice niente nessuno.
...
In tutto questo vuoto, in cui l'unico che ci ha fatto la bella figura è Vespa lunedì scorso, la retorica si basa sulla battaglia contro l'astensionismo.
Si danno i numeri: il 30, il 35, il 40% ...
Ma occhio: et voilà! i timori scompariranno quando le percentuali di votanti saranno elevate, certamente più alte del temuto 60-65% di votanti.
Cosa sarà successo?
Avrà prevalso la rabbia di Grillo e la sua promessa di andare a sbattere i pugni sul tavolo? Avrà convinto la neo-simpatia di Renzi e le sue 5covergirl5 che un'altra Europa è possibile? Napolitano sarà riuscito a suscitare negli italiani una nuova, viva e vibrante soddisfazione ad andare al seggio a votare?
O non sarà stato che delle Europee non gliene frega un cazzo a nessuno ma ci sono in tantissimi comuni le elezioni per il Sindaco, ossia la competizione elettorale che più di tutte porta gente al seggio?
...
Ma tant'è, chi volete che vorrà provare ad essere così intellettualmente onesto da ammettere che solo col traino delle consultazioni comunali si riuscirà a raggiungere percentuali di voto (quasi) massicce, mentre se le Europee fossero andate sole solette, altro che 50% di elettori?
Si vota per il rinnovo del Parlamento Europeo, e come sempre si parla di politica interna: gli 80 euro, i gufi, lapalude, ogni tanto le riforme costituzionali, il Senato, la legge elettorale, ecc.
Di Europa si parla marginalmente, tranne che per le presenze di Salvini con la sua felpa con la scritta NO EURO, ed il dubbio sul fatto che (alla luce delle sue ultime dichiarazioni) Berlusconi abbia veramente detto alla Merkel che è una culona.
Kapo' a Schulz, invece, è assodato.
In realtà ci sarebbe il tempo, volendo, di parlare di cose tipo: i formaggi senza latte o il vino senza uva, ambedue cose perfettamente legali visto che "l'Europa" lo consente. Che poi io dico: va bene, la democrazia, la maggioranza, è stato deciso così e passi, ma cazzo! in cinque anni che state a scaldare le poltroncine degli aerei con cui fate la spola fra Roma e Bruxelles, non dico esservi opposti, ma almeno una volta alzare la manina e dire: "signori, al parlamento europeo si sta per varare la legge per cui la carne di maiale si farà con le ghiande, così la potranno mangiare anche i musulmani ed apriremo ai mercati islamici (per non parlare di vegetariani e vegani).
Sarebbe l'ennesima cagata, ma almeno diteci che cazzo sta succedendo, visto che siete pagati per andare fino lì.
Ci sarebbero tematiche di politica estera, ma a parte il piagnucolio di Alfano sui migranti dall'Africa, da che sta la (Gianni e) Pinotti agli Esteri, i fucilieri strabici non si sa che fine abbiano fatto, e di che posizione prendere verso paesi come la Libia, la Siria, la Russia, il Venezuela (visto che pare stia succedendo qualcosa) non dice niente nessuno.
...
In tutto questo vuoto, in cui l'unico che ci ha fatto la bella figura è Vespa lunedì scorso, la retorica si basa sulla battaglia contro l'astensionismo.
Si danno i numeri: il 30, il 35, il 40% ...
Ma occhio: et voilà! i timori scompariranno quando le percentuali di votanti saranno elevate, certamente più alte del temuto 60-65% di votanti.
Cosa sarà successo?
Avrà prevalso la rabbia di Grillo e la sua promessa di andare a sbattere i pugni sul tavolo? Avrà convinto la neo-simpatia di Renzi e le sue 5covergirl5 che un'altra Europa è possibile? Napolitano sarà riuscito a suscitare negli italiani una nuova, viva e vibrante soddisfazione ad andare al seggio a votare?
O non sarà stato che delle Europee non gliene frega un cazzo a nessuno ma ci sono in tantissimi comuni le elezioni per il Sindaco, ossia la competizione elettorale che più di tutte porta gente al seggio?
...
Ma tant'è, chi volete che vorrà provare ad essere così intellettualmente onesto da ammettere che solo col traino delle consultazioni comunali si riuscirà a raggiungere percentuali di voto (quasi) massicce, mentre se le Europee fossero andate sole solette, altro che 50% di elettori?
mercoledì 16 aprile 2014
Non ti privo del privilegio
Tutto sommato penso di condividere il pensiero di D'Alema: "Berlusconi ... Certo viene da pensare che cittadini meno fortunati, meno ricchi e potenti per reati molto minori vanno semplicemente in prigione".
Mi domando, a questo punto, se D'Alema riuscirà, finalmente, a cogliere il senso del concetto di "privilegio"; quel concetto che la "gente normale" ha sempre rivolto come una accusa infamante alla classe politica italiana.
Privilegio che si è sempre perpetrato in tante maniere; chissà, non ultima nel consentire ancora l'esistenza dell'immunità parlamentare, nell'esistenza della procedura dell'autorizzazione a procedere nei confronti dei politici.
Quel privilegio che ha salvato, ad esempio (è solo l'ultimo di una sfilza infinita, nemmeno il più grave), l'on. Brambilla da un processo per peculato ed abuso d'ufficio. E chi l'ha salvata? Il voto pressocché unanime di tutti i gruppi parlamentari, compreso il SUO Partito Democratico.
E se D'Alema è il vecchio, cosa c'è di nuovo in Renzi che preferisce Emma Marcegaglia all'ENI?
Ma questo, è un altro discorso.
Mi domando, a questo punto, se D'Alema riuscirà, finalmente, a cogliere il senso del concetto di "privilegio"; quel concetto che la "gente normale" ha sempre rivolto come una accusa infamante alla classe politica italiana.
Privilegio che si è sempre perpetrato in tante maniere; chissà, non ultima nel consentire ancora l'esistenza dell'immunità parlamentare, nell'esistenza della procedura dell'autorizzazione a procedere nei confronti dei politici.
Quel privilegio che ha salvato, ad esempio (è solo l'ultimo di una sfilza infinita, nemmeno il più grave), l'on. Brambilla da un processo per peculato ed abuso d'ufficio. E chi l'ha salvata? Il voto pressocché unanime di tutti i gruppi parlamentari, compreso il SUO Partito Democratico.
E se D'Alema è il vecchio, cosa c'è di nuovo in Renzi che preferisce Emma Marcegaglia all'ENI?
Ma questo, è un altro discorso.
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giovedì 3 aprile 2014
Fuffulti di fobrietà
Ricapitolando: il 2 aprile 2014 sulla Gazzetta del Mezzogiorno esce un articolo: "Scandalo vitalizi alla Regione addio rivalutazione assegni"; il presidente del consiglio regionale, Introna: ennesimo esempio di sobrietà dell'assemblea legislativa pugliese.
Andando appena appena indietro nel tempo, precisamente il 2 febbraio 2014, sempre sulla Gazzetta veniva pubblicato un altro articolo sullo stesso tema: "Vitalizi, l’ira di Vendola «Aumenti inaccettabili»".
La spiegazione di questi scatti di orgoglio e dignità (un po' di serietà) risale ad un lontano 2010, quando la Regione Puglia procedette alla rivalutazione dei vitalizi.
Sdegno e ira per la scoperta di un inaccettabile errore amministrativo e l'inaccettabile aumento "totalmente fuori luogo" sono sentimenti meritevoli di rispetto.
Mi sfuggirà certamente qualcosa, ma se fossero emersi quattro giorni e non quattro anni dopo, visto che il consesso era lo stesso, presieduto dai medesimi componenti, avrebbe ache avuto il pregiato dono della credibilità.
Sanità (Tedesco), energia, vitalizi ... capisco che è un animale senza nemmeno una "S", ma quante lacrime di coccodrillo intende piangere ancora il presidente Vendola fino al 2015?
Andando appena appena indietro nel tempo, precisamente il 2 febbraio 2014, sempre sulla Gazzetta veniva pubblicato un altro articolo sullo stesso tema: "Vitalizi, l’ira di Vendola «Aumenti inaccettabili»".
La spiegazione di questi scatti di orgoglio e dignità (un po' di serietà) risale ad un lontano 2010, quando la Regione Puglia procedette alla rivalutazione dei vitalizi.
Sdegno e ira per la scoperta di un inaccettabile errore amministrativo e l'inaccettabile aumento "totalmente fuori luogo" sono sentimenti meritevoli di rispetto.
Mi sfuggirà certamente qualcosa, ma se fossero emersi quattro giorni e non quattro anni dopo, visto che il consesso era lo stesso, presieduto dai medesimi componenti, avrebbe ache avuto il pregiato dono della credibilità.
Sanità (Tedesco), energia, vitalizi ... capisco che è un animale senza nemmeno una "S", ma quante lacrime di coccodrillo intende piangere ancora il presidente Vendola fino al 2015?
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